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Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
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OGGETTO: |
Osservatorio permanente per l’integrazione scolastica delle persone in situazione di handicap. D.M. 26.04.2002. |
Nella riunione dell’OSSERVATORIO PERMANENTE PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DELLE PERSONE IN SITUAZIONE DI HANDICAP, che si è tenuta il 04.05.2004, i rappresentanti delle Associazioni dei disabili e loro familiari, facenti parte dell’Osservatorio, hanno formulato, fra l’altro, la proposta della costituzione di cinque gruppi di lavoro, che si sono poi effettivamente riuniti nel mese di giugno presso questa Direzione Generale, per approfondire i seguenti temi:
1. formazione e aggiornamento del personale della scuola
2. particolari modalità di integrazione degli alunni con minorazioni sensoriali
3. indicatori per la rilevazione della qualità dell’integrazione scolastica delle persone disabili
4. rapporti interistituzionali ed accordi di programma
5. organizzazione di un seminario nazionale sulla didattica dell’integrazione.
I predetti gruppi hanno fatto pervenire all’Ufficio le proposte, che si inviano in allegato a mezzo e-mail.
Attualmente, l’ufficio, d’intesa con il Sottosegretario di Stato On.le Valentina Aprea, sta esaminando la predetta documentazione, al fine di predisporre un piano di interventi, che sarà presentato nella prossima riunione dell’Osservatorio, prevista per il mese di settembre.
Si ringrazia per la fattiva collaborazione del delineare ipotesi di soluzione alle problematiche dell’integrazine.
IL DIRETTORE
GENERALE
firmato M. Moioli -
Osservatorio permanente per le persone in situazione di handicap
Gruppo di lavoro n. 1
Formazione e aggiornamento del personale della scuola
Preambolo
Il tema della formazione/aggiornamento del personale della scuola è da considerarsi una priorità per lo sviluppo dell’intero sistema formativo, il miglioramento della qualità del sistema dell’istruzione e del processo di integrazione scolastica.
Esso va inserito nella più ampia costruzione di un sistema formativo iniziale, permanente e in servizio di tutto il personale della scuola. Si ribadisce l’importanza sia della formazione iniziale universitaria, sia dei più recenti modelli di formazione/aggiornamento a distanza e in presenza (blended) avviati recentemente dall’Amministrazione per la formazione in servizio del personale scolastico.
La formazione iniziale e in servizio dei docenti di sostegno e curricolari deve tener conto delle problematiche emergenti e dei contributi che le recenti acquisizioni delle discipline psicopedagogiche e didattiche offrono, nonché dei nuovi approcci che permettono risultati interessanti nell’ambito della diagnosi e dell’intervento nelle situazioni di disabilità.
Si ritiene che la formazione permanente sia essenziale per il miglioramento della qualità del sistema d’istruzione, formazione ed educazione. È necessario pertanto che sia resa obbligatoria, come avviene già nel mondo della sanità pubblica e in altre categorie professionali.
Si ribadisce la necessità di “mettere a sistema” le attività di formazione per tutto il personale, al fine di favorire più ampi processi di professionalizzazione attraverso la condivisione delle problematiche educative e di linguaggi, risorse e strumenti orientati alla loro presa in carico.
Si ritiene altresì necessario ribadire la necessità di orientare la formazione dei docenti e del personale della scuola sul versante dell’Area 1 (discipline psico-socio-pedagogiche e didattiche) perché essenziali alla adeguata percezione dei bisogni formativi degli alunni, alla valorizzazione delle loro esperienze e alla conseguente individuazione di soluzioni educative, organizzative e metodologiche utili a porre in essere modalità più coinvolgenti ed efficaci rispetto ai processi formativi e di integrazione.
L’attenzione a suddette necessità richiede la previsione in forma sistematica di risorse economiche adeguate per la formazione permanente del personale della scuola.
