|
Decreto Ministeriale
18 dicembre 1975
(in SO alla GU 2 febbraio 1976 n. 29)(1)
Norme tecniche aggiornate relative all'edilizia
scolastica, ivi compresi gli indici di funzionalità didattica,
edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di
edilizia scolastica
(1) Le presenti norme tecniche
sostituiscono tutte quelle precedentemente emanate anche sotto forma
di circolari e parzialmente le riproducono. Sono state introdotte nel
testo le modifiche apportate con d.m. 13 settembre 1977 (G.U. 13
dicembre 1977 n. 338).
A decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge 11 gennaio
1996, n. 23 "Norme per l'edilizia scolastica" non si
applicano più le norme del presente decreto salvo quanto previsto al
comma 3 dell'art. 5 della legge indicata.
Il Ministro per i lavori pubblici di concerto con il
Ministro per la pubblica istruzione
Visto l'art. 11 della legge 24 luglio 1962, n. 1073;
Visto l'art. 3 della legge 18 dicembre 1964, n. 1358;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1956,
1688;
Visti gli articoli 11, ultimo comma, e 60 della legge 28 luglio 1967,
n. 641, recante nuove norme per l'edilizia scolastica e universitaria
e piano finanziario dell'intervento per il quinquennio 1967-71;
Visto il proprio decreto emanato di concerto con il Ministro per la
pubblica istruzione in data 21 marzo 1970, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario n. 134 del 1° giugno
1970, con Il quale sono state approvate le norme tecniche relative
all'edilizia scolastica, ivi, compresi gli indici minimi di
funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica;
Visto il proprio decreto emanato di concerto con il Ministro per la
pubblica istruzione in data 26 marzo 1971, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 122 del 14 marzo 1971, concernente la sospensione
dell'applicazione delle suindicate norme tecniche approvate con il
decreto ministeriale 21 marzo 1970, sopracitato;
Vista la legge 5 agosto 1975, n. 412, concernente norme sulla edilizia
scolastica e piano finanziario di intervento;
Ritenuta la necessità, ai fini della più sollecita, attuazione della
citata legge n. 412, di ripristinare - nelle more dell'emanazione
delle nuove norme tecniche di cui all'art. 9 della legge stessa -
l'applicazione di quelle già approvate con il decreto ministeriale 21
marzo 1970, e poi sospese con il decreto ministeriale 26 marzo 1971,
opportunamente aggiornate, modificate ed integrate dal centro studi
per l'edilizia scolastica del Ministero della pubblica istruzione,
giusta quanto previsto dall'art. 3 dello stesso decreto ministeriale
21 marzo 1970;
Visto lo schema di "Norme tecniche relative all'edilizia
scolastica aggiornate" (ed. novembre 1975) dal centro studi del
Ministero della pubblica istruzione;
Visto il voto n. 802 reso nell'adunanza del 21 novembre 1975 dal
Consiglio superiore dei lavori pubblici (sezioni riunite 1a
e 6a);
Considerato che al richiamato schema di norme tecniche aggiornate sono
state apportate le ulteriori integrazioni, prescritte e raccomandato
dal Consiglio superiore con il menzionato voto n. 802;
Ritenuto che occorre provvedere all'approvazione di tali norme
aggiornate;
Decreta:
1. Sono approvate le allegate norme tecniche relative all'edilizia
scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica,
edilizia ed urbanistica da osservarsi nell'esecuzione delle opere di
edilizia scolastica aggiornate ai sensi dell'art. 3 del decreto
ministeriale 21 marzo 1970, citato nelle premesse;
2. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
NORME TECNICHE
1. Criteri generati.
1.0. Introduzione.
1.0.1. In sede di formazione dei piani urbanistici dovrà
procedersi alla localizzazione e al dimensionamento delle scuole di
ogni ordine e grado, attenendosi ai criteri di cui ai seguenti punti e
tenendo conto di tutti gli elementi che confluiscono nel problema, e
cioè:
i) delle condizioni ecologiche ed urbanistiche;
ii) delle caratteristiche di sviluppo demografico ed economico del
territorio esaminato, con riferimento al tipo ed agli effettivi
andamenti della popolazione residente;
iii) della conseguente entità degli effettivi da scolarizzare,
nonché dei tipi e della quantità delle scuole;
iv) del livello delle attrezzature culturali;
v) della quantità e dello stato degli edifici esistenti;
vi) dei piani finanziari per attuare il programma, ai vari livelli;
vii) dei tempi di attuazione;
viii) delle osservazioni e delle proposte formulate dal consiglio
scolastico provinciale e dai consigli scolastici distrettuali ove
costituiti.
Qualora le previsioni del piano urbanistico generale debbano essere
attuate mediante la successiva precisazione della delimitazione
dell'area, i criteri suddetti dovranno essere verificati in sede di
formazione del piani di esecuzione (piani particolareggiati,
lottizzazioni convenzionate, ecc.).
Le previsioni dei piani regolatori vigenti o adottate dovranno essere
adeguate alle presenti norme e pertanto dovrà procedersi alle
relative verifiche. La stessa verifica dovrà essere effettuata per i
programmi di fabbricazione.
Per le opere da realizzare in comuni sprovvisti di piani urbanistici
l'ubicazione degli edifici sarà determinata tenendo conto delle
presenti norme.
1.0.2. Allo scopo di garantire, per qualunque tipo di scuola,
indipendentemente dalla localizzazione e dimensione, un massimo di
relazioni che permettano a tutti gli allievi, senza distinzione di
provenienza e di ceto, di istruirsi, nelle migliori condizioni
ambientali ed educative, ogni edificio scolastico va considerato parte
di un "continuum " educativo, inserito in un contesto
urbanistico e sociale, e non come entità autonoma.
Pertanto, gli edifici scolastici debbono essere previsti in stretta
relazione tra di loro e con altri centri di servizio, con essi
integrabili sia spazialmente che nell'uso, quali: servizi sportivi,
ricreativi, culturali, amministrativi, ecc.
Per quanto concerne l'interrelazione tra più scuole di uno stesso
ambito territoriale, si deve favorire lo stretto coordinamento tra i
servizi, le attività scolastiche e parascolastiche delle singole
scuole..
1.1. Localizzazione della scuola.
1.1.1. Le destinazioni di zona e le localizzazioni relative
all'edilizia scolastica debbono discendere da uno studio morfologico
preliminare dell'ambiente (preesistenze urbane, storiche, naturali,
risanamento e completamento di centri urbani, nuove progettazioni
urbane, ecc.)., che valuti le conseguenze determinate dalla scuola nel
contesto in cui viene inserita.
Nello stesso studio dovrà essere precisato in quali modi la scuola
favorisce lo scambio di relazioni sociali, assumendo, insieme con le
altre componenti della struttura urbana, il carattere di strumento
correttivo o incentivo della pianificazione urbanistica.
Si dovrà, inoltre, tener conto:
i) del tipo di scuola, dell'età e del numero degli alunni destinati a
frequentarla;
ii) del tempo massimo e del modo di percorrenza (a piedi, con veicoli,
motoveicoli, autoveicoli pubblici o privati, servizi di trasporto
scolastico, ecc.) tra la residenza degli alunni e la scuola e
viceversa;
iii) delle condizioni ambientali.
1.1.2. Per quanto riguarda i tempi e modi di percorrenza in relazione
al tipo di scuola e all'età degli alunni, va considerato quanto
segue:
i) la scuola materna è strettamente collegata alla morfologia
residenziale e gli alunni non sono autonomi nella percorrenza dalla
residenza alla scuola e viceversa;
ii) la scuola elementare si riferisce ad un ambito residenziale, che,
nella normalità dei casi, consente di raggiungerla a piedi; per gli
insediamenti sparsi, ove non sussistano condizioni di eccezionalità
(mancanza di strade adeguate, insufficienza di mezzi di trasporto,
condizioni climatiche stagionali avverse per lunghi periodi di tempo,
ecc.) gli alunni, per raggiungere la scuola, possono usufruire di
mezzi di trasporto scolastico o di mezzi pubblici o privati;
iii) la scuola secondaria di primo grado (media), sia che si riferisca
allo stesso ambito residenziale della scuola elementare o, come talora
avviene, a zona più vasta, è frequentata da alunni più autonomi nel
percorrere la distanza residenza-scuola, e maggiormente adatti ad
usufruire di mezzi di trasporto;
iv) la scuola secondaria di secondo grado può essere raggiunta con
mezzi di trasporto scolastici o autonomi, pubblici o privati, e,
appartenendo ad un ambito territoriale, deve essere localizzata in
modo da permettere agli alunni, indipendentemente dalle loro
condizioni economiche e sociali, la più ampia scelta tra i vari tipi
che la differenziano; a tale scopo possono essere riunite in un unico
centro scolastico scuole di diverso tipo, con servizi ed attrezzature
comuni e, nei casi espressamente previsti, con annessa residenza per
allievi e professori.
Quando la scuola è raggiungibile a piedi, il percorso casa-scuola
deve essere agevole ed effettuabile nelle condizioni di massima
sicurezza e, possibilmente senza attraversamenti di linee di traffico
(stradale, tranviario, ferroviario, ecc.); quando gli alunni
provengono da un più vasto ambito territoriale, l'ubicazione deve
essere tale da garantire, nelle condizioni di massima sicurezza, un
rapido collegamento tra la scuola e il territorio servito: si deve,
pertanto, tener conto della vicinanza e della agevole raggiungibilità
di nodi di traffico (stazioni ferroviarie, di metropolitana, di
autobus, svincoli autostradali, ecc.) e di linee di comunicazione.
