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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo

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programmi ministeriali degli Istituti tecnici commerciali:PROGETTO I.G.E.A.
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio degli Istituti tecnici commerciali ad indirizzo giuridico-economico-aziendale. Decreto Ministeriale 31 gennaio 1996  n. 122

 

PREMESSA

PREMESSA AI PROGRAMMI

PROGETTO IGEA  

AREA DI PROGETTO

PROFILO PROFESSIONALE

QUADRO ORARIO BIENNIO IGEA

QUADRO ORARIO TRIENNIO IGEA

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO

LINGUA E LETTERE ITALIANE TRIENNIO

STORIA BIENNIO

STORIA TRIENNIO

LINGUE STRANIERE

MATEMATICA E LABORATORIO BIENNIO

MATEMATICA E LABORATORIO TRIENNIO

SCIENZA DELLA MATERIA E LABORATORIO

SCIENZA DELLA NATURA

GEOGRAFIA ECONOMICA

ECONOMIA AZIENDALE BIENNIO

ECONOMIA AZIENDALE TRIENNIO

DIRITTO ECONOMIA POLITICA SCIENZA DELLE FINANZE

TRATTAMENTO TESTI E DATI

EDUCAZIONE FISICA BIENNIO

EDUCAZIONE FISICA TRIENNIO

 

 

 

 

PREMESSA

 

 

Dalla necessità di rispondere alle nuove esigenze formative che si richiedono oggi alle figure del ragioniere e del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica italiana e europea, ha preso forma un progetto organico di riforma dei percorsi e degli obbiettivi adottati dall'istituzione scolastica nell'ambito della formazione professionale. Dopo anni di sperimentazioni, si è così giunti alla soppressione dei vecchi programmi d'insegnamento per questa tipologia di studi, programmi considerati ormai inadeguati all'attuale mondo del lavoro: a decorrere dall'anno scolastico 1996/1997, i programmi scolastici per gli istituti tecnici commerciali ad indirizzi amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione industriale, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30-9-1961, n,1222, integrato dai decreti ministeriali 20-2-1965 e 15-5-1968, non sono più in vigore.
Con decreto ministeriale del 31 gennaio 1996 n,122, sono stati, infatti, istituzionalizzati piani di studio, quadri orario e programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale IGEA ormai da anni largamente attuato negli I.T.C.

 

PREMESSA AI PROGRAMMI

 

In conseguenza dei profondi e dinamici cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per «ragioniere e perito commerciale» degli I.T.C. non risponde più né alle esigenze del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:

  • la consistente inadeguatezza dei programmi in vigore rispetto alla struttura economica attuale e prospettica del paese, caratterizzata dallo sviluppo del settore terziario ed in particolare da quello delle tecniche di distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese industriali, dalla diffusa partecipazione dello Stato all'attività economica;
    . il mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma tributaria e i successivi provvedimenti in materia doganale, bancaria e valutaria ha di fatto riformato il diritto commerciale;
  • la decisiva svolta impressa dagli studi di economia aziendale alle tecniche contabili che da strumento di rilevazione prevalentemente consuntivo hanno assunto la valenza e l'autorevolezza di strumenti di previsione, controllo e guida ai finì di una più efficace conduzione aziendale;
  • la complessità e la rilevanza assunta dalle operazioni di gestione aziendale anche sotto il profilo civilistico-fiscale;
  • la trasformazione indotta nell'organizzazione aziendale dal ricorso a procedure automatizzate per il trattamento delle informazioni e quindi l'esigenza di formare giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento informatico;
  • la collocazione europea della nostra cultura;
  • la continua e rapida evoluzione tecnologica che richiede ai giovani una vasta professionalità di base e lo sviluppo di competenze nuove.

Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti tecnologici ed organizzativi.


PROGETTO IGEA  

 

Per ottenere la figura professionale delineata è stato totalmente ristrutturato l'intero quinquennio e le principali innovazioni riguardano:

  • la suddivisione delle discipline fra area comune ed area di indirizzo secondo quanto suggerito dagli orientamenti pedagogici più recenti;
  • l'aumento complessivo delle ore di insegnamento settimanali con ampi spazi riservati all'attività di laboratorio;
  • l'inserimento nell'area comune del biennio di una materia denominata Diritto ed economia" superando il concetto di "Educazione civica", ritenuto inadeguato alle esigenze formative;
  • l'accorpamento di Ragioneria e Tecnica in un unico insegnamento denominato "Economia aziendale" che si sviluppa durante l'intero quinquennio;
  • la revisione sostanziale dell'insegnamento della Matematica a cui viene affidato il compito di veicolare anche l'informatica secondo gli intendimenti del Piano Nazionale Informatica;
  • l'istituzione delle discipline "Scienza della materia" e "Scienze della natura" per l'insegnamento integrato delle discipline scientifiche;
  • l'istituzione di un'area operativa denominata "Trattamento testi e dati" per l'acquisizione di abilità necessarie ad operare in ambienti sempre più informatizzati.

INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di:

  • far pervenire al possesso delle conoscenze partendo da situazioni reali in modo da stimolare l'abitudine a costruire modelli;
  • privilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti avvalendosi di tecniche didattiche che suggeriscono di generare situazioni problematiche da ristrutturare, così da favorire l'acquisizione di comportamenti produttivi;
  • far realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed al procedere per approssimazioni successive, così da avere costantemente presente il significato del proprio agire.

