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I
programmi per il triennio degli istituti tecnici industriali per
l'elettronica e le telecomunicazioni
OBIETTIVI
CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER
L'ELETTRONICA E LE TELECOMUNICAZIONI
QUADRO
ORARIO
COSTITUZIONE
CATTEDRE
ORE
DISPONIBILI PER OGNI CORSO AI FINI DELLA COSTITUZIONE DEI POSTI DI
INSEGNAMENTO TECNICO PRATICO
AREA
DI PROGETTO
LINGUA
E LETTERE ITALIANE
STORIA
LINGUA
STRANIERA
ECONOMIA
INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO
MATEMATICA
MECCANICA
E MACCHINE
ELETTROTECNICA
ELETTRONICA
SISTEMI
ELETTRONICI AUTOMATICI
TELECOMUNICAZIONI
TECNOLOGIE
ELETTRONICHE, DISEGNO E PROGETTAZIONE
EDUCAZIONE
FISICA
OBIETTIVI
CURRICOLARI E PROFILO PROFESSIONALE DEL PERITO INDUSTRIALE PER
L'ELETTRONICA E LE TELECOMUNICAZIONI
Obiettivo del nuovo
curricolo è quello di definire una figura professionale capace di
inserirsi in realtà produttive molto differenziate e caratterizzate da
rapida evoluzione, sia dal punto di vista tecnologico sia da quello
dell'organizzazione del lavoro.
Le caratteristiche generali di tale figura sono le seguenti:
- versatilità e propensione culturale al continuo aggiornamento;
- ampio ventaglio di competenze nonché capacità di orientamento di
fronte a problemi nuovi e di adattamento alla evoluzione della
professione;
- capacità di cogliere la dimensione economica dei problemi.
Negli indirizzi del settore elettrico-elettronico, l'obiettivo si
specifica nella formazione di una accentuata attitudine ad affrontare i
problemi in termini sistemici, basata su essenziali e aggiornate
conoscenze delle discipline elettriche ed elettroniche, integrate da
organica preparazione scientifica nell'ambito tecnologico e da capacità
valutative delle strutture economiche della società attuale, con
particolare riferimento alle realtà aziendali.
Per tali realtà, il Perito Industriale per l'Elettronica e le
Telecomunicazioni, nell'ambito del proprio livello operativo, deve
essere preparato a:
- partecipare, con personale e responsabile contributo, al lavoro
organizzato e di gruppo;
- svolgere, organizzandosi autonomamente, mansioni indipendenti;
- documentare e comunicare adeguatamente gli aspetti tecnici,
organizzativi ed economici del proprio lavoro;
- interpretare nella loro globalità le problematiche produttive,
gestionali e commerciali dell'azienda in cui opera;
- aggiornare le sue conoscenze, anche al fine della eventuale
conversione di attività.
Il Perito Industriale per l'Elettronica e le Telecomunicazioni deve,
pertanto, essere in grado di:
- analizzare e dimensionare reti elettriche lineari e non lineari;
- analizzare le caratteristiche funzionali dei sistemi, anche complessi,
di generazione, elaborazione e trasmissione di suoni, immagini e dati;
- partecipare al collaudo e alla gestione di sistemi di vario tipo (di
controllo, di comunicazione, di elaborazione delle informazioni) anche
complessi, sovrintendendo alla manutenzione degli stessi;
- progettare, realizzare e collaudare sistemi semplici, ma completi, di
automazione e di telecomunicazioni, valutando, anche sotto il profilo
economico, la componentistica presente sul mercato;
- descrivere il lavoro svolto, redigere documenti per la produzione dei
sistemi progettati e scriverne il manuale d'uso;
- comprendere manuali d'uso, documenti tecnici vari e redigere
brevi relazioni in lingua straniera.
