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I
programmi per il triennio degli istituti tecnici industriali per la
meccanica
OBIETTIVI
CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER LA
MECCANICA
INNOVAZIONI
CURRICOLARI
CORSO
DI SPECIALIZZAZIONE MECCANICA
QUADRO
ORARIO DI INDIRIZZO MECCANICO
COSTITUZIONE
CATTEDRE
ORE
DISPONOBILI PER OGNI CORSO AI FINI DELLA COSTITUZIONE DEI POSTI DI
INSEGNAMENTO TECNICO PRATICO
LINGUA
E LETTERE ITALIANE
STORIA
LINGUA
STRANIERA
MATEMATICA
ECONOMIA
INDUSTRIALE CON ELEMENTI DI DIRITTO
MECCANICA
APPLICATA E MACCHINE A FLUIDO
TECNOLOGIA
MECCANICA ED ESERCITAZIONI
DISEGNO,
PROGETTAZIONE, ORGANIZZAZIONE INDUSTRIALE
SISTEMI
ED AUTOMAZIONE INDUSTRIALE
EDUCAZIONE
FISICA
AREA
DI PROGETTO
OBIETTIVI
CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER LA
MECCANICA
Obiettivo del nuovo
curricolo è quello di definire una figura professionale capace di
inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da
rapida evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello
dell'organizzazione del lavoro.
Le caratteristiche generali di tale figura sono le seguenti:
-
versatilità e
propensione culturale al continuo aggiornamento;
-
ampio ventaglio
di competenze nonché capacità di orientamento di fronte a
problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della
professione;
-
capacità di
cogliere la dimensione economica dei problemi.
Nel settore meccanico,
l'obiettivo si specifica nella formazione di una accentuata attitudine
ad affrontare i problemi in termini sistemici, basata su essenziali e
aggiornate conoscenze delle discipline di indirizzo, integrate da
organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacità
valutative delle strutture economiche della società attuale, con
particolare riferimento alle realtà aziendali.
Per tali realtà, il Perito Industriale per la Meccanica, nell'ambito
del proprio livello operativo, deve:
a) conoscere i principi
fondamentali di tutte le discipline necessarie per una formazione di
base nel settore meccanico ed in particolare:
- delle
caratteristiche di impiego, dei processi di lavorazione e del
controllo di qualità dei materiali;
- delle caratteristiche funzionali e di impiego delle macchine
utensili;
- della organizzazione e gestione della produzione industriale;
- dei principi di funzionamento delle macchine a fluido;
- delle norme antinfortunistiche e di sicurezza del lavoro.
b) avere acquisito
sufficienti capacità per affrontare situazioni problematiche in
termini sistemici, scegliendo in modo flessibile le strategie di
soluzione; in particolare, deve avere capacità:
-
linguistico-espressive e logico-matematiche;
- di lettura ed interpretazione di schemi funzionali e disegni di
impianti industriali;
- di proporzionamento degli organi meccanici;
- di scelta delle macchine, degli impianti e delle attrezzature;
- di utilizzo degli strumenti informatici per la progettazione, la
lavorazione, la movimentazione;
- di uso delle tecnologie informatiche per partecipare alla gestione
ed al controllo del processo industriale.
Il Perito Industriale per
la Meccanica deve, pertanto, essere in grado di svolgere mansioni
relative a:
- fabbricazione e
montaggio di componenti meccanici, con elaborazione di cicli di
lavorazione;
- programmazione, avanzamento e controllo della produzione nonché
all'analisi ed alla valutazione dei costi;
- dimensionamento, installazione e gestione di semplici impianti
industriali;
- progetto di elementi e semplici gruppi meccanici;
- controllo e collaudo dei materiali, dei semilavorati e dei
prodotti finiti;
- utilizzazione di impianti e sistemi automatizzati di
movimentazione e di produzione;
- sistemi informatici per la progettazione e la produzione
meccanica;
- sviluppo di programmi esecutivi per macchine utensili e centri di
lavorazione CNC;
- controllo e messa a punto di impianti, macchinari nonché dei
relativi programmi e servizi di manutenzione;
- sicurezza del lavoro e tutela dell'ambiente.
INNOVAZIONI
CURRICOLARI
Le più evidenti
innovazioni del curricolo, il quale sostituisce i piani di studio
previsti nel D.P.R. 30.9.61, nº 1222 per gli indirizzi "Mecccanica",
"Industrie Metalmeccaniche" e "Meccanica di
Precisione", sono:
-
l'introduzione
della materia "Sistemi ed Automazione industriale",
cui vengono affidati i compiti sia di fornire o puntualizzare
conoscenze di fisica applicata e di informatica, sia di
realizzare una sintesi tra le conoscenze acquisite durante
l'intero corso di studi, anche mediante un continuo collegamento
con le altre discipline;
-
l'inserimento al
3º, 4º e 5º anno di Disegno, Progettazione ed Organizzazione
industriale, nuova disciplina nella quale gli aspetti tecnici
relativi alla fabbricazione, alla scelta delle macchine e delle
attrezzature occorrenti, ai cicli ecc., vengono integrati con
quelli essenziali dell'organizzazione e dell'economia della
produzione industriale;
-
l'ampliamento
degli spazi orari destinati a Matematica, Lingua straniera ed
Economia (presenti fino all'ultimo anno), ritenuto essenziale
per l'espletamento della loro potenzialità di formazione
globale, anche in relazione al livello di professionalità che
si intende realizzare;
-
l'inserimento
delle esercitazioni grafiche nell'ambito dell'insegnamento della
Tecnologia meccanica in quanto il superamento delle tradizionali
barriere tra "sapere" e "saper fare", dovuto
alle nuove tecnologie, che si fondano su rigorosi principi
scientifici, richiede una connessione sempre più stretta tra
insegnamento dei principi teorici compresi nel programma di
Tecnologia meccanica e conseguenti applicazioni pratiche
previste dal programma di Reparti di Lavorazioni meccaniche;
-
l'introduzione
dell' "Area di progetto" per l'attuazione nell'ambito
della programma-zione didattica di progetti multidisciplinari,
con il coinvolgimento di alcune o di tutte le discipline,
utilizzando una parte del monte ore annuo delle lezioni, da
definire insieme ai temi da sviluppare.
I programmi di
insegnamento sono formulati in termini sintetici, nel rispetto del
margine di scelta indispensabile per la programmazione autonoma da parte
delle singole scuole. Questa impostazione risponde, peraltro,
all'esigenza di adeguare l'insegnamento al progresso scientifico e
tecnologico, particolarmente rapido nel settore. Solo in alcuni casi,
relativi a materie nuove o profondamente rinnovate, si è preferito
elencare con maggior dettaglio i contenuti e fornire indicazioni
metodologiche piuttosto estese.
E' comunque indispensabile che tali insegnamenti si sviluppino
attraverso un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di
ricerca sperimentale e sistematizzazione.
Fondamentale si ritiene anche il coordinamento nell'accertamento delle
conoscenze e delle capacità operative acquisite, per cui è necessario,
oltre alle verifiche per singola materia, organizzare prove
pluridisciplinari e interdisciplinari, in tutto l'arco del triennio.
E' essenziale per ciascun insegnante l'attenta lettura di questa
premessa e delle indicazioni relative ai programmi di tutte le
discipline, non solo della propria.
CORSO
DI SPECIALIZZAZIONE MECCANICA
Oggetto di studio di grandi
ingegni del passato, la "Meccanica" ha accompagnato il cammino
dell' uomo verso il progresso tecnologico, dagli albori della civiltà
sino ai nostri giorni.
Alla fine degli anni '50 una nuova disciplina fa il suo ingresso in
fabbrica in modo organico: l'Automazione.
Le prime macchine utensili a Controllo Numerico (vere e proprie
progenitrici dei Robot) danno il via all' impetuoso sviluppo che di li a
poco avrebbe investito il mondo industriale.
Inoltre il rapido diffondersi dell'elaboratore computer in tutte le
aziende, comprese quelle medio - piccole, contribuisce in modo
determinante a far diminuire il rapporto tra numero di addetti ai
lavoratori e produzione.