I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc., possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.

Tale cooperazione sarà resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage, ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.

Per realizzare tutto ciò i Capi d'Istituto organizzeranno opportuni incontri fra i docenti per programmare l'attività didattica con riunioni che si svolgeranno prima e durante l'anno scolastico (almeno mensilmente utilizzando parte delle ore previste per le attività non di insegnamento).
Solo così, infatti, sarà possibile definire gli obiettivi comuni, analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di sistematicità e di efficacia.

VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica ha lo scopo di:

  • assumere informazioni sul processo di insegnamento/apprendimento in corso per orientarlo, modificarlo secondo le esigenze;
  • controllare durante lo svolgimento dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e degli strumenti utilizzati ai finì prestabiliti;
  • . accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati;. pervenire alla classificazione degli studenti.

Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico ai finì della modifica in itinere del processo di insegnamento/apprendimento, è
indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero. É bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità didattica o dopo
lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare «effetti alone».

Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.



AREA DI PROGETTO

 


Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare estesa ad alcune o a tutte le discipline.

Al di là di iniziative più limitate, realizzate da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del triennio siano attuati progetti di ricerca interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo.

L'area di progetto va intesa come simulazione di situazioni reali e costituisce un valido strumento didattico non solo perché favorisce l'interiorizzazione delle conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche per la valenza formativa che deriva dall'imparare ad assolvere
un compito complesso, verificabile e finalizzato.

L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può consentire allo studente di:

  • cogliere l'unitarietà del sapere;
  • riflettere sulle proprie capacità operative e organizzative;
  • favorire il confronto tra istituzione scolastica e realtà lavorativa;
  • contribuire a sviluppare senso di responsabilità e rispetto degli impegni ma anche quella particolare disposizione mentale che induce a cercare nuove soluzioni, a modificare i propri comportamenti, a rivedere i propri giudizi.

In modo più analitico, l'attuazione dell'aria di progetto, oltre agli obiettivi specifici delle materie direttamente coinvolte, consente di perseguire e di verificare importanti obiettivi trasversali quali:

  • riconoscere la struttura di un sistema e l'insieme delle relazioni che intercorrono fra le sue parti;
  • individuare e rappresentare modelli o procedure;
  • . verificare progressivamente la validità degli esiti ed eventualmente
    correggere in itinere l'impostazione;
  • . documentare il lavoro in modo corretto ed esauriente;
  • comunicare efficacemente risultati.

Per la realizzazione dell'area di progetto, oltre a definire l'oggetto, l'articolazione della procedura e il tipo di prodotto atteso, occorre anche che venga posta particolare attenzione ai seguenti aspetti:

  • la collocazione curricolare per la quale si suggerisce l'ultimo biennio poiché ciò consente agli studenti di partire da una solida base di conoscenze, specie nelle materie professionali;
  • la durata, che non deve comunque superare il 10% delle ore assegnate a ciascuna disciplina coinvolta;
  • le discipline interessate, che devono essere una dell'area comune e
    due dell'area professionale.

Tutti i docenti coinvolti, anche se in modo parziale, ed eventuali
esperti costituiscono il gruppo di progetto che designa al suo interno un coordinatore;

  • la tipologia, che può assumere forme diverse come:

- l'indagine su comportamenti, bisogni, condizioni di vita;
- la ricerca scientifica o di mercato o di costume;
- la realizzazione di un prodotto (ad es.: procedura amministrativa automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata di un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di magazzino, lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo impegno e complessità possono essere ripartiti fra due anni scolastici e suddivisi fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi parallele o da indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di competenze differenti ;

  • la puntuale programmazione dell'intervento che deve tradursi in un documento articolato da cui emergano con chiarezza le fasi e i tempi di attuazione, le risorse necessarie e ottenibili, le modalità di lavoro, le caratteristiche del prodotto finale;
  • il coordinamento didattico che deve favorire l'intesa e la sistematica informazione dei docenti (consigli di classe o gruppi pluriclasse), ma soprattutto garantire la reciproca collaborazione;
  • il coinvolgimento degli studenti che deve sviluppare in loro la consapevolezza di ciò che dovranno fare e il senso della partecipazione.

Le esperienze condotte in diverse scuole hanno messo in evidenza l'efficacia formativa di progetti svolti su committenza esterna, anche se questa modalità può verificarsi solo in un limitato numero di casi data la difficoltà a trovare committenti. Per cercare di favorire questo rapporto, è consigliabile che chi coordina l'iniziativa stabilisca molti contatti per ottenere commesse da aziende private o enti e si adoperi per ottenerle anche se si tratta di incarichi piuttosto semplici; in genere, il finalizzare il proprio operato a produrre qualcosa di utile e spendibile rende gli studenti più incentivati e rigorosi. Negli ultimi anni esempi significativi di committenza hanno riguardato la conduzione di indagini per conto di enti pubblici, la produzione di programmi software per la gestione di iniziative locali (mostre, fiere, convegni ecc.), lo sviluppo di attività culturali o di attività aziendali o turistiche.

Va ricordato infine che un'attività così innovativa come quella dell'area di progetto richiede anche la ridefinizione del ruolo del docente perché i suoi compiti e le sue funzioni cambiano profondamente. Quando opera per realizzare l'area di progetto, infatti, l'insegnante diventa il
coordinatore dell'iniziativa e costituisce una risorsa a disposizione degli studenti: non deve mai sostituirsi ad essi, né guidarli passo passo o assegnare loro compiti precisi e troppo parcellizzati.

