|
I
programmi per il biennio degli istituti tecnici industriali
D.M. 9 marzo 1994
QUADRO
ORARIO BIENNIO
COSTITUZIONE
CATTEDRE BIENNIO
AREA
DI PROGETTO
EDUCAZIONE
FISICA
ITALIANO
LINGUA
STRANIERA
STORIA
DIRITTO
E ECONOMIA
GEOGRAFIA
MATEMATICA
SCIENZE
DELLA TERRA
BIOLOGIA
FISICA
E LABORATORIO
CHIMICA
E LABORATORIO
QUADRO
ORARIO BIENNIO
|
Discipline
del piano di studi
|
Ore settimanali
per anno di corso
|
Prove di
esame
(a)
|
Classi
di concorso
|
| 1a |
2a |
| Educazione
fisica |
2 |
2 |
P.O. |
XXXV |
| Religione/attività
alternative |
1 |
1 |
- |
- |
| Italiano |
5 |
5 |
S.O. |
LXVI |
| Lingua
straniera |
3 |
3 |
S.O. |
LXII |
| Storia |
2 |
2 |
O. |
LXVI |
| Diritto ed
economia |
2 |
2 |
O. |
XXV |
| Geografia |
3 |
- |
O. |
LXVI |
| Matematica
(b) |
5
(2) |
5
(2) |
S.O. |
LXIII
- (XXXIV/C) |
| Scienze
della terra |
3 |
- |
O. |
LXXXVI |
| Biologia |
- |
3 |
O. |
LXXXVI |
| Discipline
di indirizzo |
. |
. |
. |
. |
| Fisica e
laboratorio |
4
(2) |
4
(2) |
P.O. |
XLIV
- (XXX/C) |
| Chimica e
laboratorio |
3
(2) |
3
(2) |
P.O. |
XV
- (XXIII/C) |
| Tecnologia
e disegno |
3
(2) |
6
(2) |
P.O. |
XXVIII-CII
- (XXXIV/C) |
| Area di
progetto (*) |
. |
. |
|
. |
| Totale ore
settimanali |
36 (8)
|
36 (9)
|
G.O.
|
. |
(a) S. = scritta; O.=
orale; G.= grafica; P. = pratica
(b) Comprensiva di
informatica
(*) All'area di progetto
deve essere destinato un numero di ore non superiore al 10% del monte
ore annuo delle discipline coinvolte in questa attività
N.B.
Tra parentesi sono indicate le ore di lezione da effettuarsi con il
supporto del laboratorio
COSTITUZIONE
CATTEDRE BIENNIO
|
Classi
di concorso
|
Discipline
del piano di studi
|
Classi
|
Ore
|
| LXVI/A |
Italiano,
Storia,
Geografia |
Nella I
e II classe
di un corso |
17 ore |
| LXII/A |
Lingua
straniera |
Nella I
e II classe
di tre corsi |
18 ore |
| XXV/A |
Diritto
ed economia |
Nella I
e II classe
di quattro corsi |
16 ore |
| LXXIII/A |
Matematica |
Nella I
e II classe
di un corso e in una classe di un altro corso |
15 ore |
| LXXXVI/A |
Scienze
della terra
e biologia |
Nella I
e II classe
di tre corsi |
18 ore |
| LXV/A |
Fisica
e laboratorio |
Nella I
e II classe
di due corsi |
16 ore |
| XV/A |
Chimica
e laboratorio |
Nella I
e II classe
di tre corsi |
18 ore |
| XXVIII/A
o CII/A |
Tecnologia
e disegno |
Nella I
e II classe
di due corsi |
18 ore |
Ore disponibili per
ogni corso ai fini della costituzione dei posti di insegnamento tecnico
pratico
| XXVII/C |
Laboratorio
di Chimica |
Nella I
e II classe |
4 ore |
| XXX/C |
Laboratorio
di Fisica |
Nella I
e II classe |
4 ore |
| XXXIV/C |
Laboratorio
di Tecnologia
Laboratorio di Matematica |
Nella I
e II classe |
5 ore |
| Nella I
e II classe |
4 ore |
Il
principio della unitarietà del sapere e del processo di educazione e
formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica
affermazione anche nella attuazione di un'area di progetto che conduca
al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione fra docenti di alcune
o di tutte le discipline. A questo fine, al di là di iniziative più
limitate, realizzate autonomamente da gruppi di docenti, occorre che nel
corso del biennio siano attuati progetti di ricerca multidisciplinare,
di ampiezza e durata variabile. L'area di progetto è dunque un modello
di articolazione culturale ricavato dal monte ore annuo delle lezioni,
che non altera né il quadro orario né la composizione delle cattedre e
delle classi. All'area di progetto sarà dedicato un numero di ore non
superiore al 10 % del monte ore annuo delle discipline coinvolte in
questa attività. Da questo 10 % sono escluse le ore indicate come
attività extrascolastica (visite guidate, stages, campi scuola ecc...).
L'area di progetto si propone di:
-
favorire
l'apprendimento di strategie cognitive mirate a comprendere come si
formano ed evolvono le conoscenze;
-
far
cogliere all'alunno le relazioni esistenti tra l'
"astratto" e il "concreto";
-
sollecitare
l'alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di autonomia e
creatività;
-
promuovere
nell'alunno atteggiamenti che favoriscano la socializzazione, il
confronto delle idee, la tolleranza verso la critica esterna e
l'insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la
modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti
convincenti;
-
favorire
il confronto tra la realtà scolastica e la realtà di lavoro, con
particolare riferimento a quelle presenti sul territorio.
I
problemi dell'area di progetto dovranno tener conto di diversi aspetti:
conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico,
organizzativo e di documentazione. Tali problemi devono basarsi su un
consistente nucleo di attività operative e realizzative. L'area di
progetto deve essere realizzata durante l'intero corso di studio.
L'attività inizierà, nell'ambito della programmazione didattica, con
una riunione del Consiglio di classe dedicata alla definizione
preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse dai vari
docenti e degli interessi manifestati dagli allievi.Ogni progetto deve
essere sottoposto ad analisi di fattibilità per mettere in luce la
natura e l'ampiezza delle competenze e delle risorse materiali
necessarie alla sua realizzazione. E' importante che questa fase si
sviluppi con molto anticipo rispetto all'attuazione del progetto, in
modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse. Nello studio
di fattibilità dovranno essere definite:
-
le
competenze necessarie per affrontare i molteplici aspetti dei
progetti;
-
i
compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti
esterni;
-
le
modalità ed i tempi di attuazione;
-
le
modalità di verifica e di comunicazione dei risultati.