Pertanto le aziende di oggi utilizzano tecnologie sempre più
sofisticate, schemi di organizzazione del lavoro complessi e processi di
controllo sempre più raffinati.
Si diffonde sempre più la figura del Perito industriale che utile nella
grande azienda, insostituibile nella piccola e media, deve saper
progettare, programmare i cicli di lavoro, scegliere razionalmente le
macchine necessarie, sovrintendere al loro funzionamento, garantire la
qualità dei prodotti finiti, assicurar la sicurezza degli impianti di
produzione.
Non é difficile immaginare che nel giro di qualche anno, nelle aziende,
i tecnici saranno presenti in misura abbondantemente superiore al 50% di
tutti i lavoratori addetti.
QUADRO
ORARIO DI INDIRIZZO MECCANICO
|
Discipline
del piano di studi
|
Ore sett.
per anno
di corso
|
Prove
di esame
(a)
|
| . |
3° |
4° |
5° |
|
| Lingua e
lettere italiane |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
| Storia |
2 |
2 |
2 |
O. |
| Lingua
straniera |
3 |
3 |
2 |
S.O.
(b) |
| Economia
industriale ed Elementi di diritto |
- |
2 |
2 |
O. |
| Matematica |
4
(1) |
3
(1) |
3
(1) |
S.O. |
| Meccanica
applicata e Macchine fluido |
6 |
5
(4) |
5 |
S.O.
(c) |
| Tecnologia
meccanica ed Esercitazioni |
5
(5) |
6
(6) |
6
(6) |
O.P. |
| Disegno,
Progettazione ed Organizzazione industriale |
4 |
5
(3) |
6 |
S/G.O.
(c) |
| Sistemi ed
Automazione industriale |
6
(3) |
4
(3) |
4
(3) |
O.P. |
| Educazione
fisica |
2 |
2 |
2 |
P.O. |
| Religione/Attività
alternative |
1 |
1 |
1 |
- |
| Area di
progetto |
* |
* |
* |
* |
| Totale ore
settimanali |
36
(9) |
36
(10)
(4) (3) |
36
(10) |
. |
(a) S. = scritta; O.=orale;
S.G.=scritto-grafica; P.=pratica
(b) Nel quarto e quinto anno la prova é solo orale.
(c) Le ore di compresenza con il docente tecnico pratico indicate tra
parentesi) saranno ripartite rispettivamente tra 3° e 4° anno per
Meccanica applicata e Macchine a fluido" e tra 4° e 5° anno per
"Disegno, Progettazione ed Organizzazione industriale"
nell'ambito della programmazione annuale, in base alle specifiche
esigenze didattiche, con delibera dal consiglio di classe ratificata dal
collegio dei docenti.
* All'area di progetto, che rappresenta un indispensabile momento di sin
tesi da realizzarsi con una attività progettuale interdisciplinare,
deve essere destinato un numero di ore non superiore al 10% del monte
ore annuo delle discipline coinvolte in questa attività.
COSTITUZIONE
CATTEDRE
|
Classi di
concorso
|
Materie di insegnamento
|
Classi di insegnamento
|
Ore
|
|
LXVI/A
|
Lingua
e Lettere italiane - Storia |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
15
|
|
LXII/A
|
Lingua
straniera |
Nella
III, IV e V classe di due corsi |
16
|
|
XXV/A
|
Economia
industriale ed
Elementi di Diritto
|
Nella
IV e V classe di quattro corsi |
16
|
|
LXIII/A
|
Matematica |
Nelle
classi III, IV e V di un corso e
in due classi di altro corso
|
17
o 16
|
|
LXXV/A
|
Meccanica
applicata e
Macchine a fluido
|
Nella
III, IV e V classe di un corso |
16
|
|
CII/A
|
Tecnologia
meccanica ed Esercitazioni |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
17
|
|
CII/A
|
Disegno,
Progettazione ed Organizzazione industriale |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
15
(*)
|
|
CII/A
o LXXV/A
|
Sistemi
ed Automazione industriale |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
14
(*)
|
|
XXXV/A
|
Educazione
fisica |
Nelle
classi III, IV e V di tre corsi |
18
|
(*) Il docente al quale è affidata la cattedra
completerà l'orario in attività di organizzazione didattica
nell'ambito dell'area di progetto.
Ore
disponibili per ogni corso
ai fini della
costituzione dei posti di insegnamento tecnico pratico
|
XXXIV/C
|
Labor.
Matematica |
Nelle
classi III, IV e V |
3
|
. |
| . |
Labor.
Meccanica applicata e Macchine a fluido |
Nelle
classi III e IV |
4
|
. |
| . |
Labor.
Tecnologia meccanica |
Nelle
classi III, IV e V |
17
|
|
| . |
Labor.
Disegno, Progettazione ed Organizzazione industriale |
Nelle
classi IV e V |
3
|
36
|
| . |
Labor.
Sistemi ed Automazione industriale |
Nella
classe III, IV e V |
9
|
. |
LINGUA
E LETTERE ITALIANE
Per l'insegnamento della
lingua e della letteratura italiana nel triennio, il docente, nelle tre
ore settimanali di lezione a sua disposizione, dovrà adottare quei
percorsi programmatici e quelle metodologie che meglio giovino a
rafforzare negli allievi la padronanza del mezzo linguistico e la
conoscenza sufficientemente articolata del panorama storico-letterario,
ricorrendo ad essenziali ed insostituibili letture di testi di grandi
autori, tali da suscitare interesse ad ulteriori approfondimenti.
Permane la necessità di
proseguire anche in questa fascia scolastica, secondo precise linee
programmatiche, obiettivi di consolidamento e avanzamento nel campo
delle competenze e delle conoscenze linguistiche generali.
FINALITA'
Finalità della
disciplina, che emergono specificamente nel triennio, sono:
|
1. la
consapevolezza della specificità e complessità del fenomeno
letterario, come espressione della civiltà e, in connessione
con le altre manifestazioni artistiche, come forma di conoscenza
del reale anche attraverso le vie del simbolico e
dell'immaginario;
2. la conoscenza
diretta dei testi sicuramente rappresentativi del patrimonio
letterario italiano, considerato nella sua articolata varietà
interna, nel suo storico costituirsi e nelle sue relazioni con
altre letterature, soprattutto europee;
3. la padronanza
del mezzo linguistico nella ricezione e nella produzione, orali
e scritte, commisurate alla necessità di dominarne anche gli
usi complessi e formali che caratterizzano i livelli avanzati
del sapere nei più diversi campi;
4. la
consapevolezza dello spessore storico e culturale della lingua
italiana.
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
|
Gli obiettivi da
perseguire nel triennio si pongono in linea di continuità con quelli
raggiunti nel biennio, rispetto ai quali si caratterizzano per i livelli
di maggiore complessità e di più ampia articolazione riguardo sia allo
sviluppo delle capacità sia all'acquisizione delle conoscenze.
Essi fanno riferimento a
tre settori:
a) analisi e
contestualizzazione dei testi;
b) riflessione sulla
letteratura e sua prospettiva storica;
c) competenze e
conoscenze linguistiche.
Tale suddivisione non
costituisce ordine di priorità, né per l'importanza né per
propedeuticità, in quanto tutti gli obiettivi sono strettamente
connessi tra loro e vanno tenuti contestualmente presenti nel corso dei
tre anni.
L'indicazione dei
traguardi va riferita alla conclusione del percorso triennale. Il loro
raggiungimento sarà graduale, attraverso il variare dei contenuti
trattati e delle attività didattiche proposte.
a) Analisi e
contestualizzazione dei testi.