Il ruolo principale del docente è, quindi, quello di aiutarli ad organizzarsi e in particolare egli deve:

  • spiegare con chiarezza a tutta la classe il tipo di lavoro che comporta la metodologia della progettazione;
  • essere a disposizione dando consigli solo se strettamente indispensabile;
  • evitare di partecipare ai lavori di gruppo;
  • osservare attentamente il comportamento dei singoli studenti utilizzando apposite griglie di rilevazione;
  • monitorare sistematicamente l'intero svolgimento ed esprimere i suoi commenti in occasione delle previste riunioni di verifica in itinere.

Data la novità di questa azione didattica, la scarsa letteratura in merito e il differente modo con cui, di conseguenza, viene intesa, si ritiene utile dare qualche suggerimento su come organizzarla e valutarla.

A) Schema di procedura

La realizzazione del progetto deve prevedere una specifica dei passi da compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura che, opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato a cui bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di suddividere il periodo corso in tre macrofasi articolate come nello schema qui riportato:

FASE ATTIVITA' SOGGETTI COINVOLTI

I
(di fattibilità)





Definizione dell'area

 

Incontri eventuali con esterni anche per la ricerca di committenza
Elaborazione studio di fattibilità
Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti.
Consiglio di classe;
gruppo di progetto;
studenti
Gruppi di studenti

II
(di produzione)

1. Individuazione degli strumenti

2. Definizione e distribuzione dei compiti
3. Specifica delle modalità di lavoro e dei tempi
4. Esecuzione del compito
  • stesura di rapporto intermedio;
  • presentazione e discussione;
  • eventuale ridefinizione dei punti da 1 a 3 e rielaborazione
5. Stesura del rapporto di fine produzione
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppo di progetto
+ gruppo di studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti

III
(di valutazione e
presentazione)

Specifica delle modalità di validazione
Esecuzione della validazione
Analisi dei risultati
Eventuali modifiche
Produzione del rapporto finale e degli strumenti per la presentazione
Presentazione


Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti
Gruppo di progetto
+ studenti
Gruppi di studenti
Gruppi di studenti
Consiglio di classe
+ gruppo di progetto
+ studenti
+ eventuale pubblico

B) Criteri di valutazione

Il prodotto a cui ciascuna classe o gruppi di studenti perviene deve sempre dar luogo a due tipi di valutazione La prima riguarda il prodotto in quanto tale e viene svolta dal Consiglio di classe che deve tener conto di parametri quali la completezza, la complessità, la correttezza delle soluzioni, la loro originalità, la ricchezza della documentazione, il tipo di presentazione.

Il secondo tipo di valutazione riguarda gli studenti che hanno partecipato all'attività e compete ai docenti direttamente coinvolti che esprimono il loro giudizio in base alle capacità cognitive e comportamenti manifestati da ciascun allievo.

Gli indicatori da utilizzare potrebbero essere i seguenti:

ASPETTI COGNITIVI

  • Capacità di:
- organizzare il lavoro;
- proporre soluzioni originali;
- valutare realisticamente le soluzioni;
- ricorre a strumenti adeguati;
- realizzare le ipotesi;
- relazionare in modo corretto.


ASPETTI COMPORTAMENTALI

  • Capacità di:
- partecipare al lavoro in modo propositivo;
- impegnarsi nel portare a termine il compito;
- essere disponibile al confronto;
- ascoltare, chiedere ed esprimere il proprio pensiero;
- prendere decisioni;
- essere autonomi.

Le schede elaborate non solo devono essere utilizzate per la stesura del giudizio di ammissione all'esame di maturità, ma possono, insieme al progetto, far parte della documentazione da presentare alla commissione esaminatrice.


PROFILO PROFESSIONALE

 

Il ragioniere, esperto in problemi di economia aziendale, oltre a una consistente cultura generale accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie e sistematiche dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in cui opera per proporre soluzioni a problemi specifici.
Pertanto egli deve saper:

  • utilizzare metodi, strumenti, tecniche contabili ed extra-contabili
    per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali;
  • leggere, redigere ed interpretare ogni significativo documento aziendale;
  • gestire il sistema informativo aziendale e/o i suoi sottosistemi anche automatizzati, nonché collaborare alla loro progettazione o ristrutturazione;
  • elaborare dati e rappresentarli in modo efficace per favorire i diversi processi decisionali;
  • cogliere gli aspetti organizzativi delle varie funzioni aziendali.

Egli, quindi, deve essere orientato a:

  • documentare adeguatamente il proprio lavoro;
  • comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici;
  • analizzare situazioni e rappresentarle con modelli funzionali ai problemi da risolvere;
  • interpretare in modo Sistemico strutture e dinamiche del contesto in cui opera l'azienda;
  • effettuare scelte e prendere decisioni ricercando ed assumendo le informazioni opportune;
  • partecipare al lavoro organizzato individuale o di gruppo accettando ed esercitando il coordinamento;
  • affrontare i cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie conoscenze.

L'acquisizione di tali capacità gli derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare.

 

QUADRO ORARIO BIENNIO IGEA

 

Area comune

Classe di concorso Materie di insegnamento CL. I CL. II Prove di esame
 . Religione-materia alternativa

1

1

 .

