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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
- ISSN 1973-252X
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

Artt. 1, 3, 6, 30, 32, 35 della Costituzione Italiana

Il sogno di un Capo Rom

 

 

Se potessi,

vorrei tornare

in Kosovo,

nella mia casa,

nella mia terra,

senza più fame,

senza più guerra.

 

Se potessi,

non vorrei stare

in un Paese straniero,

vivere in un container

o in una baracca,

che si apre

quando il vento impazza.

 

Se potessi,

non vorrei

 che i bambini

giocassero

 in acqua di fogna:

orrore e vergogna

di tanti governi.

 

Chi vive ferito

in miseria e privazione,

da  animale,

può diventare

facilmente

delinquente

e criminale.

 

Se potessi,

vorrei avere dottori

per malattie e dolori

e  Servizi Sociali,

che applicassero

quotidianamente

i Diritti Costituzionali.

 

 

 

 

 

 

 

Se potessi,

vorrei avere cibo,

 scuola,

sport, musica

e danza,

 formazione

per il futuro

della nuova generazione:

l’elemosina non è condivisione

e interazione.

 

Se potessi,

vorrei tornare

in Kosovo.

Ma non posso farlo:

i miei bambini

sono italiani,

anche

se non sono eguali.

 

Io

non vorrei vivere bene

proprio come un italiano,

ma avere

 casa,

salute

e lavoro,

accoglienza ed amore

“per una vita

solo un po’ migliore”.

 

Se potessi,

vorrei

che Governi e Istituzioni

riconoscessero

lingua e memoria,

stato di eguaglianza

e diritti di cittadinanza

a Popoli e Genti del mondo,

ai sensi della Costituzione

 Italiana.

 

Non può avere domani

chi ha le impronte

delle mani.

 

( Maria Angela Zecca )


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