Lo studente dovrà essere
in grado di analizzare e interpretare i testi letterari, dimostrando di
saper:
|
1. condurre una
lettura diretta del testo, come prima forma di interpretazione
del suo significato;
2. collocare il
testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti: le
tradizioni dei codici formali e le "istituzioni
letterarie"; altre opere dello stesso o di altri autori,
coevi o di altre epoche; altre espressioni artistiche e
culturali; il più generale contesto storico del tempo;
3. mettere in
rapporto il testo con le proprie esperienze e la propria
sensibilità e formulare un proprio motivato giudizio critico.
b) Riflessione
sulla letteratura e sua prospettiva storica.
|
Lo studente dovrà
dimostrare di:
|
4. riconoscere,
in una generale tipologia dei testi, i caratteri specifici del
testo letterario e la sua fondamentale polisemia, che lo rende
oggetto di molteplici ipotesi interpretative e di continue
riproposte nel tempo;
5. riconoscere
gli elementi che, nelle diverse realtà storiche, entrano in
relazione a determinare il fenomeno letterario;
6. conoscere ed
utilizzare i metodi e gli strumenti fondamentali per
l'interpretazione delle opere letterarie;
7. saper
cogliere, attraverso la conoscenza degli autori e dei testi più
rappresentativi, le linee fondamentali della prospettiva storica
nelle tradizioni letterarie italiane.
c) Competenze e
conoscenze linguistiche.
|
Lo studente dovrà essere
in grado di:
|
8. eseguire il
discorso orale in forma grammaticalmente corretta,
prosodicamente efficace e priva di stereotipi;
9. affrontare,
come lettore autonomo e consapevole, testi di vario genere,
utilizzando le diverse tecniche di lettura (esplorativa,
estensiva, di studio) in relazione ai diversi scopi per cui si
legge;
10. produrre
testi scritti di diverso tipo, rispondenti alle diverse
funzioni, disponendo di adeguate tecniche compositive e sapendo
padroneggiare anche il registro formale e i linguaggi specifici;
11. saper
oggettivare e descrivere le strutture della lingua e i fenomeni
linguistici, mettendoli in rapporto anche con i processi
culturali e storici della realtà italiana, con le altre
tradizioni linguistiche e culturali e con gli aspetti generali
della civiltà odierna.
CONTENUTI
Terzo, Quarto
e Quinto Anno [3, 3 e 3 ore]
|
I contenuti della
disciplina sono individuati su due versanti - letterario e linguistico -
distinti solo per chiarezza espositiva, in quanto esiste tra essi, in
molte fasi dell'operare didattico, una stretta connessione.
A. Versante letterario.
Oggetto dello studio
letterario è il patrimonio della letteratura italiana, nella visione e
cognizione che di esso ci offrono la ricerca scientifica e il dibattito
critico più aggiornati.
Sono contenuti di
apprendimento sia la conoscenza di autori e opere, sia più generali
conoscenze relative al fenomeno letterario nel suo storico costituirsi e
all'attività critica che lo affianca.
La vastità del
patrimonio letterario italiano e la pluralità e l'ampiezza degli
obiettivi e di conoscenza connessi con lo studio di esso impongono che
si dia ordine e dimensione ai contenuti. Tra questi è indispensabile
compiere delle scelte, le quali devono in ogni caso rispondere a criteri
di importanza e di organicità e richiedono perciò la costruzione di
percorsi di studio.
Tale costruzione è
affidata alla programmazione del docente, il quale trova spazi di libertà
nell'organizzare il disegno complessivo, nel dosare le preferenze per
temi e filoni della produzione letteraria e nell'individuare in
dettaglio gli autori e i testi sui quali si fonda il proprio progetto.
In tale disegno devono comunque trovare posto i testi fondamentali della
nostra letteratura, i quali costituiscono un patrimonio consolidato di
cui va assicurata la conoscenza nelle nuove generazioni. Accanto ad
essi, altri testi, di autori italiani e stranieri, dovranno essere
presenti per dare consistenza e sviluppo agli itinerari prescelti.
Per le epoche fino
all'inizio del Novecento i percorsi devono comprendere opere - da
leggere per parti significative e dove possibile per intero - di Dante,
Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Guicciardini, Ariosto, Tasso, Galilei,
Goldoni, Alfieri, Parini, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci, Pascoli,
D'Annunzio, Verga, Pirandello, Svevo.
Alla Divina Commedia, per
il suo valore fondante nella tradizione letteraria italiana, e per la
sua influenza sull'intera cultura occidentale, va assicurata una
presenza rilevante nel corso di tutto il triennio. Nel primo anno deve
compiersi lo studio di una congrua e organica scelta di canti,
tratti dall'intera opera e da leggersi integralmente. La lettura del
poema dovrà essere ripresa e arricchita negli anni successivi
all'interno dei percorsi programmati. Complessivamente dovranno essere
letti non meno di venti canti.
Per l'epoca successiva
all'inizio del Novecento, alla quale bisogna riservare pari attenzione,
non vengono specificati nomi e filoni della nostra letteratura, ma
devono essere prese in considerazione, sempre mediante una conoscenza
diretta dei testi, le espressioni salienti ed altre che con esse meglio
documentano le profonde e varie tendenze innovative, in particolare la
ricerca di nuovi linguaggi poetici e di nuove tipologie narrative e
teatrali.
Nel complesso delle
attività di studio si colloca anche la lettura individuale, da parte
dello studente, di opere intere. A tal fine lo studente sceglierà per
ciascun anno tre opere in una lista, predisposta dal docente, che
comprenda testi di narrativa, poesia, teatro, saggistica, a preferenza
di autori moderni, con significativa presenza di quelli stranieri.
|
2. Conoscenze
generali e inquadramento storico.
Sono contenuti
della riflessione sulla letteratura le conoscenze relative:
- ai concetti di
"testo, "tipologia dei testi" e "testo
letterario";
- alle
"istituzioni letterarie": procedimenti retorici, forme
e tradizioni metriche, "generi" e codici formali;
- alle relazioni
tra la produzione letteraria e la società: centri di produzione
e diffusione, circuiti sociali, modalità di trasmissione e
ricezione;
- all'attività
critica che affianca la creazione letteraria e ne condiziona la
fortuna: poetiche e teoriche estetiche, saggistica critica e
storiografia (con i suoi canoni, le sue periodizzazioni e le
categorie operative, quali i concetti di "Umanesimo",
"Rinascimento", "Età Barocca",
"Illuminismo", "Romanticismo",
"Verismo" ecc.);
- ai rapporti tra
la letteratura e le altre manifestazioni artistiche: arti
figurative, architettura, musica, spettacolo e in particolare,
per l'epoca più recente, cinematografia e radiotelevisione.
|
Tali conoscenze sono
direttamente implicate nelle operazioni di lettura dei testi o
costituiscono elementi essenziali per giungere alle necessarie
ricomposizioni delle esperienze di lettura in quadri storici
complessivi.
Allo scopo di orientare
nell'ordinamento della materia e di assicurare un procedere
sufficientemente omogeneo dei corsi nell'ambito nazionale, si richiede
che l'assetto generale dell'insegnamento rifletta nell'insieme le
seguenti scansioni temporali:
|
Terzo Anno: dalle
origini alla fine del Cinquecento;
Quarto Anno:
dalla fine del Cinquecento all'unificazione nazionale;
Quinto Anno:
dall'unificazione nazionale ad oggi.
|
B. Versante linguistico.
Lo sviluppo delle
competenze e delle conoscenze linguistiche trova i suoi contenuti nelle
seguenti operazioni, che si connettono con le attività di studio e con
l'intera tematica proposta dalla disciplina:
|
- la pratica
dell'esposizione orale in forme che raggiungano un buon livello
di organicità, di proprietà e di correttezza formale e
abituino sia alla sinteticità, sia all'analisi argomentata;
- la pratica
estesa e organizzata della lettura, da esercitare nelle sue
diverse forme, sia e ampiamente sui testi letterari e di
commento ad essi, sia su testi di altra natura che vengano
implicati dal progetto dei percorsi di studio;
- la pratica
della produzione scritta, da esercitare in forme varie, che
abituino ad elaborare testi di diversa funzione e su argomenti
di diversa natura e che possono essere così esemplificate:
|
|
-
schematizzazione per punti e in forma concisa, che
mettano in evidenza la struttura di ragionamenti,
discorsi, tesi,desumibili da testi scritti ed orali;
-
riassunti, entro spazi definiti, di singoli testi e
sintesi di dati e concetti da più testi, con corrette
citazioni e riferimenti alle fonti;
-
commenti a testi che comprendano note esplicative
puntuali (linguistiche, formali di contenuto), linee
interpretative e giudizi critici;
-
componimenti che sviluppino argomentazioni su tema dato,
secondo funzioni determinate (informare, dimostrare,
persuadere, ecc.) e secondo regole compositive indicate
o progettate in proprio;
-
elaborazioni creative sulla base di esperienze personali
e di cognizioni riferibili ai modelli letterari
studiati;
|
|
- l'analisi di strutture,
soprattutto sintattiche e semantiche, della lingua italiana, rilevate
nei testi e nell'uso (comune e specialistico) e osservate anche
attraverso comparazioni con altre lingue, compresi i dialetti;
- l'acquisizione di dati
essenziali sulle vicende linguistiche italiane messe in rapporto con i
fatti culturali e storici, con particolare attenzione per la
"questione della lingua", strettamente intrecciata nei secoli
alla problematica letteraria, e per la comunicazione nella società
dell'Italia contemporanea.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Per l'attuazione
dell'insegnamento della disciplina sono fortemente chiamate in causa la
professionalità e la responsabilità del docente, il quale in sede di
programmazione deve realizzare il proprio progetto di studio della
materia.