50/A

Italiano

5

5

S.O.

50/A

Storia

2

2

O.

46/A

Prima lingua straniera

3

 3

S.O.

47/A-48/A

Matematica e laboratorio

5

5

S.O.

13/A-38/A-60/A

Scienza della materia e lab.

4

4

O.P.

60/A

Scienze della natura

3

3

O.

19/A

Diritto ed economia

2

2

O.

29/A

Educazione fisica

2

2

P.O.

 . Totale area comune

27

27

 .

 Area di indirizzo

Classe di concorso Materie di insegnamento CL. I CL. II Prove di esame

46/A

Seconda lingua straniera

 4

 4

S.O.

17/A

Economia aziendale

 2

 2

S.O.(*)

75/A

Trattamento testi e dati

 3

 3

P.

 . Totale ore area indirizzo

 9

 9

 .
. Totale ore

36

36

 .

(*) Il voto attribuito a tale materia, che scaturirà da diverse tipologie di prove (scritte, orali) sarà unico anche nelle valutazioni infra-annuali trimestre quadrimestre).

 

TRIENNIO  IGEA

 

Classe di concorso Materie di insegnamento

CL. III

CL. IV

CL. V

Prove di esame

 . Religione-materia alternativa

1

1

1

 .
50/A Italiano

3

3

3

S.O.

50/A Storia

2

2

2

O.

46/A Prima lingua straniera

3

3

3

S.O.

46/A Seconda lingua straniera

3

3

3

S.O.

39/A Geografia economica

3

2

3

O.

48/A Matematica e laboratorio

4

4

3

S.O.

17/A Economia aziendale e laboratorio

7

10

9

S.O.

19/A Diritto

3

3

3

O.

19/A Economia politica

3

2

 

O.

19/A Scienza delle finanze  . .

3

O.

29/A Educazione fisica

2

2

2

P.O.

 . Totale ore

34

35

35

 .

 

COSTITUZIONE CATTEDRE QUINQUENNIO
"INDIRIZZO GIURIDICO-ECONOMICO-AZIENDALE"

50/A

Italiano e Storia Nella I e II classe di un corso 14 ore

50/A

Lingua e Lettere italiane, Storia Nella III, IV e V classe di un corso 15 ore

46/A

Prima Lingua straniera Nella I, Il, III, IV e V classe di un corso 15 ore

46/A

Seconda Lingua straniera Nella I, II, III, IV eV classe di un corso 17 ore
47/A
o
48/A
Matematica e Laboratorio

Nella I e II classe di un corso e in altra I o II classe
1 5 ore

48/A Matematica e Laboratorio Nella III, IV e V classe di un corso e
in una classe di altro corso
15 o 14 ore
13/A
o
60/A
o
38/A
Scienza della materia e
Laboratorio


Nella I e II classe di due corsi



16 ore



60/A Scienze della natura Nella I e II classe di tre corsi 18 ore
19/A Diritto ed Economia Nella I e II classe di quattro corsi 16 ore
19/A
Diritto, Economia politica
Scienza delle finanze
Nella III, IV e V classe di un corso
17 ore
17/A
Economia aziendale e Laboratorio
1) Nella I, II e IV classe di un corso
2) Nella III e V classe di un corso
14 ore
16 ore
75/A Trattamento testi e dati Nella I e II classe di tre corsi 18 ore
39/A Geografia economica Nella III, IV e V classe di due corsi 16 ore

 

LINGUA E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO

 

Le finalità, gli obiettivi e i contenuti vengono presentati distinguendo i tre settori istituzionali delle abilità linguistiche, della riflessione sulla lingua e dell'educazione letteraria. Tale partizione e l'ordine che ne consegue non costituiscono indicazione di priorità intrinseca o di sequenza nella prassi didattica, la quale deve invece attuare una forte circolarità e una chiara interconnessione tra le attività di ciascun settore.

FINALITÀ
DELL'INSEGNAMENTO

Finalità specifiche del biennio sono:

  1. nel settore delle abilità linguistiche:
  1. l'acquisizione della capacità di usare la lingua nella ricezione e nella produzione, orali e scritte, in maniera sufficientemente articolata, in relazione agli scopi e alle situazioni comunicative, e secondo una dimensione propriamente «testuale» ;
  2. l'acquisizione, in particolare, dell'abitudine alla lettura, come mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi del sapere, per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per la maturazione delle capacità di riflessione e per la maggiore partecipazione alla realtà sociale;
  1. nel settore della riflessione sulla lingua:
  1. l'acquisizione di una conoscenza riflessa più sicura e complessiva dei processi comunicativi e della natura e del funzionamento del sistema della lingua, allo scopo sia di rendere più consapevole il proprio uso linguistico sia di cogliere i rapporti tra la lingua, il pensiero e il comportamento umano, sia di riconoscere nella lingua le testimonianze delle vicende storiche e culturali;
  2. l'acquisizione di un metodo più rigoroso anche nell'analisi della lingua, in analogia con le esperienze che si compiono in altri campi disciplinari;
  1. nel settore dell'educazione letteraria:
  1. la maturazione, attraverso l'accostamento a testi di vario genere e significato e l'esperienza di analisi dirette condotte su di essi, di un interesse più specifico per le opere letterarie, che poni alla « scoperta» della letteratura come rappresentazione di sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno possa riconoscersi e luogo in cui anche i gruppi sociali inscrivano e riconoscano le loro esperienze, aspirazioni e concezioni.