1.1.3. Le distanze ed i tempi di percorrenza massimi, in relazione ai
modi di percorrenza ed ai tipi di scuola, sono prescritti nella
tabella 1.
Onde evitare un eccessivo frazionamento delle attrezzature
scolastiche, inopportuno sotto il profilo didattico ed economico, si
ammette la possibilità di. deroga purchè l'ente obbligato
istituzionalizzi e gestisca un servizio di trasporto gratuito per gli
alunni della scuola materna e della scuola dell'obbligo.
1.1.4. Per quanto riguarda le condizioni ambientali, la scuola dovrà
essere ubicata:
i) in località aperta, possibilmente alberata e ricca di verde, che
consenta il massimo soleggiamento o che sia comunque, una delle
migliori in rapporto al luogo;
ii) lontana da depositi e da scoli di materie di rifiuto, da acque
stagnanti, da strade di grande traffico, da strade ferrate e da
aeroporti con intenso traffico, da industrie rumorose e dalle quali
provengono esalazioni moleste e nocive, da cimiteri e da tutte quelle
attrezzature urbane che possono comunque arrecare danno o disagio alle
attività della scuola stessa;
iii) in località non esposta a venti fastidiosi e non situata
sottovento a zone da cui possono provenire esalazioni o fumi nocivi o
sgradevoli.
1.2. Dimensioni della scuola.
1.2.1. Premesso che la scuola deve disporre di un minimo di
servizi e di attrezzature affinché il processo educativo sia
efficiente, la dimensione ottimale di un edificio scolastico è in
funzione:
i) di quanto detto nel punto 1.0.;
ii) della necessità di assicurare che i raggruppamenti di alunni in
relazione all'età, al grado e al tipo di scuola frequentata risultino
socialmente educativi;
iii) dei programmi che, per ogni tipo di scuola, determinano la
quantità e la qualità dei servizi e delle attrezzature, necessarie;
iv) del grado di utilizzazione dei servizi e delle attrezzature, che
deve tendere ad essere massimo, compatibilmente con le esigenze di una
razionale organizzazione dei movimenti degli alunni;
v) della possibilità di disporre di locali utilizzabili anche per le
funzioni degli organi previsti dai decreti delegati, per l'educazione
permanente, per la sperimentazione didattica;
vi) all'opportunità, nella programmazione degli interventi, di porre
particolare attenzione nella scelta delle dimensioni dei vari tipi di
scuole, preferendo quelle che, a parità di altre condizioni,
presentino il più basso rapporto superficie/alunno.
Ciò, oltre a favorire la concentrazione, auspicabile anche in base a
criteri didattici e gestionali, tenderebbe all'eliminazione di fatto
di alcune dimensioni intermedie che non trovano molte giustificazioni
di tipo curricolare, organizzativo ed economico.
1.2.2. In applicazione alle considerazioni di cui al punto precedente,
le dimensioni minima e massima dell'edificio scolastico per ogni tipo
di scuola sono così indicate:
i) Scuola materna.
Tenuto conto dell'antieconomicità e dell'inopportunità degli edifici
di una o due sezioni, si deve evitare, per quanto possibile, di
realizzare edifici di dimensioni inferiori alle tre sezioni,
assicurando contemporaneamente, ove necessario, i trasporti di cui al
punto 1.1.3.. Dal punto di vista didattico e logistico è opportuno
prevedere, laddove possibile, edifici contigui per scuole materne ed
elementari.
La dimensione massima è fissata in nove sezioni.
ii) Scuola elementare.
Con criteri analoghi a quelli indicati per la scuola materna la
dimensione minima è fissata in 5 classi e quella massima in 25
classi.
iii) Scuola media.
La dimensione minima è fissata in 6 classi e quella massima in 24
classi.
iv) Scuole secondarie superiori.
Tenuto conto:
- del limitato periodo di applicazione delle presenti norme; -
dell'imminente entrata in vigore della riforma della scuola
secondaria;
- della opportunità di concentrare istituti superiori di vario tipo
in centri polivalenti, la cui dimensione massima globale va
relazionata alle condizioni del traffico ed alle reti di trasporti
pubblici inerenti alle zone servite;
la dimensione minima è di 10 classi (250 alunni) e quella massima di
60 classi (1500 alunni).
2. Area.
2.0. Caratteristiche generali.
2.0.1. Oltre ad avere tutti i requisiti generali, di cui ai
capitoli precedenti, l'area deve avere le seguenti caratteristiche
specifiche:
i) deve essere generalmente di forma regolare e possibilmente
pianeggiante; qualora non siano disponibili suoli di tali
caratteristiche l'ampiezza minima di cui al punto 2.1.2, dovrà essere
congruamente aumentata;
ii) non deve insistere su terreni umidi o soggetti a infiltrazioni o
ristagni e non deve ricadere in zone franose o potenzialmente tali;
inoltre le caratteristiche meccaniche devono essere tali da non
esigere fondazioni speciali che possano incidere eccessivamente sul
costo totale della costruzione;
iii) quando non sia possibile reperire aree che presentino i requisiti
e le caratteristiche di cui al punto precedente ii), la commissione
provinciale prevista dall'art. 10 della legge 5 agosto 1975, n. 412,
prima di pronunciarsi, potrà richiedere che siano svolte le
necessarie indagini geologiche e geotecniche e che sia sentito,
eventualmente, il parere di esperti, per la programmazione di
necessarie opere di consolidamento, sistemazione e fondazione, da
attuare nel rispetto delle istruzioni riportate nella circolare del
Ministero dei lavori pubblici n. 3797 del 6 novembre 1967 (1);
iv) deve avere accessi sufficientemente comodi ed ampi muniti di tutte
le opere stradali che assicurino una perfetta viabilità;
v) deve consentire l'arretramento dell'ingresso principale rispetto al
filo stradale in modo da offrire sufficiente sicurezza all'uscita
degli alunni;
vi) non deve avere accessi diretti da strade statali e provinciali.
2.0.2. L'area non coperta dagli edifici deve essere congruamente
alberata, sistemata a verde, e attrezzata per consentire un permanente
____________________________________
(1) La circolare n. 3797/1967 è ora sostituita dalle norme
contenute nel d.m. 29 gennaio 1981.
____________________________________
svolgimento, anche all'aperto, delle attività educative e
ginnico-sportive; la sistemazione, prevista in sede di progetto,
dovrà essere tale da consentire una sua facile ed idonea
manutenzione.
2.0.3. Le caratteristiche di ampiezza dovranno risultare da appositi
atti istruttori in sede di approvazione dei piani urbanistici, mentre
i requisiti geotecnici potranno risultare in sede di approvazione dei
piani di esecuzione.
2.1. Ampiezza.
2.1.1. L'ampiezza dell'area dovrà essere tale da garantire, per
ogni tipo di scuola ed in funzione dei programmi didattici:
i) la costruzione dell'edificio nel rispetto delle esigenze espresse
dalle presenti norme;
ii) le successive trasformazioni ed ampliamenti dell'edificio che
dovessero rendersi necessarie al fine di adeguarlo ad. ulteriori
esigenze di ordine didattico;
iii) la realizzazione degli spazi all'aperto previsti nelle presenti
norme.
2.1.2. L'ampiezza minima, che ogni area deve avere, è prescritta
nella tabella 2, salvo che, qualora ricorrano eccezionali
motivi, non sia diversamente prescritto in sede di approvazione dei
piani urbanistici.
2.1.3. L'area coperta dagli edifici non deve essere superiore alla
terza parte dell'area totale.
2.1.4. Il rapporto tra l'area dei parcheggi e il volume dell'edificio
di cui all'art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765 deve essere non
inferiore ad 1 m2 su ogni 20 m3 di costruzione.
Il volume complessivo della costruzione si determina sommando, al
netto delle murature, i volumi delle aule normali e speciali (esclusi
i laboratori e gli uffici), dell'auditorio, della sala riunioni, della
biblioteca, della palestra e dell'alloggio del custode.
3. Norme relative all'opera.
3.0. Caratteristiche dell'opera in generale.
3.0.1. Ogni progetto dovrà prevedere la realizzazione
dell'edificio o plesso scolastico, completo dell'indicazione di tutti
gli impianti, servizi e arredi, nonché della sistemazione dell'area.
3.0.2. In relazione al tipo di scuola e al numero di alunni e di
servizi e di classi, ed alle reciproche integrazioni, determinate in
base ai capitoli precedenti, i progetti dovranno prevedere tutti i
locali e spazi necessari:
i) per lo svolgimento dei programmi didattici e delle attività
parascolastiche;
ii) per lo svolgimento dei programmi di insegnamento dell'educazione
fisica e sportiva;
iii) per le attività di medicina scolastica a norma del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518;
iv) per l'alloggio del custode quando sia riconosciuto necessario
dall'ente obbligato, sentito il parere del provveditore agli studi;
v) per la mensa scolastica, quando non sia possibile assicurare
diversamente tale servizio se indispensabile.