Sul versante letterario,
in vista degli obiettivi stabiliti e dei vincoli posti sui contenuti, si
rende necessario individuare e seguire dei "percorsi" di
studio.
Rispetto alla prassi,
assai diffusa, di seguire l'avanzare dell'intero fronte della produzione
letteraria secondo una lenta e rigida cronologia discendente, per
innestare via via su di essa la lettura dei testi, il criterio dei
percorsi consente infatti di:
- giungere a un più
immediato accostamento ai testi;
|
- istituire più
significativi e puntali collegamenti con altre letterature,
straniere e con altri ambiti disciplinari.
|
Ogni percorso può porre
al centro un momento particolarmente significativo di un determinato
tema di studio e ricollegare momenti precedenti e successivi, mettendo
in evidenza aspetti di continuità, fratture e riprese e spesso
anticipando anche la conoscenza di epoche più vicine al lettore.
La costruzione dei
percorsi può essere guidata dal criterio di seguire sviluppi formali o
tematici o storico-culturali. A titolo puramente indicativo se ne danno
qui alcuni esempi.
Un percorso di studio
sulle forme potrà riguardare la tradizione della lirica, e potrà porre
al centro Petrarca e collegare da una parte la lirica trobadorica e
stilnovistica e dall'altra il petrarchismo cinquecentesco.
Un percorso di tipo
tematico può essere costruito sul topos del viaggio nell'oltretomba. In
tal caso il percorso può investire in modo significativo , ma non
esaustivo, la Divina Commedia e correlare ad essa altri testi delle
culture classica, biblica, medievale, con aperture anche ad autori di
epoche successive e con accostamenti alle espressioni iconografiche.
Un percorso di tipo
storico-culturale può riguardare la situazione della letteratura
italiana nel secondo dopoguerra (anni '50 e '60). Saranno presi in
considerazione testi letterari italiani e stranieri di prosa e di poesia
e ad essi saranno affiancate testimonianze del mondo editoriale e delle
comunicazioni di massa, documentazioni relative al cinema e alle arti
figurative e più in generale alla situazione culturale e sociale del
tempo.
L'esigenza di più ampio
movimento, oltre le scansioni annuali del programma, può essere
soddisfatta da percorsi di studio di sviluppo biennale o anche
triennale.
L'organizzazione dello
studio per percorsi deve in ogni caso consentire di:
|
- far compiere
un'esperienza concreta del fenomeno letterario, attraverso la
conoscenza diretta di un'ampia varietà di opere significative,
appartenenti a generi e ad epoche diversi, e un'adeguata
riflessione sulle problematiche della letteratura ;
- far pervenire a
una visione complessiva delle tradizioni letterarie italiane nel
quadro dei processi storico-culturali della nostra società e,
per sommi tratti, di quella europea.
|
Si richiama l'attenzione
sulla centralità delle operazioni di lettura diretta dei testi. Per i
testi su cui si compirà una lettura antologica, la scelta, all'interno
dell'opera intera, dovrà investire unità testuali che consentano di
cogliere aspetti significativi dell'opera e di correlarla al sistema
letterario e al contesto culturale.
Per il versante
linguistico, si segnala che tutte le attività connesse con lo studio
letterario e che da questo possono scaturire danno continue occasioni
per esercitare le capacità linguistiche degli alunni e per ampliare le
loro conoscenze sulla lingua, con osservazioni sia sull'uso sia sulla
dimensione storica di essa. Ma tale esercizio e tale ampliamento di
conoscenze richiedono di essere condotti e seguiti con istruzioni e
interventi specifici di cui occorre tener conto nella programmazione.
Le esperienze di lettura
compiute nell'ambito di questa disciplina, per quanto debbano essere
affiancate e integrate dalle letture compiute in altri ambiti disciplinari,
costituiscono pur sempre il fondamento principale per la formazione di
un lettore autonomo e consapevole, capace di riflettere sulla forma del
testo.
E' altresì obiettivo
fondamentale che nel corso del triennio l'alunno giunga a padroneggiare,
nei termini indicati nei paragrafi precedenti, la produzione scritta, la
quale peraltro si lega strettamente, come è noto, alle altre forme di
pratica della lingua.
Si sottolinea che il
tipico "tema", componimento di più ampio respiro, indicato
nella lista delle forme di produzione scritta, richiede particolari
istruzioni per la sua preparazione e realizzazione e deve essere
comunque affiancato e integrato dalle altre forme di addestramento, più
direttamente connesse alle utilizzazioni che la scrittura trova nelle
attività di studio e di lavoro.
Si richiama altresì
l'attenzione sul fatto che lo sviluppo delle capacità di esposizione
orale richiede uno specifico addestramento e che tale pratica non va
quindi confusa con quella dell'"interrogazione" orale come
forma di verifica e occasione di valutazione dell'alunno.
Per quanto riguarda più
precise indicazioni didattiche, la consapevolezza del progetto da parte
dello studente consente di integrare la parte propositiva ed espositiva
del docente (lezione frontale) con interventi più precisi, quali:
|
- l'addestramento
a un corretto lavoro di analisi e interpretazione;
- la discussione
collettiva con domande che sollecitino il confronto delle
interpretazioni;
- il laboratorio
di analisi attraverso schede guida.
|
Gli strumenti didattici
tradizionali (libri in adozione o consigliati) vanno integrati con
l'adeguata utilizzazione del patrimonio librario e di altro genere
(audio- visivi, software didattico) a disposizione della scuola e,
all'occorrenza, con riproduzione di documenti originali relativi a
specifici momenti dell'attività di studio. Si faciliterà inoltre la
frequentazione di biblioteche, archivi, musei e altri luoghi di ricerca.
Si segnala l'alto valore
educativo dell'apprendimento a memoria dei testi poetici, allo scopo di
dare risalto ai valori fonici e ritmici del testo e per favorire
l'approfondimento interiore del loro significato.
La verifica e la
valutazione
Le verifiche
dell'apprendimento avvengono fondamentalmente attraverso forme di
produzione orale e scritta.
Sono forme di verifica
orale:
|
- il commento
orale a un testo dato, secondo istruzioni sul tempo da impiegare
e sul linguaggio appropriato;
- l'esposizione
argomentata, con caratteri di coerenza e consistenza, su
argomenti del programma svolto;
- il colloquio
per accertare la padronanza complessiva della materia e la
capacità di orientarsi in essa;
-
l'interrogazione per ottenere risposte puntuali su dati di
conoscenza.
