Perché questo progetto ?

Non più messaggi ma "messaggini", non più discussioni infuocate tra amici ma frasi smozzicate nel buio della notte, al riparo del gruppo, non più sane "litigate" in famiglia ma laconiche risposte, non più discussioni su argomenti di studio ma crocette su prove strutturate, non più…

Il silenzio dei giovani è purtroppo esperienza quotidiana, una realtà "pesante" che può nascondere "solo" la difficoltà a trovare le "parole giuste", può essere espressione di un impaccio relazionale adolescenziale ma talvolta è segnale di un disagio più profondo, che può anche sfociare in tragedia, e sempre più spesso cartina di tornasole di superficialità assunta passivamente come sistema di vita.

Cosa fare?

Assistere rassegnati a questa sorta di afasia generazionale o assumersi in pieno la responsabilità di adulti educatori e cercare di capire, insieme ai giovani studenti, i perché di questa comunicazione interrotta o fortemente disturbata? Riteniamo che sia necessario muoversi insieme e tempestivamente in questa direzione perché siamo convinti che sia ancora possibile, tra pari e tra generazioni diverse, "mettere in comune" esperienze, sensazioni, emozioni, messaggi culturali, siamo convinti che dopo aver imparato a " scavare dentro di sé" e ad "ascoltare" gli altri, vicini e lontani nel tempo e nello spazio, ogni giovane avrà qualcosa da dire e potrà provare il desiderio di sperimentare ed affinare tecniche e modi per una "sua" comunicazione efficace.