
L'infanzia
e l'adolescenza in Europa
tra similitudini e differenze
''I
numeri europei '' a confronto
Infanzia
ed adolescenza a confronto nei paesi dell’Unione Europea. E’
questo l’oggetto di analisi del Centro nazionale di documentazione
ed analisi di Firenze che dedica il numero 22 dei Quaderni a questo
studio. L’indagine statistica ‘I numeri europei’ segue il
primo studio sperimentale, elaborato nel 2000, che metteva in
relazione i dati di cinque paesi dell’Unione: Germania, Francia,
Italia, Spagna e Regno Unito. Lo sforzo ora è quello di ampliare la
prospettiva del confronto individuando ben 16 aree tematiche con
dati e spiegazioni del fenomeno.
Ne emerge un quadro in chiaro scuro, dove ricorrono alcune tendenze
(ad esempio l’invecchiamento della popolazione), mentre altre
seguono comportamenti ben distinti da paese in paese (come il
coinvolgimento di minori in attività criminose). Un dato su tutti
da cui è necessario partire: la popolazione infantile (0-14 anni) e
minorile (0-17 anni) costituiscono una quota della popolazione
sempre più ridotta. Nel 1999 i due indici rappresentavano
rispettivamente il 17% ed il 20,6% della popolazione. La situazione
non mostra segnali positivi: Germania, Italia, Spagna e Grecia
rimangono al di sotto dei valori medi e l’Italia spicca in
negativo con valori pari al 14,5% per la fascia compresa tra 0-14 e
17,/% per quella 0-17 anni.
In
linea con i valori europei Austria, Belgio e Portogallo, mentre
migliore è la situazione nei paesi che, come la Danimarca, Francia
e Olanda, hanno applicato serie politiche di contrasto alla
denatalità, ottenendo risultati apprezzabili. Resta comunque
sconfortante il dato rilevato dall’indicatore per eccellenza
utilizzato in questo campo, quello che misura il numero di figli per
donna, usato per spiegare i comportamenti riproduttivi e fissato a
2,1 figlio per donna, soglia che indica la possibilità di un
ricambio generazionale. Anche in questo caso fanalino di coda l’Italia
con un 1,19, anche in costante diminuzione, mentre la situazione
migliora -anche se resta al di sotto della media- in Irlanda (1,88).
Il
fenomeno secondo i ricercatori è una delle cause che hanno prodotto
radicali mutamenti nella famiglia. Cresce infatti il numero di
coppie che non hanno figli che con il 37% è arrivata ad eguagliare
la percentuale delle famiglie europee composte da due adulti con
bambini a carico.
|
Nati
vivi in paesi UE: anni '96-'97-'98
|
|
Paesi
|
1996
|
1997
|
1998
|
|
nati
vivi
|
nati
vivi naturali*
|
nati
vivi
|
nati
vivi naturali*
|
nati
vivi
|
nati
vivi naturali*
|
|
Austria
|
88.809
|
24.880
|
84.045
|
24.208
|
81.233
|
23.924
|
|
Belgio
|
116.208
|
20.338
|
116.244
|
n.d.
|
114.465
|
n.d.
|
|
Danimarca
|
67.638
|
31.302
|
67.636
|
30.533
|
66.170
|
29.642
|
|
Finlandia
|
60.723
|
21.484
|
59.329
|
21.659
|
57.108
|
21.244
|
|
Francia
|
734.338
|
285.514
|
726.768
|
290.848
|
740.300
|
296.500
|
|
Germania
|
796.013
|
136.267
|
812.173
|
145.833
|
785.034
|
157.117
|
|
Grecia
|
100.718
|
3.290
|
102.038
|
3.532
|
100.894
|
3.842
|
|
Irlanda
|
50.655
|
12.797
|
52.311
|
13.892
|
53.551
|
15.153
|
|
ITALIA
|
528.103
|
43.758
|
528.901
|
47.244
|
515.439
|
46.604
|
|
Lussemburgo
|
5.689
|
851
|
5.503
|
926
|
5.386
|
941
|
|
Olanda
|
189.521
|
32.192
|
192.443
|
36.863
|
199.408
|
41.439
|
|
Portogallo
|
110.363
|
20.597
|
113.047
|
22.111
|
113.510
|
22.878
|
|
Spagna
|
362.626
|
42.352
|
369.035
|
48.400
|
361.929
|
n.d.
|
|
Svezia
|
95.297
|
51.348
|
90.502
|
48.945
|
89.028
|
48.658
|
|
Regno
Unito
|
733.375
|
260.391
|
726.812
|
267.059
|
716.888
|
269.673
|
|
Unione
Europea
|
4.040.076
|
987.361
|
4.046.787
|
n.d.
|
4.000.343
|
n.d.
|
|
UE
complessivo
|
5.027.437
|
4.046.787
|
4.000.343
|
Note:
(*) Sono i figli nati fuori dal matrimonio
Fonte: Centro Nazionale documentazione infanzia e adolescenza
Il 21% dei bambini al disotto dei 16 anni vive in
condizioni di povertà nella civilissima Europa
Bambini che vivono in stato di povertà o di difficoltà
economica non sono realtà che appartengono solo al sud del mondo.