3.0.3. Per quanto riguarda la morfologia dell'edificio, si stabilisce
quanto segue:
i) l'edificio, qualunque sia l'età degli alunni e il programma
didattico, sarà concepito come un organismo architettonico omogeneo e
non come una semplice addizione di elementi spaziali, contribuendo
così allo sviluppo della sensibilità dell'allievo e diventando esso
stesso strumento di comunicazione e quindi di conoscenza per chi lo
usa;
ii) la disposizione, la forma, la dimensione e le interrelazioni degli
spazi scolastici saranno concepiti in funzione:
a) dell'età e del numero degli alunni, delle attività che vi si
svolgono, degli effettivi che ne usufruiscono;
b) delle unità pedagogiche determinate dai tipi di insegnamento e dai
metodi pedagogici, e formate sia dal singolo alunno, come unità
fondamentale, che da gruppi più o meno numerosi, fino a comprendere
l'intera comunità scolastica;
c) della utilizzazione ottimale degli spazi previsti (superfici
costruite) e dei sussidi didattici, compresi gli audiovisivi;
iii) l'organismo architettonico della scuola, per la introduzione nei
metodi didattici di attività varie e variabili in un arco temporale
definito (un giorno, una settimana, ecc.), deve essere tale da
consentire la massima flessibilità dei vari spazi scolastici, anche
allo scopo di contenere i costi di costruzione; l'individuazione delle
parti flessibili deve corrispondere, peraltro, alla individuazione di
parti ben definite (fisse), quali, ad esempio, gli spazi per le
attività speciali (scienze, fisica, chimica, ecc.) auditorio,
palestra, ecc.
Per realizzare la flessibilità, che interessa anche le differenti
dimensioni dei gruppi di allievi durante la giornata, si adotteranno i
più moderni accorgimenti atti a suddividere lo spazio mediante pareti
o porte scorrevoli e arredi trasportabili;
iv) inoltre, per il continuo aggiornarsi e trasformarsi dei metodi
didattici, l'organismo architettonico deve essere trasformabile nel
tempo senza costosi adattamenti. A tale scopo si dovrà prevedere, ad
esempio, la eventuale rimozione delle pareti interne delimitanti
l'attuale spazio per l'unità pedagogica (aula), senza che debbano
essere ripristinati pavimenti e soffitti e senza una complessa
trasformazione degli impianti tecnici.
3.0.4. L'edificio deve essere progettato in modo che gli allievi
possano agevolmente usufruire, attraverso gli spazi per la
distribuzione orizzontale e verticale, di tutti gli ambienti della
scuola, nelle loro interazioni e articolazioni ed, inoltre,
raggiungere le zone all'aperto.
Ciò comporta che le attività educative si svolgano:
i) per la scuola materna, a diretto contatto con il terreno di gioco e
di attività all'aperto;
ii) per la scuola elementare e media, normalmente, su uno o due piani
e, qualora il comune, previo parere del provveditore agli studi,
sentito il consiglio di distretto ove costituito, lo ritenga
inevitabile, su più di due piani;
iii) per la scuola secondaria di secondo grado, normalmente su tre
piani e, qualora l'ente obbligato, previo parere del provveditore agli
studi, sentito il consiglio di distretto ove costituito, lo ritenga
necessario, su più piani.
3.0.5. In funzione delle caratteristiche morfologiche
dell'insediamento, o quando previsto in sede di piani regolatori
generali e particolareggiati, o di altri definiti strumenti
urbanistici, è consentito collocare l'organismo scolastico,
progettato secondo le presenti norme, su strutture edilizie non di uso
scolastico, o comunque sollevate dal suolo.
In tal caso gli accessi alla scuola dovranno essere indipendenti ed i
collegamenti verticali, necessari per raggiungere i piani adibiti a
scuola, dovranno essere meccanici ad uso esclusivo della scuola ed
essere dimensionati in funzione degli effettivi scolastici. Dovrà, in
ogni caso, essere garantito lo svolgimento delle attività
ginnico-sportive, anche in zone adiacenti o limitrofe, e quelle
relative alla vita all'aperto, in zone o terrazze praticabili
opportunamente sistemate e protette, strettamente adiacenti alla
scuola.
3.0.6. Sarà consentito ubicare in piani seminterrati solamente locali
di deposito e per la centrale termica o elettrica; non saranno
considerati piani seminterrati quelli la cui metà del perimetro di
base sia completamente fuori terra.
3.0.7. L'edificio scolastico dovrà essere tale da assicurare una sua
utilizzazione anche da parte degli alunni in stato di minorazione
fisica. A tale scopo saranno da osservarsi le norme emanate dal
Servizio tecnico centrale del Ministero dei lavori pubblici,
contenute nella circolare n. 4809 del 19 giugno 1968.(1),
con gli adattamenti imposti dal particolare tipo di edificio cui le
presenti norme si riferiscono, e indicati nei capitoli che seguono,
relativamente agli spazi per la distribuzione (3.8.2.) e per i servizi
igienico-sanitari (3.9.2.).
3.0.8. I valori di illuminamento dipendono anche dalla posizione
dell'edificio scolastico rispetto ad altri circostanti o prospicienti
che potrebbero limitare il flusso luminoso proveniente dalla volta
celeste: per tale ragione non sono ammessi cortili chiusi o aperti nei
quali si affacciano spazi ad uso didattico senza una precisa e
motivata ragione che giustifichi la loro funzione nella configurazione
dell'organismo architettonico, e che dimostri, attraverso il calcolo,
il rispetto delle presenti norme per la parte riguardante le
condizioni dell'illuminazione. Sono invece consentiti piccoli patii,
negli edifici ad uno o a due piani.
______________________________
(1) La circolare deve considerarsi abrogata e sostituita
dalle norme contenute nel d.P.R. 27 aprile 1978 n. 384.
______________________________
Per analoga ragione la distanza libera tra le pareti contenenti le
finestre degli spazi ad uso didattico e le pareti opposte di altri
edifici, o di altre parti di edificio, dovrà essere almeno pari ai
4/3 dell'altezza del corpo di fabbrica prospiciente; tale distanza non
dovrà, comunque, essere inferiore a 12 m.
La distanza libera dovrà risultare anche se gli edifici prospicienti
siano costruiti, o potranno essere costruiti, in osservanza di
regolamenti edilizi locali all'esterno dell'area della scuola.
3.0.9. I parametri dimensionali e di superficie, nonché il numero dei
locali, dipendono dalle caratteristiche degli stessi, dai programmi e
dal grado di utilizzazione dei servizi e delle attrezzature.
Nella tabella 3 sono indicati i valori delle superfici globali lorde
per i vari tipi di scuole. Tali valori, come del resto viene
sottolineato in nota alla stessa tabella, sono orientativi e sono
presentati allo scopo di facilitare una prima valutazione in sede di
programmazione.
Da tali valori risultano pertanto escluse le superfici relative a
richieste eventuali quali: l'alloggio del custode, l'alloggio per
l'insegnante o gli uffici per le direzioni didattiche (per determinati
tipi di scuole elementari), le palestre del tipo B in scuole
elementari o medie secondo quanto previsto al punto 3.5.1.
Nella tabella 4 sono prescritte le altezze (nette) standard di piano.
Nelle tabelle 5 e 12 sono prescrittti gli indici standard di
superficie, e il loro eventuale grado di variabilità, articolati per
categorie di attività:
i) per attività didattiche (aule normali e, a seconda del grado della
scuola, spazi per attività interciclo, aule speciali, laboratori,
ecc.);
ii) per attività collettive (biblioteca, mensa, spazi per attività
integrative e parascolastiche);
iii) per attività complementari alle attività precedenti (uffici,
servizi igienici, atrio, percorsi interni, ecc.).
Sono inoltre prescritti gli standard dimensionali relativi:
- agli spazi per le attività sportive, espressi in termini di valori
unitari corrispondenti ad unità funzionali ripetibili costituite da
spazio palestra, spogliatoi, servizi, depositi e locali per la visita
medica;
- all'abitazione del custode ove richiesta;
- alla direzione didattica per le scuole elementari ove richiesta.
Nelle medesime tabelle sono inoltre indicati il tipo e il numero dei
locali, per alcuni dei quali vengono fissate dimensioni ottimali.
3.0.10. Per i tipi di scuole, e di istituti non contemplati si fa
rinvio, in quanto applicabili, alle disposizioni di cui alle presenti
norme.
3.1. Caratteristiche degli spazi relativi all'utilità pedagogica.
3.1.0. Generalità. - La classe costituisce il
raggruppamento convenzionale previsto dai programmi vigenti per ogni
tipo di scuola, ad eccezione della scuola materna che è organizzata
in sezioni. Tale raggruppamento convenzionale tende a trasformarsi in
altri raggruppamenti determinati non solo in base alla età, ma anche
in funzione delle attitudini e degli interessi di ciascun alunno, sia
per quanto concerne le attività programmate che quelle libere. Ne
consegue che lo spazio tradizionalmente chiamato "aula",
destinato oggi ad ospitare la classe, già organizzata per attività,
dovrà in futuro consentire l'applicarsi di nuove articolazioni di
programmi e la formazione di nuove unità pedagogiche.
Ciò premesso, lo spazio destinato all'unità pedagogica deve essere
concepito in funzione del tipo di scuola (che determina quale parte di
attività didattica vi si deve svolgere) e del conseguente grado di
generalità o di specializzazione dell'insegnamento. Inoltre quale che
sia il tipo di scuola:
i) deve consentire lo svolgersi completo o parziale (ai livelli di
informazione, di progetto, dì verifica, di comunicazione) delle
materie di programma da parte degli allievi, sia individualmente, sia
organizzati in gruppi variamente articolati;
ii) deve poter accogliere nel suo ambito tutti quegli arredi e
attrezzature per il lavoro individuale, o di gruppo, necessari oggi o
prevedibili in futuro, in conseguenza di quanto detto (arredi mobili e
combinabili, attrezzature audiovisive, lavagne luminose, laboratori
linguistici o macchine per insegnare, impianti di televisione a
circuito chiuso, ecc.);
iii) lo spazio dell'aula è complementare rispetto all'intero spazio
della scuola, in quanto esaurisce solo una parte delle attività
scolastiche e parascolastiche. Esso, pertanto, non puó costituire
elemento base da ripetere in serie, lungo un corridoio di disimpegno,
ma dovrà, quanto più possibile, integrarsi spazialmente con gli
altri ambienti, sia direttamente, sia attraverso gli spazi per la
distribuzione
3.1.1. Nella scuola materna. - Per la scuola materna, dove
l'unità pedagogica è costituita dalla sezione, e dove tutte le
attività assumono una funzione eminentemente educativa e globale,
concentrata nella unità stessa, gli spazi, principali destinati
all'unità (il cui numero e dimensioni sono prescritti nella tabella
5) debbono avere le seguenti caratteristiche:
i) essere raggruppati in modo che non più di tre sezioni usufruiscano
degli stessi spazi comuni, salvo che per la mensa e la lavanderia.
