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programmi
ministeriali degli
Istituti tecnici commerciali:PROGETTO
I.G.E.A.
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio degli
Istituti tecnici commerciali ad indirizzo giuridico-economico-aziendale.
Decreto Ministeriale 31 gennaio 1996 n. 122
PREMESSA
PREMESSA
AI PROGRAMMI
PROGETTO
IGEA
AREA
DI PROGETTO
PROFILO
PROFESSIONALE
QUADRO
ORARIO BIENNIO IGEA
QUADRO
ORARIO TRIENNIO IGEA
LINGUA
E LETTERATURA ITALIANA BIENNIO
LINGUA
E LETTERE ITALIANE TRIENNIO
STORIA
BIENNIO
STORIA
TRIENNIO
LINGUE
STRANIERE
MATEMATICA
E LABORATORIO BIENNIO
MATEMATICA
E LABORATORIO TRIENNIO
SCIENZA
DELLA MATERIA E LABORATORIO
SCIENZA
DELLA NATURA
GEOGRAFIA
ECONOMICA
ECONOMIA
AZIENDALE BIENNIO
ECONOMIA
AZIENDALE TRIENNIO
DIRITTO
ECONOMIA POLITICA SCIENZA DELLE FINANZE
TRATTAMENTO
TESTI E DATI
EDUCAZIONE
FISICA BIENNIO
EDUCAZIONE
FISICA TRIENNIO
Dalla necessità di rispondere alle nuove
esigenze formative che si richiedono oggi alle figure del ragioniere e
del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde
trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica italiana e
europea, ha preso forma un progetto organico di riforma dei percorsi e
degli obbiettivi adottati dall'istituzione scolastica nell'ambito della
formazione professionale. Dopo anni di sperimentazioni, si è così
giunti alla soppressione dei vecchi programmi d'insegnamento per questa
tipologia di studi, programmi considerati ormai inadeguati all'attuale
mondo del lavoro: a decorrere dall'anno scolastico 1996/1997, i
programmi scolastici per gli istituti tecnici commerciali ad indirizzi
amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione
industriale, di cui al decreto del presidente della Repubblica
30-9-1961, n,1222, integrato dai decreti ministeriali 20-2-1965 e
15-5-1968, non sono più in vigore.
Con decreto ministeriale del 31 gennaio 1996 n,122, sono stati, infatti,
istituzionalizzati piani di studio, quadri orario e programmi di
insegnamento previsti dal progetto sperimentale IGEA ormai da anni
largamente attuato negli I.T.C.
In conseguenza dei profondi e dinamici
cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo
evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per «ragioniere e
perito commerciale» degli I.T.C. non risponde più né alle esigenze
del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in
generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità
nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo
curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:
- la consistente inadeguatezza dei
programmi in vigore rispetto alla struttura economica attuale e
prospettica del paese, caratterizzata dallo sviluppo del settore
terziario ed in particolare da quello delle tecniche di
distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese
industriali, dalla diffusa partecipazione dello Stato all'attività
economica;
. il mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma
tributaria e i successivi provvedimenti in materia doganale,
bancaria e valutaria ha di fatto riformato il diritto commerciale;
- la decisiva svolta impressa dagli
studi di economia aziendale alle tecniche contabili che da strumento
di rilevazione prevalentemente consuntivo hanno assunto la valenza e
l'autorevolezza di strumenti di previsione, controllo e guida ai finì
di una più efficace conduzione aziendale;
- la complessità e la rilevanza assunta
dalle operazioni di gestione aziendale anche sotto il profilo
civilistico-fiscale;
- la trasformazione indotta
nell'organizzazione aziendale dal ricorso a procedure automatizzate
per il trattamento delle informazioni e quindi l'esigenza di formare
giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento informatico;
- la collocazione europea della nostra
cultura;
- la continua e rapida evoluzione
tecnologica che richiede ai giovani una vasta professionalità di
base e lo sviluppo di competenze nuove.
Alla luce di tutto ciò, si è
strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle
istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo,
ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti
aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni
complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti
mutamenti tecnologici ed organizzativi.
Per ottenere la figura professionale
delineata è stato totalmente ristrutturato l'intero quinquennio e le
principali innovazioni riguardano:
- la suddivisione delle discipline fra
area comune ed area di indirizzo secondo quanto suggerito dagli
orientamenti pedagogici più recenti;
- l'aumento complessivo delle ore di
insegnamento settimanali con ampi spazi riservati all'attività di
laboratorio;
- l'inserimento nell'area comune del
biennio di una materia denominata Diritto ed economia"
superando il concetto di "Educazione civica", ritenuto
inadeguato alle esigenze formative;
- l'accorpamento di Ragioneria e Tecnica
in un unico insegnamento denominato "Economia aziendale"
che si sviluppa durante l'intero quinquennio;
- la revisione sostanziale
dell'insegnamento della Matematica a cui viene affidato il compito
di veicolare anche l'informatica secondo gli intendimenti del Piano
Nazionale Informatica;
- l'istituzione delle discipline
"Scienza della materia" e "Scienze della natura"
per l'insegnamento integrato delle discipline scientifiche;
- l'istituzione di un'area operativa
denominata "Trattamento testi e dati" per l'acquisizione
di abilità necessarie ad operare in ambienti sempre più
informatizzati.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
Il traguardo formativo non deve
consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e
abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla
risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene
necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali
obiettivi e pertanto si suggerisce di:
- far pervenire al possesso delle
conoscenze partendo da situazioni reali in modo da stimolare
l'abitudine a costruire modelli;
- privilegiare momenti di scoperta e
successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti
avvalendosi di tecniche didattiche che suggeriscono di generare
situazioni problematiche da ristrutturare, così da favorire
l'acquisizione di comportamenti produttivi;
- far realizzare piccoli progetti di
difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed
al procedere per approssimazioni successive, così da avere
costantemente presente il significato del proprio agire.
I programmi di insegnamento, preceduti da
avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli
obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in
modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di
classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il
piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi,
le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc.,
possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni
in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività
didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.
Tale cooperazione sarà resa
particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto
diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage,
ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.
Per realizzare tutto ciò i Capi
d'Istituto organizzeranno opportuni incontri fra i docenti per
programmare l'attività didattica con riunioni che si svolgeranno prima
e durante l'anno scolastico (almeno mensilmente utilizzando parte delle
ore previste per le attività non di insegnamento).