Per il perseguimento dei suddetti obietti proponiamo le seguenti azioni:
1. Corsi di formazione e di riflessione, organizzati anche secondo le modalità della ricerca/azione e/o ipotesi/azione, per gli insegnanti curriculari e per il sostegno che accolgono nelle proprie classi alunni con disabilità, da sviluppare nei primi 15 giorni di settembre che abbiano ad oggetto l’analisi della Diagnosi Funzionale e l’impostazione del PEI e del PDF, con attenzione alla valutazione e all’integrazione nell’ambito della programmazione di classe (cfr. Nota Ministeriale del 2 ottobre 2002 Prot. 4088 e C.M. n. 78/03).
Il MIUR potrebbe emanare una direttiva agli USR perché vengano ricordati alle scuole tali impegni, da esplicitare innanzitutto nel POF attraverso l’individuazione di un apposito capitolo dedicato all’INTEGRAZIONE che dettagli le strategie adottate dalla scuola in termini di offerta formativa adeguata e l’individuazione di strutture dipartimentali o di gruppi di lavoro orientati a tale compito, con la presenza di un referente tra le funzioni strumentali al POF, come previsto dal CCNL 2002-2005, rendendo sempre più agita l’autonomia scolastica stessa.
Sollecitare attivazione del GLHI quale luogo di supporto e coordinamento effettivo dei processi d’integrazione, facendo riferimento anche alle Associazioni presenti a livello locale sul tema della disabilità, che potrebbero fornire un supporto alle scuole, anche gratuito classe (cfr. Nota Ministeriale del 2 ottobre 2002 Prot. 4088 e C.M. n. 78/03).
2. Corsi di formazione per gli insegnanti di sostegno non specializzati (vedi Dir. 47/04).
Si sollecita il riavvio dei corsi di tipo modulare, o analoghi, per la formazione del personale docente che dovrà intervenire nelle situazioni di disabilità, sia di ruolo - non formato e/o sovrannumerario - che per i precari di prima fascia.
3. Obbligatorietà dei percorsi di formazione per tutti gli insegnanti, individuando modalità per rendere significativa e motivante la formazione stessa (vedi CCNL 2002-2005, pubblicato sulla G.U. n. 188 del 14/8/2003).
Si ritiene indispensabile la costituzione di un tavolo di negoziazione con Amministrazione Scolastica, Sindacati, Associazioni professionali degli insegnanti e quelle delle persone con disabilità e delle famiglie, al fine di individuare soluzioni operative efficaci concernenti le modalità di formazione e aggiornamento in servizio sulle tematiche della integrazione scolastica, anche on-line, e con il supporto di equipè multidisciplinari e tutors locali.
Per motivare e stimolare gli insegnanti ad una formazione ed aggiornamento permanenti sul tema dell’integrazione si propone di individuare degli incentivi commisurati alle ore effettivamente svolte nei corsi di formazione/aggiornamento e alla loro ricaduta nell’azione didattica, che dovranno concludersi con una valutazione finale:
· riconoscimento di crediti formativi riconoscibili anche a livello universitario;
· attribuzione di punteggio ai fini della progressione di carriera;
· riconoscimenti economici.
4. Formazione degli insegnanti secondo un progetto modulare integrato che metta in gioco in forma complementare competenze specifiche (pedagogiche, didattiche, psicologiche, neuropsichiatriche e terapeutiche) per l’attivazione piena dei processi di integrazione nel più ampio coinvolgimento delle professionalità.
Formazione del personale scolastico (insegnanti, collaboratori scolastici) e degli Enti Locali (AEC, OSSE) per tutti gli alunni con difficoltà, ivi compresi quelli con problemi d’apprendimento diverse dalle minorazioni (vedi problema dei border-line, dei disturbi specifici dell’apprendimento, del comportamento e della sfera emotiva).
Tutte queste figure professionali debbono saper lavorare in equipe multidisciplinare per affinare ed arricchire le proprie competenze professionali.
Suggeriamo di prendere in considerazione, come temi per un’attività di formazione iniziale e in servizio che possa fornire contributi nella direzione sopra indicata:
- i disturbi specifici del linguaggio, quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia;
- il disturbo dell’attenzione e iperattività, sindrome emergente e molto diffusa che mette a dura prova gli insegnanti nella gestione degli alunni che ne sono portatori e del gruppo classe nel quale sono inseriti.