L'organismo architettonico relativo ad un numero maggiore di sezioni o
di edifici dovrà essere organizzato tenendo conto di quanto sopra;
ii) dovranno consentire, pur nella integrazione spaziale di cui al
precedente punto 3.1.0., lo svolgimento separato delle attività
seguenti, che, malgrado la molteplicità dei programmi e dei metodi
educativi sono state individuate come comuni ad ogni programma:
- attività ordinate (attività che gli scolari svolgono a tavolino o
su bancone);
- attività libere (di carattere motorio o ludico o di carattere
complementare, ecc.);
- attività pratiche (indossare o togliersi gli indumenti, piccole
operazioni di toletta personale, uso dei servizi, mensa, ecc.).
Poiché la divisione in distinti ordini di attività scolastica
comporta anche la necessità di 'separare le attività rumorose da
quelle più silenziose, ed allo scopo di consentire una più libera
interpretazione del programma ed una organizzazione morfologica
adeguata, per le attività prima indicate andranno previsti
altrettanti gruppi di spazi, diversamente dimensionati e combinati tra
loro;
iii) lo spazio per le attività ordinate deve servire una sola
sezione, o deve essere opportunamente studiato per consentire, nella
sua forma, una serie di possibili variazioni dell'arredo; non sono da
escludere soluzioni che prevedano forme diverse dal parallelepipedo
nelle tre dimensioni. Si possono prevedere, nel suo ambito spazi
minori, adeguatamente attrezzati, per lo svolgimento di attività
speciali;
iv) lo spazio per le attività libere può servire una, due o tre
sezioni; la sua forma non dipende dal metodo pedagogico, ma dalle
attività di movimento o di partecipazione allo spettacolo che vi si
possono svolgere; inoltre, qualora sia attiguo allo spazio per le
attività ordinate, la divisione può essere mobile per consentire un
indifferenziato uso degli ambienti, a seconda delle necessità
didattiche;
v) lo spazio per le attività pratiche deve, compatibilmente con lo
svolgimento delle sue funzioni, essere integrato con lo spazio totale
della sezione per le sue funzioni pedagogiche ed educative. Esso deve
essere previsto, possibilmente, in ciascuna sezione, e deve
comprendere lo spogliatoio, i locali d'igiene e i relativi servizi
igienici;
vi) la mensa può essere collocata in uno spazio a sè stante, comune
a tutte le sezioni; deve anche essere prevista una adeguata. cucina ed
una dispensa, opportunamente disimpegnata; lo spazio destinato alla
mensa potrà essere previsto attiguo a quello delle attività libere
ed essere da questo separato per mezzo di porte scorrevoli, allo scopo
di consentire, eccezionalmente, una sua diversa utilizzazione;
vii) affinché le attività ordinate o quelle libere possano svolgersi
in parte al chiuso e in parte all'aperto, gli spazi relativi debbono
essere in stretta relazione con Io spazio esterno organizzato
all'uopo, anche per consentire l'esercizio dell'osservazione e della
sperimentazione diretta a contatto con la natura; esso può essere
comune a più sezioni; dovranno, inoltre, essere previsti spazi
coperti, ma aperti, intesi ad assolvere un compito di mediazione tra
l'aperto e il chiuso.
3.1.2. Nella scuola elementare. - Per la scuola elementare,
dove attualmente le unità pedagogiche sono raggruppate in due cicli,
il primo comprendente due classi (prima e seconda) ed il secondo tre
(terza, quarta e quinta), e dove la maggior parte delle attività si
svolge nell'aula gli spazi debbono avere le seguenti caratteristiche:
i) debbono essere idonei allo svolgimento delle diverse attività ed
adeguarsi alle possibilità di variazioni degli arredi e delle
attrezzature;
ii) può essere prevista una relazione diretta ed una continuità
spaziale tra unità dello stesso ciclo, anche mediante pareti mobili o
porte scorrevoli, e attraverso lo spazio da destinarsi ad attività
interciclo;
iii) il maggior numero di aule, e, comunque, in quantità tale da
comprendere almeno il primo ciclo, deve essere a diretto contatto con
lo spazio all'aperto, nel quale si svolgono le relative attività
didattiche e ricreative;
iv) gli spazi debbono essere tra loro in organica relazione, sia
nell'ambito dell'intero ciclo, che con gli spazi di disimpegno e con
lo spazio comune per le attività di interciclo;
v) lo spazio riservato alle unità pedagogiche costituenti i cicli e
quello dei disimpegni, debbono essere in organica e stretta relazione
con gli spazi comuni dell'intera scuola, in modo visivo e spaziale e
tale da eliminare al massimo disimpegni a corridoio.
3.1.3. Nella scuola secondaria di primo grado (media). - In
tale tipo di scuola, nello spazio dell'unità pedagogica si svolgono
quelle attività che hanno carattere prevalentemente teorico e che
attualmente non usufruiscono di attrezzature specializzate; poiché,
però, per la maggiore complessità dei metodi di insegnamento,
l'arricchimento e l'ampliamento dei programmi con nuove 'materie ed
attività facoltative e l'articolarsi dei gruppi di apprendimento, le
unità pedagogiche presentano nuove necessità, gli spazi ad esse
riservati debbono avere le seguenti caratteristiche:
i) conseguire una flessibilità tale, nel loro interno e fra essi, da
permettere lo svolgersi sia di attività individuali che di gruppi di
media grandezza;
ii) consentire una facile trasformazione da aula normale in aula
speciale, qualora, in futuro, una materia di insegnamento necessiti di
una attrezzatura specializzata (ad esempio: l'insegnamento delle
lingue potrà richiedere domani un laboratorio linguistico, che, una
volta installato, trasformerà l'aula da normale in speciale);
iii) essere, integrati, spazialmente e visivamente, con gli altri
ambienti della scuola, in modo tale che siano evitati, per quanto
possibile, disimpegni a corridoio e simili.
3.1.4. Nella scuola secondaria di secondo grado. - In attesa
della riforma dell'istruzione secondaria di secondo grado si
applicheranno, in via transitoria ed in linea di massima, i criteri
generali formulati per la scuola media, con l'applicazione delle
tabelle 8-12 per quanto riguarda gli indici standard di
superficie/alunno.
Si prescrive inoltre che in vista della necessità di adeguare gli
spazi per le attività didattiche e collettive ai nuovi modelli
organizzativi che discenderanno dalla predetta riforma, le partizioni
interne consentano una loro facile rimozione e il pavimento ed il
soffitto siano continui al fine di rendere meno onerosi gli interventi
di ristrutturazione.
3.2. Caratteristiche degli spazi relativi all'insegnamento
specializzato.
3.2.0. Generalita'. - Tenendo conto di quanto detto al
punto 3.1. e in particolare in 3.1.3. iii), occorre ulteriormente
specificare che lo spazio per l'insegnamento specializzato, di
esclusivo uso della scuola secondaria di primo e secondo grado, deve
ospitare attività didattiche che sono ben caratterizzate e definite
per tipi di scuole e di insegnamento, e che possono essere poste in
correlazione sia per particolari esigenze didattiche, riguardanti
singole operazioni, nell'ambito di singole attività, sia per esigenze
di coordinamento tra le attività stesse. Tali attività sono:
- attività scientifiche;
- attività tecniche;
- attività artistiche;
cui corrispondono altrettanti spazi che, a seconda dei tipi di scuola
possono essere in correlazione tra loro o subire ulteriori
specializzazioni per le singole attività. Inoltre gli spazi destinati
all'insegnamento specializzato per ogni tipo di scuola debbono:
i) essere tali da permettere, nel loro interno, un facile svolgimento
di ogni materia di programma ai livelli di informazione, progettazione
verifica, comunicazione, ai quali corrispondono spazi particolari,
variamente specializzati, sia per il lavoro individualizzato, sia per
l'attività di gruppo;
ii) essere tali da accogliere le attrezzature e gli arredi
specializzati necessari per ogni attività, in modo da consentire una
loro facile rimozione e sostituzione, qualora la evoluzione della
tecnologia e dei metodi di insegnamento lo rendessero necessario;
iii) essere corredati di locali e spazi accessori (studi per gli
insegnanti, spazi di preparazione, magazzini, ripostigli, ecc.),
necessari per lo svolgimento dei programmi di insegnamento; ove la
dimensione dell'istituto richieda, per lo stesso insegnamento, due
aule speciali, tali spazi saranno comuni ad entrambe le aule ed
avranno da queste uguale accesso diretto;
iv) essere corredati di necessari impianti di adduzione (gas,
elettricità, acqua) e di scarico.