La
realizzazione dell'area di progetto si sviluppa normalmente attraverso
alcune fasi che si possono così distinguere:
-
l'analisi
della situazione o del problema che il progetto intende affrontare;
-
la
formulazione dell'ipotesi di lavoro;
-
l'attuazione
del progetto;
-
la
verifica e la documentazione dei risultati.
Si
possono ipotizzare progetti ai quali lavorano intere classi,
eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere
le classi in più gruppi ciascuno con un proprio progetto. Non si
esclude che un progetto possa avere durata pluriennale né che le classi
di scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di
svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale
e la loro ripartizione fra le varie discipline. Il Preside, su
designazione del Consiglio o dei Consigli di classe, nomina, di volta in
volta, un coordinatore di area di progetto. La valutazione degli
studenti relativamente all'attività dell'area di progetto contribuisce
alla formulazione dei giudizi periodici e finali di ciascuna disciplina
e complessivi, secondo modalità decise dai Consigli di classe. Di tali
giudizi si dovrà tener conto in sede di scrutini finali.
Finalità
L'insegnamento
di Educazione fisica si propone le seguenti finalità:
-
l'armonico sviluppo corporeo e motorio dell'adolescente, attraverso
il miglioramento delle qualità fisiche e neuromuscolari;
-
la maturazione della coscienza relativa alla propria corporeità,
sia come disponibilità e padronanza motoria sia come capacità
relazionale, per superare le difficoltà e le contraddizioni tipiche
dell'età adolescenziale;
-
l’acquisizione di una cultura delle attività di moto e sportive
che tenda a promuovere la pratica motoria come costume di vita e la
coerente coscienza e conoscenza dei diversi significati che lo sport
assume nell'attuale società;
-
la scoperta e l'orientamento delle attitudini personali nei
confronti di attività sportive specifiche e di attività motorie
che possano tradursi in capacità trasferibili al campo lavorativo e
del tempo libero;
-
l'evoluzione e il consolidamento di una equilibrata coscienza
sociale, basata sulla consapevolezza di sé e sulla capacità di
integrarsi e differenziarsi nel e dal gruppo, tramite l'esperienza
concreta di contatti socio-relazionali soddisfacenti.
Riferimenti generali
L'educazione
mediante il movimento contribuisce allo sviluppo integrale della
personalità e si avvale sia dell'educazione del corpo intesa come
sviluppo e conservazione ottimale del medesimo sia dell'educazione al
corpo intesa come atteggiamento positivo verso il corpo stesso.<
L'insegnamento dell'educazione fisica nei primi due anni della
secondaria superiore, cioè nel periodo iniziale dell'adolescenza, deve
tener conto dei rapidi ed intensi cambiamenti psicofisici che avvengono
in questa età, della grande disomogeneità di situazioni personali,
delle significative differenze esistenti fra i due sessi e della
variabilità del processo evolutivo individuale.
E' comunque essenziale che ogni studente sia guidato ad ottenere un
significativo miglioramento delle conoscenze, delle capacità e delle
competenze motorie rispetto alla propria situazione iniziale.
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
Lo
studente al termine del biennio deve dimostrare
a)
un significativo miglioramento della sua capacità di:
-
tollerare
un carico di lavoro submassimale per un tempo prolungato;
-
vincere
resistenze rappresentate dal carico naturale e/o da un carico
addizionale di entità adeguata;
-
compiere
azioni semplici e/o complesse nel più breve tempo possibile;
-
eseguire
movimenti con l'escursione più ampia possibile nell’ ambito del
normale raggio di movimento articolare;
-
avere
disponibilità e controllo segmentario;
-
realizzare
movimenti complessi adeguati alle diverse situazioni spazio
temporali;
-
attuare
movimenti complessi in forma economica in situazioni variabili;
-
svolgere
compiti motori in situazioni inusuali tali che richiedono la
conquista, il mantenimento ed il recupero dell'equilibrio;
b)
di essere in grado di:
-
conoscere e praticare, nei vari ruoli, almeno due discipline
individuali e due sport di squadra;
-
esprimersi con il corpo ed il movimento in funzione di una
comunicazione interpersonale;
-
trasferire capacità e competenze motorie in realtà ambientali
diversificate, là dove è possibile;
-
conoscere le norme elementari di comportamento ai fini della
prevenzione degli infortuni ed in caso di incidenti;
-
organizzare le conoscenze acquisite per realizzare progetti motori
autonomi e finalizzati.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Nell'insegnamento
dell'educazione fisica vanno tenute preliminarmente presenti due
indicazioni generali ugualmente importanti: da un lato la necessità di
valutare la situazione iniziale degli studenti nei confronti degli
obiettivi che dovranno essere conseguiti e, dall'altro, l’esigenza di
individuare modalità diverse nell'applicazione del programma unico in
relazione alle differenze esistenti tra i due sessi.
Indicazioni più specifiche per i singoli gruppi di obiettivi possono
essere le seguenti.
Miglioramento delle
qualità fisiche
Una
scelta adeguata di attività motorie protratte nel tempo in situazione
prevalentemente aerobica secondo oculati carichi crescenti e/o
adeguatamente intervallati (metodo continuativo - alternato o
intervallato - Jogging - Cross-promenade - situazioni sportive ecc.)
promuove il miglioramento della resistenza.
Per lo sviluppo della forza il docente deve porre attenzione, in
particolare, alla forza veloce e resistente, utilizzando prevalentemente
il carico naturale o bassi carichi addizionali (20/30% del peso
corporeo), in esecuzioni dinamiche, non escludendo nessun settore
corporeo.
L'incremento della velocità si può ottenere ricorrendo a prove
ripetute su brevi distanze (25/30m) e a tutta quella gamma di esercizi
interessanti i diversi distretti corporei che favoriscono il
miglioramento della rapidità di esecuzione. Sono altresì utili
esercizi che, esigendo dal soggetto una risposta immediata allo stimolo
esterno (uditivo, visivo e tattile), favoriscono il miglioramento della
velocità di reazione.
La mobilità articolare, nel rispetto dell'età auxologica, è favorita
da movimenti ampi ed eseguiti con intervento attivo del soggetto.
Affinamento delle
funzioni neuromuscolari
La
presa di coscienza e l'elaborazione di tutte le informazioni spaziali,
temporali e corporee e il conseguente controllo del movimento,
costituiscono un passaggio fondamentale per l'affinamento delle funzioni
neuromuscolari. E' pertanto opportuno scegliere fra i contenuti una
vasta gamma di attività individuali e di gruppo, con e senza attrezzi
(piccoli e grandi, codificati e non).