Solo così, infatti, sarà possibile definire gli obiettivi comuni,
analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia
coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli
esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di
programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di
sistematicità e di efficacia.
VERIFICA E VALUTAZIONE
La verifica ha lo scopo di:
- assumere informazioni sul processo di
insegnamento/apprendimento in corso per orientarlo, modificarlo
secondo le esigenze;
- controllare durante lo svolgimento
dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e
degli strumenti utilizzati ai finì prestabiliti;
- . accertare il raggiungimento degli
obiettivi didattici prefissati;. pervenire alla classificazione
degli studenti.
Considerato che la metodologia suggerita
si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche
e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento
diagnostico ai finì della modifica in itinere del processo di
insegnamento/apprendimento, è
indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è
utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per
individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero.
É bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità
didattica o dopo
lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello
svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed
utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove
scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il
raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la
soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali
non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono
di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite
griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle
prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi,
concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la
partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali
elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare
«effetti alone».
Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe
verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi
disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva,
fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.
AREA DI PROGETTO
Il principio dell'unitarietà del sapere e del processo di educazione e
formazione culturale deve trovare una sua esplicita e specifica
affermazione anche nell'attuazione di un'area di progetto che conduca al
coinvolgimento ed alla concreta collaborazione interdisciplinare estesa
ad alcune o a tutte le discipline.
Al di là di iniziative più limitate,
realizzate da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del
triennio siano attuati progetti di ricerca interdisciplinare, di
ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della
conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo.
L'area di progetto va intesa come
simulazione di situazioni reali e costituisce un valido strumento
didattico non solo perché favorisce l'interiorizzazione delle
conoscenze attraverso la loro applicazione, ma anche per la valenza
formativa che deriva dall'imparare ad assolvere
un compito complesso, verificabile e finalizzato.
L'introduzione dell'area di progetto nel processo formativo può
consentire allo studente di:
- cogliere l'unitarietà del sapere;
- riflettere sulle proprie capacità
operative e organizzative;
- favorire il confronto tra istituzione
scolastica e realtà lavorativa;
- contribuire a sviluppare senso di
responsabilità e rispetto degli impegni ma anche quella particolare
disposizione mentale che induce a cercare nuove soluzioni, a
modificare i propri comportamenti, a rivedere i propri giudizi.
In modo più analitico, l'attuazione
dell'aria di progetto, oltre agli obiettivi specifici delle materie
direttamente coinvolte, consente di perseguire e di verificare
importanti obiettivi trasversali quali:
- riconoscere la struttura di un sistema
e l'insieme delle relazioni che intercorrono fra le sue parti;
- individuare e rappresentare modelli o
procedure;
- . verificare progressivamente la
validità degli esiti ed eventualmente
correggere in itinere l'impostazione;
- . documentare il lavoro in modo
corretto ed esauriente;
- comunicare efficacemente risultati.
Per la realizzazione dell'area di
progetto, oltre a definire l'oggetto, l'articolazione della procedura e
il tipo di prodotto atteso, occorre anche che venga posta particolare
attenzione ai seguenti aspetti:
- la collocazione curricolare per la
quale si suggerisce l'ultimo biennio poiché ciò consente agli
studenti di partire da una solida base di conoscenze, specie nelle
materie professionali;
- la durata, che non deve comunque
superare il 10% delle ore assegnate a ciascuna disciplina coinvolta;
- le discipline interessate, che devono
essere una dell'area comune e
due dell'area professionale.
Tutti i docenti coinvolti, anche se in
modo parziale, ed eventuali
esperti costituiscono il gruppo di progetto che designa al suo interno
un coordinatore;
- la tipologia, che può assumere forme
diverse come:
- l'indagine su comportamenti, bisogni,
condizioni di vita;
- la ricerca scientifica o di mercato o di costume;
- la realizzazione di un prodotto (ad es.: procedura amministrativa
automatizzata, opuscolo illustrativo di un'attività, gestione simulata
di un'azienda, software per l'ottimizzazione delle giacenze di
magazzino, lancio di un nuovo prodotto ecc.). I progetti di un certo
impegno e complessità possono essere ripartiti fra due anni scolastici
e suddivisi fra più gruppi di studenti anche provenienti da classi
parallele o da indirizzi diversi, se ciò favorisce l'integrazione di
competenze differenti ;
- la puntuale programmazione
dell'intervento che deve tradursi in un documento articolato da cui
emergano con chiarezza le fasi e i tempi di attuazione, le risorse
necessarie e ottenibili, le modalità di lavoro, le caratteristiche
del prodotto finale;
- il coordinamento didattico che deve
favorire l'intesa e la sistematica informazione dei docenti
(consigli di classe o gruppi pluriclasse), ma soprattutto garantire
la reciproca collaborazione;
- il coinvolgimento degli studenti che
deve sviluppare in loro la consapevolezza di ciò che dovranno fare
e il senso della partecipazione.
Le esperienze condotte in diverse scuole
hanno messo in evidenza l'efficacia formativa di progetti svolti su
committenza esterna, anche se questa modalità può verificarsi solo in
un limitato numero di casi data la difficoltà a trovare committenti.
Per cercare di favorire questo rapporto, è consigliabile che chi
coordina l'iniziativa stabilisca molti contatti per ottenere commesse da
aziende private o enti e si adoperi per ottenerle anche se si tratta di
incarichi piuttosto semplici; in genere, il finalizzare il proprio
operato a produrre qualcosa di utile e spendibile rende gli studenti più
incentivati e rigorosi. Negli ultimi anni esempi significativi di
committenza hanno riguardato la conduzione di indagini per conto di enti
pubblici, la produzione di programmi software per la gestione di
iniziative locali (mostre, fiere, convegni ecc.), lo sviluppo di attività
culturali o di attività aziendali o turistiche.
Va ricordato infine che un'attività così innovativa come quella
dell'area di progetto richiede anche la ridefinizione del ruolo del
docente perché i suoi compiti e le sue funzioni cambiano profondamente.
Quando opera per realizzare l'area di progetto, infatti, l'insegnante
diventa il
coordinatore dell'iniziativa e costituisce una risorsa a disposizione
degli studenti: non deve mai sostituirsi ad essi, né guidarli passo
passo o assegnare loro compiti precisi e troppo parcellizzati.