INNOVAZIONI
CURRICOLARI
Le più evidenti
innovazioni del curricolo, il quale sostituisce i piani di studio
previsti nel D.P.R. 30.9.61, nº 1222 per gli indirizzi
"Elettronica Industriale" e "Telecomunicazioni",
sono:
- l'introduzione della materia "Sistemi elettronici
automatici", cui vengono affidati i compiti sia di fornire o
puntualizzare conoscenze di fisica applicata e di informatica, sia di
realizzare una sintesi tra le conoscenze acquisite durante l'intero
corso di studi, anche mediante un continuo collegamento con le altre
discipline;
- la trasformazione dell'area tecnologico-progettuale, superando
aspetti prevalentemente esecutivi, con l'introduzione di una nuova
materia, "Tecnologie elettroniche, Disegno e Progettazione" (T.D.P.),
finalizzata a far acquisire capacità progettuali ed esecutive
fortemente integrate, anche in una ottica di convenienze
tecnico-economiche e commerciali, avvalendosi, ove possibile, del
contributo della realtà produttiva locale;
- l'ampliamento degli spazi orari destinati a Matematica, Lingua
straniera ed Economia (presenti fino all'ultimo anno), ritenuto
essenziale per l'espletamento della loro potenzialità di formazione
globale, anche in relazione al livello di professionalità che si
intende realizzare;
- l'introduzione dell' "Area di progetto" per l'attuazione
nell'ambito della programmazione didattica di progetti multidisciplinari,
con il coinvolgimento di alcune o di tutte le discipline, utilizzando
una parte del monte ore annuo delle lezioni, da definire insieme ai temi
da sviluppare.
I programmi di insegnamento sono formulati in termini sintetici, nel
rispetto del margine di scelta indispensabile per la programmazione
autonoma da parte delle singole scuole. Questa impostazione risponde,
peraltro, all'esigenza di adeguare l'insegnamento al progresso
scientifico e tecnologico, particolarmente rapido nel settore. Solo in
alcuni casi, relativi a materie nuove o profondamente rinnovate, si è
preferito elencare con maggior dettaglio i contenuti e fornire
indicazioni metodologiche piuttosto estese.
E' comunque indispensabile che tali insegnamenti si sviluppino
attraverso un alternarsi coordinato di informazione ed applicazione, di
ricerca sperimentale e sistematizzazione.
Fondamentale si ritiene anche il coordinamento nell'accertamento delle
conoscenze e delle capacità operative acquisite, per cui è necessario,
oltre alle verifiche per singola materia, organizzare prove
pluridisciplinari e interdisciplinari, in tutto l'arco del triennio.
E' essenziale per ciascun insegnante l'attenta lettura di questa
premessa e delle indicazioni relative ai programmi di tutte le
discipline, non solo della propria
QUADRO
ORARIO
|
Discipline del
piano di studio
|
Classi di
concorso
|
Ore settimanali
per anno di corso
|
Prove di esame(a)
|
|
3°
|
4°
|
5°
|
| Lingua e
Lettere italiane |
LXVI |
3 |
3 |
3 |
S.O. |
| Storia |
LXVI |
2 |
2 |
2 |
O. |
| Lingua
straniera |
LXII |
3 |
3 |
2 |
S.O.(b) |
| Economia
industriale ed Elementi di Diritto |
XXV |
- |
2 |
2 |
O. |
| Matematica |
LXIII |
4 |
3 |
3 |
S.O. |
| Meccanica
e Macchine |
LXXV |
3 |
- |
- |
O. |
| Elettrotecnica |
XLI(XXVIII/C) |
6(3) |
3 |
3 |
S.O. |
| Elettronica |
XL(XXVII/C) |
4(2) |
5(3) |
4(2) |
S.O.P. |
| Sistemi
elettronici automatici |
XL(XXVII/C) |
4(2) |
4(2) |
6(3) |
S.O. |
| Telecomunicazioni |
XL(XXVII/C) |
- |
3 |
6(2) |
S.O. |
| Tecnologie
elettroniche,Disegno e progettazione |
XL(XXVII/C) |
4(3) |
5(4) |
5(4) |
G.O.P. |
| Educazione
fisica |
XXXV |
2 |
2 |
2 |
P.O. |
| Religione/Attività
alternative |
=
= |
1 |
1 |
1 |
- |
| Area di
progetto |
* |
* |
* |
* |
. |
| Totale ore
settimanali |
. |
36(10) |
36(9) |
36(11) |
. |
(a) S. = scritta; O. = orale; G. =
grafica; P. = pratica.
(b) Nel quarto e quinto anno la prova è solo orale.
(c) Nel quarto anno la prova è solo orale.
* All'area di progetto,
che rappresenta un indispensabile momento di sintesi da realizzarsi con
una attività progettuale interdisciplinare, deve essere destinato un
numero di ore non superiore al 10% del monte ore annuo delle discipline
coinvolte in questa attività.
N.B. Tra parentesi
sono indicate le ore di lezione da effettuarsi con il supporto del
laboratorio.