Tali attività, utilizzate in forme variate e sempre più complesse e in
situazioni diversificate e inusuali, favoriscono un continuo affinamento
delle funzioni di equilibrio e di coordinazione per una sempre più
efficace rappresentazione mentale del proprio corpo in azione
Acquisizione delle
capacità operative e sportive
Per
lo sviluppo delle capacità operative nei vari ambiti delle attività
motorie si devono privilegiare le situazioni-problema implicanti
l'autonoma ricerca di soluzioni e favorire il passaggio da un approccio
globale a una sempre maggiore precisione anche tecnica del movimento.
Un'adeguata utilizzazione delle diverse attività permette di
valorizzare la personalità dello studente, generando interessi e
motivazioni specifiche utili a scoprire e orientare le attitudini
personali che ciascuno deve sviluppare nell'ambito a lui più
congeniale. A tal fine il docente può anche cogliere e valorizzare
stimoli culturali legati alla tradizione e alle realtà locali.
La pratica degli sport individuali e di squadra, anche quando assume
carattere di competitività, deve realizzarsi in armonia con l'istanza
educativa, sempre prioritaria, in modo da promuovere in tutti gli
studenti, anche nei meno dotati, l'abitudine alla pratica motoria e
sportiva. Le molteplici opportunità offerte dallo sport favoriscono
l'assunzione di ruoli diversi e di responsabilità specifiche (di
arbitraggio, organizzativi, progettuali), promuovendo una maggiore
capacità di decisione, giudizio e autovalutazione. In particolari
situazioni ambientali e strutturali possono trovare spazio anche sport
quali lo sci, il nuoto, il pattinaggio, la vela ecc..
L'attività motoria realizzata in ambiente naturale e da questo
caratterizzata tende alla unificazione di esperienze e conoscenze
derivanti da discipline diverse e costituisce occasione per il recupero
di un rapporto corretto dell'uomo con l'ambiente.
Per l'attività espressiva, il passaggio da attività globale di tipo
espressivo-comunicativo codificata e non codificata a varie tecniche di
comunicazione non verbale consente allo studente di leggere criticamente
i messaggi corporei propri, gli altrui e quelli utilizzati dai mezzi di
comunicazione di massa.
Aspetto teorico-pratico
E'
importante che il docente, cogliendo gli spunti emergenti nello
svolgimento dell'attività didattica, non tralasci di spiegare le norme
elementari di comportamento ai fini della prevenzione degli infortuni e
della prestazione dei primi soccorsi avvalendosi, eventualmente, della
collaborazione di Enti e strutture che, nel territorio, abbiano
specifica competenza.
Per conquistare una consolidata cultura del movimento e dello sport che
si traduca in costume di vita, lo studente deve interiorizzare principi
e valori ad essi collegati. Ciò può essere conseguito mediante
informazioni sulla teoria del movimento e sulle metodologie
dell'allenamento costantemente correlate con l'attività pratica svolta.
Verifiche
Per
quanto riguarda la verifica è opportuno tener conto che all'interno di
ogni singolo obiettivo deve essere valutato il significativo
miglioramento conseguito da ogni studente. Al termine
“significativo” si attribuisce un duplice valore: una misura
quantitativa, se è possibile la definizione precisa del livello
raggiungibile all'interno di un obiettivo; un'indicazione soltanto
qualitativa, se tale definizione non è quantificabile. Va sottolineato,
infatti, che la prestazione motoria umana appartiene alla categoria
delle produzioni complesse, categoria per la quale è difficile definire
costantemente criteri oggettivi.
Il docente può far ricorso oltre che alla pratica delle attività
sportive, individuali e di squadra, a prove di valutazione ormai note,
anche orale, e/o a prove
Le
finalità, gli obiettivi e i contenuti vengono presentate distinguendo i
tre settori istituzionali delle abilità linguistiche, della riflessione
sulla lingua e dell'educazione letteraria. Tale partizione e l'ordine
che ne consegue non costituiscono indicazione di priorità intrinseca o
di sequenza nella prassi didattica, la quale deve invece attuare una
forte circolarità e una chiara interconnessione fra le attività di
ciascun settore.
FINALITA'
Finalità
specifiche del biennio sono:
a)
nel settore delle abilità linguistiche.
-
l'acquisizione della capacità di usare la lingua nella
ricezione e nella produzione, orali e scritte, in maniera
sufficientemente articolata, in relazione agli scopi e alle
situazioni comunicative, e secondo una dimensione propriamente 'testuale';
-
l’acquisizione, in particolare, dell'abitudine alla
lettura, come mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi
del sapere, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per
la maturazione delle capacità di riflessione e per la maggiore
partecipazione alla realtà sociale;
b)
nel settore della riflessione sulla lingua:
-
l'acquisizione di una conoscenza riflessa più sicura e
complessiva dei processi comunicativi e della natura e del
funzionamento del sistema della lingua, allo scopo sia di rendere più
consapevole il proprio uso linguistico sia di cogliere i rapporti
tra la lingua, il pensiero e il comportamento umano sia di
riconoscere, nella lingua,. le testimonianze delle vicende storiche
e culturali;
-
l'acquisizione di un metodo più rigoroso anche nell'analisi
della lingua, in analogia con le esperienze che si compiono in altri
campi disciplinari:
c)
nel settore dell'educazione letteraria:
-
la maturazione, attraverso l'accostamento a testi di vario
genere e significato e l'esperienza di analisi dirette condotte su
di essi, di un interesse più specifico per le opere letterarie.,
che porti alla 'scoperta' della letteratura come rappresentazione di
sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno possa
riconoscersi e luogo in cui anche i gruppi sociali inscrivano e
riconoscano le loro esperienze, aspirazioni e concezioni.
Riferimenti generali
L'insegnamento
dell'italiano si colloca nel quadro più ampio dell'educazione
linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi, verbali e non
verbali, e impegna tutte le discipline. La connessione fra i diversi
linguaggi e la varietà dei contenuti e delle situazioni di
apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va collegata,
costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del percorso
formativo. In particolare la lingua primaria, come strumento
fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del pensiero e per
l'ampliamento dell'intero patrimonio personale di esperienze e di
cultura., si offre come terreno di intervento diretto per tutti gli
insegnamenti. In tale contesto, l'insegnamento
dell' Italiano assume come oggetto specifico dell'azione
educativa e come campo di acquisizioni culturali i processi di
produzione e comprensione in questa lingua, facendosi speciale carico di
farne emergere la varietà di caratteri e di funzioni. In tale azione
esso trova particolari attinenze con gli altri insegnamenti linguistici.