Il ruolo principale del docente è, quindi, quello di aiutarli ad
organizzarsi e in particolare egli deve:
- spiegare con chiarezza a tutta la
classe il tipo di lavoro che comporta la metodologia della
progettazione;
- essere a disposizione dando consigli
solo se strettamente indispensabile;
- evitare di partecipare ai lavori di
gruppo;
- osservare attentamente il
comportamento dei singoli studenti utilizzando apposite griglie di
rilevazione;
- monitorare sistematicamente l'intero
svolgimento ed esprimere i suoi commenti in occasione delle previste
riunioni di verifica in itinere.
Data la novità di questa azione
didattica, la scarsa letteratura in merito e il differente modo con cui,
di conseguenza, viene intesa, si ritiene utile dare qualche suggerimento
su come organizzarla e valutarla.
A) Schema di procedura
La realizzazione del progetto deve prevedere una specifica dei passi da
compiere e delle relative attività, cioè una vera e propria procedura
che, opportunamente rappresentata e commentata, costituisce il tracciato
a cui bisogna attenersi. Le esperienze fin qui condotte suggeriscono di
suddividere il periodo corso in tre macrofasi articolate come nello
schema qui riportato:
| FASE |
ATTIVITA' |
SOGGETTI
COINVOLTI |
|
I
(di fattibilità)
|
| Definizione
dell'area
|
Incontri
eventuali con esterni anche per la ricerca di
committenza
|
| Elaborazione
studio di fattibilità |
|
Consiglio di
classe;
gruppo di progetto;
studenti. |
Consiglio di
classe;
gruppo di progetto;
studenti |
| Gruppi di
studenti |
|
|
II
(di produzione)
|
1.
Individuazione degli strumenti
|
2.
Definizione e distribuzione dei compiti
|
3. Specifica
delle modalità di lavoro e dei tempi
|
| 4. Esecuzione
del compito |
- stesura di rapporto
intermedio;
|
- presentazione e
discussione;
|
- eventuale
ridefinizione dei punti da 1 a 3 e rielaborazione
|
| 5. Stesura
del rapporto di fine produzione |
|
Gruppo di
progetto
+ gruppo di studenti
|
Gruppo di
progetto
+ gruppo di studenti |
Gruppo di
progetto
+ gruppo di studenti
|
| Gruppi di
studenti |
| Gruppi di
studenti |
| Gruppi di
studenti |
Gruppo di
progetto
+ studenti |
| Gruppi di
studenti |
|
|
III
(di valutazione e
presentazione)
|
Specifica
delle modalità di validazione
|
| Esecuzione
della validazione |
Analisi dei
risultati
|
| Eventuali
modifiche |
| Produzione
del rapporto finale e degli strumenti per la
presentazione |
Presentazione
|
|
Gruppo di
progetto
+ studenti |
| Gruppi di
studenti |
Gruppo di
progetto
+ studenti |
| Gruppi di
studenti |
Gruppi di
studenti
|
Consiglio di
classe
+ gruppo di progetto
+ studenti
+ eventuale pubblico |
|
B) Criteri di valutazione
Il prodotto a cui ciascuna classe o gruppi di studenti perviene deve
sempre dar luogo a due tipi di valutazione La prima riguarda il prodotto
in quanto tale e viene svolta dal Consiglio di classe che deve tener
conto di parametri quali la completezza, la complessità, la correttezza
delle soluzioni, la loro originalità, la ricchezza della
documentazione, il tipo di presentazione.
Il secondo tipo di valutazione riguarda gli studenti che hanno
partecipato all'attività e compete ai docenti direttamente coinvolti
che esprimono il loro giudizio in base alle capacità cognitive e
comportamenti manifestati da ciascun allievo.
Gli indicatori da utilizzare potrebbero essere i seguenti:
ASPETTI COGNITIVI
|
|
|
- organizzare il lavoro;
- proporre soluzioni originali;
- valutare realisticamente le soluzioni;
- ricorre a strumenti adeguati;
- realizzare le ipotesi;
- relazionare in modo corretto. |
ASPETTI COMPORTAMENTALI
|
|
|
- partecipare al lavoro
in modo propositivo;
- impegnarsi nel portare a termine il compito;
- essere disponibile al confronto;
- ascoltare, chiedere ed esprimere il proprio pensiero;
- prendere decisioni;
- essere autonomi. |
Le schede elaborate non solo devono
essere utilizzate per la stesura del giudizio di ammissione all'esame di
maturità, ma possono, insieme al progetto, far parte della
documentazione da presentare alla commissione esaminatrice.
PROFILO PROFESSIONALE
Il ragioniere, esperto in problemi di
economia aziendale, oltre a una consistente cultura generale
accompagnata da buone capacità linguistico-espressive e
logico-interpretative, deve possedere conoscenze ampie e sistematiche
dei processi che caratterizzano la gestione aziendale sotto il profilo
economico, giuridico, organizzativo, contabile. In particolare egli deve
essere in grado di analizzare i rapporti fra l'azienda e l'ambiente in
cui opera per proporre soluzioni a problemi specifici.
Pertanto egli deve saper:
- utilizzare metodi, strumenti, tecniche
contabili ed extra-contabili
per una corretta rilevazione dei fenomeni gestionali;
- leggere, redigere ed interpretare ogni
significativo documento aziendale;
- gestire il sistema informativo
aziendale e/o i suoi sottosistemi anche automatizzati, nonché
collaborare alla loro progettazione o ristrutturazione;
- elaborare dati e rappresentarli in
modo efficace per favorire i diversi processi decisionali;
- cogliere gli aspetti organizzativi
delle varie funzioni aziendali.
Egli, quindi, deve essere orientato a:
- documentare adeguatamente il proprio
lavoro;
- comunicare efficacemente utilizzando
appropriati linguaggi tecnici;
- analizzare situazioni e rappresentarle
con modelli funzionali ai problemi da risolvere;
- interpretare in modo Sistemico
strutture e dinamiche del contesto in cui opera l'azienda;
- effettuare scelte e prendere decisioni
ricercando ed assumendo le informazioni opportune;
- partecipare al lavoro organizzato
individuale o di gruppo accettando ed esercitando il coordinamento;
- affrontare i cambiamenti aggiornandosi
e ristrutturando le proprie conoscenze.
L'acquisizione di tali capacità gli
derivano anche dall'abitudine ad affrontare e risolvere problemi di tipo
prevalentemente gestionale, analizzati nelle loro strutture logiche
fondamentali con un approccio organico ed interdisciplinare.
QUADRO
ORARIO BIENNIO IGEA
Area comune
| Classe
di concorso |
Materie
di insegnamento |
CL.
I |
CL.