Si avverte la necessità di stabilire intese ed accordi tra Amministrazione Scolastica e Amministrazione Socio-Sanitaria per la realizzazione di percorsi formativi congiunti a livello regionale o sub-regionale, coinvolgendo il sistema universitario territoriale.
Emerge l’esigenza che l’attività formativa venga effettuata tra reti di scuole in collegamento con gli Enti Locali, le ASL e le Associazioni, anche avvalendosi di soggetti accreditati dal MIUR per la formazione degli insegnanti e del personale educativo ai sensi del D.M. n. 177 del 10/7/2000, sia per ridurre le spese generali, sia per avere un riferimento territoriale (vedi Uffici Scolastici Regionali del Veneto, Emilia Romagna e Lombardia che si sono già mossi in tal senso; vedi intesa USR Lazio - Regione Lazio Assessorato Formazione).
Tali corsi congiunti saranno finalizzati allo sviluppo di una mentalità comune capace di garantire la formulazione, gestione e verifica congiunta del PDF e del PEI che, come stabilisce l’art. 13 comma 1 lettera A della L. 104/92, è la sintesi degli obiettivi dei tre progetti di riabilitazione, socializzazione ed integrazione scolastica e formativa, anche in vista dell’attuazione del Progetto Globale di Vita di cui all’Art. 14 della L. 328/00 che va collocato pur sempre nella logica dei Piani di Zona di cui all’Art. 19 della stessa Legge.
È necessario individuare congrue risorse finanziarie attingendo anche dalla L. 440/97 e dai bilanci degli Enti Locali e territoriali (Comuni, ASL, ecc.).
5. Formazione Dirigenti Tecnici e Scolastici in tema di integrazione, per la costruzione di “cabine di regia” territoriali (locali, provinciali, regionali) per l’integrazione.
Nei prossimi concorsi per Dirigenti si dovrà richiedere il possesso di competenze teorico-pratiche nel campo dell’organizzazione in vista della integrazione scolastica.
Incrementare i bilanci degli Enti Locali ed ASL in materia di integrazione.
Attivare in forma sistematica e ricorrente Conferenze di Servizio per i Dirigenti Scolastici per un’analisi e sviluppo delle azioni di integrazione all’interno del territorio.
6. Formazione iniziale ed in servizio del personale scolastico nei nuovi scenari della Riforma (riconoscimento crediti formativi; formazione secondo il modello dei 7 moduli o analogo, comunque da portare a compimento in un’ottica di incremento pieno delle competenze).
Si condivide la proposta delle Associazioni e delle Università, già enunciato nel documento conclusivo del convegno di Bari del 2003 per l’apertura dell’anno europeo delle persone con disabilità, di prevedere 200 ore di formazione iniziale per tutti i docenti sull’integrazione e 800 ore per la specializzazione al sostegno, traducendo tali ore (non comprensive del tirocinio) in credito formativo.
Per quanto riguarda le tematiche della formazione si propongo i seguenti temi:
· Personalizzazione dell’insegnamento/apprendimento;
· Acquisizione di diverse modalità di insegnamento/apprendimento: Cooperative learning, peer tutoring, laboratori, ecc.;
· Attenzione alla dimensione organizzativa della didattica come fattore di qualità dei processi di apprendimento;
· Acquisizione di metodologie didattiche e comunicative specializzate per rispondere ai diversi bisogni educativi speciali (non-vedenti, non-udenti, autistici, ritardo cognitivo, ecc.).
Considerare i Centri Risorse Territoriali pubblici e quelli privati accreditati come sedi privilegiate della formazione.
7. Problema della continuità della funzione di sostegno: nel ruolo e/o sul caso/scuola (vedi problema della precarizzazione dei docenti, rapporto 1:138 che se nel 1997 poteva essere accettabile oggi risulta inadeguato).
In merito alla continuità sul progetto educativo dell’alunno si evidenziano le seguenti priorità:
Necessità di modificare la tempistica per quanto concerne le graduatorie alla luce dell’assegnazione, della mobilità e della negoziazione in modo da garantire un corretto avvio dell’anno scolastico e della Riforma.