Si segnala in particolare che la civiltà contemporanea ha accresciuto
il suo interesse per il linguaggio, del quale vengono messi sempre più
in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo cognitivo e con il
formarsi di una coscienza etnica e culturale e il nesso indissolubile
con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso, e in special modo la
lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di osservazione
riflessa, anche in funzione propedeutica nei riguardi di altre direzioni
di studio, come quelle della logica, della matematica, della filosofia.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato anche
per l'approccio ai testi letterari, nei quali il mezzo linguistico
esprime al massimo le sue potenzialità.
CONTENUTI
Abilità linguistiche
Lo
sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle
specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di
motivazioni e spunti concreti.
Per la ricezione e la produzione orale tali attività sono:
-
la
pratica dei diversi generi di scambio comunicativo, quali: la
conversazione, la discussione, il dibattito, l'intervista,
l'esposizione libera o sulla base di appunti e scalette;
-
rilevamenti
e registrazioni della produzione,. di altri e degli studenti stessi
in situazioni extrascolastiche, anche attraverso i mezzi radiofonici
e televisivi;
-
l'utilizzazione
consapevole delle caratteristiche strutturali e testuali del
parlato, che lo rendono funzionale alla particolare modalità
comunicativa e lo differenziano dall'uso scritto.
Per
la lettura i contenuti fanno riferimento sia all'ulteriore necessario
sviluppo dell'abilità specifica, sia al soddisfacimento dei bisogni di
cultura e di partecipazione alla vita sociale presenti nello studente.
Le attività di analisi e comprensione dei testi devono:
-
riguardare
un'ampia varietà di testi, riferibili a tipologie e tematiche
diverse: da testi espositivi e informativi a testi argomentativi, da
testi scientifici e tecnici a testi letterari;
-
portare
a individuare i caratteri specifici della testualità e il loro
vario manifestarsi nelle diverse forme di testo:
-
realizzarsi
anche in letture strumentali, eseguite in situazioni di USO concreto
(a fini di studio, per preparare dibattiti, relazioni ecc.).Per la
scelta e le attività riguardanti i testi propriamente letterari si
rinvia a quanto è detto nel paragrafo sull'educazione letteraria.
Per
la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi di
testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità che
la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così indicate:
-
dare,
registrare e chiedere informazioni, in forme testuali quali appunti
di lezioni e di conferenze verbali di discussione, annunci e
comunicazioni di carattere privato o pubblico, ecc.;
-
dare
istruzioni per eseguire operazioni o regolare attività;
-
descrivere
in termini oggettivi o soggettivi luoghi, oggetti, persone, eventi;
-
sviluppare
argomentazioni su tema dato, secondo istruzioni compositive
indicate;
-
trasferire
contenuti di testi in altra forma, mediante parafrasi, riscritture,
riassunti di varia dimensione e secondo prospettive diverse;
-
interpretare
e commentare testi, redigendo recensioni di libri. film, spettacoli,
note esplicative e osservazioni valutative a margine di testi;
-
rielaborare
in modo creativo esperienze personali, informazioni oggettive ed
elementi fantastici, in forma di diari, dialoghi, racconti,
sceneggiature ecc.
Sono
altresì contenuto specifico della didattica della scrittura, per ogni
forma da praticare, tutti gli aspetti, le fasi e le tecniche del
processo di composizione, riguardanti l'ideazione, l'ordine di
costruzione e la graduale definizione formale del testo (articolazione,
correttezza e registro della lingua, ampiezza, impostazione grafica) in
rapporto alla sua funzione e destinazione, nonché al tempo di
elaborazione.
Le varie forme di produzione scritta
vanno il più possibile riferite alle attività scolastiche, affinché
tale pratica non abbia puro carattere di esercizio fine a se stesso.
Riflessione
sulla lingua
I
contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai processi
di comunicazione e al funzionamento del sistema della lingua. Tale
quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora acquistare
decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i
principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova
trattazione:
-
le caratteristiche fondamentali di un 'testo (unità, completezza,
coerenza, coesione che ne realizzano l'informatività) e le sue
possibili articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia in
quelle della scrittura;
-
la varietà dei tipi di testo (“tipologia dei testi”), che
conduce ad esaminare il rapporto tra la forma del testo e il suo
contenuto;
-
gli aspetti retorici, legati particolarmente a valori semantici, nei
diversi usi della lingua;
-
le implicazioni principali del rapporto tra semantica e sintassi
nella struttura della frase: legami tra i costituenti, reggenze,
concordanze modali, temporali e aspettuali dei verbi;
-
punti fondamentali nella vicenda storica della lingua italiana,
dalle sue origini latine ad oggi, e dei suoi rapporti con i dialetti
e con altre lingue;
-
le varietà sociali e funzionali della lingua (standard scritto, uso
medio, usi regionali, linguaggi settoriali) anche in relazione alle
esperienze presenti negli studenti.
Educazione
letteraria
L'educazione
letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura ed analisi dei
testi letterari, affiancata da una conoscenza essenziale delle
istituzioni (modelli tematici e formali, procedimenti retorici, circuiti
sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da iniziali
esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali testi
permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e offre
occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche
generali.
La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle
motivazioni culturali degli studenti, sia di obiettivi più ampi e
organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il
docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve
proporre un orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali
restrizioni di tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei
seguenti criteri:
-
accanto ad opere di epoche
relativamente recenti e più affini con la cultura degli studenti,
non devono mancare adeguati contatti con testimonianze di altre
epoche, anche antiche, per attingere a motivi culturali profondi
(memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici);
-
la prevedibile maggiore presenza di
opere letterarie italiane non deve ridurre eccessivamente la
presenza delle altre culture europee ed extraeuropee. Per il
panorama italiano non deve mancare l'interesse per quanto è stato
prodotto dalla nostra cultura anche in altre lingue (latino,
dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare buone
traduzioni affiancate agli originali;
-
occorre attingere alla varietà di
forme e generi della produzione letteraria, poiché questa si
configura come un sistema dotato di proprie istituzioni portatrici
di significato; va dato il dovuto spazio alla poesia, nella quale
anche la funzione creativa della lingua trova la sua massima
espressione.
Una
lettura varia e articolata di testi letterari richiede anzitutto il
ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di esercitazione
intensiva delle competenze letterarie ed occasione e stimolo alla
scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve essere organizzata in
modo significativo mediante raggruppamenti e percorsi, al fine di far
rilevare la persistenza e l'evolversi di temi, motivi e forme nel tempo,
nelle diverse culture e nei vari tipi di rappresentazione.