II |
Prove
di esame |
| . |
Religione-materia
alternativa |
1
|
1
|
. |
|
50/A
|
Italiano |
5
|
5
|
S.O.
|
|
50/A
|
Storia |
2
|
2
|
O.
|
|
46/A
|
Prima
lingua straniera |
3
|
3
|
S.O.
|
|
47/A-48/A
|
Matematica
e laboratorio |
5
|
5
|
S.O.
|
|
13/A-38/A-60/A
|
Scienza
della materia e lab. |
4
|
4
|
O.P.
|
|
60/A
|
Scienze
della natura |
3
|
3
|
O.
|
|
19/A
|
Diritto
ed economia |
2
|
2
|
O.
|
|
29/A
|
Educazione
fisica |
2
|
2
|
P.O.
|
| . |
Totale
area comune |
27
|
27
|
. |
Area di indirizzo
| Classe
di concorso |
Materie
di insegnamento |
CL.
I |
CL.
II |
Prove
di esame |
|
46/A
|
Seconda
lingua straniera |
4
|
4
|
S.O.
|
|
17/A
|
Economia
aziendale |
2
|
2
|
S.O.(*)
|
|
75/A
|
Trattamento
testi e dati |
3
|
3
|
P.
|
| . |
Totale
ore area indirizzo |
9
|
9
|
. |
| . |
Totale
ore |
36
|
36
|
. |
(*) Il voto attribuito a tale materia,
che scaturirà da diverse tipologie di prove (scritte, orali) sarà
unico anche nelle valutazioni infra-annuali trimestre quadrimestre).
TRIENNIO
IGEA
| Classe
di concorso |
Materie
di insegnamento |
CL. III
|
CL. IV
|
CL. V
|
Prove di esame
|
| . |
Religione-materia
alternativa |
1
|
1
|
1
|
. |
| 50/A |
Italiano |
3
|
3
|
3
|
S.O.
|
| 50/A |
Storia |
2
|
2
|
2
|
O.
|
| 46/A |
Prima
lingua straniera |
3
|
3
|
3
|
S.O.
|
| 46/A |
Seconda
lingua straniera |
3
|
3
|
3
|
S.O.
|
| 39/A |
Geografia
economica |
3
|
2
|
3
|
O.
|
| 48/A |
Matematica
e laboratorio |
4
|
4
|
3
|
S.O.
|
| 17/A |
Economia
aziendale e laboratorio |
7
|
10
|
9
|
S.O.
|
| 19/A |
Diritto |
3
|
3
|
3
|
O.
|
| 19/A |
Economia
politica |
3
|
2
|
|
O.
|
| 19/A |
Scienza
delle finanze |
. |
. |
3
|
O.
|
| 29/A |
Educazione
fisica |
2
|
2
|
2
|
P.O.
|
| . |
Totale
ore |
34
|
35
|
35
|
. |
|
COSTITUZIONE
CATTEDRE QUINQUENNIO
"INDIRIZZO GIURIDICO-ECONOMICO-AZIENDALE"
|
|
50/A
|
Italiano e Storia |
Nella I e II classe di
un corso |
14 ore |
|
50/A
|
Lingua e Lettere
italiane, Storia |
Nella III, IV e V
classe di un corso |
15 ore |
|
46/A
|
Prima Lingua straniera |
Nella I, Il, III, IV e
V classe di un corso |
15 ore |
|
46/A
|
Seconda Lingua
straniera |
Nella I, II, III, IV
eV classe di un corso |
17 ore |
47/A
o
48/A |
Matematica e
Laboratorio
|
Nella I e II classe di
un corso e in altra I o II classe
|
1 5 ore
|
| 48/A |
Matematica e
Laboratorio |
Nella III, IV e V
classe di un corso e
in una classe di altro corso |
15 o 14 ore |
13/A
o
60/A
o
38/A |
Scienza della materia
e
Laboratorio
|
Nella I e II classe di
due corsi
|
16 ore
|
| 60/A |
Scienze della natura |
Nella I e II classe di
tre corsi |
18 ore |
| 19/A |
Diritto ed Economia |
Nella I e II classe di
quattro corsi |
16 ore |
19/A
|
Diritto, Economia
politica
Scienza delle finanze |
Nella III, IV e V
classe di un corso
|
17 ore
|
17/A
|
Economia aziendale e
Laboratorio
|
1) Nella I, II e IV
classe di un corso
2) Nella III e V classe di un corso |
14 ore
16 ore |
| 75/A |
Trattamento testi e
dati |
Nella I e II classe di
tre corsi |
18 ore |
| 39/A |
Geografia economica |
Nella III, IV e V
classe di due corsi |
16 ore |
Le finalità, gli obiettivi e i contenuti
vengono presentati distinguendo i tre settori istituzionali delle abilità
linguistiche, della riflessione sulla lingua e dell'educazione
letteraria. Tale partizione e l'ordine che ne consegue non costituiscono
indicazione di priorità intrinseca o di sequenza nella prassi
didattica, la quale deve invece attuare una forte circolarità e una
chiara interconnessione tra le attività di ciascun settore.
FINALITÀ DELL'INSEGNAMENTO
Finalità specifiche del biennio sono:
- nel settore delle abilità
linguistiche:
|
|
- l'acquisizione della capacità
di usare la lingua nella ricezione e nella produzione, orali e
scritte, in maniera sufficientemente articolata, in relazione
agli scopi e alle situazioni comunicative, e secondo una
dimensione propriamente «testuale» ;
- l'acquisizione, in particolare,
dell'abitudine alla lettura, come mezzo insostituibile per
accedere a più vasti campi del sapere, per soddisfare nuove
personali esigenze di cultura, per la maturazione delle
capacità di riflessione e per la maggiore partecipazione alla
realtà sociale;
|
- nel settore della riflessione
sulla lingua:
|
|
- l'acquisizione di una conoscenza
riflessa più sicura e complessiva dei processi comunicativi e
della natura e del funzionamento del sistema della lingua,
allo scopo sia di rendere più consapevole il proprio uso
linguistico sia di cogliere i rapporti tra la lingua, il
pensiero e il comportamento umano, sia di riconoscere nella
lingua le testimonianze delle vicende storiche e culturali;
- l'acquisizione di un metodo più
rigoroso anche nell'analisi della lingua, in analogia con le
esperienze che si compiono in altri campi disciplinari;
|
- nel settore dell'educazione
letteraria:
|
|
- la maturazione, attraverso
l'accostamento a testi di vario genere e significato e
l'esperienza di analisi dirette condotte su di essi, di un
interesse più specifico per le opere letterarie, che poni
alla « scoperta» della letteratura come rappresentazione di
sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno possa
riconoscersi e luogo in cui anche i gruppi sociali inscrivano
e riconoscano le loro esperienze, aspirazioni e concezioni.
|
L'insegnamento dell'italiano si colloca
nel quadro più ampio dell'educazione linguistica, la quale coinvolge
tutti i linguaggi, verbali e non verbali, e impegna tutte le discipline.