L'insegnamento dell'italiano si colloca nel quadro più ampio dell'educazione linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi, verbali e non verbali, e impegna tutte le discipline. La connessione fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e delle situazioni di apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va collegata, costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del percorso formativo.
In particolare la lingua primaria, come strumento fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del pensiero, per l'ampliamento dell'intero patrimonio personale di esperienze e di cultura, si offre come terreno di intervento diretto per tutti gli insegnamenti.
In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume come oggetto specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni culturali i processi di produzione e comprensione in questa lingua, facendosi speciale carico di farne emergere la varietà di caratteri e di funzioni. In tale azione esso trova particolari attinenze con gli altri insegnamenti linguistici.

Si segnala che la civiltà contemporanea ha accresciuto il suo interesse per il linguaggio, dei quale vengono messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo cognitivo, con il formarsi di una coscienza etnica e culturale nonché il nesso indissolubile con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso e in special modo la lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di osservazione riflessa, anche in funzioni propedeutica nei riguardi di altre direzioni di studio, come quelle della logica e della matematica.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato anche per l'approccio ai testi letterari, nei quali il mezzo linguistico esprime ai massimo le sue potenzialità.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi, indicati secondo i settori istituzionali della disciplina si riferiscono a capacità che lo studente deve dimostrare di avere acquisito al termine del biennio.

Abilità linguistiche
  • Comunicazione orale
  1. Ricezione (ascolto)
Lo studente, superando il livello della comprensione globale e generica dei discorsi altrui, deve saper:
  1. individuare nel discorso altrui i nuclei collaterali e l'organizzazione testuale, specialmente nelle esposizioni argomentate;
  2. evincere con chiarezza il punto di vista e le finalità dell'emittente.
  1. Produzione (parlato)
Lo studente, superando il livello dell'esposizione casualmente sequenziale e indifferenziata, deve saper:
  1. pianificare e organizzare il proprio discorso, tenendo conto delle caratteristiche del destinatario, delle diverse situazioni comunicative, delle diverse finalità del messaggio e del tempo disponibile;
  2. regolare con consapevolezza il registro linguistico (usi formali e informali ), i tratti prosodici (intonazione, volume di voce, ritmo) e gli elementi che conferiscono efficacia al discorso.
Gli obiettivi indicati riguardano anche la comunicazione a distanza attraverso mezzi fonici e fonicovisivi, nella quale l'uso orale ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni culturali e sociali nuove.
  • Lettura
Nella pratica della lettura, tenuto conto delle diverse modalità e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi.
Nella lettura silenziosa lo studente deve saper:
  1. compiere letture diversificate, nel metodo e nei tempi; in rapporto a scopi diversi, quali la ricerca di atti e informazioni. la sommaria esplorazione, la comprensione globale, la comprensione approfondita, l'uso del testo per le attività di studio;
  2. condurre l'analisi e l'interpretazione dei testi, sapendo:

6.1

individuare le strutture e le convenzioni proprie dei diversi tipi di testo,

6.2

usare le proprie conoscenze per compiere inferenze,

6.3

integrare le informazioni del testo con quelle fomite da altre fonti.
Nella lettura a voce lo studente deve saper:
  1. rendere l'esecuzione funzionale alla situazione, regolando gli aspetti fonici, prosodici e di direzione comunicativa.
  • Scrittura
Nella pratica della scrittura lo studente deve raggiungere:
  1. una adeguata consapevolezza e capacità di controllo delle differenze tra formulazione orale e formulazione scritta del pensiero con particolare riferimento ai rapporti tra fatti prosodici e punteggiatura, tra sintassi ellittica e sintassi esplicita, tra lessico comune e lessico preciso o tecnico;
  2. la capacità di realizzare forme di scrittura diverse in rapporto all'uso, alle funzioni e alle situazioni comunicative, distinguendo tra scritture più strumentali e di uso personale e scritture di più ampia diffusione e di diversa funzione, che richiedono più attenta pianificazione;
  3. la consapevolezza della flessibilità del progetto di scrittura e la conseguente capacità di modificarlo quando occorra;
  4. la capacità di utilizzare intelligentemente e correttamente informazioni, stimoli e modelli di scrittura, ricavati da altri testi.
Riflessioni sulla lingua
Gli obiettivi della riflessione sulla lingua si rapportano a finalità sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper:
  1. analizzare con metodi di adeguato rigore scientifico la lingua, sapendo collegare i fenomeni dei vari livelli del sistema e istituendo confronti tra alcuni elementi fondamentali della lingua italiana e quelli di altre lingue studiate o note, compresi i dialetti;
  2. riconoscere la diversa utilizzazione che hanno le stesse strutture linguistiche in diversi tipi di testo;
  3. cogliere l'interrelazione tra i contenuti del pensiero e le forme linguistiche;
  4. istituire rapporti tra l'ambito delle lingue verbali, i linguaggi formalizzati, quali quelli della matematica, della logica e delle tecnologie dell'informazione, e le realizzazioni nei linguaggi visivi;
  5. cogliere il rapporto tra le tradizioni linguistiche, le tradizioni culturali e le vicende della società, rilevando gli aspetti della storicità della lingua e della varietà linguistica nello spazio geografico.
Educazione letteraria
Lo studente deve saper:
  1. riconoscere gli aspetti formali del testo letterario nelle sue varie realizzazioni, rilevando le funzioni che in esso assumono l'ordine interno di costruzione, le scelte linguistiche e, in particolare nella poesia, i tratti ritmici e prosodici e la stessa configurazione grafica;
  2. cogliere in termini essenziali, attraverso elementi del linguaggio e riferimenti di contenuto, il rapporto tra l'opera letteraria e il contesto culturale e storico generale in cui essa si situa;
  3. fornire, sulla base degli elementi testuali e contestuali rilevati un'interpretazione complessiva e metodologicamente fondata del testo;
  4. formulare giudizi motivati che esplicitino il rapporto tra il messaggio e l'esperienza culturale e la sensibilità estetica del lettore.

ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI

Abilità linguistiche

Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di motivazioni e spunti concreti.

Per la ricezione e la produzione orale tali attività sono:

  • la pratica dei diversi generi di scambio comunicativo, quali la conversazione, la discussione, il dibattito, l'intervista, l'esposizione libera o sulla base di appunti e scalette;
  • rilevamenti e registrazioni della produzione, di altri e degli studenti stessi in situazioni extra scolastiche, anche attraverso i mezzi radiofonici e televisivi;
  • l'utilizzazione consapevole delle caratteristiche strutturali e testuali del parlato, che lo rendono funzionale alla particolare modalità comunicativa e lo differenziano dall'uso scritto.

Per la lettura i contenuti fanno riferimento sia all'ulteriore necessario sviluppo dell'abilità specifica, sia al soddisfacimento dei bisogni di cultura e di partecipazione alla vita sociale presenti nello studente. Le attività di analisi e comprensione dei testi devono:

  • riguardare un'ampia varietà di testi, riferibili a tipologie e tematiche diverse: da testi espositivi e informativi a testi argomentativi, da testi scientifici e tecnici a testi letterari;
  • portare a individuare i caratteri specifici della testualità e il loro vario manifestarsi nelle diverse forme di testo;
  • realizzarsi anche in letture strumentali, eseguite in situazioni di uso concreto (a finì di studio, per preparare dibattiti, relazioni, etc.).

Per la scelta e le attività riguardanti i testi propriamente letterari si rinvia a quanto è detto nel paragrafo sull'educazione letteraria.

Per la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità che la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così indicate:

  • dare, registrare e chiedere informazioni, in forme testuali quali appunti di lezioni e di conferenze verbali di discussione, annunci e comunicazioni di carattere privato o pubblico, etc.;
  • dare istruzioni per eseguire operazioni o regolare attività;
  • descrivere in termini oggettivi o soggettivi luoghi, oggetti, persone, eventi;
  • sviluppare argomentazioni su tema dato, secondo istruzioni compositive indicate;
  • trasferire contenuti di testi in altra forma, mediante parafrasi, riscritture, riassunti di varia dimensione e secondo prospettive diverse;
  • interpretare e commentare testi, redigendo recensioni di libri, film, spettacoli, note esplicative e osservazioni valutative a margine di testi;
  • rielaborare in modo creative esperienze personali, informazioni oggettive ed elementi fantastici, in forma di diari, dialoghi, racconti, sceneggiature, etc.

Sono altresì contenuto specifico della didattica e della scrittura, per ogni forma da praticare, tutti gli aspetti, le fasi e le tecniche del processo di composizione, riguardanti l'ideazione, l'ordine di costruzione e la graduale definizione formale del testo (articolazione, correttezza e registro della lingua, ampiezza, impostazione grafica) in rapporto alla sua funzione e destinazione, nonché al tempo di elaborazione.

Le varie forme di produzione scritta vanno il più possibile riferite alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia puro carattere di esercizio fine a se stesso.

Riflessione sulla lingua

I contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai processi comunicazione e al funzionamento del sistema della lingua. Tale quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora acquistare decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova trattazione:

  • le caratteristiche fondamentali di un testo (unità, completezza, coerenza, coesione che ne realizzano l'informatività) e le sue possibili articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia in quelle della scrittura;
  • la varietà dei tipi di testo («tipologia dei testi» ), che conduce ad esaminare il rapporto tra la forma del testo e il suo contenuto;
  • gli aspetti retorici, legati particolarmente a valori semantici, nei diversi usi della lingua;
  • le implicazioni principali del rapporto tra semantica e sintassi nella struttura della frase: legami tra i costituenti, reggenze, concordanze modali, temporali e aspettuali dei verbi;
  • punti fondamentali nella vicenda storica della lingua italiana, dalle sue origini latine ad oggi, e dei suoi rapporti con i dialetti e con altre lingue;
  • le varietà sociali e funzionali della lingua (standard scritto, uso medio, usi regionali, linguaggi settoriali) anche in relazione alle esperienze presenti negli studenti.

Educazione letteraria

L'educazione letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura ed analisi dei testi letterari, affiancata da una conoscenza essenziale delle istituzioni (modelli tematici e formali, procedimenti retorici, circuiti sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da iniziali esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali testi permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e offre occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche generali.