La negoziazione deve essere orientata verso il principio della continuità didattica ed educativa in modo che tutti i docenti, il personale educativo statale e degli Enti Locali permanga stabilmente nella stessa sede per lo svolgimento del progetto di integrazione.
Si rileva l’importanza di alcune buone pratiche che prevedono il raccordo dei GLHO nel momento finale ed iniziale del passaggio dell’alunno da un ordine di scuola a quello successivo.
Riferimenti normativi:
· D.M.16//11/92 e C.M.339 DEL 16.11.92, applicative della L. 148/90 di riforma della scuola elementare, che prevedono modalità organizzative e didattiche per la realizzazione della continuità;
· C.M. n.1/88;
· Legge n. 662/96 Art. 1 comma 72;
· Legge n. 449/97 Art. 40 Comma 3;
· Legge 53/03 che sancisce il principio della continuità;
· Norma di Legge ....... che vieta gli spostamenti del personale docente dopo i 20 giorni (DA VERIFICARE);
· Sentenza della Corte dei Conti n. 49/04 secondo cui non incorre in responsabilità contabile, ma anzi garantisce la buona efficienza dell’amministrazione, il Dirigente Scolastico di scuola secondaria di secondo grado che nomina un supplente per un periodo inferiore a 15 giorni quando non esistono nella scuola insegnanti con ore a disposizione.
· Nel breve periodo utilizzare anche le sperimentazioni di cui all’Art. 43 del D.M. 331/98 per garantire la continuità didattica.
· Sentenza n. 245/01 del Consiglio di Stato che in casi estremi consente all’Amministrazione scolastica di non seguire le graduatorie al fine di garantire un insegnante di sostegno effettivamente idoneo a rispondere ai bisogni educativi speciali dell’alunno;
Continuità di Ruolo:
Dopo l’esame della proposta di legge della FADIS (vedi allegato) sull’istituzione di una classe di concorso per l’insegnamento per il sostegno, il gruppo pur evidenziandone alcuni aspetti positivi, già sopra indicati, manifesta perplessità rispetto al rischio di una ulteriore separazione degli insegnanti specializzati da quelli curriculari a causa di un nuovo comparto separato. Il problema della continuità potrebbe essere affrontato per esempio con incentivi che convincano gli insegnanti specializzati a rimanere nelle attività di sostegno per un periodo superiore ai 5 anni di obbligo attuale.
È di per se evidente che tutto ciò va ricontestualizzato nella più ampia problematica della ridefinizione delle classi di concorso e delle aree disciplinari di concerto con il MIUR.
8. Esigenza di una riflessione globale sulla costituzione delle aree formative degli insegnanti, in particolare per la scuola secondaria.
Da più parti è stato sollevato il cattivo funzionamento dell’Art. 13 Comma 5 Legge 104/92, a causa della creazione delle 4 aree per le attività di sostegno nella scuola secondaria di secondo grado: manca attualmente un criterio oggettivo per la scelta dell’una o dell’altra area; ciò crea talora disparità macroscopiche tra insegnanti con diversi punteggi collocati tra diverse aree. Questa prassi, è stato denunciato, può favorire anche eccessiva discrezionalità. Al limite potrebbe accadere di avere 4 nomine di insegnanti di sostegno nei confronti dello stesso alunno.
È stata proposta da taluni l’abolizione di tali aree con modifica della norma sopracitata, fatti salvi i requisiti maturati.
9. Coordinamento dei percorsi formativi universitari tra le varie Università con un osservatorio che possa produrre i suoi effetti anche su una migliore individuazione dei crediti formativi stessi.
10. Attenzione ed apprezzamento per il decreto sull’alternanza scuola/lavoro che prevede un tutor per l’alunno disabile sia a scuola che nell’ambiente lavorativo attraverso un programma modulato sulle capacità dell’alunno disabile e una valutazione che sia utile ad accompagnarlo nell’inserimento lavorativo (vedi sviluppi anche nella direzione della legge 328/00).