Sono forme di
verifica scritta:
- il riassunto
secondo parametri di spazi e di tempo;
- test di
comprensione e conoscenza con risposte aperte e chiuse;
- il commento a
un testo dato, secondo istruzioni sullo spazio da occupare e sul
linguaggio appropriato;
- il componimento
che sviluppi argomentazioni con coerenza e completezza.
|
La valutazione deve tener
conto dei seguenti elementi:
|
- la conoscenza
dei dati;
- la comprensione
del testo;
- la capacità di
argomentazione e rielaborazione personale;
- la capacità di
orientarsi nella discussione sulle problematiche trattate;
- la capacità di
cogliere elementi essenziali di una lettura compiuta o di una
esposizione;
- la capacità di
controllo della forma linguistica della propria produzione orale
e scritta.
|
STORIA
FINALITA'
L'insegnamento di Storia si propone di:
|
1. ricostruire la complessità del fatto
storico attraverso l'individuazione di interconnessioni, di
rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti;
2. acquisire la
consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla
base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia,
seleziona, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti
ideologici;
3. consolidare
l'attitudine a problematizzare, a formulare domande, a riferirsi
a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle prospettive,
a inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in altre
aree disciplinari;
4. riconoscere e
valutare gli usi sociali e politici della storia e della memoria
collettiva;
5. scoprire la
dimensione storica del presente;
6. affinare la
"sensibilità" alle differenze;
7. acquisire
consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente è
connessa alla capacità di problemizzare il passato.
|
Le finalità del triennio riprendono e sviluppano le
finalità del biennio. Esse descrivono due campi di intervento.
Il primo riguarda la specificità del lavoro storico
e lo statuto epistemologico della storia, e ad esso fanno riferimento le
finalità 1 - 4 sulla complessità del fatto storico, sul laboratorio
delle fonti e dei concetti, sull'uso della memoria storica.
Il secondo riguarda i bisogni formativi degli
studenti, che vengono individuati nella esigenza della realizzazione di
sé e dell'apertura al mondo e agli altri: la storia aiuta ad apprezzare
differenze, a orientarsi nel mondo. In ciò consiste la scoperta del
presente come storia (finalità 5, 6 e 7).
Le finalità nel loro insieme individuano, inoltre,
uno specifico aspetto del triennio, che consiste nell'attitudine a porre
domande, a costruire problemi, analizzarli, interpretarli e valutarli.
|
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
|
Lo studente alla fine del triennio dovrà dimostrare
di essere in grado di:
|
1. utilizzare conoscenze e competenze
acquisite nel corso degli studi per orientarsi nella molteplicità
delle informazioni e per leggere gli interventi;
2. adoperare
concetti e termini storici in rapporto agli specifici contesti
storico-culturali;
3. padroneggiare
gli strumenti concettuali, approntati dalla storiografia, per
individuare e descrivere persistenze e mutamenti, ad esempio:
continuità, cesure, rivoluzione, restaurazione, decadenza,
progresso, struttura, congiuntura, ciclo, tendenza, evento,
conflitto, trasformazioni, transizione, crisi;
4. usare modelli
appropriati per inquadrare, comparare, periodizzare i diversi
fenomeni storici locali, regionali, continentali, planetari;
5. ripercorrere,
nello svolgersi di processi e fatti esemplari, le interazioni
tra i soggetti singoli e collettivi, riconoscere gli interessi
in campo, le determinazioni istituzionali, gli intrecci
politici, sociali, culturali, religiosi, di genere e ambientali;
6. servirsi degli
strumenti fondamentali del lavoro storico: cronologie, tavole
sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, raccolte e
riproduzioni di documenti, bibliografie e opere storiografiche;
7. conoscere le
problematiche essenziali che riguardano la produzione, la
raccolta, la conservazione e la selezione, l'interrogazione,
l'interpretazione e la valutazione delle fonti;
8. possedere gli
elementi fondamentali che danno conto della complessità
dell'epoca studiata, saperli interpretare criticamente e
collegare con le opportune determinazioni fattuali.
|
Gli obiettivi del triennio perseguono due scopi. Da
una parte proseguono e rinforzano il lavoro avviato nel biennio;
dall'altra marcano il salto qualitativo che deve caratterizzare lo
studio della storia nel triennio.
Gli obiettivi descrivono campi operativi ristretti,
che non esauriscono l'orizzonte individuato dalle finalità. In
particolare al primo gruppo di finalità (1 - 4) sulla complessità del
fatto storico e sul laboratorio, corrispondono gli obiettivi 2, 3, 4, 6
e 7.
Al secondo gruppo di finalità (5, 6 e 7), sui
bisogni formativi degli allievi corrispondono gli obiettivi 1, 2, 3, 4,
5. L'obiettivo 8 descrive il livello di conoscenze che l'allievo deve
dimostrare di possedere.
Questi obiettivi non sono proposti in ordine
progressivo di difficoltà, ma vanno perseguiti in modo differenziato, a
seconda degli argomenti di studio.
Ad esempio: gli obiettivi di laboratorio
costituiscono lo scopo principale di un eventuale lavoro sulle fonti; un
itinerario prevalentemente basato su materiale manualistico si potrà
prestare al raggiungimento di obiettivi legati all'uso di concetti e
modelli; nell'analisi di dati di attualità si potrà perseguire il
raggiungimento di diversi obiettivi.
CONTENUTI
|
Terzo Anno [ 2 ore ]
Fino alla metà
del '600
1. L'Europa del
basso-medioevo: poteri di diritto e poteri di fatto: il rapporto
città campagna e l'organizzazione del territorio.
|
|
1.1 Le istituzioni che organizzano il
territorio: impero, monarchie, città, feudalità.
1.2 La
chiesa: accentramento; teocrazia; potere temporale.
1.3 Le
trasformazioni dell'impero, dei regni, degli ambienti
urbani. I conflitti. Il fallimento della teocrazia.
|
|
2. L'avanzamento e l'arresto delle frontiere interne
e esterne della Europa.
|
2.1 Le spinte demografiche e produttive; la
ricerca di nuove terre. Verso una nuova articolazione della
società: ambiente urbano e rurale.
2.2 Contatti,
guerre, scambi: mondo latino, mondo germanico, mondo slavo; il
Mediterraneo e l'Italia; Bisanzio; l'Islam; l'Asia mongolica.
2.3 Crisi del XIV
secolo: flessione demografica, mutamenti della produzione e dei
mercati, tensioni economiche e contrasti sociali.
|
3. Dall'unitarietà del mondo medioevale alla
molteplicità del mondo moderno.
|
3.1 Il processo
di differenziazione degli ambiti ecclesiastico e laico; il
diritto canonico, il diritto romano, le consuetudini. Il ruolo
del laico nel mondo. Nuove forme di religiosità. Ordini
mendicanti. Movimenti ereticali.
3.2 Il processo
di differenziazione culturale: la cultura cortese e urbana; le
università. La distinzione progressiva fra Dio, uomo, natura.
Dalla "rinascita" del XII secolo all'umanesimo, ai
rinascimenti. Gli strumenti della comunicazione culturale.
3.3 La crisi
dell'universalismo politico: nuove dottrine politiche e concetto
d'impero; dall'impero "universale" all'impero
"dinastico". La crisi del centralismo ecclesiastico:
le teorie conciliariste.
|
4. La formazione dell'Europa degli stati.
|
4.1 Stati nazionali e stati regionali. La
centralizzazione e il controllo del territorio: burocrazia,
fisco, esercito e guerre.
4.2 L'impero
asburgico. L'Europa orientale, la vicenda di Bisanzio e l'impero
ottomano.
4.3 Guerre di
egemonia. Pace come aspirazione morale e paci come strumenti di
nuovi equilibri.
|
5. Conquista di nuove terre, ridefinizione di identità,
mutamento di equilibri in Europa.
|
5.1 Popolazione e risorse. Relazione
uomo-natura-tecnica.
5.2 Il controllo
dell'oceano Indiano. L'Africa, le Indie, le Americhe.
Esploratori, conquistatori, missionari, mercanti. Imperi
coloniali.
5.3 Differenze e
riconoscimento dell'altro.
5.4 Nuove risorse
e nuove gerarchie economiche e territoriali: Atlantico,
Mediterraneo e mare del Nord.
|
6. Il tempo delle trasformazioni: religione, cultura,
mentalità.
|
6.1 Le riforme religiose: protagonisti,
sviluppi, guerre, differenziazioni, nuovi assetti.
6.2 L'autonomia
della politica. Stati e chiese. Gli strumenti del controllo
sociale.