La lettura di opere intere costituisce scopo fondamentale
dell'educazione letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta deve
essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura
collettiva e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura
più rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di
qualità, si deve tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri,
che sono tra loro interconnessi:
-
la
riconosciuta dignità letteraria delle opere;
-
la
significatività tematica, in rapporto agli interessi presenti ed
educabili negli studenti;
-
le
caratteristiche formali e gli aspetti linguistico-espressivi, in
relazione alle possibilità di accesso iniziale e a quelle di
crescita e di affinamento della comprensione
Si
pone altresì l'esigenza di accostare lo studente anche alle espressioni
letterarie di maggiore rilievo per valore artistico e per il contributo
dato al patrimonio di memorie e di figure simboliche della collettività.
In tale ambito, la lettura dei Errore.
L'origine riferimento non è stata trovata.
è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica
per il ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana
moderna e per ragioni di prima accessibilità della forma e di varietà
e ricchezza di temi. La lettura di questa, come di altre opere di
particolare ampiezza e complessità, non va condotta né in modo
estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per giungere ad un
generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il disegno di una
piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo proprio di una
fase più matura: tale lettura deve seguire opportunamente itinerari
selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi dell'opera e
integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di educazione letteraria
proprie del biennio.
INDICAZIONI
DIDATTICHE
L'azione
educativa da svolgere nel biennio, in ciascuno dei tre settori in cui si
articola la disciplina, costituisce una coerente continuazione di quella
svolta nei precedenti gradi scolastici: essa ripropone in un nuovo ciclo
gli stessi percorsi fondamentali della disciplina, con lo scopo non solo
di consolidare i risultati già conseguiti
dagli studenti, ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più
avanzati, in relazione alle accresciute capacità e ai maggiori bisogni
della loro età.
Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si richiede in ogni caso
che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di partenza nei
vari ambiti di attività, rilevando in particolare: quali abitudini
linguistiche il singolo studente abbia derivato dal suo contesto
socio-culturale, quale grado di competenza abbia raggiunto nella
comprensione e nella produzione dei testi e nelle conoscenze
metalinguistiche.
Considerata la collocazione dell'insegnamento dell'italiano nel quadro
più ampio dell'educazione linguistica e la trasversalità che questa
assume nell'intero processo formativo e di istruzione, in sede di
programmazione collegiale vanno stabiliti concreti collegamenti con
tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti
operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative
al linguaggio. Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento
dell'italiano e quello delle altre discipline linguistiche per gli
obiettivi di apprendimento, i contenuti e i metodi che ne accomunano la
didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si
segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti: spetta alla
programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari
seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività
dell'azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e
connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e
per non frammentare gli apprendimenti.
Abilità
linguistiche
Tutte
le attività per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sia orali che
scritte, vanno specificamente previste e programmate. A tale scopo vanno
pienamente utilizzate l'interazione comunicativa in classe e le attività
di studio, in quanto occasioni concrete per un esercizio finalizzato
delle abilità.
Riguardo alla comunicazione orale, è necessario che il docente faccia
emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori situazionali,
facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti degli
studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti
della classe vanno coinvolti in tali scambi. E' particolarmente
importante utilizzare la cosiddetta 'interrogazione' innanzitutto come
occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò
tale aspetto dal fine della valutazione.
Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso orale, il comportamento
comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello svolgimento delle
attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per
gli studenti.
Nella pratica della lettura è essenziale attivare le diverse strategie
e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi caratteri, e
accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di applicare
tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della
lettura.
Si segnala che è particolarmente utile avviare gli studenti a
frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili)
che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di
soddisfare interessi personali.
Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea che le tecniche di
produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che pertanto occorre
mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di fasi e di
operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e
adeguata agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti
va considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e
a tal fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.Ai
fini della valutazione vanno considerati tutti gli aspetti del processo
di scrittura sopra indicati, e perciò negli elaborati vanno verificate
sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni personali,
sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle istruzioni
compositive impartite.
Riflessione
sulla lingua
La
riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici direzioni, non va
concepita a fini meramente normativi o sussidiari all'uso, ma va invece
rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto fra i
contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della
comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori
capacità di astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico
deduttivo dello studente, perché l'analisi della lingua sia anche sede
e occasione per accostarsi a problemi più generali riguardanti i
processi di conoscenza e di simbolizzazione affrontati in altri campi
disciplinari.Sotto il profilo del metodo è necessario porre come
oggetto concreto di osservazione il sistema linguistico, attraverso
itinerari ordinati e collegamenti con l'uso, evitando il prevalere di
esposizioni di teorie e l'assunzione rigida di un unico modello.E'
indispensabile altresì confrontare e raccordare metodi e terminologie
con quanto si apprende nella scuola media e nell'insegnamento delle
altre lingue.
Educazione
letteraria
La
lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano
prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna
pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del
significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi
diversi livelli e gli altri aspetti formali. Nel condurre tale analisi
sono da evitare sia l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli
eccessi di tecnicismo che la condurrebbero ad operazione meccanica.E'
altresì necessario collocare l'opera nel suo contesto, ossia 'storicizzarla',
senza tuttavia ricorrere ad inquadramenti storiografici ingombranti.
Partendo dai segnali interni all'opera stessa, vanno introdotti
riferimenti alla personalità e ad altre opere dell'autore e sviluppati
essenziali confronti con altre testimonianze coeve e
di altra epoca, nonché con la cultura e le esperienze proprie
del lettore e del suo tempo.Per le opere in traduzione risulta molto
utile mettere a confronto diverse traduzioni di uno stesso originale,
specialmente se questo è in una lingua nota allo studente.L'esperienza
sui testi letterari si avvantaggia e si arricchisce notevolmente tramite
opportuni collegamenti e raffronti con manifestazioni artistiche di
altro tipo, quali quelle figurative, musicali e filmiche: vengono così
in evidenza le analogie e differenze e i reciproci apporti di forme,
temi e rappresentazioni simboliche.
FINALITA'
Le
finalità dell'insegnamento di Lingua straniera sono le seguenti:
-
l'acquisizione
di una competenza comunicativa che permetta di servirsi della lingua
in modo adeguato al contesto;
-
la
formazione umana, sociale e culturale mediante il contatto con altre
realtà, in una educazione interculturale che porti a ridefinire i
propri atteggiamenti nei confronti del diverso da sé;
-
l'educazione
al cambiamento, derivante dal fatto che ogni lingua recepisce e
riflette le modificazioni culturali della comunità che la usa;
-
il
potenziamento della flessibilità delle strutture cognitive,
attraverso il confronto con i diversi modi di organizzare la realtà
che sono propri di altri sistemi linguistici:;
-
l'ampliamento
della riflessione sulla propria lingua e sulla propria cultura,
attraverso l'analisi comparativa con altre lingue e culture;
-
lo
sviluppo delle modalità generali del pensiero, attraverso la
riflessione sulla lingua.
