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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

CRESCERE IN MONTAGNA… UNA SFIDA PER IL FUTURO

“Viveva  poco distante da qui, fino a poco tempo fa, e aveva davanti alla sua casa un grande albero col quale era in grande amicizia. Raccontano che ci parlasse, col suo albero. E l’albero , che era lì fin da quando era bambino, parlava anche lui, col vecchio. Non so se fosse stato l’albero  ad imparare la lingua del vecchio, o il vecchio ad avere appreso il linguaggio segreto dell’albero, fatto sta che si parlavano. E l’albero, alle volte, faceva domande al vecchio. Un giorno gli domando' “Come fate voi uomini a viver senza  radici?” A questa domanda raccontano che il vecchio ebbe molte difficoltà a rispondere, così anche  a me  hanno domandato cosa ne pensassi   e  anch’io  a voi, ora, in questo bosco, domando”Come facciamo, noi uomini, a viver senza  radici ? Dove sono,quali  sono le nostre  radici?” *
(Tratto da Sestino, un Municipium sull’Appennino)

 

Se dovessi associare Sestino, piccolo paese dell’Appennino centrale, ad alcune parole, io sceglierei: sasso, pietra, praterie, transumanza, fierezza, coraggio.

Sestino e’ una comunità  profondamente attaccata alla sua storia e decisa a salvare le proprie radici, ritenendo che  salvare le proprie tradizioni sia un diritto di ogni bambino.

Perciò da anni il paese e’ impegnato a rivalutare le proprie risorse ambientali e culturali e a controbattere i disagi dell’ambiente di montagna. Ambiente, senza dubbio, suggestivo, con gli strapiombi improvvisi delle colline, le tormentate e scoscese ripe, il susseguirsi di valli e  crinali,con il verde dei prati che si perde a vista d’occhio, i fitti boschi profumati di tartufo e funghi, il magico silenzio interrotto dallo scorrere dell’acqua fresca del ruscello, la rude pietra delle case che si associa alla ricchezza dei reperti archeologici.

Un piccolo scrigno prezioso  che comunque purtroppo possiede le difficoltà  tipiche della montagna e   che  , nonostante il lavoro dell’uomo, che collega e fortifica gli insediamenti ,  continua  a creare problemi per il lavoro e la scuola

Per questo motivo nasce una proposta : quella di chiedere e costituire ( secondo le nostre possibilità) una rete per le small schools, piccole scuole di piccoli comuni che hanno il compito di formare i giovani senza staccarli dal loro ambiente

La proposta e’ di promuovere in ogni modo collegamenti, in particolar modo telematici, affinché si sviluppi una  rete che unisca anche i paesi  e le scuole più sperdute e disagiate della penisola

Promuoviamo anche  una iniziativa quella di raccontare esperienze di vita scolastica nelle  scuole di montagna: quali svantaggi , quali difficoltà e invece quali opportunità ha dato  l’ avere le proprie radici su questi monti?

Vogliamo far nascere nuovo entusiasmo per le cose minute , che possiamo trovare senza cercarle affannosamente: la solidarietà di un piccolo paese,l’aria pura di montagna,il calore della legna che brucia,un cielo chiaro…il verdeggiare degli alberi…essere attivi senza l’agitazione della vita frenetica della grande città…avere la propria scuola integrata nel proprio ambiente di vita

Domandarci ancora: cosa  fare affinché ogni bambino senta il suo paese come luogo dove si vive bene

Rubrica Verticale che Passione


“Opportunità e sviluppo  della interazione  scuola - territorio”*
Scuola e territorio verso  la progettazione integrata

Ringrazio del  gradito invito che mi  ha dato l’opportunità di ritrovarmi in questo  scenario suggestivo a riflettere su  tanti temi importanti legati agli istituti comprensivi

Colgo l’occasione del convegno per informare che curo una rubrica  telematica ( indirizzo www.edscuola.com  ) chiamata  “Verticale che passione” dedicata agli istituti comprensivi  ; tra l’altro nella sezione che raccoglie i documenti  c’e’ uno spazio  dedicato a Sestino  e alle piccole scuole

Mi auguro che anche quest’anno possa nascere una iniziativa importante come  accadde  lo scorso anno a proposito del comma per i comprensivi

