FINE ANNO – INIZIO ANNO
ALL’INSEGNA DELLA CONTINUITA'

Umberto Tenuta

 

Un anno scolastico finisce.

Un anno scolastico si approssima.

La macchina della scuola non si ferma.

Tutto continua.

L’anno che chiude ne apre un altro: le operazioni di chiusura dell’anno scolastico in corso hanno significato in quanto preparano al nuovo anno scolastico.

A cominciare dagli esami.

Scrutini ed esami hanno significato non tanto per terminare quanto per riprendere il processo formativo dei singoli alunni nel nuovo anno scolastico.

La valutazione finale o sommativa non serve per esprimere un giudizio (promozione o bocciatura), quanto per predisporre le condizioni più adeguate a riprendere a settembre il processo formativo all’insegna della continuità.

Nell’ambito della scuola dell’autonomia - che ha preminente carattere formativo, che è intesa a promuovere il <<pieno sviluppo della persona umana>>, che è impegnata a garantire il successo formativo a tutti gli alunni - non ha significato dispensare promozioni, ammissioni e bocciature.

Tutto, anche le bocciature, anche i debiti ed i crediti formativi, assume significato in una prospettiva che non può non essere formativa, promozionale, finalizzata ad assicurare comunque il successo formativo.

La scuola non ha più il compito di selezionare, di giudicare, di valutare per attribuire titoli e qualifiche.

La scuola ha solo il compito di promuovere i processi formativi, perché tutti gli alunni - sì, proprio tutti, compresi gli alunni portatori di handicap - siano messi nella condizione di realizzare il loro successo formativo, la loro piena formazione, la loro autorealizzazione umana.

In tale prospettiva occorre utilizzare anche le operazioni di chiusura dell'anno scolastico per predisporre le migliori condizioni di avvio del nuovo anno scolastico.

In particolare, l'attenzione può essere rivolta a realizzare un approfondimento della conoscenza degli alunni, con specifico riferimento ai loro livelli di sviluppo e di apprendimento, ai loro ritmi ed ai loro stili di apprendimento, ai loro atteggiamenti.

Le operazioni di scrutinio e di esame costituiscono occasioni preziose per approfondire la conoscenza dei singoli alunni, non per riempire i loro portfolio ma per arricchirli, per renderli più significativi, più espliciti, più completi: nitide fotografie a colore (1)!

La sommatoria delle valutazioni effettuate durante l'anno scolastico e gli ulteriori elementi acquisiti al termine dello stesso consentono di avere un quadro più chiaro dei livelli di sviluppo dei singoli alunni, delle capacità e degli atteggiamenti di cui ora sono in possesso, così come dei loro livelli di apprendimento, delle conoscenze acquisite.

Ma consentono soprattutto di avere una migliore conoscenza dei loro ritmi e dei loro stili di apprendimento.

Sulla base di tali conoscenze é possibile mettere a punto il loro Piano educativo personalizzato: a settembre i docenti potranno definire le esigenze dei singoli alunni e delineare meglio i Piani educativi personalizzati che stanno alla base della elaborazione del POF.

Dovrebbe essere acquisita la consapevolezza che il POF rappresenta la sintesi dei Piani educativi personalizzati dei singoli alunni: la elaborazione del POF non può non muovere dai Piani educativi personalizzati dei singoli alunni. Diversamente, risulta astratto, generico, non rappresentativo della identità delle singole scuole, identità che nasce, non solo e non tanto dalle identità dei singoli contesti socioculturali, quanto dalle identità dei singoli alunni.

Il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità, che costituisce l'impegno fondamentale della scuola dell’autonomia, possono essere assicurati solo se si muove dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle diversità dei singoli alunni.

È questo un cambiamento profondo, estremamente innovativo, della prospettiva educativa e didattica della scuola dell’autonomia, che non può essere ignorato e disatteso, continuando a mantenere in vita la prospettiva dell'uniformità, che tale resta, anche se non è più quella nazionale, ma a questa si sostituiscono le uniformità delle singole scuole, uguali in tutto per tutti gli alunni, nell'errata convinzione che tutti gli alunni di un determinato contesto socioculturale debbano acquisire le stesse conoscenze, le stesse capacità e gli stessi atteggiamenti.

Le esigenze della realtà locale non possono non esprimersi attraverso le esigenze dei singoli alunni.

D'altra parte, il lavoro di un anno scolastico offre anche nuovi elementi per conoscere meglio, non solo le caratteristiche dei singoli alunni, ma anche le realtà locali.

Tuttavia, ciò che importa evidenziare è che la chiusura di un anno scolastico e l'inizio di un altro anno scolastico non costituiscono due eventi separati, ma si correlano, si collegano, si integrano, nella prospettiva della continuità educativa, che é continuità non solo da scuola a scuola, ma anche da un anno ad un altro anno scolastico: una continuità che si configura come processualità, come assenza di salti, di tagli netti, di interruzioni.

Il lavoro riprende dove è terminato, anzi non si interrompe, ma si continua.

Le vacanze costituiscono solo una pausa, non una interruzione.

In tal senso, c'è una continuità che è rappresentata anche dalla continuità della presenza degli operatori scolastici nella scuola, assicurata dalla opportuna rotazione delle ferie.

Vogliamo dire che non chiudiamo pagina, ma siamo con il cuore protesi alla nuova pagina che stiamo svoltando.

Forse è proprio questo atteggiamento che rende più significativa la lettura dell'ultima pagina dell'anno scolastico che volge al termine: più significativa e anche per questo più responsabile, più impegnativa, più professionale.

La scuola non chiude mai, ma si impegna nel miglioramento continuo dei processi formativi.

 

Note

1 In merito cfr. Fotografie a colori dei nostri alunni, in DIDATTICA@EDSCUOLA.COM

2 È questa la tesi sostenuta nel volume UMBERTO TENUTA, Il Piano dell’offerta formativa - Moduli e unità didattiche – La programmazione nella scuola dell’autonomia, ANICIA, ROMA, 2001, con CD-ROM.

3 <<Le istituzioni scolastiche… riconoscono e valorizzano le diversità>> (Art. 4.1, Regolamento dell’autonomia scolastica)