OBIETTIVI Dl
APPRENDIMENTO
Al
termine del biennio lo studente deve dimostrare di essere in grado di:
-
comprendere
una varietà di messaggi orali di carattere generale finalizzati a
scopi diversi e prodotti a velocità normale cogliendo la
situazione, l'argomento e gli elementi del discorso: atteggiamenti,
ruoli e intenzioni degli interlocutori, informazioni principali,
specifiche e di supporto;
-
individuare
il senso globale di brevi messaggi dei mass-media (radio, cinema,
TV) su argomenti di interesse generale, spettacoli, notiziari ecc.;
-
esprimersi
su argomenti di carattere generale in modo efficace e appropriato,
adeguato al contesto e alla situazione, pur se non sempre corretto
dal punto di vista formale;
-
comprendere
il senso e lo scopo di testi scritti per usi diversi;
-
inserire
il significato di elementi non noti di un testo sulla base delle
informazioni ricavabili dalle caratteristiche degli elementi stessi
e dal contesto;
-
produrre
semplici testi scritti di tipo funzionale e di carattere personale e
immaginativo, anche con errori e interferenze dall'italiano, dal
dialetto o da altre lingue, purché la comprensibilità non ne venga
compromessa;
-
identificare
l'apporto dato alla comunicazione dagli elementi paralinguistici
(intonazione, ritmo, accento ecc.) del extralinguistici (gestualità,
mimica, postura, prossemica ecc.);
-
individuare
l'apporto culturale specifico implicito nella lingua straniera e
confrontarlo con quello della lingua italiana o di altre lingue;
-
individuare
e sistematizzare strutture e meccanismi linguistici che operano ai
diversi livelli: pragmatico, testuale, semantico-lessicale,
morfo-sintattico e fonologico.
CONTENUTI
Comprensione
e produzione orale.
I testi orali per lo sviluppo dell'ascolto, monologhi e
dialoghi presentati a viva voce o registrati, devono:
- riguardare
situazioni comunicative di vita quotidiana: comunicazione personale
(conversazioni, interviste ecc.) e
comunicazione di massa (notiziari radiofonici e televisivi, spot
pubblicitari, cronache sportive ecc.);
- essere
espressi a velocità normale;
-
presentare una varietà di pronunce.
La
produzione orale deve:
- riguardare situazioni
quotidiane;
-
rifersi alle esperienze e agli interessi degli studenti;
- essere
finalizzata inizialmente alla comunicazione di informazioni e
successivamente all'espressione,
all'argomentazione e alla giustificazione delle opinioni;
-
tenere conto delle regole dell'interazione, anche in presenza di
più interlocutori.
Comprensione
e produzione scritta
I testi
per la lettura sono prevalentemente di tipo funzionale (lettere,
istruzioni, pubblicità, annunci, facili articoli ecc.) e devono
rappresentare via via una gamma sempre più ampia fino ad includere
testi di tipo immaginativo (brevi racconti, semplici poesie, canzoni
ecc.).
I testi scritti devono:
- riguardare argomenti
di attualità relativi ai vari aspetti della vita e della cultura dei
paesi stranieri;
-
offrire occasioni di confronto con la realtà italiana;
-
essere possibilmente rapprensentati da materiali autentici.
I testi
prodotti dagli studenti devono:
- essere orientati alla
comunicazione (lettere di vario tipo, resoconti ecc.) e all'espressione
(diari, brevi
composizioni ecc.);
- rispettare
le conversazioni determinate dal contesto comunicativo: tipo di
destinatario, scopo della comunicazione ecc.;
- riguardare
argomenti precedentemente trattati in classe.
Riflessione
sulla lingua.Nell'arco del biennio la riflessione sulla lingua deve
essere condotta in un'ottica interculturale e interlinguistica e
riguardare:
-
apporti dei linguaggi non verbali alla comunicazione;
- variabilità
della lingua: registro formale/informale, varietà geografiche e sociali
ecc.;
- caratteristiche
della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato, scritto, forme
multimediali;
- diversità
di realizzazione linguistica di uno stesso atto comunicativo o di una
stessa nozione;
- coesione
e coerenza del testo e struttura dei diversi tipi testuali;
-
lessico: formazione delle parole, significato degli affissi,
rapporto tra elementi lessicali appartenenti alla stessa area
semantica ecc.;
-
strutture morfosintattiche (caratteristiche fondamentali della
frase e dei suoi costituenti, costruzione del periodo, aspetti
della morfologia delle diverse categorie di parole);
-
sistema fonologico.
Note
-
Gli obiettivi elencati riguardano in generale la competenza
comunicativo-relazionale; l'obiettivo 9 si riferisce alla
riflessione sulla lingua.
-
Base dell'insegnamento linguistico è il testo nelle sue
varietà. E' importante che le tematiche presentate siano
significative sotto il profilo culturale, motivanti per gli studenti
ed espresse in modo da presentare un livello di difficoltà
linguistica adeguata alla loro competenza. Una puntuale
articolazione dei contenuti, individuati in funzioni, nozioni e
forme linguistiche e riconducibili nelle grandi linee alle proposte
del Consiglio d 'Europa, spetta al docente in sede di
programmazione.
INDICAZIONI
DIDATTICHE
Gli
obiettivi prefissati possono essere meglio raggiunti facendo ricorso ad
attività di carattere comunicativo condotte abitualmente in lingua
straniera e in cui le abilità linguistiche di base siano usate in una
varietà di situazioni adeguate alla realtà dello studente. La lingua
può essere acquisita in modo operativo mediante lo svolgimento di
attività su compiti specifici perché in tal modo viene percepita come
strumento e non come fine immediato di apprendimento.
Per sviluppare nello studente una competenza comunicativa che lo porti a
formulare messaggi chiari occorre considerare il testo come minima unità
significativa. Il docente può facilitare l'acquisizione della lingua a
livello non consapevole strutturando situazioni motivanti e, in seguito,
può guidare lo studente nel processo di formalizzazione in modo da
farlo giungere a gestire sempre più autonomamente il proprio
apprendimento.