(si chiedeva al legislatore un comma per legittimare l’esistenza delle scuole verticali, che sembravano dimenticate dalla riforma scolastica)

Mi sento partecipe e particolarmente interessata alle tematiche affrontate nel  convegno  anche perchè lavoro in un comprensivo e quindi ne vivo doppiamente le problematiche  . Il comprensivo e’ un’istituzione che sta cercando una piena valorizzazione delle proprie potenzialita’, senza pero’dimenticare  la presenza dei rischi che possono  incorrere nella sua struttura verticale

Per questo motivo vorrei fare alcune riflessioni su un tema che ritengo particolarmente importante per i comprensivi e per  questo convegno: “Le opportunita’ e gli sviluppi del rapporto  Scuola e Territorio” . Al riguardo vorrei esordire con una  domanda : cosa e’ cambiato nel rapporto scuola e territorio? Quali prospettive   ci riserva il futuro?

1 a) Un cenno alla  storia della relazione scuola-territorio

Durante un lungo periodo  in cui  si e’ posta l’attenzione sul rapporto conflittuale tra la scuola  e il territorio( territorio inteso non solo come luogo fisico, ma anche come ambiente emotivo e sociale) le agenzie che su tale territorio  operavano sono  diventate  soggetti attivi che collaborano  e producono cultura e formazione ; soggetti che non solo offrono  opportunità di supportare i contenuti disciplinari dei programmi scolastici, ma producono essi stessi progetti  culturali  interessanti e quindi sono sempre più legati alla crescita evolutiva dei giovani

Nel passato l’attenzione era volta a risolvere le conseguenze prodotte da un ambiente deprivato culturalmente e condizionante. In particolar modo l’interesse era volto a  sopperire  alcuni gravi  problemi derivati da  un ambiente culturalmente povero, oppure  ostile per  la sua  collocazione geografica.

La ricerca dagli anni settanta era tesa a individuare le lacune prodotte da un ambiente  che poteva creare nei bambini disagio e dispersione

Il sapere essenzialmente era affidato alla scuola che si arrogava il diritto -dovere di trasmettere contenuti, a volte anche lontani dalla realtà in cui era immerso il bambino. Si comprese però che  l’idea di trasmettere  agli alunni quanti più contenuti possibili  appariva inutile e anche dannoso, per  cui con il passare del tempo  si fece largo  l’idea che era meglio tirare fuori “teste ben fatte” anziché “teste ben piene”

Oltre questa considerazione  ,  nacquero altre tesi che si possono cosi sintetizzare in questi ambiti:

- sociale: ogni territorio  ha una sua cultura locale e delle vocazioni produttive  legate alla sua configurazione naturale. Per tale motivo  l’ambiente può costituire una risorsa  per acquisire competenze, e comunque  il  bambino trae interesse  e motivazione ad apprendere  dal contesto in cui si trova

- politico:la legge sull’autonomia  scolastica  ha   valorizzato  il territorio,la sua emanazione ha dato una spinta propulsiva verso l’extra scuola, suggerendo   protocolli d’intesa con gli enti e collegamenti in rete tra istituzioni

- cognitivo:l’innovazione tecnologica  e quella informatica diffondono enormi quantità di informazioni e  trasmettono una  moltiplicazione dei saperi che necessitano  collegamenti e sintesi, attività  questa che potrebbe essere svolta dalla scuola

Per concludere nacque l’idea che la scuola  e il territorio erano  luoghi  di vita e  non solo di apprendimento

Una rivoluzione!

Territorio non  e’ più  visto come elemento da correggere ; Enti e Associazioni non sono più visti come controparte, ma come fonti di opportunità  e di stimolo, un supporto quindi per la conoscenza e la formazione

Nasce poco alla volta la convinzione che il territorio sia   una struttura educante

Per educare un bambino ci vuole un villaggio”e’ il titolo significativo di un progetto promosso nel Friuli, il cui testo  si trova tra i materiali della rubrica citata prima.