6.3
Individualismo e razionalismo: rivoluzione scientifica, nuove
culture. La civiltà barocca.
|
Quarto Anno [ 2 ore ]
Dalla metà del '600 alla fine del '800
1. Governati e governanti fra partecipazione e
concentrazione del potere. Lotte politico-sociali, dottrine politiche,
configurazioni istituzionali. Quadro europeo e modelli regionali.
|
1.1 Dai ceti di antico regime alle nuove
classi emergenti. La doppia rivoluzione inglese e il
parlamentarismo. I sussulti di metà seicento. Repubblica e
autogoverno: il caso olandese. Poteri centralizzati e resistenze
civili: il "laboratorio" francese.
1.2 Prodromi
della teoria liberale: la rappresentanza politica e la divisione
dei poteri. Nascita dell'opinione pubblica. La riorganizzazione
amministrativa.
1.3 Statualità
emergenti, periferie dell'Europa e nuovo equilibrio europeo.
|
2. La trasformazione sociale. Popolazione, economia,
società e territorio fra "crisi generale" e "nuove
frontiere.
|
2.1 Esplosione demografica, produzione
agricola e nuovi rapporti sociali nelle campagne.
2.2 Dal lavoro
agricolo all'organizzazione manifatturiera: approvvigionamenti,
tecniche d'uso, macchine. Avvio della rivoluzione industriale.
2.3 Energie,
risorse, ambiente.
|
3. Il problema della rivoluzione come paradigma del
cambiamento. Dall'età barocca alla stagione delle riforme. Europa e
America a confronto.
|
3.1 Rivoluzione culturale: illuminismo,
diffusione di nuovi modelli comportamentali. Razionalismo,
individualismo, utilitarismo, cosmopolitismo.
3.2 Critica della
tradizione e progettualità delle riforme. Dispotismo
illuminato.
3.3 La scelta
rivoluzionaria: Stati Uniti d'America e Francia.
3.4 La
rivoluzione francese in Europa.
|
4. Nazione e popolo. Prospettive sociopolitiche e
culturali nell'epoca del liberalismo classico.Borghesie alla prova.
|
4.1 Cultura romantica, ideali socialisti ed
umanitari, pensiero liberale, cattolicesimo e liberalismo. Mete
e conquiste costituzionali.
4.2 Dalla
rivoluzione francese ai risorgimenti nazionali.
4.3 Il
quarantotto.
|
5. Processi di integrazione nazionale e costruzioni
sovranazionali.
|
5.1 Questioni politiche e istituzionali nella
formazione dello Stato unitario in Italia.
5.2 Il processo
di unificazione tedesca: monarchia, esercito, classi sociali e
formazione del mercato nazionale.
5.3 Espansione
della "frontiera" e guerra civile americana.
5.4 L'articolarsi
del quadro europeo e gli imperi plurinazionali.
|
6. L'economia mondiale e la rottura dell'equilibrio
europeo.
|
6.1 La grande depressione: crisi agraria,
migrazioni - emigrazioni.
6.2
Protezionismo, militarismo e stato interventista. I caratteri
della seconda rivoluzione industriale.
6.3
Internazionalismo socialista: la Comune.
6.4 Imperialismo
e colonialismi. Dall'egemonia bismarkiana alla crisi
dell'equilibrio europeo.
|
Quinto Anno [2 ore]
Il '900
1. Le forme della società di massa.
|
1.1 L'andamento demografico.
1.2 Mobilità e
questioni sociali: borghesie, classi operaie, gruppi marginali.
Il movimento operaio e lo sviluppo dei sindacati. Il socialismo
ed il pensiero sociale cattolico. La questione femminile.
1.3
L'organizzazione dei sistemi politici: parlamenti, partiti e
riforme elettorali. Comportamenti collettivi, formazione del
consenso: scuola, opinione pubblica, legislazione sociale. I
movimenti nazionalisti. La crisi di fine secolo in Italia e i
caratteri dell'età giolittiana.
1.4 La crisi del
positivismo e la ridefinizione dei paradigmi della scienza.
Nuove tendenze culturali.
|
2. La dissoluzione dell'ordine europeo.
|
2.1 I segni precursori dell'instabilità:
competizioni interstatali e imperialismi, conflitti regionali,
ideologie nazionaliste.
2.2 La prima
guerra mondiale.
2.3 Le due
rivoluzioni russe e il comunismo di guerra. I movimenti di massa
in Europa e il fallimento della rivoluzione in occidente. La
crisi dello Stato liberale in Italia.
2.4 I trattati di
pace e la nuova mappa geopolitica mondiale. I movimenti di
liberazione nel Terzo mondo e il nodo del Medio Oriente. Le
relazioni internazionali e la Società delle Nazioni.
2.5 La fabbrica
del consenso: la radio, il cinema e i nuovi modelli della vita
privata.
|
3. Dalla guerra alla guerra. Strategie e tentativi di
controllo della crisi.
|
3.1 Scenari e attori internazionali della
crisi. La frammentazione del mercato mondiale.
3.2 L'emergenza
totalitaria: lo stato fascista in Italia, l'ascesa del nazismo
in Germania, la diffusione dei regimi autoritari in Asia e in
America latina.
3.3 La sfida
dell'Unione Sovietica e il socialismo in un paese solo;
l'industrializzazione forzata e le basi sociali dello
stalinismo; il partito-Stato e il mosaico delle nazionalità.
3.4 Crisi
economica e risposte delle democrazie occidentali: gli Stati
Uniti e il New Deal, le politiche economiche keynesiane in
Francia, Gran Bretagna e nei paesi scandinavi.
3.5 L'insicurezza
collettiva e l'erosione della pace: i fronti popolari e la
guerra civile spagnola. L'espansionismo hitleriano, il riarmo e
il fallimento delle diplomazie.
3.6 La seconda
guerra mondiale come conflitto totale. Le conseguenze politiche
ed economiche.
|
4. Il mondo bipolare.
|
4.1 L'ordine delle superpotenze: la
conferenza di Yalta e la divisione del pianeta in sfere
d'influenza; gli accordi di Bretton Woods e il sistema economico
internazionale; la nascita dell'ONU. La fine della "grande
alleanza" e la guerra fredda. Il potere atomico e
l'equilibrio del terrore.
4.2 I due blocchi
tra competizione e distensione: gli USA e la "nuova
frontiera" kennedyana; il processo di unificazione europea;
la destalinizzazione in URSS; le democrazie popolari dell'est.
4.3 L'Italia
repubblicana: istituzioni, sviluppo economico, lotta politica,
squilibri sociali.
4.4 L'esplosione
della periferia: inflazione demografica e decolonizzazione del
Terzo Mondo; India e Cina, due decolonizzazione del terzo Mondo;
India e Cina, due rivoluzioni a confronto; la crisi del sud-est
asiatico; questione palestinese e conflitti arabo-israeliani;
l'emancipazione dell'Africa; dipendenza economica e dittature
militari in America latina.
4.5 La Chiesa
cattolica e la "svolta" del Concilio vaticano II.
4.6 Il
sessantotto.
|
5. Verso il nuovo ordine mondiale.
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5.1 Le trasformazioni dell'economia e la
società post-industriale. Lo squilibrio Nord/Sud e i limiti
dello sviluppo. Movimenti demografici e migrazioni
internazionali.
5.2 Il sociale
ridefinito: soggettività emergenti, movimenti collettivi e
istituzioni diffuse; il microsistema della famiglia. Le
patologie sociali. Il governo della società complessa.
5.3 Rivoluzione
informatica e tecnologica; la diffusione planetaria dei mass
media, il confronto tra culture. Scienza e nuovi problemi.
5.4 La
"rivoluzione" del 1989: crollo di sistemi,
imperialismi e localismi.
5.5 La
geopolitica ridefinita: spinte nazionalistiche e identità
nazionali. Comunità sovranazionali. Fondamentalismi, nuove
emarginazioni. Uso delle risorse e redistribuzione della
ricchezza.
|
INDICAZIONI DIDATTICHE
1. Il pensiero storico, in quanto metodo e forma di
spiegazione euristica della realtà umana e sociale, è parte
costitutiva e integrante del sapere e della cultura occidentale. La
nostra cultura è intimamente storica. In questo senso la storia può
essere riconosciuta come una espressione culturale diffusa e come un
peculiare modello di investigazione della realtà. La pervasività
stessa del pensiero storico consente la sua trasformazione in senso
comune storico, su cui possono innestarsi usi sociali, politici ed
ideologici, talvolta impropri, rispetto ai quali la scuola ha compiti di
chiarificazione e di critica.