Nelle attività di ascolto è importante accertare se e in quale misura
il testo viene compreso. Da qui discende la necessità di un'attenta
selezione del materiale da proporre. Le difficoltà di comprensione,
infatti, non si limitano ad aspetti di ordine lessicale e sintattico, ma
includono la distanza del testo dalla realtà (sia linguistica che
culturale) dello studente e la sua incapacità a mettere in atto
strategie appropriate. E' pertanto utile abituarlo a identificare il
contesto sulla base di elementi extralinguistici e ad attivare strategie
di ascolto differenziate. Infatti lo studente, a seconda del tipo di
testo e dello scopo per cui lo ascolta, può focalizzare l'attenzione su
elementi diversi, quali la situazione, l’argomento, l’atteggiamento
dei parlanti, le informazioni principali e quelle specifiche.
La produzione orale si favorisce dando allo studente la più ampia
opportunità di usare la lingua straniera in attività comunicative in
coppia o in gruppo: giochi linguistici, drammatizzazione, simulazione,
role-play ecc. . Le attività comunicative richiedono che si
privilegi l'efficacia della comunicazione e che si tollerino errori di
carattere formale. Sarebbe infatti controproducente interrompere
l'esposizione dello studente per correggere errori di questo tipo. Si può
intervenire in un secondo tempo, coinvolgendo nella correzione lo
studente con il suo sottogruppo o l’intero gruppo classe. Se è stata
fatta una registrazione, si può utilizzare il riascolto.
Nel contesto comunicativo assume particolare rilevanza il consolidamento
di un sistema fonologico corretto e funzionale. E' importante che lo
studente si renda conto che una pronuncia scorretta del fonema può
interferire nel processo di comunicazione, che un'intonazione non
appropriata può stravolgere il significato di un enunciato e che il
contorno intonativo, diverso da lingua a lingua, trasmette anche le
dimensioni affettive del discorso.
Nelle attività di lettura, analogamente a quanto si è detto per le
attività di ascolto, le conoscenze extralinguistiche influenzano
notevolmente la comprensione del testo. Tuttavia il testo scritto ha
caratteristiche di permanenza che consentono l'attivazione di
particolari strategie per favorire la comprensione, basate sulla
verifica delle ipotesi formulate prima della lettura e durante la
stessa. E' pertanto utile sollecitare aspettative e ipotesi sul testo ed
utilizzare varie tecniche di lettura a seconda dei diversi scopi ai
quali è finalizzata e che possono essere:
- la lettura globale, per la comprensione dell'argomento generale
del testo;
- la lettura
esplorativa, per la ricerca di informazioni specifiche;
- la lettura analitica,
per la comprensione più dettagliata del testo.
Per far
cogliere il significato del testo può essere utile ricorrere ad una
lettura silenziosa, accompagnata da attività individuali o di gruppo.
Nella produzione scritta il legame tra abilità ricettive e produttive
è molto stretto; partendo dalla lettura e riflettendo sulle
caratteristiche del testo, lo studente ha la possibilità di individuare
la specificità del codice scritto, di analizzare le peculiarità delle
diverse tipologie testuali e di identificare le regolarità nella loro
organizzazione. Un approccio efficace allo scritto può essere garantito
da questo lavoro propedeutico.
Esistono varie attività che aiutano a sviluppare l'abilità della
scrittura: quelle di carattere manipolativo permettono l'acquisizione di
automatismi linguistici e sono propedeutiche ad attività di carattere
funzionale che abituano lo studente a tenere conto delle caratteristiche
dei vari tipi di testo e che richiedono maggiore autonomia. Possono
servire allo scopo la scrittura di paragrafi su modelli dati, le
composizioni guidate, le riformulazioni di testi con modifica di alcune
variabili della situazione, il completamento di racconti, le
composizioni libere ecc..
Le attività che consentono l'integrazione di più abilità avvicinano
ulteriormente lo studente ad un uso reale della lingua. Sono utili per
questo scopo esercizi di tipo cloze, dettati e completamento di
minisituazioni. Ma vi sono anche altre attività che posseggono un
carattere più comunicativo. Per esempio:
- prendere appunti da un testo orale;
- prendere
appunti da un testo scritto;
-
ricostruire un testo da appunti presi;
- riferire
oralmente o per iscritto il contenuto di un dialogo;
-
riassumere testi orali e scritti;
-
effettuare interviste sulla base di questionari predisposti.
Il
riassunto ha particolare rilevanza formativa perché mette in gioco
diverse competenze, tra le quali l'individuazione degli elementi
essenziali del testo e l'uso di strutture sintattiche complesse per la
produzione di un testo di arrivo sintetico e coerente.
Quanto al dettato, che coinvolge le abilità di comprensione e di
produzione, è importante che si basi su lessico noto, sia letto a
velocità normale e sia scandito per segmenti significativi.
Il consolidamento della competenza comunicativa richiede, nel biennio,
una maggior consapevolezza delle regole del sistema rispetto a quanto
appreso alla scuola media e implica un'analisi più articolata delle
componenti la comunicazione, dei meccanismi di coesione testuale, delle
differenze tra codice scritto e codice orale, delle funzioni della
lingua e della sua variabilità.
La riflessione sulla lingua - realizzata di norma su base comparativa
con l' Italiano ed altre lingue ed effettuata sulla base dei testi - non
costituisce un processo isolato rispetto alle attività che promuovono
lo sviluppo delle abilità linguistiche né si limita solo alla
presentazione di meccanismi formali, ma è volta a far scoprire
l'organizzazione dei concetti che sottendono i meccanismi stessi.
La consapevolezza della specificità della cultura straniera, in un
confronto sistematico con quella italiana, può essere raggiunta tramite
la riflessione linguistica e tramite l'analisi dei testi.
Nel primo caso si opera a livello morfosintattico (es.: sistema dei
pronomi personali, modalità del verbo ecc.) e lessico-semantico (es.
diversi modi di classificare e definire fenomeni reali e regole
sociali). Nel secondo caso l'analisi dei testi concerne le informazioni
implicite ed esplicite relative a vari aspetti e problemi della realtà
straniera.
Integrando ove possibile la grammatica formale con la grammatica
nozionale, centrata sul significato, si riesce a spiegare tutta una
serie di fenomeni linguistici che difficilmente potrebbero essere
chiariti in altro modo. Allo scopo di evitare disorientamento nello
studente è auspicabile una stretta collaborazione, soprattutto a
livello metodologico e terminologico, fra docenti di Lingua straniera e
docenti di Italiano.
Il dizionario, soprattutto monolingue, è un utile strumento di lavoro
per l'arricchimento lessicale e per il controllo della correttezza
ortografica, morfologica e della pronuncia, purché lo studente abbia
acquisito le tecniche indispensabili per una efficace consultazione.