3.2.1. Nella scuola secondaria di primo grado (media):
i) per le osservazioni scientifiche, è necessario predisporre uno
spazio le cui articolazioni comprendano:
- un ambiente per il deposito, mostre e museo e per la preparazione
del materiale didattico;
- un ambiente per l'insegnamento, sia teorico che pratico, dove le
attività possano essere svolte individualmente e in gruppi;
ii) per le applicazioni tecniche, è necessario:
- uno spazio di deposito;
- uno spazio di insegnamento che, per le particolari esigenze della
materia di programma, deve contenere arredi e attrezzature per il
lavoro manuale e tecnico;
iii) per l'educazione artistica, è necessario un ambiente che
permetta, nel suo interno, una facile variabilità nella disposizione
degli elementi di arredo, in conformità alle caratteristiche delle
materie di insegnamento, e che sia spazialmente concepito anche per
potervi svolgere mostre ed esposizioni;
iv) per l'educazione musicale è necessario uno spazio acusticamente
predisposto, che possa contenere pianoforte, pianole elettriche ed
altri strumenti musicali, e un podio che consenta lo svolgersi di
attività libere e ritmiche.
Tale attività, a seconda delle dimensioni della scuola, può essere
localizzata o negli spazi per le attività integrative e
parascolastiche o nel palcoscenico dell'auditorio o in ambiente
proprio come specificato nella tabella n. 7.
3.2.2. Nella scuola secondaria di secondo grado. - Data la
specializzazione delle singole materie di insegnamento, gli spazi
minimi necessari alle attività speciali sono stati prescritti, per
alcuni tipi di scuola, nelle tabelle 8, 9, 10, 11, 12.
Per i tipi di scuola non indicati, oltre a quanto detto in 3.0.10.,
gli spazi necessari saranno precisato dal Capo dell'istituto che
utilizzerà l'edificio, se già designato, ovvero dalle autorità
competenti (Direzione generale competente, Provveditorato agli studi,
Capi di istituti similari).
Inoltre gli spazi per le attività speciali:
i) dovranno essere tali da servire, se possibile, sia per le lezioni
teoriche che per le esercitazioni pratiche, e dovranno essere
corredati dai seguenti ambienti, anche in comune tra più aule di
esercitazione:
- ambiente per la preparazione (solo per le materie scientifiche);
- studio dell'insegnante;
- magazzino di deposito (bilance, ecc.);
- musei, quando servono alle scienze naturali;
ii) dovranno essere forniti di:
- impianti flessibili e amovibili; di adduzione del gas, energia
elettrica, acqua, ecc., e di scarico;
- cappe aspiranti, per le esercitazioni che le richiedano;
- arredi sia fissi che amovibili, quali banconi attrezzati per gli
insegnanti e per le esercitazioni degli allievi, banchi da lavoro,
tavoli, ecc.
3.3. Caratteristiche degli spazi relativi a laboratori e officine.
Nelle scuole secondarie di secondo grado, le caratteristiche dei
laboratori o delle officine, qualora siano richiesti, saranno
precisate di volta in volta dal Capo dell'istituto che utilizzerà
l'edificio secondo quanto precisato al precedente punto 3.2.2.
3.4. Caratteristiche degli spazi relativi alla comunicazione, alla
informazione e alle attività parascolastiche e integrative.
3.4.0. Generalità.
Questi spazi. comprendono, come nuclei fondamentali, la biblioteca e
l'auditorio, in cui tutto le attività della scuola, sia didattiche o
parascolastiche, sia associative, trovano un momento di sintesi
globale. Essi inoltre, pur garantendo lo svolgimento delle specifiche
funzioni, debbono essere tali da integrarsi, visivamente e
spazialmente, con tutto l'organismo scolastico.
3.4.1. Nella scuola elementare.
Gli spazi per la comunicazione e l'informazione non assumono carattere
specializzato, ma si configurano:
i) in uno spazio per le attività collettive di vario tipo, quali,
ginnastica ritmica, musica corale, attività ludiche in genere, ecc. e
deve, pertanto, essere flessibile per adattarsi a tali esigenze, ed
essere collegato, anche visivamente, con il resto della scuola, in
modo da poter essere usato insieme ad altri spazi più specificamente
didattici;
ii) in un'ambiente attrezzato a biblioteca, riservato agli insegnanti.
3.4.2. Nella scuola secondaria di primo grado (media) e di
secondo grado.
Gli spazi per la comunicazione e l'informazione assumono un carattere
complesso per le attività che vi si svolgono, di tipo non solo
didattico, ma anche gestionale, parascolastico e associativo, per i
rapporti, cioè, che possono stabilirsi con la comunità cui la scuola
si riferisce. Ne deriva che:
i) nell'edificio scolastico dovrà essere previsto uno spazio
polivalente per attività didattiche a scala di grande gruppo,
spettacoli, assemblee, riunioni di genitori, ecc.;
tale spazio deve essere estremamente flessibile, per consentire la sua
più ampia utilizzazione; può essere realizzato mediante aggregazioni
di altri spazi per attività didattiche di dimensioni inferiori o può
essere definito come spazio autonomo;
ambedue le soluzioni possono essere compresenti: la prima soluzione ne
assicura una migliore fruizione per le attività curricolari, alle
quali offre uno spazio alternativo di immediata accessibilità; la
seconda è consigliabile nei centri scolastici polivalenti;
in questo caso tale attrezzatura, che non dovrà per ragioni di
funzionalità ed economia superare i 500 posti, può essere
considerata comune alle varie scuole e si qualifica come un vero e
proprio auditorio assumendo un carattere molto specializzato, tale da:
- garantire le condizioni di sicurezza stabilite dalle vigenti norme
per la protezione civile emanate dal Ministero dell'interno - Direzione
generale della Protezione civile e servizio antincendi;
- garantire 13 massima flessibilità nel suo interno per permettere lo
svolgimento nelle forme più varie della vita associata, attraverso
attrezzature mobili che dividano lo spazio secondo le necessità,
ecc.;
- essere correlato con gli spazi necessari per lo svolgimento di
attività parascolastiche ed integrative qualora la dimensione della
scuola lo renda necessario;
- essere corredato da tutti quegli ambienti di servizio necessari per
il suo funzionamento (cabina di protezione, depositi, ecc.);
- avere un rapido accesso dall'esterno della scuola per facilitarne
l'uso da parte della comunità locale;
- essere dotato di almeno un nucleo di servizi igienici.
ii) la biblioteca deve avere uno spazio tale, da permettere lo
svolgimento di tutte le attività individuali e di gruppo relative
all'informazione, alla ricerca ed allo scambio dei dati. Detto spazio,
non necessariamente concentrato in un unico punto dell'edificio, può
assumere un carattere complesso e articolato a seconda delle
dimensioni della scuola o delle necessità derivanti dal contesto in
cui si inserisce.
A tale scopo la biblioteca è costituita da:
- uno spazio per i cataloghi o bibliografie, arredato con
classificatori, tavoli per la consultazione, ecc.;
- uno spazio per il personale della biblioteca addetto a svolgere
attività di ausilio didattico, reperimento, conservazione e
manutenzione dei materiali (audiovisivi, libri, ecc.) e attività
particolari, quali sviluppo di microfilms, registrazioni, ecc. Tale
spazio dovrà consentire anche i rapporti tra gli addetti alla
biblioteca e gli insegnanti. Qualora la scuola sia dotata di un
sistema televisivo a circuito chiuso i locali necessari per lo
svolgimento dei programmi potranno essere previsti in tale ambito;
- uno spazio variamente articolato che permetta la consultazione e la
lettura dei testi; a tale, scopo dovranno essere previsti:
- arredi e posti per attività individuali, per attività di gruppo e
discussioni, per lettura di filmine, ascolto di dischi e nastri, ecc.;
- scaffali per libri disposti in modo da essere facilmente accessibili
da parte degli allievi e senza che si abbia un traffico fastidioso ai
lettori.
iii) inoltre gli spazi per la comunicazione e l'informazione debbono
essere progettati anche tenendo presenti le esigenze derivanti dai
decreti delegati (riunioni di organi collegiali, di circolo o di
istituto); tali spazi debbono essere integrati da alcuni locali nei
quali possono aver luogo tutte quelle attività associative,
ricreative e culturali che richiedono incontri o lavori di gruppo fra
studenti, incontri scuola-famiglia, ecc
3.5. Caratteristiche degli spazi per l'educazione fisica e sportiva e
per il servizio sanitario.
3.5.0. Generalità.
Tale categoria di spazi dovrà presentare caratteristiche e requisiti
strettamente correlati al livello scolastico per cui vengono
realizzate, anche al fine di evitare sotto-utilizzazioni.
In tal senso si prevedono tre tipi di palestre:
3.5.1. Palestre.
tipo A1 - unità da 200 m2 più i relativi servizi
per scuole elementari da 10 a 25 classi, per scuole medie da 6 a 20
classi, per scuole secondarie da 10 a 14 classi.
tipo A2 - due unità da 200 m2 più i relativi
servizi per scuole medie da 21 a 24 classi, per scuole secondarie da
15 a 23 classi.
tipo B1 - palestre regolamentari da 600 m2 più i
relativi servizi, aperte anche alla comunità extra-scolastica, per
scuole secondarie di secondo grado (da 24 a 60 classi) (divisibili in
tre settori); ma utilizzabile da non più di due squadre
contemporaneamente.
tipo B2 - palestre come le precedenti con incremento di 150 m2
per spazio per il pubblico e relativi servizi igienici.
Qualora le amministrazioni competenti rilevino gravi carenze nel
settore delle attrezzature per l'educazione fisica e sportiva nelle
scuole degli ambiti interessati dai nuovi interventi di edilizia
scolastica si prevede la realizzazione di palestre di tipo B anche per
scuole elementari da 10 a 25 classi e per scuole medie da 9 a 24
classi e per scuole secondarie da 10 a 23 classi.