La connessione fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e
delle situazioni di apprendimento, a cui la pratica dei linguaggi va
collegata, costituiscono punti di riferimento obbligati in ogni fase del
percorso formativo.
In particolare la lingua primaria, come strumento fondamentale per
l'elaborazione e l'espressione del pensiero, per l'ampliamento
dell'intero patrimonio personale di esperienze e di cultura, si offre
come terreno di intervento diretto per tutti gli insegnamenti.
In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume come oggetto
specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni culturali i
processi di produzione e comprensione in questa lingua, facendosi
speciale carico di farne emergere la varietà di caratteri e di
funzioni. In tale azione esso trova particolari attinenze con gli altri
insegnamenti linguistici.
Si segnala che la civiltà contemporanea
ha accresciuto il suo interesse per il linguaggio, dei quale vengono
messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di sviluppo
cognitivo, con il formarsi di una coscienza etnica e culturale nonché
il nesso indissolubile con i contenuti del sapere. Il linguaggio stesso
e in special modo la lingua umana, diventano perciò oggetto centrale di
osservazione riflessa, anche in funzioni propedeutica nei riguardi di
altre direzioni di studio, come quelle della logica e della matematica.
L'osservazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato anche
per l'approccio ai testi letterari, nei quali il mezzo linguistico
esprime ai massimo le sue potenzialità.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi, indicati secondo i settori istituzionali della disciplina
si riferiscono a capacità che lo studente deve dimostrare di avere
acquisito al termine del biennio.
| Abilità
linguistiche |
|
|
- Ricezione (ascolto)
|
|
Lo studente,
superando il livello della comprensione globale e generica dei
discorsi altrui, deve saper: |
|
- individuare nel discorso altrui
i nuclei collaterali e l'organizzazione testuale, specialmente
nelle esposizioni argomentate;
- evincere con chiarezza il punto
di vista e le finalità dell'emittente.
|
- Produzione (parlato)
|
|
Lo studente,
superando il livello dell'esposizione casualmente sequenziale e
indifferenziata, deve saper: |
|
- pianificare e organizzare il
proprio discorso, tenendo conto delle caratteristiche del
destinatario, delle diverse situazioni comunicative, delle
diverse finalità del messaggio e del tempo disponibile;
- regolare con consapevolezza il
registro linguistico (usi formali e informali ), i tratti
prosodici (intonazione, volume di voce, ritmo) e gli elementi
che conferiscono efficacia al discorso.
|
| Gli
obiettivi indicati riguardano anche la comunicazione a distanza
attraverso mezzi fonici e fonicovisivi, nella quale l'uso orale
ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni culturali e
sociali nuove. |
|
|
| Nella
pratica della lettura, tenuto conto delle diverse modalità e
funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a
voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi. |
| Nella
lettura silenziosa lo studente deve saper: |
|
- compiere letture diversificate,
nel metodo e nei tempi; in rapporto a scopi diversi, quali la
ricerca di atti e informazioni. la sommaria esplorazione, la
comprensione globale, la comprensione approfondita, l'uso del
testo per le attività di studio;
- condurre l'analisi e
l'interpretazione dei testi, sapendo:
|
|
6.1
|
individuare le strutture
e le convenzioni proprie dei diversi tipi di testo, |
|
6.2
|
usare le proprie
conoscenze per compiere inferenze, |
|
6.3
|
integrare le
informazioni del testo con quelle fomite da altre fonti. |
| Nella
lettura a voce lo studente deve saper: |
|
- rendere l'esecuzione funzionale
alla situazione, regolando gli aspetti fonici, prosodici e di
direzione comunicativa.
|
|
|
| Nella
pratica della scrittura lo studente deve raggiungere: |
|
- una adeguata consapevolezza e
capacità di controllo delle differenze tra formulazione orale
e formulazione scritta del pensiero con particolare
riferimento ai rapporti tra fatti prosodici e punteggiatura,
tra sintassi ellittica e sintassi esplicita, tra lessico
comune e lessico preciso o tecnico;
- la capacità di realizzare forme
di scrittura diverse in rapporto all'uso, alle funzioni e alle
situazioni comunicative, distinguendo tra scritture più
strumentali e di uso personale e scritture di più ampia
diffusione e di diversa funzione, che richiedono più attenta
pianificazione;
- la consapevolezza della
flessibilità del progetto di scrittura e la conseguente
capacità di modificarlo quando occorra;
- la capacità di utilizzare
intelligentemente e correttamente informazioni, stimoli e
modelli di scrittura, ricavati da altri testi.
|
| Riflessioni
sulla lingua |
| Gli
obiettivi della riflessione sulla lingua si rapportano a finalità
sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper: |
|
- analizzare con metodi di
adeguato rigore scientifico la lingua, sapendo collegare i
fenomeni dei vari livelli del sistema e istituendo confronti
tra alcuni elementi fondamentali della lingua italiana e
quelli di altre lingue studiate o note, compresi i dialetti;
- riconoscere la diversa
utilizzazione che hanno le stesse strutture linguistiche in
diversi tipi di testo;
- cogliere l'interrelazione tra i
contenuti del pensiero e le forme linguistiche;
- istituire rapporti tra l'ambito
delle lingue verbali, i linguaggi formalizzati, quali quelli
della matematica, della logica e delle tecnologie
dell'informazione, e le realizzazioni nei linguaggi visivi;
- cogliere il rapporto tra le
tradizioni linguistiche, le tradizioni culturali e le vicende
della società, rilevando gli aspetti della storicità della
lingua e della varietà linguistica nello spazio geografico.
|
| Educazione
letteraria |
| Lo
studente deve saper: |
|
- riconoscere gli aspetti formali
del testo letterario nelle sue varie realizzazioni, rilevando
le funzioni che in esso assumono l'ordine interno di
costruzione, le scelte linguistiche e, in particolare nella
poesia, i tratti ritmici e prosodici e la stessa
configurazione grafica;
- cogliere in termini essenziali,
attraverso elementi del linguaggio e riferimenti di contenuto,
il rapporto tra l'opera letteraria e il contesto culturale e
storico generale in cui essa si situa;
- fornire, sulla base degli
elementi testuali e contestuali rilevati un'interpretazione
complessiva e metodologicamente fondata del testo;
- formulare giudizi motivati che
esplicitino il rapporto tra il messaggio e l'esperienza
culturale e la sensibilità estetica del lettore.
|
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Abilità linguistiche
Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle
specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di
motivazioni e spunti concreti.