Si  diffondono ovunque tante iniziative riguardanti varie attività: dal patto pedagogico tra scuola e Comune, alla progettazione integrata, alla recente iniziativa  del settembre pedagogico, alle attività promosse dalle Associazioni e il Volontariato. Il territorio diventa una “costellazione “ che ruota intorno ai bambini e alle bambine

Tutto ciò è  supportato da teorie pedagogiche che suggeriscono  di guardare, oltre la scuola ,all’ambiente con un approccio nuovo: ricordiamo l’attivismo del De Bartolomeis, l’autoeducazione di Bruner,   Frabboni che suggerisce aule decentrate e laboratori, l’ambiente come   libro di lettura.

Lucine Lefebre  afferma che  il fanciullo che studia il suo ambiente si fa volta a volta naturalista,fisico,geografo,storico, matematico,critico d’arte, disegnatore ecce.

Se vuole riprodurre gli aspetti di questo ambiente diventa volta a volta scrittore,ingegnere,disegnatore,musicista,scultore,aggiustatore.Lo studio dell’ambiente e’ insieme tutto questo, sviluppa tutte le forme dell’intelligenza

2 1 Operando nel contesto ambientale c’e movimento ,esplorazione ,contatto attivo con le cose

Prospettive e speranze

I  Comprensivi sono dotati di flessibilità , di integrazione e si vanno strutturando come  strutture polifunzionali con servizi aperti al territorio-

Hanno una visione lunga del sapere;  e quindi hanno tutti i requisiti per usufruire di questa continuità orizzontale in una visione unitaria, anche se tuttora emergono  segni di disagio che preoccupano

 Solo alcuni giorni fa  un insegnante della scuola media (durante un dibattito sulla proposta dello stato giuridico dei docenti)ha raccontato l’impatto tramautizzante avuto nei comprensivi , il difficile adattarsi a questa nuova realtà, sostenendo   che la scuola media ha esigenze particolari , diverse dagli altri ordini di scuola

Io  vorrei che qualcuno mi dicesse la sua opinione su questa affermazione ,perchè lavorando ci si  accorge  invece che i problemi sono simili , tenendo di conto dello sviluppo longitudinale e delle diverse metodologie legate al passaggio infanzia-fanciulezza - adolescenza  che comporta , e’ vero , problematiche e soluzioni diverse, ma questo non vuol dire che non si possa lavorare  per mete comuni in base all’unicità  dell’essere umano e agli obiettivi comuni che danno senso al nostro lavoro

E’condivisa l’idea che le condizioni per migliorare la qualità sono la circolarità di idee,l’aiuto reciproco,il confronto. Può  essere utile ricorrere alla metafora dell’altalena:l’immagine dell’altalena e del suo continuo oscillare rispecchia il movimento dei nostri sentimenti,dello stato d’animo,delle tensioni,delle emozioni,della  inadeguatezza  di noi che , comunque rimaniamo sempre   saldamente fissati sul terreno

Per concludere due aspirazioni :scuola e territorio possono davvero preparare il terreno all’auto apprendimento e all’educazione permanente e allo sviluppo dei talenti,  cioe’ di tutte le intelligenze e non solo di quella cognitiva

Aspetti determinanti per viaggiare nel terzo millennio

 

* relazione tenuta al Convegno  “Piccole ma buone: la sfida degli Istituti Comprensivi”
Sestino, 21 Maggio 2005


Convegno >> Scuole di qualità<<

Istituto Comprensivo di Sestino- Badia Tedalda

(Arezzo)

***   ***   ***   ***   ***

Sabato 21 maggio – Sestino - Teatro “G.Verdi”

 

 

Ore 9,30 - Inizio lavori

 

Presiede Professor Mario Di Rienzo, Direttore riviste “La Vita Scolastica” e “Scuola per l’infanzia”

 

 

Saluti:

 

 

·                Fabrizio Gai, Dirigente dell’Istituto Comprensivo di Sestino e Badia Tedalda

 

·                Giancarlo Renzi, Sindaco del Comune di Sestino

 

·                Alberto Santucci, Sindaco del Comune di Badia Tedalda

 

 

Relatori:

 

·                Marisa Bracaloni, Coordinatrice Comprensivi sito internet Edscuola

 

·                Andrea Toma, Fondazione CENSIS

 

·                Giancarlo Cerini, Ispettore Scolastico Emilia Romagna

 