Più precisamente le palestre per i vari tipi di scuole presenteranno:
- una zona destinata agli insegnanti costituita da uno o più ambienti
e corredata dai servizi igienico-sanitari e da una doccia;
- una zona di servizi per gli allievi costituita da spogliatoi, locali
per servizi igienici e per le docce; l'accesso degli allievi alla
palestra dovrà sempre avvenire dagli spogliatoi;
- una zona per il servizio sanitario e per la visita medica ubicata in
modo da poter usufruire degli spogliatoi e degli altri locali
disponibili anche per questa funzione;
- una zona destinata a depositi per attrezzi e materiali vari
necessari per la pratica addestrativa e per la manutenzione.
Per quanto attiene più specificatamente le attività e gli spazi
destinati al gioco e alle attività ginniche e sportive nei vari tipi
di palestre si avrà:
i) per la scuola elementare la palestra, obbligatoria negli edifici da
10 a 25 classi, può essere di forma non collegata a dimensioni di
campi per giochi agonistici, in quanto l'attività ginnica che vi si
svolge è di carattere ludico; nelle scuole da 5 a 9 classi
l'attività ginnica si svolge nella sala per attività collettive
opportunamente attrezzata;
ii) per la scuola media le dimensioni e le caratteristiche sono
analoghe mentre si avrà un raddoppio della unità prevista (tipo
A2) per le scuole da 21 a 24 classi, con la possibilità sia di
poter creare su tale superficie di 400 m2 un campo
regolamentare di pallavolo o di minibasket, sia di dividere la
palestra in due unità da 200 m2 per consentire l'uso
contemporaneo a due gruppi diversi; sempre per la scuola media, in
alternativa all'unità da 200 m2 raddoppiata è consentita
la realizzazione di una unità A1 ed una unità con vasca di almeno m
12,50 X 6 X 0,80 per l'apprendimento e la pratica del nuoto
elementare;
iii) nelle scuole secondarie di secondo grado le dimensioni e le
caratteristiche della palestra dovranno essere tali da poter contenere
un campo regolamentare di pallacanestro, secondo le norme CONIFIP (2).
Poiché la palestra potrebbe essere disponibile all'uso della
comunità extra-scolastica (oltre, naturalmente, a quello delle altre
scuole) è importante che la sua relazione con l'organismo scolastico
sia tale da consentire un accesso praticamente indipendente, anche in
previsione di uso in orario non scolastico, e con la possibilità di
escludere l'accesso agli spazi più propriamente didattici; sempre a
tale scopo i vari impianti relativi a questa parte dell'edificio
dovranno poter funzionare indipendentemente dal resto della scuola.
Gli spazi suddetti dovranno presentare la disponibilità alla
installazione sulle pareti di attrezzi quali il palco di salita, il
quadro svedese, ecc.; le sorgenti d'illuminazione e aerazione naturale
dovranno essere distribuite in modo da consentire tale installazione
senza alterare gli indici di illuminazione previsti (riguardo le
finestrature si dovranno sempre prevedere materiali trasparenti con
resistenza agli, urti o con adeguate protezioni).
In ogni scuola insieme agli spazi per l'educazione fisica dovranno
essere previsti adeguati locali per il servizio sanitario e per la
visita medica e di dimensioni tali da consentire, nella scuola
secondaria, ricerche e studi psicotecnici, e che siano forniti dei
servizi necessari.
In ogni caso, laddove siano previsti gli ambulatori, dovranno essere
osservate le norme di cui agli artt. 4, 6 e 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518.
_______________________________
(2) Non sono riportate essendo solo relative alle
dimensioni dei campi di gara.
_______________________________
3.5.2. Aree di gioco all'aperto: esse dovranno avere le seguenti
superfici per le attività all'aperto:
i) per la scuola media:
- pista da 4 o 6 corsie di almeno 100 metri, oltre gli spazi partenze
ed arrivi;
- impianti per il salto in alto ed in lungo;
- pedana per il lancio del disco;
- campo sportivo polivalente (pallacanestro, pallavolo, pallamano,
possibilmente tennis);
ii) per le scuole secondarie di 2° grado:
- pista da 4 a 6 corsie di almeno 100 metri oltre gli spazi per
partenze ed arrivi;
- impianti per il salto in alto, in lungo e con l'asta;
- pedana per il lancio del peso e del disco;
- campo sportivo polivalente (pallacanestro, pallavolo, pallamano,
possibilmente tennis).
Nella progettazione e realizzazione delle suddette aree dovranno
essere tenuti presenti i migliori materiali al fine di rendere la
manutenzione agevole ed economica.
Per quanto riguarda i campi sportivi polivalenti la pavimentazione
dovrà, inoltre, essere tale da ridurre al minimo i danni conseguenti
a cadute.
3.6. Caratteristiche degli spazi per la mensa.
3.6.1. La mensa dovrà svolgersi in uno spazio dimensionato in
funzione del numero dei commensali, calcolato tenendo presente che i
pasti potranno essere consumati in più turni, convenientemente
compresi nel tempo disponibile e che la sua dimensione, compresi i
relativi servizi, non dovrà superare i 375 m2.
E' possibile, considerando l'eventuale concentramento di più scuole,
prevedere un unico servizio di mensa; in questo caso la superficie
afferente viene dedotta dal globale delle singole scuole.
Inoltre lo spazio per la mensa potrà anche non costituire un ambiente
isolato ed in questo caso la superficie afferente, con le relative
funzioni, verrà ridistribuita all'interno dell'organizzazione degli
spazi didattici con un criterio di polifunzionalità.
3.6.2. A servizio dello spazio per la mensa si deve prevedere:
i) un locale cucina di dimensioni e forma tale da permettere lo
svolgimento in modo razionale delle funzioni cui è destinata
(preparazione, cottura, ecc.) e di poter accogliere le attrezzature
necessarie all'uopo;
ii) una dispensa per la conservazione delle derrate anche in
frigorifero, possibilmente con accesso proprio dall'interno;
iii) un'anticucina e un locale per lavaggio delle stoviglie;
iv) uno spogliatoio, doccia e servizi igienici per il personale
addetto, separati con idonei disimpegni dai locali precedenti;
v) uno spazio per la pulizia degli allievi, corredato di lavabi.
Le amministrazioni competenti potranno comunque prevedere un servizio
centralizzato per la preparazione dei cibi ed in tal caso i locali di
cui ai punti i), ii), e iv) potranno essere in parte o totalmente
eliminati, mentre il locale di cui al punto ii) dovrà avere un
accesso diretto dall'esterno.
3.6.3. Data la natura dei locali richiesti, particolare cura dovrà
essere posta nella scelta dei materiali e degli impianti tecnologici
atti a garantire, in stretta relazione con i requisiti dell'igiene,
l'osservanza delle norme relative alle condizioni di abitabilità.
3.7. Caratteristiche degli spazi per l'amministrazione.
3.7.1. Il nucleo per la direzione e l'amministrazione della scuola
presente nelle scuole elementari, quando vi sia direzione didattica,
ed in ogni scuola secondaria, dovrà essere ubicato possibilmente al
piano terreno e comprenderà:
i) l'ufficio del preside (o del direttore), con annessa sala di
aspetto, ubicato in posizione possibilmente baricentrica;
ii) uno o più locali per la segreteria e l'archivio; la segreteria
dovrà permettere un contatto con il pubblico attraverso banconi od
altro; iii) sala per gli insegnanti, atta a contenere anche gli
scaffali dei docenti, ed a consentire le riunioni del consiglio
d'istituto;
iv) servizi igienici e spogliatoio per la presidenza e per gli
insegnanti.
3.8. Caratteristiche degli spazi per la distribuzione.
3.8.0. Generalità.
In ogni tipo di scuola gli spazi per la distribuzione dovranno
assumere la funzione sia di collegamento tra tutti quegli spazi e
locali dell'edificio che, per la loro attività, non possono essere
interdipendenti nei riguardi dell'accesso, che di tessuto connettivo e
interattivo, visivo e spaziale, di tutto l'organismo architettonico
(ad esempio: con l'affaccio continuo verso gli spazi posti a diverso
livello, con l'integrazione di parti dell'organismo, con il
considerare la scala non solamente come mezzo per passare da un piano
all'altro, ma come strumento di mediazione spaziale, ecc.); essi
debbono consentire, nelle varie articolazioni, rapporti di scambio non
formalizzati tra tutti i fruitori della scuola e permettere la
collocazione di arredi ed attrezzature particolari, quali vetrine,
arredi per collezioni, arredi mobili, posti di lavoro individuali.
3.8.1. La distribuzione verticale in edifici a più piani dovrà
essere assicurata da almeno una scala normale e da una scala di
sicurezza, posta all'esterno dell'edificio.
Ai fini del flusso degli alunni, le scale devono:
i) essere in numero tale da consentire che ciascuna scala, esclusa
quella di sicurezza, serva di regola a non più di 10 aule per ogni
piano al di sopra del piano terreno;
ii) avere la larghezza della rampa pari a 0,5 cm per ogni allievo che
ne usufruisce e comunque non inferiore a 1,20 m. e non superiore a 2
m.;
iii) avere i ripiani di larghezza pari a circa una volta e un quarto
quella delle rampe medesime;
iv) avere i gradini di forma rettangolare di altezza non superiore a
16 cm. e di pedata non inferiore a 30 cm.;
v) essere previste con ogni possibile accorgimento al fine di evitare
incidenti.