Si esprime sostanzialmente un giudizio positivo per il fatto che viene esplicitato in due punti l’aspetto della integrazione scolastica.
Occorre però affrontare seriamente il problema della formazione dei tutor che devono accompagnare gli alunni con disabilità.
Alcuni prospettano il rischio che, attraverso gli stage e i tirocini di lavoro prolungati nel tempo si possa legalizzare il lavoro minorile. Occorre quindi normare in modo puntuale la durata e le modalità di tali attività per evitare questi rischi anche attraverso accordi sindacali, intese con il mondo del lavoro e la vigilanza degli ispettorati del lavoro.
Si ribadisce comunque che responsabile del progetto rimane la scuola.
In conclusione il gruppo dichiara la propria disponibilità a continuare l’approfondimento dei temi indicati e propone al MIUR che voglia far proseguire l’attività del gruppo di lavoro integrandolo con docenti universitari nel campo della pedagogia e della didattica e referenti della Direzione Generale Universitaria, nell’ottica della progettualità globale per il miglioramento della qualità dell’integrazione scolastica.
Roma, 11 giugno 2004-06-15
Il Gruppo di lavoro:
Mirella Basso Della Concordia
Luigi Calcerano
Saveria Dandini de Sylva
Antonio De Duonni
Michela De Meo
Enrica Milani
Grazia Minelli
Pasquale Moliterni
Salvatore Nocera
Mario Pagano
Pasquale Pardi
Anna Petrone
Teresa Ponzianelli
Nicola Quirico
Nicola Tagliani
Paola Tinagli
GRUPPO DI LAVORO 2
PARTICOLARI MODALITA’ DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON MINORAZIONI SENSORIALI
proporre sostituzione minorazioni con disabilità in accordo con ICF-OMS
Questa denominazione è utilizzata in riferimento a studenti che presentano significativi danni funzionali all’apparato visivo o uditivo (ad un grado precisato da specifiche normative), tali da inficiare il processo di educazione scolastica così come viene proposta abitualmente a tutti gli alunni.
E' una denominazione molto generica perché – in aggiunta alle naturali differenze individuali - numerosi e diversificati sono i quadri funzionali determinati dalle patologie e dalle loro conseguenze.
La seguente tabella evidenzia tale genericità attraverso una sintetica elencazione delle principali variabili riscontrabili nelle situazioni concrete.
TABELLA 1
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A. GRADO E NOME PATOLOGIE |
B. note |
C. INSORGENZA |
D. TERAPIA MEDICA |
E. PROGNOSI |
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vista *
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completa mancanza di percezione |
cecità |
ufficialmente si distingue in cecità totale e parziale; questo comporta che il cieco può arrivare a percepire luce/ombra e addirittura ad un residuo visivo minimo ma utilizzabile |
perlopiù congenita o precoce; in un certo numero di casi è l’esito di una ipovisione degenerata; sono pochi i casi in cui è acquisita improvvisamente |
nessuna |
nessuna guarigione ** |
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parziale |
ipovisione 3 gradi: lieve, media, grave |
l’ipovisione centrale riguarda gravi riduzioni del visus (acuità), quasi sempre associate ad altri disturbi (es. percezione alterata del colore; movimenti oculari; abbagliamento alla luce naturale; ecc); l’ipovisione periferica riguarda problematiche del campo visivo, che spesso progressivamente diventano anche ipovisione centrale |
generalmente congenita o precoce; in un certo numero di casi si manifesta gradualmente; sono pochi i casi in cui è acquisita improvvisamente |
nessuna |
nessuna guarigione **; diverse forme sono degenerative |
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udito * |
completa mancanza di percezione |
anacusia |
? |
perlopiù congenita o precoce |
nessuna |
nessuna guarigione ** |
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parziale |
sordità o ipoacusia (4 gradi: lieve, media, grave, profonda) |
? |
? |
nessuna |
nessuna guarigione **; alcune forme sono degenerative |
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* (considerata disabilitante se relativa ad entrambi gli occhi / orecchi)
** negli esiti da lesione cerebrale acquisita si assiste a volte ad un parziale recupero a breve-medio termine
TABELLA 2
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POSSIBILITA’ DI MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONE DEFICITARIA |
POSSIBILITÀ DI RIDUZIONE DELLA DISABILITÀ |
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CECITA' |
con protesi |
nessuna |
con ausili specifici |
ausili vocali; a. basati sul braille; tecnologie informatiche ed elettroniche; ecc |
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con riabilitazione / educazione |
nessuna |
apprendimento abilità |
educazione degli altri canali sensoriali e loro integrazione |
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facilitazioni: ambientali, modalità di lavoro, materiali |