·                Mariangela Giusti, Università degli Studi di Milano—Bicocca

 

·                Giancarlo Giurlani, Presidente UNCEM Toscana

 

·                Cesare Angotti, Direttore Generale Ufficio Scolastico regionale per la Toscana

 

·                Gianfranco Simoncini, Assessore Regione Toscana

 

Ore 13,30 - Buffet

Ore 15,30 - Ripresa dei lavori

 

 

·                Rappresentante del Ministero dell’Istruzione

 

·                Emanuela Caroti,  Assessore Provincia di Arezzo

 

·                Maddalena Senesi,  Presidente Comunità Montana Valtiberina Toscana

 

·                Rappresentanti degli Istituti Comprensivi partecipanti

 

Partecipano ai lavori:

 

·                Rappresentanti sindacali

 

                            ~~~~

 

Ore 17,00—Consegna del Premio “Scuola di Qualità”

 

Conclusioni

 

·                Anselmo Grotti—Presidente Commissione Premio Qualità

 

 

 

 


 

BANDO  DI CONCORSO

Premio “SCUOLA DI QUALITA’”

ESPERIENZE ORGANIZZATIVE E DIDATTICHE IN VERTICALE

 

L’idea di un Premio Qualità per insegnanti che hanno realizzato Progetti è nata in seno all’Istituto Comprensivo di Sestino e Badia Tedalda qualche anno fa, quando, lavorando per la salvaguardia del nostro istituto che rischiava l’accorpamento per motivi quasi prettamente demografici, chiamammo a consiglio, in montagna, un pool di esperti del mondo della scuola, del settore amministrativo, del mondo accademico, politico e letterario, degli enti locali. Ci trovammo in quella occasione tutti d’accordo: molto era ancora da fare (in primo luogo stava forse al legislatore accorgersi della straordinaria vitalità del fenomeno degli istituti comprensivi in Italia), ma già molto si stava facendo, a livello dei singoli istituti o addirittura per iniziativa di un numero ristretto di docenti; mancava forse un po’ di visibilità e rendere i progetti in continuità partecipi agli altri.

Così, con la preziosa collaborazione del C.S.A. di Arezzo, varammo il Premio sperando di rendere utile l’iniziativa per quanti nella scuola si danno e non tengono sempre in conto ciò che ricevono.

Se è vero che gli istituti comprensivi (oggi siamo al 42% degli istituti scolastici che hanno scelto la forma comprensiva) in parte devono la loro genesi ad una sorta di “opportunismo energetico”, ovvero finanziario, inteso anche come gesto compulsivo di mantenimento di taluni servizi là dove le piccole comunità stentano a mantenersi tali e che caparbiamente ne rivendicano il diritto di possesso, è tuttavia innegabile che il dinamismo e l’innovazione che essi hanno portato andrebbero tenuti in debita considerazione, e tra le altre cose molti progetti lo dimostrano, soprattutto nella fase odierna nella quale la scuola è in cerca di certezze, realtà, riforme.

Il valore aggiunto della formula comprensiva è senza dubbio la nascita, all’interno dell’istituto che da un giorno all’altro si ritrova serrato in una continuità burocratica, di un pensiero forte, nuovo, intrigante che pone il bambino/alunno all’interno di un contesto variegato ma allo stesso tempo unitario, diversificato ma al tempo stesso interconnesso: quale genitore può non valutare positivamente che il proprio figlio viene preso in consegna non per tre né per cinque anni, ma si va ben oltre, senza cambiare fisionomia, e senza quei salti di plesso e di ordine che spesso lasciano sul campo vittime innocenti (magari vittime di incomprensioni, diversità di metodo di lavoro, diversità di valutazione)?

Continuità, verticalità, orizzontalità: sfaccettature di una realtà scolastica che pone al centro il bambino, in maniera totale, aperta, nel suo divenire talvolta lineare, talaltra spigoloso.

Ma le scuole, viene da pensare, sono in grado di cogliere tale vantaggiosa prospettiva? Hanno gli strumenti organizzativi, finanziari, di flessibilità necessari per raggiungere l’obiettivo?