COSTITUZIONE
CATTEDRE
|
Classi di
concorso
|
Materie di
insegnamento
|
Classi di
insegnamento
|
Ore
|
|
LXVI/A
|
Lingua
e Lettere italiane - Storia |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
15
|
|
LXII/A
|
Lingua
straniera |
Nella
III, IV e V classe di due corsi |
16
|
|
XXV/A
|
Economia
industriale ed
Elementi di Diritto
|
Nella
IV e V classe di quattro corsi |
16
|
|
LXIII/A
|
Matematica |
Nelle
classi III, IV e V di un corso e
in due classi di altro corso
|
17
o 16
|
|
XLI/A
|
Elettrotecnica |
Nella
III e IV classe di due corsi |
18
|
|
XL/A
|
Elettronica
- Telecomunicazioni |
Nella
IV e V classe di un corso |
18
(**)
|
|
XL/A
|
Sistemi
elettronici automatici
Elettronica
|
Nella
III, IV e V classe di un corso
Nella III classe di un corso
|
18
|
|
XL/A
|
Tecnologie
elettroniche, Disegno e Progettazione |
Nella
III, IV e V classe di un corso |
14
(*)
|
|
LXXV/A
|
Meccanica
e Macchine |
Nella
III classe di sei corsi |
18
|
|
XXXV/A
|
Educazione
fisica |
Nelle
classi III, IV e V di tre corsi |
18
|
(*) Il docente al quale
è affidata la cattedra completerà l'orario in attività di
organizzazione didattica nell'ambito dell'area di progetto.
(**) In presenza di un numero pari di corsi si può adottare la seguente
alternativa:
|
XL/A
|
Elettronica |
Nella
IV e V classe di due corsi |
18
|
|
XL/A
|
Telecomunicazioni |
Nella
IV e V classe di due corsi |
18
|
ORE
DISPONIBILI PER OGNI CORSO AI FINI DELLA COSTITUZIONE DEI POSTI DI
INSEGNAMENTO TECNICO PRATICO
|
XXVIII/C
|
Labor.
Elettrotecnica |
Nella
classe III |
|
3
|
|
XXVII/C
|
Labor.
Elettronica |
Nelle
classi III, IV e V |
7
|
|
|
Labor.
Sistemi elettronici automatici |
Nelle
classi III, IV e V |
7
|
|
|
Labor.
Tecnologie elettroniche, Disegno e Progettazione |
Nelle
classi III, IV e V |
11
|
27
|
|
Labor.
Telecomunicazioni |
Nella
classe V |
2
|
|
AREA
DI PROGETTO
Il principio della
unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione
culturale deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche
nella attuazione di un'area di progetto che conduca al coinvolgimento ed
alla concreta collaborazione fra docenti di alcune o di tutte le
discipline.
A questo fine, al di là di iniziative più limitate, realizzate
autonomamente da gruppi di docenti, occorre che nel corso del triennio
siano attuati progetti di ricerca multidisciplinare, di ampiezza e
durata variabile.
L'area di progetto è dunque un modello di articolazione culturale
ricavato dal monte ore annuo delle lezioni, che non altera né il quadro
orario né la composizione delle cattedre e delle classi.
All'area di progetto sarà dedicato un numero di ore non superiore al 10
% del monte ore annuo delle discipline coinvolte in questa attività. Da
questo 10 % sono escluse le ore indicate come attività extrascolastica
(visite guidate, stages, campi scuola ecc...).
L'area di progetto si propone di:
- favorire l'apprendimento di strategie cognitive mirate a comprendere
come si formano ed evolvono le conoscenze;
- far cogliere all'alunno le relazioni esistenti tra l'
"astratto" e il "concreto";
- sollecitare l'alunno ad affrontare nuovi problemi con spirito di
autonomia e creatività;
- promuovere nell'alunno atteggiamenti che favoriscano la
socializzazione, il confronto delle idee, la tolleranza verso la critica
esterna e l'insuccesso, la revisione critica del proprio giudizio e la
modifica della propria condotta di fronte a prove ed argomenti
convincenti;
- favorire il confronto tra la realtà scolastica e la realtà di
lavoro, con particolare riferimento a quelle presenti sul territorio.