3.8.2. Allo scopo di assicurare anche ai menomati fisici l'uso
indiscriminato dei locali scolastici, le scuole con più di un piano
dovranno essere munite di ascensore tale da poter contenere una sedia
a ruote ed un accompagnatore, nel rispetto delle norme E.N.P.I.
L'adozione di rampe prevista dalla circolare del Ministero dei lavori
pubblici n. 4809 del 19 giugno 1968, è in tal caso, facoltativa.
3.8.3. Qualora gli spazi per la distribuzione orizzontale assumano
l'aspetto di corridoi di disimpegno di locali ad uso degli allievi,
essi dovranno avere larghezza non inferiore a 2 m.; nel caso che in
essi siano ubicati gli spogliatoi, la larghezza dovrà essere non
inferiore a 2,50 m.
3.9. Caratteristiche degli spazi per i servizi igienico-sanitari e per
gli spogliatoi (3)
_______________________________
(3) V. per qualche riferimento la norma UNI 4692. Edifici
scolastici - Manufatti di marmo per i servizi igienici.
_______________________________
3.9.1. Servizi igienico-sanitari.
Essi debbono avere le seguenti caratteristiche:
i) il numero di vasi per gli alunni dovrà essere di 3 per ogni
sezione, Per le scuole materne e di 1 per classe per gli altri tipi di
scuole, oltre alcuni vasi supplementari per servire gli spazi lontani
dalle aule. Il locale che contiene le latrine e le antilatrine deve
essere illuminato ed aerato direttamente. Possono essere installati
efficienti impianti di aerazione e ventilazione in sostituzione della
aerazione diretta nell'antilatrina;
ii) le latrine debbono:
- essere separate per sesso, salvo che per la scuola materna;
- essere protette dai raggi diretti del sole, specie nelle regioni
più calde;
- essere costituite da box, le cui pareti divisorie siano alte, salvo
che per la scuola materna, non meno di 2,10 m e non più di 2,30 m;
- avere le porte apribili verso l'esterno della latrina, sollevate dal
pavimento e munite di chiusura dall'interno, salvo che per la scuola
materna, tale però che si possano aprire dall'esterno, in caso di
emergenza;
- avere impianti col sistema a caduta d'acqua con cassetta di lavaggio
o altro tipo equivalente, purché dotato di scarico automatico o
comandato;
- avere le colonne di scarico munite di canne di ventilazione,
prolungate al di sopra della copertura;
- avere le colonne di scarichi dei servizi igienici dimensionate in
relazione agli apparecchi utilizzati, con possibilità di, ispezioni
immediate;
- avere, preferibilmente, vasi del tipo misto a tazza allungata (a
barchetta) e con poggiapiedi per essere usati anche alla turca; e
dotati, inoltre, al piede della colonna di scarico, di un pozzetto
formante chiusura idraulica;
iii) nel locale che contiene le latrine, se destinato ai maschi,
saranno di norma collocati anche gli orinatoi, con opportunitá
schermatura tra l'uno o l'altro. I lavabi e gli eventuali lavapiedi
debbono essere ad acqua grondante. Le fontanelle per bere, ubicate nei
punti più accessibili, o nell'antilatrina, debbono essere dotati di
acqua. sicuramente potabile, erogata a, getto parabolico.
iv) il locale latrine dovrà essere munito, sul pavimento, di un
chiusino di scarico a sifone, ispezionabile e di una presa d'acqua con
rubinetto portagomma per l'attacco di una lancia per l'effetto di
acqua;
v) le docce possono essere tutte o in parte, ubicate nel nucleo dei
servizi igienico-sanitari della palestra; esse debbono essere singole
e munite di antidoccia singolo per i vestiti e per l'asciugamano. Esse
debbono essere del tipo col piatto, a vaschetta e inoltre l'erogazione
dell'acqua, deve avvenire, previa miscelazione automatica e regolabile
tra calda e fredda, attraverso un soffione inclinato collocato in modo
da investire non la testa, ma le spalle dell'allievo, che possa
servire anche per il solo lavaggio dei piedi.
3.9.2. In relazione alla norma di cui al punto, 2.3.3. (locali
igienici) della circolare del Ministero dei lavori pubblici n. 4809
del 19 giugno 1968 (§ 2.23) ogni scuola dovrà essere dotata di un
gabinetto per piano avente le dimensioni, minime di 1,80 X 1,80 m ,
attrezzato come specificato dalla citata norma, salvo che per i
corrimani, che potranno essere installati qualora se ne presenti la
necessità.
3.9.3. Spogliatoi.
Nel caso che la scuola disponga di appositi locali ad uso, di
spogliatoi questi debbono avere la larghezza. minima di 1,60 m.
4. Norme relative all'arredamento ed alle attrezzature.
4.0. Generalità.
4.0.1. Tutti i locali o spazi della scuola dovranno essere dotati:
i) dell'arredamento e delle attrezzature necessarie ed indispensabili
per assicurare lo svolgimento delle attività didattiche (ai livelli
di informazione, ricerca, progetto, comunicazione e verifica) e delle
attività integrative o parascolastiche previste dai vari tipi di
scuola;
ii) delle attrezzature per l'educazione fisica;
iii) dei sussidi audiovisivi.
4.0.2. Le caratteristiche (tipo, forma e dimensioni) degli oggetti che
costituiscono l'arredamento e le attrezzature dipendono:
i) dal tipo di scuola, dall'età e dalle esigenze psicobiologiche
degli alunni;
ii) dalle attività e dalle operazioni che essi debbono consentire;
iii) dalle esigenze del lavoro individuale e di gruppo;
iv) dalle esigenze della flessibilità, combinabilità e
trasportabilità (o meno) cui gli arredi e le attrezzature debbono
rispondere;
v) dalle esigenze di una normalizzazione e standardizzazione
tipologica e dimensionale.
4.0.3. Sono da intendersi facenti parte dell'arredamento quegli
oggetti (arredi) fissi o mobili che:
i) consentono, sul loro piano e sulla loro superficie, di esplicare
una azione o una attività didattica, o amministrativa, o comunque a
servizio dei frequentatori della scuola, con o senza attrezzature o
sussidi didattici (tavoli, tavoli da disegno, di lettura o per la
mensa, ecc., cattedre, scrivanie, banconi semplici di chimica o
fisica, banchi per lavori in legno o in ferro od altro, cavalletti per
dipingere o per scolpire, lavagne, superfici per appendere disegni od
altro, tavoli da cucina, ecc.);
ii) servono da appoggio ad una normale o particolare attrezzatura, o
sussidio didattico (banconi per piccole attrezzature meccaniche di
lavorazione, banconi per bilance, per prove elettriche, ecc., tavoli
per macchine da scrivere, contabili, ecc., tavoli per sussidi
audiovisivi o per macchine per insegnare, ecc.);
iii) servono per conservare, a breve o a lungo termine, oggetti o
materiali di proprietà, o in uso, degli alunni e degli insegnanti, o,
in genere, di chi usufruisce dei locali della scuola (attaccapanni o
armadietti spogliatoio, armadi, armadietti individuali per gli alunni,
armadi per magazzini o dispense, scaffali per libri, vetrine, per
mostre, ecc.);
iv) consentono l'esplicarsi delle funzioni di cui ai precedenti punti
i) ed ii) e servono, al tempo stesso, per le funzioni di cui al
precedente punto iii) (banconi per fisica o chimica con cassetti e
scaffali sottostanti, tavoli con cassetti o sottopiani, carrelli,
pareti attrezzate ad armadi e lavagne ecc.);
v) servono per adoperare gli arredi di cui ai precedenti punti i), ii)
e iv) o per partecipare ad un'attività didattica (sedie, sgabelli,
poltroncine da auditorio, ecc.).
4.0.4. Il Ministero della pubblica istruzione, con l'osservanza di
quanto contenuto nelle presenti norme, indicherà con successive
disposizioni le caratteristiche degli arredi, se non appresso
descritti, e delle attrezzature, per tipi di scuole e di attività.
Tali caratteristiche potranno essere oggetto di normativa da parte
dell'UNI. In questa caso, prima che le norme siano rese esecutive,
dovranno essere sottoposte all'approvazione del Ministero della
pubblica istruzione (1).
_____________________________________
(1) Le norme sono state approvate con d.m. 2 marzo 1978
(G.U. 12 aprile 1978 n. 100).
_____________________________________
4.1. Caratteristiche degli arredi.
4.1.1. Arredamento dell'unità pedagogica
Per quanto riguarda l'arredamento necessario all'unità pedagogica
negli spazi per insegnamenti non specializzati (aule normali) delle
scuole elementari e secondarie di 1° e 2° grado, e nello spazio per
le attività ordinate della scuola materna, esso dovrà essere
previsto di forma e di dimensioni adeguati alle varie classi di età
degli alunni ed al tipo di scuola: tavoli e sedie per gli alunni,
tavoli e sedie per l'insegnante, lavagne, armadi (o pareti attrezzate
contenenti armadi) per la biblioteca di classe (nella scuola
elementare e secondaria di 1° grado), per la custodia del materiale
didattico di uso quotidiano, schermo mobile per proiezioni, eventuale
lavagna luminosa, apparecchi per proiezione di diapositive e filmine
compreso il cavalletto e tavolo reggiproiettore.
Le caratteristiche e le dimensioni da osservarsi per i tavoli
rettangolari e per le sedie degli alunni e degli insegnanti, e per le
lavagne, sono quelle di cui alle norme UNI. Non sono da escludersi,
specie nella scuola materna ed elementare, forme del piano del tavolo
per gli alunni diverse dal rettangolo o dal quadrato, sempre tenendo
presente, però, l'osservanza della norma relativa alla combinabilità
di tali arredi per consentire attività di gruppo variamente
articolate.