Basta entrare in qualsiasi istituto comprensivo, crediamo, per trovarci di fronte ad innumerevoli contrasti, lacerazioni, circonvoluzioni di pensiero che gira e rigira pongono al centro sempre le stesse questioni e la continuità resta quasi sempre sullo sfondo: una chimera, un miraggio, un sogno.

Crediamo, con questo Premio Qualità di puntare decisi su quel “quasi sempre”, che ci conforta e ci fa spendere una parola in più per capire, confrontare ed acquisire le proposte migliori, le sperimentazioni, i progetti e le idee che comunque, grazie alla grande vitalità degli insegnanti e dei dirigenti a volte riescono a portare luce e a farci capire che rinnovare la scuola si può, basta avere la pazienza di chi si mette all’ascolto e accetta, senza condizioni, il contributo di tutti.

E’ difficile trovare un istituto comprensivo dove si possa accertare che la continuità, sia verticale che orizzontale, non abbia cozzato con qualche muro divisorio apparentemente insuperabile, tuttavia è altrettanto difficile trovare una scuola dove non vi siano esempi di lavoro in continuità che tengono conto dell’unitarietà di intenti tra discipline, classi, plessi. E’ a quegli insegnanti che si sono impegnati ed hanno realizzato progetti con queste impostazioni che noi ci rivolgiamo, per capire, riconoscere, confrontare e, tutti assieme, crescere per una scuola migliore che sia, in tutti i sensi, un po’ più “comprensiva”.

 

 

BANDO  DI CONCORSO PREMIO “SCUOLA DI QUALITA’'                     per esperienze didattiche e formative in orizzontale

 

Art. 1             FINALITA’ DEL CONCORSO

L’Istituto Comprensivo di Sestino e di Badia Tedalda “L.Voluseno” nel promuovere il presente concorso si propone le seguenti finalità:

·      Stimolare e valorizzare progetti educativo-didattici realizzati in continuità verticale e/o orizzontale ed interdisciplinari

·      Rendere fruibili materiali che evidenzino come le esperienze in continuità verticale e/o orizzontale siano particolarmente formative per gli alunni e trovino negli Istituti Comprensivi una struttura organizzativa ideale.

·      Riscoprire e diffondere esperienze scolastiche di particolare riguardo.

 

Art.2              TEMI

Il concorso prevede le seguenti sezioni tematiche:

 

A-      Scuola —territorio(indirizzo storico-socio-culturale)

B-      Scuola ambiente(indirizzo naturalistico)

C-              Scuola-società(indirizzo interculturale).

 

Art.3               TERMINI E MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione al concorso è aperta a dirigenti scolastici e insegnanti della Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria di Primo e Secondo grado che abbiano realizzato progetti relativi al tema ambiente-scuola- territorio sviluppati in continuità.

Potranno partecipare tutti gli Istituti Comprensivi delle Regioni Toscana.Umbria, Emilia Romagna, Liguria e Marche.

Viene lasciata la più ampia libertà riguardo al tipo di supporto e alle tecniche di realizzazione degli elaborati che debbono essere accompagnati da una scheda riassuntiva(vedi allegato) da produrre su floppy o CD-ROM

Gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre il 18 MAGGIO 2005.

 

Art.4                  UTILIZZO DEI PROGETTI

Tutti gli elaborati saranno messi a disposizione per un’eventuale  pubblicazione su siti internet specialistici e presso case editrici e riviste del settore.

 

Art.5                   PREMI e RICONOSCIMENTI

La Commissione esaminatrice sarà composta dal Dirigente Scolastico dell’ Istituto Comprensivo “L.Voluseno” e dai componenti del Comitato scientifico del premio.

Verranno rilasciati attestati a tutti gli Istituti partecipanti.

Verranno premiati con targa di riconoscimento i tre progetti ritenuti più significativi(uno per ciascuna area).

Le premiazioni avverranno nella giornata conclusiva del 21 maggio 2005.

Per inviare il materiale e per ulteriori informazioni rivolgersi alla segreteria amministrativa dell’ Istituto Comprensivo “L.Voluseno”,Viale dei Tigli 7,52038 Sestino

Tel 0575/772604,tel.e fax 0575/772760,e-mail voluseno@inwind.it , oppure al Referente Ins. Marco Renzi: Cell. 335 6971607 – email: r.marco67@tiscali.it           


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