indispensabili |
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IPOVISIONE |
con protesi |
nessuna: la definizione ufficiale afferma l’impossibilità di correzione con lenti |
con ausili specifici |
ausili vocali; a. ingrandenti; a. basati sul braille; tecnologie informatiche ed elettroniche; ecc |
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con riabilitazione / educazione |
sì: attraverso lo sviluppo di funzioni di base e l’apprendimento di un miglior uso del residuo visivo |
apprendimento abilità |
strategie di esplorazione visiva; integrazione sensoriale; |
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facilitazioni: ambientali, modalità di lavoro, materiali |
indispensabili |
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ANACUSIA |
con protesi |
nessuna |
con ausili specifici |
? |
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con riabilitazione / educazione |
no |
apprendimento abilità |
lettura labiale; lingua di segni; ...
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facilitazioni: ambientali, modalità di lavoro, materiali |
indispensabili |
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SORDITA' (ipoacusia) |
con protesi |
sì*: protesi acustiche o impianto cocleare |
con ausili specifici |
? |
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con riabilitazione / educazione |
sì: attraverso un miglior uso del residuo uditivo |
apprendimento abilità |
lettura labiale; lingua di segni; ...
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facilitazioni: ambientali, modalità di lavoro, materiali |
indispensabili |
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* non sempre possibile
Attualmente l’amministrazione scolastica italiana non possiede dati certi sugli alunni con disabilità sensoriale, non solo di tipo qualitativo, ma nemmeno sul loro numero; questo vale sia a livello centrale, sia nelle articolazioni periferiche. Tale situazione è purtroppo condivisa con il settore sanitario.
Quando si dice che mancano dati certi, in realtà occorre precisare che il problema non è costituito soltanto dalla presenza di dati controversi, ma anche dalla pura e semplice assenza di dati.
Alcune attività in questa direzione sono state effettuate dall’amministrazione scolastica oppure da altri soggetti (Associazioni, Centri di Riabilitazione, Centri di ricerca), ma sempre in forme parziali, a causa di vari limiti: di estensione territoriale, di popolazione scolastica, di metodo.
E’ quindi impossibile avere anche soltanto un’idea generale della situazione effettiva.
Parlando in termini generali, gli elementi più significativi da considerare rispetto alla situazione dei bambini e ragazzi con disabilità uditiva e visiva sono i seguenti.
Aspetti sanitari:
· (nei casi di ipovisione e ipoacusia) non è facile effettuare diagnosi corrette e tempestive
· spesso le diagnosi effettuate da specialisti della patologia - corrette e approfondite nello specifico - non vengono poi contestualizzate nel quadro dell’età evolutiva trascurando così gli aspetti diagnostici funzionali specifici e di interazione tra assi di sviluppo; ciò richiede il contributo di personale con particolare competenza ed esperienza, possibilmente con unità di lavoro multidiciplinari
· non è ancora acquisito il corretto significato di riabilitazione; questa non necessariamente va intesa come guarigione dalla patologia o almeno recupero delle funzioni, ma anche come apprendimento del loro migliore utilizzo
· i servizi di riabilitazione presentano carenze: di organico, di competenze specifiche, di metodologia di lavoro; in alcuni casi semplicemente non sono materialmente disponibili; ciò comporta difficoltà o ritardi in una presa in carico riabilitativa
non è detto sia un problema esclusivamente strumentale
Aspetti educativi:
Aspetti familiari:
§ differenza di impostazioni con cui possono essere affrontate le situazioni uditive
§ presenza di interventi riabilitativi o abilitativi mirati e specifici di cui la scuola deve tenere conto e da cui non può prescindere
– anche in assenza di interventi riabilitativi già impostati – è la famiglia che deve scegliere l'approccio alle problematiche uditive dell'alunno
la circolazione delle informazioni
scarsamente informate e supportate
frammentazione
Abbiamo visto che non è possibile parlare di una 'situazione tipo' di disabilità sensoriale (cfr. 1.1), allo stesso modo è un errore ipotizzare l'esistenza di un unico quadro di esigenze, sia pure distinto tra disabilità visive e uditive. Ciò dipende da due differenti motivi:
a. la variabilità strutturale delle caratteristiche e del grado di disabilità dell'alunno
b. l'interazione che si realizza tra il disabile ed i numerosi fattori esterni ad esso
Soltanto la considerazione di entrambi questi elementi consente di individuare le tipologie e l'ampiezza delle necessità dell'alunno.