La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle motivazioni culturali degli studenti, sia di obiettivi più ampi e organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve proporre un orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali restrizioni di tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei seguenti criteri:

  • accanto ad opere di epoche relativamente recenti e più affini con la cultura degli studenti, non devono mancare adeguati contatti con testimonianze di altre epoche, anche antiche, per attingere a motivi culturali profondi (memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici) ;
  • la prevedibile maggiore presenza di opere letterarie italiane non deve ridurre eccessivamente la presenza delle altre culture europee ed extra-europee. Per il panorama italiano non deve mancare l'interesse per quanto è stato prodotto dalla nostra cultura anche in altre lingue (latino, dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare buone traduzioni affiancate agli originali;
  • occorre attingere alla varietà di forme e generi della produzione letteraria, poiché questa si configura come un sistema dotato di proprie istituzioni portatrici di significato; va dato il dovuto spazio alla poesia, nella quale anche la funzione creativa della lingua trova la sua massima espressione.
    Una lettura varia e articolata di testi letterari richiede anzitutto il ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di esercitazione intensiva delle competenze letterarie ed occasione e stimolo alla scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve essere organizzata in modo significativo mediante raggruppamenti e percorsi, al fine di far rilevare la persistenza e l'evolversi di temi, motivi e forme nel tempo, nelle diverse culture e nei vari tipi di rappresentazione.

La lettura di opere intere costituisce scopo fondamentale dell'educazione letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta deve essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura collettiva e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura più rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di qualità, si deve tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri, che sono tra loro interconnessi:

  • la riconosciuta dignità letteraria delle opere;
  • la significatività tematica, in rapporto agli interessi presenti ed educabili negli studenti;
  • le caratteristiche formali e gli aspetti linguistico-espressivi, in relazione alle possibilità di accesso iniziale e a quelle di crescita e di affinamento della comprensione.

Si pone altresì l'esigenza di accostare lo studente anche alle espressioni letterarie di maggior rilievo per valore artistico e per il contributo dato al patrimonio di memorie e di figure simboliche della collettività. In tale ambito, la lettura dei «Promessi Sposi» è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana moderna e per ragioni di prima accesibilità della forma e di varietà e ricchezza di temi. La lettura di questa,
come di altre opere di particolare ampiezza e complessità, non va condotta né in modo estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per giungere ad un generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il disegno di una piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo proprio di una fase più matura: tale lettura deve seguire opportuna mente itinerari selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi dell'opera e integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di educazione
letteraria proprie del biennio.

INDICAZIONI DIDATTICHE

L'azione educativa da svolgere nel biennio, in ciascuno dei tre settori in cui si articola la disciplina, costituisce una coerente continuazione di quella svolta nei precedenti gradi scolastici: essa ripropone in un nuovo ciclo gli stessi percorsi fondamentali della disciplina, con lo scopo non solo di consolidare i risultati già conseguiti dagli studenti, ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più avanzati, in relazione alle accresciute capacità e ai maggiori bisogni della loro età.

Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si richiede in ogni caso che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di partenza nei vari ambiti di attività, rilevando in particolare quali abitudini linguistiche il singolo studente abbia rilevato dal suo contesto socio-culturale e quale grado di competenza abbia raggiunto nella comprensione e nella produzione dei testi e nelle conoscenze metalinguistiche.

Considerata la collocazione dell'insegnamento dell'Italiano nel quadro più ampio dell'educazione linguistica e la trasversalità che questa assume nell'intero processo formativo e di istruzione, in sede di programmazione collegiale, vanno stabiliti concreti collegamenti con tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative al linguaggio. Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento dell'Italiano e quello delle altre discipline linguistiche per gli obiettivi di apprendimento, i contenuti e i metodi che ne accomunano la didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti: spetta alla programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività dell'azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e per non frammentare gli apprendimenti.

Abilità linguistiche

Tutte le attività per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sia orali che scritte, vanno specificamente previste e programmate. A tale scopo vanno pienamente utilizzate l'interazione comunicativa in classe e le attività di studio, in quanto occasioni concrete per un esercizio finalizzato delle abilità.

Riguardo alla comunicazione orale, è necessario che il docente faccia emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori situazionali, facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti degli studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti della classe vanno coinvolti in tali scambi. É particolarmente importante utilizzare la cosiddetta «interrogazione» innanzitutto come occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò tale aspetto dal fine della valutazione.

Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso orale, il comportamento comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello svolgimento delle attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per gli studenti.

Nella pratica della lettura è essenziale attivare le diverse strategie e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi caratteri, e accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di applicare tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della lettura.

Si segnala che è particolarmente utile avviare gli studenti a frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili) che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di soddisfare interessi personali.

Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea che le tecniche di produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che pertanto occorre mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di fasi e di operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e adeguata
agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti va considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e a tal fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.

Ai finì della valutazione vanno considerati tutti gli aspetti del processo di scrittura sopra indicati e perciò negli elaborati vanno verificate sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni personali, sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle istruzioni compositive impartite.

Riflessione sulla lingua

La riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici direzioni, non va concepita a finì meramente normativi o sussidiari all'uso, ma va invece rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto tra i contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori capacità di astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico deduttivo dello studente perché l'analisi della lingua sia anche sede e occasione per accostarsi a problemi più generali riguardanti i processi di conoscenza e di simbolizzazione affrontati in altri campi disciplinari.

Sotto il profilo del metodo è necessario porre come oggetto concreto di osservazione il sistema linguistico, attraverso itinerari ordinati e collegamenti con l'uso, evitando il prelevare di esposizioni di teorie e l'assunzione rigida di un unico modello.
É indispensabile altresì confrontare e raccordare metodi e terminologie con quanto si apprende nella scuola media e nell'insegnamento delle altre lingue.