La comparazione dei dati a livello europeo pubblicata dal Centro
nazionale di documentazione ed analisi di Firenze, ‘I numeri
europei’, dimostra che il 21% dei bambini europei al disotto dei
16 anni vive in famiglie a basso reddito (si intende inferiore al
60% del reddito medio europeo) e la situazione più grave si
registra proprio nel civilissimo Regno Unito dove il dato tocca il
26 per cento. A seguire Portogallo, Spagna e Irlanda (23%).
In maggiore difficoltà, sottolineano gli esperti, le famiglie con
un solo genitore, anche se più in generale le condizioni del
disagio economico sono legate al numero di figli e peggiorano col
crescere del nucleo familiare. Questa tendenza vede sensibilmente
interessata anche l’Italia – seconda solo al Portogallo - dove
le famiglie toccate dal problema sono il 34% (famiglie con tre o
più bambini a carico dove una persona su quattro vive al disotto
del reddito medio europeo).
Il dato è incrociato, dove possibile, con quello delle politiche di
sostegno a famiglie e bambini ed anche in questo ambito -quello
della spesa sociale- gli osservatori sottolineano come “l’Italia
e ancor prima la Spagna sono paesi in cui le famiglie devono contare
soprattutto su se stesse per far fronte alle difficoltà economiche”.
|
Minori
UE: % di bambini e di persone
che vivono in famiglie a basso reddito
|
|
|
%
di bambini
|
%
di persone
|
|
Austria
|
13,0
|
16,0
|
|
Belgio
|
17,0
|
19,0
|
|
Danimarca
|
11,0
|
4,0
|
|
Finlandia
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Francia
|
16,0
|
18,0
|
|
Germania
|
16,0
|
20,0
|
|
Grecia
|
21,0
|
18,0
|
|
Irlanda
|
18,0
|
23,0
|
|
ITALIA
|
19,0
|
22,0
|
|
Lussemburgo
|
12,0
|
16,0
|
|
Olanda
|
12,0
|
14,0
|
|
Portogallo
|
22,0
|
23,0
|
|
Spagna
|
18,0
|
23,0
|
|
Svezia
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Regno
Unito
|
19,0
|
26,0
|
|
Unione
Europea
|
17,0
|
21,0
|
n.d. dato non
disponibile
Fonte: Centro Nazionale documentazione infanzia e adolescenza -
Firenze
Europa multietnica. Aumenta il numero dei bambini stranieri
residenti: sono il 2,3% in Italia.
Se in Europa nascono sempre meno bambini, si accentua di
contro di anno in anno il carattere multietnico e multirazziale del
continente europeo. La componente straniera della popolazione cresce
ovunque in modo rilevante e va a compensare la denatalità dei paesi
dell’Unione. E sul dato generale spicca proprio il rapido aumento
del numero dei bambini dovuto sia alle nuove nascite, sia ai nuovi
ingressi per ricongiungimento familiare. Lo rileva ‘I numeri
europei’ pubblicazione del Centro nazionale di documentazione ed
analisi di Firenze che dedica questo numero dei Quaderni al
raffronto tra i paesi della regione europea.
La crescita del numero dei bambini stranieri nel paese è stata
letta dagli studiosi come un segnale di stabilità delle famiglie
che percepiscono la loro presenza in Italia, come nel resto dell’Europa,
non più in modo transitorio, ma un po’ più sicura tanto da
decidere di mettere radici. Il dato è stata comparato con la
consistenza della popolazione minorile residente nei paesi dell’Ue.