Per la ricezione e la produzione
orale tali attività sono:
- la pratica dei diversi generi di
scambio comunicativo, quali la conversazione, la discussione, il
dibattito, l'intervista, l'esposizione libera o sulla base di
appunti e scalette;
- rilevamenti e registrazioni della
produzione, di altri e degli studenti stessi in situazioni extra
scolastiche, anche attraverso i mezzi radiofonici e televisivi;
- l'utilizzazione consapevole delle
caratteristiche strutturali e testuali del parlato, che lo rendono
funzionale alla particolare modalità comunicativa e lo
differenziano dall'uso scritto.
Per la lettura i contenuti fanno
riferimento sia all'ulteriore necessario sviluppo dell'abilità
specifica, sia al soddisfacimento dei bisogni di cultura e di
partecipazione alla vita sociale presenti nello studente. Le attività
di analisi e comprensione dei testi devono:
- riguardare un'ampia varietà di testi,
riferibili a tipologie e tematiche diverse: da testi espositivi e
informativi a testi argomentativi, da testi scientifici e tecnici a
testi letterari;
- portare a individuare i caratteri
specifici della testualità e il loro vario manifestarsi nelle
diverse forme di testo;
- realizzarsi anche in letture
strumentali, eseguite in situazioni di uso concreto (a finì di
studio, per preparare dibattiti, relazioni, etc.).
Per la scelta e le attività riguardanti
i testi propriamente letterari si rinvia a quanto è detto nel paragrafo
sull'educazione letteraria.
Per la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi
di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità
che la scrittura trova nella vita reale e che possono essere così
indicate:
- dare, registrare e chiedere
informazioni, in forme testuali quali appunti di lezioni e di
conferenze verbali di discussione, annunci e comunicazioni di
carattere privato o pubblico, etc.;
- dare istruzioni per eseguire
operazioni o regolare attività;
- descrivere in termini oggettivi o
soggettivi luoghi, oggetti, persone, eventi;
- sviluppare argomentazioni su tema
dato, secondo istruzioni compositive indicate;
- trasferire contenuti di testi in altra
forma, mediante parafrasi, riscritture, riassunti di varia
dimensione e secondo prospettive diverse;
- interpretare e commentare testi,
redigendo recensioni di libri, film, spettacoli, note esplicative e
osservazioni valutative a margine di testi;
- rielaborare in modo creative
esperienze personali, informazioni oggettive ed elementi fantastici,
in forma di diari, dialoghi, racconti, sceneggiature, etc.
Sono altresì contenuto specifico della
didattica e della scrittura, per ogni forma da praticare, tutti gli
aspetti, le fasi e le tecniche del processo di composizione, riguardanti
l'ideazione, l'ordine di costruzione e la graduale definizione formale
del testo (articolazione, correttezza e registro della lingua, ampiezza,
impostazione grafica) in rapporto alla sua funzione e destinazione,
nonché al tempo di elaborazione.
Le varie forme di produzione scritta vanno il più possibile riferite
alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia puro
carattere di esercizio fine a se stesso.
Riflessione sulla lingua
I contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai
processi comunicazione e al funzionamento del sistema della lingua. Tale
quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora acquistare
decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere tutti i
principali nuclei tematici. Diventano argomenti di particolare o nuova
trattazione:
- le caratteristiche fondamentali di un
testo (unità, completezza, coerenza, coesione che ne realizzano l'informatività)
e le sue possibili articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia
in quelle della scrittura;
- la varietà dei tipi di testo («tipologia
dei testi» ), che conduce ad esaminare il rapporto tra la forma del
testo e il suo contenuto;
- gli aspetti retorici, legati
particolarmente a valori semantici, nei diversi usi della lingua;
- le implicazioni principali del
rapporto tra semantica e sintassi nella struttura della frase:
legami tra i costituenti, reggenze, concordanze modali, temporali e
aspettuali dei verbi;
- punti fondamentali nella vicenda
storica della lingua italiana, dalle sue origini latine ad oggi, e
dei suoi rapporti con i dialetti e con altre lingue;
- le varietà sociali e funzionali della
lingua (standard scritto, uso medio, usi regionali, linguaggi
settoriali) anche in relazione alle esperienze presenti negli
studenti.
Educazione letteraria
L'educazione letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura ed
analisi dei testi letterari, affiancata da una conoscenza essenziale
delle istituzioni (modelli tematici e formali, procedimenti retorici,
circuiti sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da
iniziali esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali
testi permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e
offre occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche
generali.
La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle
motivazioni culturali degli studenti, sia di obiettivi più ampi e
organici dell'educazione letteraria, dei quali si fa interprete il
docente in base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve
proporre un orizzonte abbastanza largo di cultura, senza pregiudiziali
restrizioni di tempo, di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei
seguenti criteri:
- accanto ad opere di epoche
relativamente recenti e più affini con la cultura degli studenti,
non devono mancare adeguati contatti con testimonianze di altre
epoche, anche antiche, per attingere a motivi culturali profondi
(memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi emblematici) ;
- la prevedibile maggiore presenza di
opere letterarie italiane non deve ridurre eccessivamente la
presenza delle altre culture europee ed extra-europee. Per il
panorama italiano non deve mancare l'interesse per quanto è stato
prodotto dalla nostra cultura anche in altre lingue (latino,
dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare buone
traduzioni affiancate agli originali;
- occorre attingere alla varietà di
forme e generi della produzione letteraria, poiché questa si
configura come un sistema dotato di proprie istituzioni portatrici
di significato; va dato il dovuto spazio alla poesia, nella quale
anche la funzione creativa della lingua trova la sua massima
espressione.
Una lettura varia e articolata di testi letterari richiede anzitutto
il ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di
esercitazione intensiva delle competenze letterarie ed occasione e
stimolo alla scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve
essere organizzata in modo significativo mediante raggruppamenti e
percorsi, al fine di far rilevare la persistenza e l'evolversi di
temi, motivi e forme nel tempo, nelle diverse culture e nei vari
tipi di rappresentazione.