2. La storia è la disciplina che studia e indaga le
differenze e il mutamento, le strutture, le permanenze e le continuità;
rapporta l'evento al contesto generale specifico; inserisce il caso
particolare in una trama di relazioni, retaggi, opportunità; considera
in un'ottica di complessità soggetti, azioni, comportamenti e valori.
La storia dunque si realizza come operazione di selezione,
contestualizzazione, interpretazione e come disciplina fondata su un
metodo rigoroso di indagine sui fatti, su una tecnica collaudata di
ricerca delle relazioni, su una ermeneutica controllabile ed esplicita.
Infine procede alla spiegazione di eventi, processi e permanenze
mediante proprie tecniche di discorso.
3. Finalità essenziale dell'insegnamento storico è
quella di educare gli studenti alla consapevolezza del metodo storico,
per ciò che attiene all'accertamento dei fatti, all'investigazione,
all'utilizzo, all'interpretazione delle fonti, all'esposizione delle
argomentazioni. Ciò avviene non su procedure astratte, ma in stretta
relazione e interdipendenza con i contenuti. L'interazione
metodo/contenuti costituisce l'asse privilegiato della didattica
storica. Nel pieno rispetto di tale interazione, l'insegnante sceglie
percorsi didattici, finalizzati all'acquisizione di obiettivi cognitivi
e metodologici, programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi
che utilizzano - a misura degli studenti - le procedure del metodo
storico: formulazione delle domande, definizione del "nodo
problematico", sviluppo delle dinamiche interne e delle
interrelazioni contestuali, accertamento delle eredità.
4. La storiografia offre la possibilità di
puntualizzare mezzi di indagine e modelli di interpretazione, e consente
il vaglio critico del patrimonio delle conoscenze acquisite e il loro
utilizzo, la possibilità di confronti e di comparazioni. Essa consente
altresì di individuare i punti di vista, i riferimenti ideologici, la
strumentazione teorica e concettuale.
5. La struttura dei contenuti proposti, composta da
grandi contestualizzazioni e dalla loro articolazione, si incontra con
le modalità di apprendimento proprie del giovane che ha bisogno di
"viaggiare" tra le grandi generalizzazioni e l'esattezza del
concreto. Essa segnala un metro per risolvere la prescrittività dei
programmi di storia, stretti tra la complessità e l'ampiezza dei fatti
da esaminare, la necessità della selezione e il rapporto non episodico
con la riflessione storiografica.
6. I contenuti individuati riguardano in particolare
l'uomo associato in collettività, teso a realizzare un'esistenza
accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle conoscenze
accumulate, inserito in un contesto dato di relazioni, di vincoli, di
rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e rapporto tra
uomo, natura e cultura e tra collettività e sfruttamento delle risorse
ambientali; le forme di governo delle risorse, delle culture, delle
società; l'articolazione delle identità e delle soggettività.
7. Nello stesso modo in cui lo storico utilizza fonti
documentarie che sono oggetto di indagine da parte di discipline non
assimilabili alla storia (geografia, linguistica, filosofia, economia,
psicologia, sociologia, etologia, ecc.) - proponendo così una ricerca
di tipo pluridisciplinare o interdisciplinare -, anche l'insegnante di
storia deve saper utilizzare una strumentazione ermeneutica
pluridisciplinare. Ad essa lo predispone la stessa natura della storia
che mutua, all'occasione, da altre discipline lessico e quadri di
riferimento concettuali.
8. La didattica storica qui prospettata necessita di
una strumentazione di supporto articolata e accessibile: carte
geografiche, tabelle cronologiche e sinottiche, manuali di storia, testi
storiografici, testi documentari, raccolta di fonti, riproduzioni di
documenti, materiale computerizzato ecc.
Così configurata, questa didattica costituisce un
vero e proprio laboratorio di storia (ove possibile da realizzare anche
in una sede apposita), del quale fanno parte a pieno titolo visite ad
archivi pubblici e privati e a musei.
A seconda della tipologia dell'unità di studio,
cambiano le prove di verifica. Ad esempio un lavoro di
concettualizzazione spazio-temporale richiede che lo studente dimostri
la padronanza di carte geografiche e cronologiche; un lavoro sulle
fonti, che lo studente dimostri di saper formulare questionari di
interrogazione di un documento, o di saper confrontare più documenti in
modo corretto; un lavoro che implichi la lettura dei testi differenziati
(manuali, saggi e articoli divulgativi) richiede che lo studente
dimostri le proprie competenze d'uso di generi testuali diversi; se
l'allievo deve riferire - oralmente o per iscritto - sul proprio lavoro,
si richiede la capacità di pianificare una relazione, di argomentare
con proprietà, di servirsi del lessico specifico, di operare rimandi
alle fonti di informazione. Se l'allievo deve dimostrare di possedere le
conoscenze studiate, saranno utili prove strutturate quali domande vero
falso e a risposta multipla, testi a completamento, ecc.
E' essenziale, infine, che l'insegnante accerti le
competenze, le conoscenze e le abilità acquisite dagli allievi,
mediante prove di ingresso, predisposte in funzione sia del raccordo col
biennio, sia dell'unità di studio prescelta.
Il programma mette a disposizione del docente un
materiale suddiviso e organizzabile in modo da progettare programmazioni
che, oltre a garantire l'acquisizione delle conoscenze essenziali,
rispondano ai bisogni degli studenti, agli stili di insegnamento, alle
disponibilità orarie. Tale flessibilità permette di caratterizzare
l'insegnamento rispetto all'indirizzo e di costruire occasioni
interdisciplinari.
La struttura dei contenuti proposti è composta da
grandi contestualizzazioni, corrispondenti alle titolazioni di ciascun
contenuto (indicate con i numeri), ciascuna delle quali si articola in
un itinerario possibile, (indicato dalla serie di lettere). Queste
articolazioni vanno intese come piste di lettura utili per la
esplicitazione delle contestualizzazioni.
Sono prescrittivi, per ciascun anno, tutte le
contestualizzazioni e non meno di tre itinerari.
Le contestualizzazioni sono prescrittive perchè nel
loro insieme consentono di costruire una mappa cognitiva utile per
comprendere il periodo storico previsto nell'anno. E' prescrittivo lo
studio di almeno tre itinerari, in modo da garantire una varietà
sufficiente di approcci, e da abituare lo studente al lavoro di
confronto tra fatti e contestualizzazioni.
L'insegnante potrà costruire, inoltre, uno o più
itinerari - sostitutivi di quelli proposti - combinando in modo coerente
e storicamente significativo singoli punti, tratti dalle diverse
articolazioni (contrassegnate dalle lettere), in modo da percorrere
trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun contenuto è suscettibile
ancora di approfondimenti culturali di ricerca anche nella dimensione
storica locale.
Dal monte ore a disposizione, un terzo potrà essere
dedicato allo studio delle contestualizzazioni; la restante parte -
dedicata allo studio degli itinerari - potrà essere ripartita secondo
le esigenze della programmazione.
La metà del XVII secolo e la fine del XIX separano
lo studio nelle tre annualità. Tale periodizzazione non segnala una
cesura netta. Infatti, il programma è costruito con percorsi tematici
che possono sovrapporsi cronologicamente e svilupparsi secondo
temporalità proprie.
Il programma dell'ultimo anno è presentato in forma
più analitica. Tale scelta nasce dall'esigenza di fornire, attraverso
conoscenze più ampie e approfondimenti indispensabili, una piena
comprensione del proprio tempo.