La tecnologia mette a disposizione validi strumenti per l'apprendimento
delle lingue straniere: audioregistratore, videoregistratore,
laboratorio linguistico, elaboratore, TV ecc.. Il laboratorio
linguistico è utile per lo sviluppo delle abilità di comprensione
nonché per un corretto apprendimento della struttura fonologica della
lingua e per la acquisizione di automatismi.
L'elaboratore è un validissimo supporto per l'apprendimento della
correttezza ortografica, per lo sviluppo delle abilità di lettura e di
scrittura, per il consolidamento della competenza linguistica, per gli
interventi di recupero e per la verifica. Software flessibile, software
didattico valido e sistemi autore offrono possibilità diverse
d'intervento.
La verifica può avvalersi sia di procedure sistematiche e continue
(griglie di osservazione ecc.) sia di momenti più formalizzati con
prove di tipo oggettivo e soggettivo.
Le prove oggettive, utili per la verifica delle abilità ricettive, non
sono invece funzionali alla verifica degli aspetti produttivi della
competenza comunicativa, per la quale è consigliabile avvalersi di
prove soggettive. Le variabili da controllare in queste prove sono
numerose ed è pertanto opportuno partire da una griglia contenente una
serie di parametri che riducano l'inevitabile soggettività della loro
lettura.
Prove di tipo discreto o fattoriale - necessarie soprattutto nei primi
tempi per la verifica dei singoli elementi della competenza linguistica
- sono utili solo se vengono integrate da altre di carattere globale,
volte a verificare la competenza comunicativa dello studente in
riferimento sia ad abilità isolate (comprensione dell'orale o dello
scritto, produzione orale o scritta) sia ad abilità integrate
(conversazione, risposta a lettere, appunti ecc.).
L'analisi dell'errore è parte essenziale della verifica e rappresenta
uno strumento diagnostico fondamentale per impostare le attività di
recupero; a questo proposito è importante distinguere tra semplice
sbaglio (deviazione non sistematica dalla norma ai vari livelli sul
piano dell'esecuzione) ed errore (vera e propria lacuna nella competenza
linguistica o comunicativa)
FINALITA'
L'insegnamento
di Storia è finalizzato a promuovere e a sviluppare:
-
la
capacità di recuperare la memoria del passato in quanto tale;
-
la
capacità di orientarsi nella complessità del presente;
-
l'apertura
verso le problematiche della pacifica convivenza tra i popoli, della
solidarietà e del rispetto reciproco;
-
l'ampliamento
del proprio orizzonte culturale, attraverso la conoscenza di culture
diverse;
-
la
capacità di riflettere, alla luce dell'esperienza acquisita con lo
studio di società del passato, sulla trama di relazioni sociali,
politiche ecc. nella quale si è inseriti;
-
la
capacità di razionalizzare il senso del tempo e dello spazio;
-
la
consapevolezza della necessità di selezionare e valutare
criticamente le testimonianze.
OBIETTIVI
DI APPRENDIMENTO
Alla
fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere:
-
esporre in forma chiara e coerente fatti e problemi relativi agli
eventi storici studiati;
-
usare con proprietà alcuni fondamentali termini e concetti propri
del linguaggio storiografico (ad esempio,cambiamento,cesura, ciclo,
congiuntura, continuità, decadenza, progresso, restaurazione,
rivoluzione, sottosviluppo, sviluppo);
-
distinguere
i molteplici aspetti di un evento e l'incidenza in esso dei diversi
soggetti storici (individui, gruppi sociali ecc.); interpretare e
valutare, in casi semplici, le testimonianze utilizzate, distinguere
in esse fatti, ragioni, opinioni e pregiudizi, individuare
inconsistenze e incoerenze ecc.;
-
confrontare,
in casi semplici, le differenti interpretazioni che gli storici
danno di un medesimo fatto o fenomeno, in riferimento anche alle
fonti usate;
-
ricostruire
le connessioni sincroniche e gli sviluppi diacronici riferiti ad un
determinato problema storico studiato.
CONTENUTI
PRIMO
ANNO
1.
Culture della preistoria e civiltà protostoriche
a) Dal paleolitico all'uso
dei metalli: forme insediative e produttive; forme di culto.
b) Le grandi civiltà del
vicino Oriente: il delinearsi del fenomeno urbano e l'invenzione della
scrittura.
2.
Oriente e occidente: migrazioni indoeuropee e contatti
mediterranei
a) Migrazioni indoeuropee.
b) Le civiltà dell'Egeo.
Frequentazioni precoloniali e colonizzazioni nel Mediterraneo.
c) Popoli dell'Italia antica
e loro culture.
3.
Città e popoli della Grecia e dell'Italia
a) Legislazioni, tirannidi,
la società delle 'città stato' (poleis), ‘popoli’(ethne) e 'leghe'
(koinà) nel mondo greco.
b) Miti, culti, santuari
nella vita greca.
c) Origini di Roma e
periodo della monarchia. Rapporti col mondo etrusco e con gli altri
popoli d'Italia.
d) Colonie della Magna
Grecia.
4.
La grecia classica: dall'affermazione alla crisi della polis
a) Asia e impero persiano
nel confronto col mondo greco: le guerre persiane.
b) Guerra del
Peloponneso.
c) Ricerche di equilibri e
'paci comuni'.
d) Conquista macedone.
5.
La 'Res Publica' Romana dal VI al IV secolo a.c.
a)
Passaggio dalla monarchia alla repubblica. Conflitto tra patrizi
e plebei. Le XII Tavole.
b)
Organizzazione sociale e politica di Roma dall'età regia all'età
repubblicana (ordinamento centuriato,
magistrature, ordini, ceti, clientele).
c)
La religione romana arcaica.
6.
Roma verso l'egemonia in Italia
a)
Affermazione di Roma fra le diverse culture e realtà politiche
d'Italia. Evoluzione del concetto di Italia.
b)
Progressiva conquista dell'egemonia nella penisola fino al
conflitto con Cartagine.
c) Dinamiche
socio-politiche collegate.
7.
Età ellenistica
a)
Il “dopo Alessandro” dall'oriente mediterraneo all'Asia
centrale. I grandi stati ellenistici.
b)
Cultura unificante e cosmopolitica dell'ellenismo.
8.
Espansionismo romano nel Mediterraneo
a)
Roma e il mondo ellenistico. Espansione romana in Occidente e in
Oriente (differenze di intenti e di modi).
b)
Il cammino verso l'unificazione politica mediterranea sotto il
dominio di Roma. Il problema dell'imperialismo
romano.
c)
Evoluzione del sistema produttivo.
9.
Crisi de |