Prima di elencare schematicamente le possibili esigenze degli alunni con disabilità sensoriale, occorre precisare rapidamente quali sono i fattori contestuali indicati appena sopra nel punto b.
diagnosi (precoce, anche funzionale, monitoraggio periodico)
presa in carico riabilitativa (presente, tempestiva, globale, protesi)
famiglia: livello di informazione, educazione familiare (autonomia)
disponibilità di ausili, strumenti,
accessibilità del contesto
....
necessità non solo didattiche (materiale scritto e parlato; sussidi didattici; …), ma anche:
di autonomia personale nella scuola
di accesso ai servizi scolastici (mensa, servizi igienici, segreteria, laboratori, palestra, …)
di interazione sociale
complessità del quadro: non ci vede o non capisce?
difficile immedesimarsi (l’ambiente si attiva di più e riconosce maggiormente l’esistenza del problema quando è più percepibile)
Con il D.P.R. 24 febbraio 1994 è stata delineata la procedura e, in parte, la metodologia che la scuola deve attuare per soddisfare il diritto allo studio degli alunni con disabilità.
Da un certo punto di vista rappresenta la garanzia fornita all'alunno (e alla sua famiglia) circa le modalità con cui la Scuola adatta sistematicamente la proposta scolastica in base alle caratteristiche dell'alunno.
Tali disposizioni riguardano il percorso di collaborazione con i servizi sanitari ed eventualmente socioassistenziali, l'individuazione dei punti di forza e delle esigenze dell'alunno (Profilo Dinamico Funzionale), la conseguente scelta delle eventuali modificazioni di uno o più dei seguenti aspetti:
§ contenuti
§ organizzazione
§ materiali, strumenti e modalità di lavoro scolastico
§ criteri di valutazione.
Gli strumenti operativi utilizzati a scuola consistono essenzialmente nella redazione di una programmazione individualizzata - vincolante per tutti i docenti - e nell'assegnazione di ore aggiuntive di presenza di un insegnante specializzato che lavori in stretta collaborazione con i docenti curricolari.
L'accesso a tutti questi interventi di garanzia dei diritti degli alunni con disabilità sensoriale è subordinato alla produzione di specifica certificazione da parte del personale sanitario preposto, in base ad una richiesta della famiglia.
La Legge 104 prevede inoltre che la scuola fornisca tutte le attrezzature necessarie all’alunno disabile ai fini della migliore educazione scolastica.
Rispetto a questo percorso ideale la prassi quotidiana nella Scuola ci presenta numerosi problemi, riportati in forma dettagliata nella tabella 3. Utilizziamo nuovamente le righe precedenti come schema di organizzazione delle varie difficoltà.