4.1.2. Allo scopo di evitare gli effetti di abbagliamento per
riflessione le superfici di lavoro dovranno rispondere alla norma di
cui al punto 5.2.4..
TABELLA 1 - DISTANZE E TEMPI DI PERCORRENZA MASSIMI, DIMENSIONE MINIMA
E MASSIMA DELL'EDIFICIO
(Riferimento al testo 1.1.3. 1.2.2.)
_________________________________________________________________________________
Tipo di scuola
Scuole materne Scuole Scuole medie Scuole
elementari secondarie
superiori
1. Distanze
massime (a 300 500 1.000 -
piedi) m
Tempi di per-
correnza mas- - 15 min. 15-30 min. 20-45 min
sima (con
mezzi di
trasporto)
2. Dimensioni dell'edificio:
Massima:
Numero alunni 270 625 720 1.500
Numero sezioni
o classi 9 sez. 25 cl. 24 cl. 60 cl.
Minima:
Numero alunni 15 75 150 250
Numero sezioni
o classi 3 sez. 5 cl. 6 cl. 10 cl.
___________________________________________________________________
TABELLA 2 - AMPIEZZA MINIMA DELL'AREA NECESSARIA ALLA COSTRUZIONE DI
UN EDIFICIO SCOLASTICO PER TIPI DI SCUOLE E PER NUMERO DI CLASSI
(Riferimento al testo 2.1.2.)
________________________________________________________________
Numero Scuola materna
classi o
sezioni superficie per sezione m2 per alunno m2
totale m2
1 1.500 1.500 50
2 1.500 750 25
3 2.250 750 25
4 3.000 750 25
5 3.750 750 25
6 4.500 750 25
7 5.250 750 25
8 6.000 750 25
9 6.750 750 25
10 - - -
11 - - -
12 - - -
13 - - -
14 - - -
15 - - -
16 - - -
17 - - -
18 - - -
19 - - -
20 - - -
21 - - -
22 - - -
23 - - -
24 - - -
25 - - -
30 - - -
35 - - -
40 - - -
50 - - -
60 - - -
________________________________________________________________
Numero Scuola elementare
classi o
sezioni superficie per sezione m2 per alunno m2
totale m2
1 - - -
2 - - -
3 - - -
4 - - -
5 2.295 459 18,33
6 2.755 459 18,33
7 3.215 459 18,33
8 3.675 459 18,33
9 4.130 459 18,33
10 5.670 567 22,71
11 6.140 558 22,32
12 6.590 549 21,96
13 7.060 543 21,72
14 7.520 537 21,48
15 7.965 531 21,24
16 8.430 527 21,08
17 8.875 522 20,88
18 9.340 519 20,76
19 9.805 516 20,64
20 10.260 513 20,52
21 10.710 510 20,40
22 11.155 507 20,28
23 11.615 505 20,20
24 12.095 504 20,16
25 12.550 502 20,08
30 - - -
35 - - -
40 - - -
50 - - -
60 - - -
________________________________________________________________
Numero Scuola media
classi o
sezioni superficie per sezione m2 per alunno m2
totale m2
1 - - -
2 - - -
3 - - -
4 - - -
5 - - -
6 4.050 675 27,00
7 4.375 625 25,00
8 4.960 620 24,80
9 5.490 610 24,40
10 5.870 587 23,50
11 6.490 590 23,60
12 6.840 570 22,80
13 7.215 555 22,20
14 7.840 560 22,40
15 8.175 545 21,80
16 8.640 540 21,60
17 8.925 525 21,00
18 9.306 517 20,70
19 9.728 512 20,50
20 10.100 505 20,20
21 11.500 550 22,00
22 11.990 545 21,80
23 12.351 537 21,50
24 12.600 525 21,00
25 - - -
30 - - -
35 - - -
40 - - -
50 - - -
60 - - -
___________________________________________________________________
Numero Liceo classico, liceo scientifico istituto
classi o magistrale, istituto tecnico commerciale (*)
sezioni e istituto tecnico per geometri (**)
superficie per sezione m2 per alunno m2
totale m2
1 - - -
2 - - -
3 - - -
4 - - -
5 - - -
6 - - -
7 - - -
8 - - -
9 - - -
10 6.620 662 26,50
11 7.227 657 26,30
12 7.800 650 26,00
13 8.190 630 25,20
14 8.568 612 24,50
15 9.000 600 24,00
16 9.840 615 24,6
17 10.200 600 24,00
18 10.656 592 23,70
19 11.058 582 23,30
20 11.300 575 23,00
21 13.545 645 25,80
22 13.904 632 25,30
23 14.375 625 25,00
24 14.760 615 24,60
25 15.125 605 24,20
30 17.850 595 23,80
35 21.175 605 24,20
40 23.800 595 23,80
50 29.000 580 23,20
60 33.900 565 22,60
_____________________________________________________________
(*) 1 m2 in più per alunno o 25 m2 in più per
classe.
(**) 3 m2 in più per alunno o 75 m2 in più per
classe.
Per alloggio custode 250 m2 in più.
Per direzione didattica 300 m2 in più.
Per palestra di tipo B (al posto della palestra di tipo A) 1.500 m2
in più.
_____________________________________________________________
TABELLA 3/A - SUPERFICI LORDE PER CLASSE E PER ALUNNO
Per classi fino a 25 alunni, comprensive di tutti i locali
dell'edificio e delle murature considerate le palestre di tipo A/1,
A/2 e B/1 a seconda dei casi, escluso l'alloggio del custode
______________________________________________________________________________________
|
Numero classi |
Numero alunni |
Liceo classico |
Liceo scientifico |
| |
|
m2/classe |
m2/alunno |
m2/classe |
m2/alunno |
|
. |
|
|
|
|
|
|
10 |
250 |
242 |
9,70 |
261 |
10,45 |
|
11 |
275 |
- |
- |
- |
- |
|
12 |
300 |
- |
- |
- |
- |
|
13 |
325 |
- |
- |
- |
- |
|
14 |
350 |
- |
- |
- |
- |
|
15 |
375 |
229 |
9,17 |
253 |
10,13 |
|
16 |
400 |
- |
- |
- |
- |
|
17 |
425 |
- |
- |
- |
- |
|
18 |
450 |
- |
- |
- |
- |
|
19 |
475 |
- |
- |
- |
- |
|
20 |
500 |
215 |
8,60 |
255 |
10,20 |
|
21 |
525 |
- |
- |
- |
- |
|
22 |
550 |
- |
- |
- |
- |
|
23 |
575 |
- |
- |
- |
- |
|
24 |
600 |
- |
- |
- |
- |
|
25 |
625 |
206 |
8,23 |
239 |
9,56 |
|
26 |
650 |
- |
- |
- |
- |
|
27 |
675 |
- |
- |
- |
- |
|
28 |
700 |
- |
- |
- |
- |
|
29 |
725 |
- |
- |
- |
- |
|
30 |
750 |
195 |
7,80 |
219 |
8,76 |
|
31 |
775 |
- |
- |
- |
- |
|
32 |
800 |
- |
- |
- |
- |
|
33 |
825 |
- |
- |
- |
- |
|
34 |
850 |
- |
- |
- |
- |
|
35 |
875 |
197 |
7,87 |
215 |
8,63 |
|
36 |
900 |
- |
- |
- |
- |
|
37 |
925 |
- |
- |
- |
- |
|
38 |
950 |
- |
- |
- |
- |
|
39 |
975 |
- |
- |
- |
- |
|
40 |
1.000 |
187 |
7,48 |
209 |
8,36 |
|
50 |
1.250 |
176 |
7,03 |
221 |
7,86 |
|
60 |
1.500 |
166 |
6,65 |
183 |
7,33 |
______________________________________________________________________________________
|
Numero classi |
Numero alunni |
Istituto magistrale |
Istituto tecnico commerciale |
Istituto tecnico per geometri |
| |
|
m2/classe |
m2/alunno |
m2/classe |
m2/alunno |
m2/classe |
m2/alunno |
|
. |
|
|
|
|
|
|
|
|
10 |
250 |
- |
- |
269 |
10,76 |
307 |
12,28 |
|
11 |
275 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
12 |
300 |
241 |
9,65 |
- |
- |
- |
- |
|
13 |
325 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
14 |
350 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
15 |
375 |
- |
- |
270 |
10,82 |
294 |
11,76 |
|
16 |
400 |
240 |
9,59 |
- |
- |
- |
- |
|
17 |
425 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
18 |
450 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
19 |
475 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
20 |
500 |
227 |
9,08 |
231 |
9,23 |
257 |
10,28 |
|
21 |
525 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
22 |
550 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
23 |
575 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
24 |
600 |
220 |
8,80 |
- |
- |
- |
- |
|
25 |
625 |
- |
- |
227 |
9,09 |
271 |
10,86 |
|
26 |
650 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
27 |
675 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
28 |
700 |
211 |
8,65 |
- |
- |
- |
- |
|
29 |
725 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
30 |
750 |
- |
- |
209 |
8,37 |
251 |
10,03 |
|
31 |
775 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
32 |
800 |
215 |
8,60 |
- |
- |
- |
- |
|
33 |
825 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
34 |
850 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
35 |
875 |
- |
- |
196 |
7,82 |
251 |
10,02 |
|
36 |
900 |
204 |
8,17 |
- |
- |
- |
- |
|
37 |
925 |
- |
- |
- |
- |
- |
- |
|
38 |
950 |
- |
- |
- |
- |
| |