La lettura di opere intere costituisce
scopo fondamentale dell'educazione letteraria. Quanto alla loro
dimensione, la scelta deve essere tale da consentire per ogni anno,
d'obbligo, sia la lettura collettiva e guidata di almeno un'opera
narrativa intera, sia la lettura più rapida e individuale di altre
opere. Circa i loro requisiti di qualità, si deve tenere
responsabilmente conto dei seguenti criteri, che sono tra loro
interconnessi:
- la riconosciuta dignità letteraria
delle opere;
- la significatività tematica, in
rapporto agli interessi presenti ed educabili negli studenti;
- le caratteristiche formali e gli
aspetti linguistico-espressivi, in relazione alle possibilità di
accesso iniziale e a quelle di crescita e di affinamento della
comprensione.
Si pone altresì l'esigenza di accostare
lo studente anche alle espressioni letterarie di maggior rilievo per
valore artistico e per il contributo dato al patrimonio di memorie e di
figure simboliche della collettività. In tale ambito, la lettura dei «Promessi
Sposi» è tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il
ruolo svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana
moderna e per ragioni di prima accesibilità della forma e di varietà e
ricchezza di temi. La lettura di questa,
come di altre opere di particolare ampiezza e complessità, non va
condotta né in modo estensivo e globale (tanto meno per riassunti) per
giungere ad un generico inquadramento di contenuto, né perseguendo il
disegno di una piena contestualizzazione storico-culturale, obiettivo
proprio di una fase più matura: tale lettura deve seguire opportuna
mente itinerari selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi
dell'opera e integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di
educazione
letteraria proprie del biennio.
INDICAZIONI DIDATTICHE
L'azione educativa da svolgere nel biennio, in ciascuno dei tre settori
in cui si articola la disciplina, costituisce una coerente continuazione
di quella svolta nei precedenti gradi scolastici: essa ripropone in un
nuovo ciclo gli stessi percorsi fondamentali della disciplina, con lo
scopo non solo di consolidare i risultati già conseguiti dagli
studenti, ma di far loro raggiungere livelli chiaramente più avanzati,
in relazione alle accresciute capacità e ai maggiori bisogni della loro
età.
Per il raggiungimento degli obiettivi indicati si richiede in ogni caso
che preliminarmente si compia la verifica dei livelli di partenza nei
vari ambiti di attività, rilevando in particolare quali abitudini
linguistiche il singolo studente abbia rilevato dal suo contesto
socio-culturale e quale grado di competenza abbia raggiunto nella
comprensione e nella produzione dei testi e nelle conoscenze
metalinguistiche.
Considerata la collocazione dell'insegnamento dell'Italiano nel quadro
più ampio dell'educazione linguistica e la trasversalità che questa
assume nell'intero processo formativo e di istruzione, in sede di
programmazione collegiale, vanno stabiliti concreti collegamenti con
tutte le discipline, in termini di obiettivi comuni e di procedimenti
operativi, per lo sviluppo delle capacità e delle conoscenze relative
al linguaggio. Intese particolari vanno instaurate tra l'insegnamento
dell'Italiano e quello delle altre discipline linguistiche per gli
obiettivi di apprendimento, i contenuti e i metodi che ne accomunano la
didattica.
Per quanto riguarda la distribuzione della materia nei due anni, si
segnala che non sono stati proposti percorsi vincolanti: spetta alla
programmazione indicare quali strategie adottare e quali itinerari
seguire per garantire la gradualità, l'organicità e la produttività
dell'azione didattica. Spetta parimenti al docente stabilire raccordi e
connessioni tra singole attività, per evitarne la rigida separazione e
per non frammentare gli apprendimenti.
Abilità linguistiche
Tutte le attività per lo sviluppo delle abilità linguistiche, sia
orali che scritte, vanno specificamente previste e programmate. A tale
scopo vanno pienamente utilizzate l'interazione comunicativa in classe e
le attività di studio, in quanto occasioni concrete per un esercizio
finalizzato delle abilità.
Riguardo alla comunicazione orale, è necessario che il docente faccia
emergere l'importanza che in questa hanno i vari fattori situazionali,
facendone oggetto di osservazione e guidando i comportamenti degli
studenti nelle diverse forme di scambio comunicativo. Tutti i componenti
della classe vanno coinvolti in tali scambi. É particolarmente
importante utilizzare la cosiddetta «interrogazione» innanzitutto come
occasione per l'esercizio dell'esposizione orale, distinguendo perciò
tale aspetto dal fine della valutazione.
Si richiama l'attenzione sul fatto che, nell'uso orale, il comportamento
comunicativo e linguistico tenuto dai docenti nello svolgimento delle
attività didattiche costituisce la fonte e il modello più diretto per
gli studenti.
Nella pratica della lettura è essenziale attivare le diverse strategie
e modalità, alternandole e sottolineandone i diversi caratteri, e
accertarsi che lo studente acquisisca la capacità autonoma di applicare
tali modalità alle diverse tipologie dei testi e alle finalità della
lettura.
Si segnala che è particolarmente utile avviare gli studenti a
frequentare strutture e luoghi (biblioteche, librerie, archivi e simili)
che favoriscono la lettura come attività autonoma e permettono anche di
soddisfare interessi personali.
Per quanto riguarda la scrittura si sottolinea che le tecniche di
produzione sono oggetto di insegnamento esplicito e che pertanto occorre
mettere al centro dell'attenzione didattica il complesso di fasi e di
operazioni attraverso le quali il testo prende forma definitiva e
adeguata
agli scopi comunicativi. Anche la correzione dei testi prodotti va
considerata come parte del processo di addestramento alla scrittura e a
tal fine lo studente deve essere educato altresì all'autocorrezione.
Ai finì della valutazione vanno considerati tutti gli aspetti del
processo di scrittura sopra indicati e perciò negli elaborati vanno
verificate sia la presenza di informazioni, conoscenze ed elaborazioni
personali, sia la correttezza formale, sia la rispondenza alle
istruzioni compositive impartite.
Riflessione sulla lingua
La riflessione sulla lingua, nelle sue molteplici direzioni, non va
concepita a finì meramente normativi o sussidiari all'uso, ma va invece
rivalutata come fondamentale forma di indagine sul rapporto tra i
contenuti di pensiero e le forme linguistiche e sulla realtà della
comunicazione. Tale attività deve ora mettere a frutto le maggiori
capacità di astrazione e le potenzialità di pensiero ipotetico
deduttivo dello studente perché l'analisi della lingua sia anche sede e
occasione per accostarsi a problemi più generali riguardanti i processi
di conoscenza e di simbolizzazione affrontati in altri campi
disciplinari.