TABELLA 3
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SITUAZIONE |
PROBLEMATICHE |
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A |
Con il D.P.R. 24 febbraio 1994 è stata delineata la procedura e, in parte, la metodologia che la scuola deve attuare per soddisfare il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Da un certo punto di vista rappresenta la garanzia fornita all'alunno (e alla sua famiglia) circa le modalità con cui la Scuola adatta sistematicamente la proposta scolastica in base alle caratteristiche dell'alunno. |
1. la partecipazione della famiglia all'attuazione di questo processo è oggetto di prassi molto differenti da scuola a scuola e anche all'interno dello stesso istituto 2. in generale, le famiglie non ricevono informazioni complete e tempestive sulle possibilità con cui la Scuola – sia in senso generale che nello specifico del loro ragazzo/a – può affrontare il compito della formazione dell'alunno con disabilità sensoriale 3. spesso le famiglie si trovano disorientate a causa delle modalità di gestione delle comunicazioni sul processo di integrazione, tra cui spiccano: elevato numero di interlocutori non coordinati tra loro, quantità insufficiente di informazioni, incompletezza, contraddittorietà, mancanza di tempestività, mancanza di riferimenti certi e stabili 4. a volte le famiglie si trovano a vivere la frustrazione di vedere smentiti dalle prassi l'applicazione dei diritti affermati e riconosciuti a livello di principi, dovendosi assumere il carico di sollecitare l'applicazione delle procedure previste ed esigere la loro corretta attuazione 5. frequentemente le famiglie si sentono richiedere dai docenti di fornire informazioni sulle problematiche dei figli, indicazioni sul modo di affrontarle, su ausili e facilitazioni 6. alcune famiglie sono latitanti, oppure presentano comportamenti particolarmente problematici e fortemente interferenti con l'intervento della Scuola |
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B |
Tali disposizioni riguardano il percorso di collaborazione con i servizi sanitari ed eventualmente socioassistenziali, l'individuazione dei punti di forza e delle esigenze dell'alunno (Profilo Dinamico Funzionale), |
1. si riscontrano vari tipi di difficoltà operative nella realizzazione della collaborazione tra area sanitaria e scolastica, legate soprattutto alle condizioni organizzative di funzionamento dei due settori e a carenze di risorse 2. oltre a questo si presentano difficoltà nelle situazioni in cui il riferimento dell'area medica è esclusivamente lo specialista oculista o l'audiologo, ai quali vengono posti poi quesiti di ordine psicopedagogico; 3. oppure le relazioni intercorrono esclusivamente con i terapisti della riabilitazione quando questi non sono al corrente degli aspetti prognostici o delle prospettive riabilitative 4. vi sono numerose situazioni – soprattutto di disabilità visiva - in cui la relazione con l'area sanitaria non è possibile perchè l'alunno non gode di una presa in carico sanitaria (cfr. 1.2) |
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C |
la conseguente scelta delle eventuali modificazioni di uno o più dei seguenti aspetti: § contenuti § organizzazione § materiali, strumenti e modalità di lavoro scolastico § criteri di valutazione. |
1. sovente non si esplicita la distinzione tra le diverse tipologie di modificazioni, non permettendo di individuare se è quindi necessaria anche lòa presenza dell’insegnante di sostegno; in questo modo si viene quindi a produrre e rinforzare un dannoso automatismo che fa coincidere la fornitura di supporto (es.: programmazione individualizzata, uso di ausili, utilizzo di criteri di valutazione adeguati) con la presenza di un insegnante di sostegno 2. come indicato in tabella 2 colonna E, per gli alunni con disabilità sensoriale è sempre necessario rispondere all'esigenza di predisposizione di facilitazioni ambientali, di modalità di lavoro ad hoc e di materiali specifici 3. spesso manca la consapevolezza dei docenti che tra queste facilitazioni vanno inserite anche modificazioni del proprio modo di interagire con gli alunni; nel caso di problemi visivi integrando verbalmente le comunicazioni non verbali, nelle difficoltà uditive invece assicurandosi di parlare alla classe ponendosi in posizione ben visibile all’alunno, scandendo con chiarezza le parole integrando quando possibile con il gesto 4. l’individuazione di ausili specifici per il lavoro scolastico, in particolare quelli di tipo elettronico ed informatico, richiede l’intervento di personale con competenze specifiche (cfr. 2) |
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D |
Gli strumenti operativi utilizzati a scuola consistono essenzialmente nella reda |