LINGUA
STRANIERA
FINALITA'
Le finalità del triennio integrano e ampliano le finalità del biennio
e mirano a potenziare i seguenti aspetti:
- la competenza comunicativa per
consentire un'adeguata interazione in contesti diversificati ed una
scelta di comportamenti espressivi sostenuta da un più ricco
patrimonio linguistico;
- la comprensione interculturale, non
solo nelle sue manifestazioni quotidiane, ma estesa a espressioni più
complesse della civiltà straniera e agli aspetti più significativi
della sua cultura;
- la consapevolezza della matrice comune
che lingue e culture appartenenti allo stesso ceppo conservano
attraverso il tempo pur nelle diversità della loro evoluzione;
- l'educazione linguistica che coinvolga
la lingua italiana, sia in un rapporto comparativo sistematico, sia
nei processi di fondo che stanno alla base dell'uso e dello studio
di ogni sistema linguistico;
- la consapevolezza dei propri processi
di apprendimento che permetta la progressiva acquisizione di
autonomia nella scelta e nell'organizzazione delle proprie attività
di studio.
OBIETTIVl DI APPRENDIMENTO
Alla fine del triennio lo studente dovrà dimostrare di essere in grado
di:
- comprendere, in maniera globale o
analitica, a seconda della situazione, testi orali relativi anche al
settore specifico dell'indirizzo;
- sostenere semplici conversazioni, su
argomenti generali e specifici, adeguate al contesto e alla
situazione di comunicazione;
- produrre testi orali per descrivere
processi o situazioni con chiarezza logica e precisione lessicale;
- comprendere in maniera globale
testi scritti di interesse generale specifici del settore di
specializzazione;
- comprendere in modo analitico testi
scritti specifici dell'indirizzo
- trasporre in lingua italiana testi
scritti di argomento tecnologico;
- individuare le strutture e i
meccanismi linguistici che operano diversi livelli: pragmatico,
testuale, semantico-lessicale e morfosintattico;
- riconoscere i generi testuali e, al
loro interno, le costanti che li caratterizzano;
- attivare modalità di apprendimento
autonomo sia nella scelta di materiali e di strumenti di studio, sia
nell'individuazione di strategie idonee a raggiungere gli obiettivi
prefissati.
N.B. Gli obiettivi e i contenuti
sono riferiti alle abilità considerate separatamente. Tuttavia, per
sviluppare le abilità, si prevedono anche attività di tipo integrato.
Per favorire un apprendimento efficace della lingua straniera è
indispensabile predisporre l'orario in modo che le ore di lezione
previste siano sempre separate.
CONTENUTI
Terzo anno [3 ore]
Il terzo anno di scuola secondaria superiore è un anno di raccordo. Lo
studio della lingua straniera continua sulle linee direttive tracciate
per il biennio,,tenendo conto della maggiore competenza degli studenti,
dei loro interessi culturali, del grado di maturità raggiunto e
dell'esigenza di preparazione specifica.
Si devono presentare testi sia orali (a viva voce, registrazioni
telefoniche, radiofoniche e televisive), sia scritti. Tali testi,
proposti per consolidare e ampliare la competenza linguistica e
comunicativa, devono offrire un'ampia varietà di linguaggi e di
registri che recuperi la valenza culturale e gli aspetti di civiltà
sottesi ai linguaggi stessi. Si incideranno brevi testi letterari
rappresentativi dei vari generi mirati soprattutto a far cogliere la
distinzione tra prodotti di tipo immaginativo e prodotti di tipo
funzionale e a consentire una più completa formazione culturale dello
studente.
Verso la fine dell'anno si introdurranno anche testi di carattere
divulgativo su problematiche generali connesse con l'indirizzo
specifico. I testi saranno finalizzati alla comprensione, alla
discussione e alla riflessione sulla lingua; ove possibile, si eseguirà
anche un'analisi comparativa con le altre culture e civiltà.
I materiali su cui si basano le attività saranno graduati tenendo
presente che la loro difficoltà è costituita soprattutto
dall'accumularsi dei seguenti fattori: l'estraneità e la complessità
dell'argomento, la densità
dell'informazione e la difficoltà linguistica.
1. Comprensione e produzione orale
I testi per lo sviluppo dell'ascolto devono essere espressi a velocità
normale, offrire una varietà di pronunce ed essere rappresentativi di
diverse tipologie (narrativi, descrittivi, regolativi ecc.) e dei
seguenti generi testuali:
- comunicazioni telefoniche;
- interviste;
- discorsi, lezioni e relazioni;
- tavole rotonde e dibattiti;
- notiziari radiofonici e televisivi;
- annunci pubblicitari.
La produzione orale, mirante a descrivere, narrare, dare istruzioni,
esporre ed argomentare, riguarderà i seguenti generi:
- brevi monologhi (anche esposizioni su traccia scritta);
- conversazioni a viva voce e telefoniche;
- discussioni e dibattiti;
- interviste;
- brevi relazioni.
2. Comprensione e produzione scritta
I testi per lo sviluppo della comprensione scritta saranno
rappresentativi dei seguenti generi testuali:
- dépliant e testi pubblicitari ; .
- articoli da giornali e riviste;
- pagine da testi stranieri, anche disciplinari ;
- brevi racconti, poesie e canzoni.
La produzione scritta consisterà in:
- lettere di carattere formale e informale:
- dépliant;
- testi personali, diari;
- appunti, scalette;
- resoconti e brevi relazioni;
- commenti a testi o a attività;
- riassunti e sintesi di testi letti o ascoltati e di filmati.
Per la riflessione sulla lingua si rimanda alla fine dei contenuti del
quarto e quinto anno. .
Quarto e quinto anno [3 e 2 ore]
I contenuti proposti per il terzo anno verranno ripresi ad ampliati,
ponendo attenzione ai seguenti punti:
- essi devono costituire il punto di avvio per le attività di
comprensione orale e scritta e di produzione orale;
- devono essere motivanti al fine di far emergere più facilmente sia le
strategie di comprensione, sia discussioni volte a consolidare la
competenza comunicativa;
- i testi scritti saranno prevalenti, in quanto la lettura è l'attività
linguistica da privilegiare;
- i testi di interesse generale saranno legati all'attualità
socio-culturale;
- gli argomenti dei testi specialistici si raccorderanno a quelli
trattati nelle materie tecniche e professionali, mediante collegamenti
trasversali;
- le istruzioni per l'uso di hardware o software informatico saranno
oggetto di attenzione;
- i testi scelti saranno di complessità adeguata sia alle conoscenze
tecniche già possedute dagli studenti, sia alla competenza linguistica
raggiunta;
- i testi specialistici dovranno favorire la precisione terminologica.
I contenuti verteranno sui seguenti argomenti di carattere generale e
tecnico:
- avvenimenti di interesse generale o particolare della classe;
- tematiche di carattere scientifico e tecnologico;
- descrizione di processi tecnologici.
La produzione di testi scritti non costituirà un contenuto di
apprendimento specifico, ma sarà funzionale allo sviluppo delle altre
abilità e comprenderà appunti, scalette, brevi resoconti.
Si prevede la trasposizione in lingua italiana di testi di argomento
tecnologico, con attenzione ai valori comunicativi e alla precisione
terminologica.
Riflessione sulla lingua e sulla comunicazione (valida per tutto il
triennio).
La riflessione, che riguarda l'intero sistema della lingua e gli usi
linguistici nella comunicazione, riprenderà e approfondirà gli aspetti
oggetto di studio del biennio, e precisamente:
- integrazione di diversi codici nella comunicazione: il rapporto tra
linguaggi verbali, paraverbali (ritmo, intonazione ecc.) e non verbali
(gesti, mimica ecc. per l'orale; numerici, iconici ecc. per lo scritto)
in testi e contesti via via più complessi;
- caratteristiche della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato,
scritto, forme multimediali;
- varietà della lingua in dimensione sociale (registro), geografica e
cronologica (dinamicità della lingua);
- aspetti pragmatici: ruoli sociali, scopi espliciti e impliciti dei
parlanti ed effetti del messaggio sui destinatari ; strategie
comunicative; rapporto tra funzioni comunicative e forme linguistiche;
- testualità: coerenza e meccanismi di coesione, modalità di
organizzazione dei diversi tipi e generi testuali;
- lessico e semantica: meccanismi di generazione delle parole, funzione
degli affissi, ecc. ; nozione di campo semantico; denotazione e
connotazione; la semantica del verbo (modalità, tempo, aspetto ecc.);
- morfologia e sintassi: sistemi morfologici (flessio |