Sotto il profilo del metodo è necessario porre come oggetto concreto di
osservazione il sistema linguistico, attraverso itinerari ordinati e
collegamenti con l'uso, evitando il prelevare di esposizioni di teorie e
l'assunzione rigida di un unico modello.
É indispensabile altresì confrontare e raccordare metodi e
terminologie con quanto si apprende nella scuola media e
nell'insegnamento delle altre lingue.
Educazione letteraria
La lettura e l'interpretazione dei testi letterari si fondano
prioritariamente sull'analisi diretta delle forme del testo. Bisogna
pertanto educare lo studente a cogliere una parte essenziale del
significato del testo osservandone concretamente la lingua nei suoi
diversi livelli e gli altri
aspetti formali. Nel condurre tale analisi sono da evitare sia
l'esposizione di teorie fine a se stessa, sia gli eccessi di tecnicismo
che la condurrebbero ad operazione meccanica.
É altresì necessario collocare i'ipera nei suo contesto, ossia «storicizzarla»,
senza tuttavia ricorrere ad inquadramenti storiografici ingombranti.
Partendo dai segnali interni all'opera stessa, vanno introdotti
riferimenti alla personalità e ad altre opere dell'autore e sviluppati
essenziali confronti con altre testimonianze coeve e di altra epoca,
nonché con la cultura e le esperienze proprie del lettore e del suo
tempo.
Per le opere in traduzione risulta molto utile mettere a confronto
diverse traduzioni di uno stesso originale, specialmente se questo è in
una lingua nota allo studente.
L'esperienza sui testi letterari si avvantaggia e si arricchisce
notevolmente tramite opportuni collegamenti e raffronti con
manifestazioni artistiche di altro tipo, quali quelle figurative
musicali e filmiche: vengono così in evidenza le analogie e differenze
e i reciproci apponi di forme, temi e rappresentazioni simboliche.
FINALITA' DELL'INSEGNAMENTO
L'insegnamento di lingua e letteratura
italiana nel triennio ha il compito di promuovere:
- per quanto riguarda
l'educazione linguistica:
|
|
- il potenziamento delle capacità
comunicative orali e scritte riferite sia agli ;usi e ai testi
propri dell'ambito professionale, sia più in generale alla
vita sociale e alla maturazione personale
|
|
- l'attitudine all'autoformazione
permanente, attraverso la capacità di apprendere in modo
autonomo;
|
- per quanto riguarda
l'educazione letteraria:
|
|
- il gusto e la curiosità di
allargare il campo delle letture letterarie in ogni direzione;
|
|
- la disposizione a fruire del
testo letterario a diversi livelli: informativo (l'opera come
veicolo di conoscenze), emotivo e cognitivo (educazione
dell'immaginario, letteratura come sperimentazione di realtà
possibili), estetico (apprezzamento delle qualità formali del
testo);
|
|
- la capacità di storicizzare il
testo letterario inserendolo in una rete di relazioni
orizzontali (rapporti fra culture coeve) e verticali (rapporti
di continuità e di innovazione che sostanziano la tradizione
e la memoria letteraria) ;
|
|
- l'attitudine a misurarsi con la
complessità di tali relazioni e con la variabilità degli
approcci storici e critici, nella consapevolezza che nessuno
schema interpretativo univoco può essere considerato
esauriente;
|
|
- il possesso di un orientamento
storico letterario generale, che consenta di inquadrare, anche
sommariamente, autori, movimenti, epoche.
|
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del triennio l'alunno dovrà
dimostrare di sapere:
- svolgere una relazione orale della
durata di alcuni minuti, anche sulla base di appunti, su un
argomento culturale o professionale appositamente preparato;
- comprendere testi relativi all'ambito
professionale, con la padronanza dei relativi linguaggi
specialistici;
- comprendere testi di carattere
argomentativo, di livello non specialistico, su temi di rilievo
culturale;
- acquisire selettivamente, raccogliere
e ordinare informazioni da testi diversi;
- redigere una relazione, intesa come
sintesi di conoscenze acquisite da esperienze o fonti molteplici;
- redigere testi argomentativi su
tematiche di interesse personale, culturale, sociale ed economico.
Gli obiettivi dell'educazione letteraria
sono specificati in relazione alla tipologia delle unità didattiche.
ARTICOLAZIONE DEI CONTENUTI
Il curricolo di letteratura italiana nel
triennio è impostato su un asse cronologico, il quale non va però
inteso come disposizione uniformemente sequenziale degli argomenti, ma
come supporto introno al quale si dispongono unità didattiche che vi
fanno riferimento in modo elastico, seguendo percorsi orizzontali e
verticali e stabilendo anche raccordi a distanza nel tempo.
A grandi linee, la scansione cronologica
nel triennio è:
- classe terza: fino a tutto il
Cinquecento;
- classe quarta: fino all'Unità
d'Italia;
- classe quinta: fino ad oggi.
Tale scansione consentirà di dare spazio
adeguato alla letteratura e cultura del Novecento, nelle quali lo
studente deve avere gli strumenti per orientarsi. La presenza dei testi
novecenteschi non sarà peraltro limitata al periodo terminale del
ciclo, ma sarà rilevante anche nei primi due anni, sia attraverso
letture libere e consigliate, sia attraverso l'accostamento di opere
recenti a quelle epoche che sono al centro dello studio, compiuto in
funzione di stabilire continuità e differenze, di rilevare la lunga
durata di temi e forme, di percepire l'attualità del passato.
La formazione letteraria degli studenti
dovrebbe essere integrata da una serie di letture domestiche consigliate
dall'insegnante, assegnate anche per i periodi di vacanza. Le scelte -
in prevalenza di narrativa - dovrebbero essere compiute secondo una
progressione che muova da testi di intrattenimento e "di
genere", tali da accattivare l'interesse e promuovere l'abitudine
alla lettura (in continuità col lavoro compiuto nel biennio) verso
alcune opere - italiane e straniere - centrali nella letteratura
dell'Ottocento e del Novecento.
Il percorso lungo i secoli della
letteratura non ha lo scopo preminente di fornire una conoscenza
esauriente del vastissimo patrimonio letterario italiano, ma di compiere
attraverso di esso esperienze significative di lettura, interpretazione
e confronto, tali da suscitare la curiosità e il gusto di allargare le
proprie esplorazioni e da fornire un sommario catalogo ragionato |