Al dato in assoluto più alto del Lussemburgo dove il 33,8% della
popolazione minorile è composta da stranieri, seguono Germania
(10,8), Austria (9,7), Belgio (8) e Francia (6,8). Valori più bassi
invece per l’Italia, insieme a Grecia, Finlandia, Regno Unito
Portogallo e Spagna. Nel Paese infatti il 2,3% dei bambini residenti
non sono di nazionalità italiana e va tenuto conto che il dato non
può considerare i minori entrati clandestinamente e quelli che pur
con regolare permesso di soggiorno, proprio o dei genitori, non sono
ancora stati registrati in anagrafe. Il dato della clandestinità
può secondo i ricercatori fare la differenza soprattutto in Italia
e Spagna, più vicine con aree ritenute instabili come l’ex-Jugoslavia
o il continente africano.
|
Stranieri
residenti e minori stranieri residenti in paesi UE
|
|
Paesi
|
Anno
di riferimento
|
Minori
stranieri residenti
|
Stranieri
residenti
|
|
Austria
|
1999
|
161.122,6
|
739.837
|
|
Belgio
|
1998
|
174.345,6
|
903.120
|
|
Danimarca
|
1999
|
70.439,2
|
256.276
|
|
Finlandia
|
1999
|
20.749
|
85.060
|
|
Francia
|
1994
|
916.964,8
|
3.596.602
|
|
Germania
|
1998
|
1.703.400
|
7.365.833
|
|
Grecia
|
1998
|
8.574,6
|
165.651
|
|
Irlanda
|
1999
|
22.729,2
|
112.856
|
|
ITALIA
|
1999
|
229.851
|
1.270.550
|
|
Lussemburgo
|
1994
|
32.084,2
|
132.460
|
|
Olanda
|
1999
|
162.450
|
662.290
|
|
Portogallo
|
1998
|
46.033,4
|
175.263
|
|
Spagna
|
1999
|
93.229*
|
801.329
|
|
Svezia
|
1999
|
114.690,6
|
499.931
|
|
Regno
Unito
|
1997
|
283.600
|
2.121.000
|
Note:
(*) Il
dato è relativo ai minori di 0-16 anni
Fonte: Centro Nazionale documentazione infanzia e adolescenza
Morti non naturali: sono gli incidenti stradali la prima
causa. ''Smentita'' un aumento dei suicidi.
Un’attenzione particolare è data nel rapporto del Centro
nazionale di documentazione ed analisi di Firenze, ‘I numeri
europei’ alle cause di morte non naturali. Lo studio ha messo a
confronto i dati relativi ai suicidi, agli incidenti stradali e alle
altre cause di morte accidentale causate ad esempio da veleno o
trauma. Ne è risultato che in Portogallo e Belgio i bambini al
disotto dei 14 anni deceduti per avvelenamento o trauma sono
rispettivamente il 13,3 e il 10,2 per cento mentre il valore più
basso si registra in Lussemburgo, Svezia ed Italia con solo 4,9 casi
su 100mila minori. Gli incidenti stradali rimango la prima causa di
morte violenta, anche se il dato è in diminuzione in tutta Europa.
Il maggior numero di minori di 14 anni morti in un incidente si ha
in Portogallo; l’Italia invece registra una situazione meno grave
con 1,7 casi ogni 100mila minori della stessa età..
Gli osservatori “smentiscono” anche le voci pessimistiche che
danno in crescita il numero dei suicidi tra i minorenni. Nel corso
degli anno Novanta il fenomeno registrato su minori di 5-14 anni “è
al limite dell’inconsistenza” sottolineano mentre assume
maggiore rilevanza tra 15-24. I tassi più alti di suicidio tra
giovani ed adolescenti (15-24 anni) sono più alti in Finlandia
(20,7 suicidi per 100mila abitanti) mentre in Italia si registrano
5,3 suicidi per 100mila abitanti.
Un dato invece accomuna l’Europa: il sesso. In tutti i paesi il
tasso di suicidio maschile è sistematicamente superiore a quello
femminile mentre è ribaltata la situazione per il tentato suicidio
in cui le donne superano gli uomini.
|
Minori
UE: morti in incidenti stradali per classe d'età Anni
1980, 1997 e 1998
|
|
|
Classi
di età
|
|
|
0-14
|
15-24
|
Tutte le età
|
|
|
1980
|
1997
|
1998
|
1980
|
1997
|
1998
|
1980
|
1997
|
1998
|
|
Austria
|
132
|
34
|
43
|
591
|
307
|
210
|
2.003
|
1.105
|
963
|
|
Belgio
|
134
|
54
|
86
|
690
|
302
|
346
|
2.396
|
1.364
|
1.500
|
|
Danimarca
|
50
|
24
|
20
|
220
|
117
|
101
|
690
|
489
|
499
|
|
Finlandia
|
36
|
34
|
16
|
98
|
74
|
80
|
551
|
438
|
400
|
|
Francia
|
909
|