Educazione letteraria

La lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi diversi livelli e gli altri
aspetti formali. Nel condurre tale analisi sono da evitare sia l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli eccessi di tecnicismo che la condurrebbero ad operazione meccanica.

É altresì necessario collocare i'ipera nei suo contesto, ossia «storicizzarla», senza tuttavia ricorrere ad inquadramenti storiografici ingombranti. Partendo dai segnali interni all'opera stessa, vanno introdotti riferimenti alla personalità e ad altre opere dell'autore e sviluppati essenziali confronti con altre testimonianze coeve e di altra epoca, nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del suo tempo.

Per le opere in traduzione risulta molto utile mettere a confronto diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se questo è in una lingua nota allo studente.

L'esperienza sui testi letterari si avvantaggia e si arricchisce notevolmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con manifestazioni artistiche di altro tipo, quali quelle figurative musicali e filmiche: vengono così in evidenza le analogie e differenze e i reciproci apponi di forme, temi e rappresentazioni simboliche.

 

LINGUA E LETTERE ITALIANE TRIENNIO

 

FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO

L'insegnamento di lingua e letteratura italiana nel triennio ha il compito di promuovere:

  • per quanto riguarda l'educazione linguistica:
  1. il potenziamento delle capacità comunicative orali e scritte riferite sia agli ;usi e ai testi propri dell'ambito professionale, sia più in generale alla vita sociale e alla maturazione personale
  1. l'attitudine all'autoformazione permanente, attraverso la capacità di apprendere in modo autonomo;
  • per quanto riguarda l'educazione letteraria:
  1. il gusto e la curiosità di allargare il campo delle letture letterarie in ogni direzione;
  1. la disposizione a fruire del testo letterario a diversi livelli: informativo (l'opera come veicolo di conoscenze), emotivo e cognitivo (educazione dell'immaginario, letteratura come sperimentazione di realtà possibili), estetico (apprezzamento delle qualità formali del testo);
  1. la capacità di storicizzare il testo letterario inserendolo in una rete di relazioni orizzontali (rapporti fra culture coeve) e verticali (rapporti di continuità e di innovazione che sostanziano la tradizione e la memoria letteraria) ;
  1. l'attitudine a misurarsi con la complessità di tali relazioni e con la variabilità degli approcci storici e critici, nella consapevolezza che nessuno schema interpretativo univoco può essere considerato esauriente;
  1. il possesso di un orientamento storico letterario generale, che consenta di inquadrare, anche sommariamente, autori, movimenti, epoche.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

Al termine del triennio l'alunno dovrà dimostrare di sapere:

  • svolgere una relazione orale della durata di alcuni minuti, anche sulla base di appunti, su un argomento culturale o professionale appositamente preparato;
  • comprendere testi relativi all'ambito professionale, con la padronanza dei relativi linguaggi specialistici;
  • comprendere testi di carattere argomentativo, di livello non specialistico, su temi di rilievo culturale;
  • acquisire selettivamente, raccogliere e ordinare informazioni da testi diversi;
  • redigere una relazione, intesa come sintesi di conoscenze acquisite da esperienze o fonti molteplici;
  • redigere testi argomentativi su tematiche di interesse personale, culturale, sociale ed economico.

Gli obiettivi dell'educazione letteraria sono specificati in relazione alla tipologia delle unità didattiche.

ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI

Il curricolo di letteratura italiana nel triennio è impostato su un asse cronologico, il quale non va però inteso come disposizione uniformemente sequenziale degli argomenti, ma come supporto introno al quale si dispongono unità didattiche che vi fanno riferimento in modo elastico, seguendo percorsi orizzontali e verticali e stabilendo anche raccordi a distanza nel tempo.

A grandi linee, la scansione cronologica nel triennio è:

  • classe terza: fino a tutto il Cinquecento;
  • classe quarta: fino all'Unità d'Italia;
  • classe quinta: fino ad oggi.

Tale scansione consentirà di dare spazio adeguato alla letteratura e cultura del Novecento, nelle quali lo studente deve avere gli strumenti per orientarsi. La presenza dei testi novecenteschi non sarà peraltro limitata al periodo terminale del ciclo, ma sarà rilevante anche nei primi due anni, sia attraverso letture libere e consigliate, sia attraverso l'accostamento di opere recenti a quelle epoche che sono al centro dello studio, compiuto in funzione di stabilire continuità e differenze, di rilevare la lunga durata di temi e forme, di percepire l'attualità del passato.

La formazione letteraria degli studenti dovrebbe essere integrata da una serie di letture domestiche consigliate dall'insegnante, assegnate anche per i periodi di vacanza. Le scelte - in prevalenza di narrativa - dovrebbero essere compiute secondo una progressione che muova da testi di intrattenimento e "di genere", tali da accattivare l'interesse e promuovere l'abitudine alla lettura (in continuità col lavoro compiuto nel biennio) verso alcune opere - italiane e straniere - centrali nella letteratura dell'Ottocento e del Novecento.

Il percorso lungo i secoli della letteratura non ha lo scopo preminente di fornire una conoscenza esauriente del vastissimo patrimonio letterario italiano, ma di compiere attraverso di esso esperienze significative di lettura, interpretazione e confronto, tali da suscitare la curiosità e il gusto di allargare le proprie esplorazioni e da fornire un sommario catalogo ragionato