I problemi dell'area di progetto dovranno tener conto di diversi
aspetti: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico, economico,
organizzativo e di documentazione. Tali problemi, significativi rispetto
all'area di indirizzo, devono basarsi su un consistente nucleo di
attività operative e realizzative.
L'area di progetto deve essere realizzata durante l'intero corso di
studio. L'attività inizierà, nell'ambito della programmazione
didattica, con una riunione del Consiglio di classe dedicata alla
definizione preliminare di progetti sulla base delle proposte espresse
dai vari docenti e degli interessi manifestati dagli allievi.
Ogni progetto deve essere sottoposto ad analisi di fattibilità per
mettere in luce la natura e l'ampiezza delle competenze e delle risorse
materiali necessarie alla sua realizzazione. E' importante che questa
fase si sviluppi con molto anticipo rispetto all'attuazione del
progetto, in modo da garantire per tempo il reperimento delle risorse.
Nello studio di fattibilità dovranno essere definite:
- le competenze necessarie per affrontare i molteplici aspetti dei
progetti;
- i compiti da affidare agli insegnanti ed eventualmente ad esperti
esterni;
- le modalità ed i tempi di attuazione;
- le modalità di verifica e di comunicazione dei risultati.
La realizzazione dell'area di progetto si sviluppa normalmente
attraverso alcune fasi che si possono così distinguere:
- l'analisi della situazione o del problema che il progetto intende
affrontare;
- la formulazione dell'ipotesi di lavoro;
- l'attuazione del progetto;
- la verifica e la documentazione dei risultati.
Si possono ipotizzare progetti ai quali lavorano intere classi,
eventualmente con divisione in sottoprogetti, oppure si possono dividere
le classi in più gruppi ciascuno con un proprio progetto. Non si
esclude che un progetto possa avere durata pluriennale né che le classi
di scuole diverse collaborino alla realizzazione di uno stesso progetto.
In particolare, per ogni progetto, saranno definiti il periodo di
svolgimento, le ore ad esso destinate, la loro distribuzione settimanale
e la loro ripartizione fra le varie discipline.
Il Preside, su designazione del Consiglio o dei Consigli di classe,
nomina, di volta in volta, un coordinatore di area di progetto.
La valutazione degli studenti relativamente all'attività dell'area di
progetto contribuisce alla formulazione dei giudizi periodici e finali
di ciascuna disciplina e complessivi, secondo modalità decise dai
Consigli di classe. Di tali giudizi si dovrà tener conto in sede di
esami di maturità.
Nei curricoli che comprendono discipline caratterizzate specificatamente
da attività progettuali -come in quello dell'indirizzo per
l'Elettronica e le Telecomunicazioni, il già previsto coinvolgimento
delle singole materie deve trovare una più incisiva collocazione sulla
base delle finalità generali dell'area di progetto qui definita, con
particolare riferimento alla programmazione del Consiglio di classe.
LINGUA
E LETTERE ITALIANE
Per l'insegnamento della
lingua e della letteratura italiana nel triennio, il docente, nelle tre
ore settimanali di lezione a sua disposizione, dovrà adottare quei
percorsi programmatici e quelle metodologie che meglio giovino a
rafforzare negli allievi la padronanza del mezzo linguistico e la
conoscenza sufficientemente articolata del panorama storico-letterario,
ricorrendo ad essenziali ed insostituibili letture di testi di grandi
autori, tali da suscitare interesse ad ulteriori approfondimenti.
Permane la necessità di proseguire anche in questa fascia scolastica,
secondo precise linee programmatiche, obiettivi di consolidamento e
avanzamento nel campo delle competenze e delle conoscenze linguistiche
generali.
FINALITA'
Finalità della disciplina, che emergono specificamente nel triennio,
sono:
1. la consapevolezza della specificità e complessità del fenomeno
letterario, come espressione della civiltà e, in connessione con le
altre manifestazioni artistiche, come forma di conoscenza del reale
anche attraverso le vie del simbolico e dell'immaginario;
2. la conoscenza diretta dei testi sicuramente rappresentativi del
patrimonio letterario italiano, considerato nella sua articolata varietà
interna, nel suo storico costituirsi e nelle sue relazioni con altre
letterature, soprattutto europee;
3. la padronanza del mezzo linguistico nella ricezione e nella
produzione, orali e scritte, commisurate alla necessità di dominarne
anche gli usi complessi e formali che caratterizzano i livelli avanzati
del sapere nei più diversi campi;
4. la consapevolezza dello spessore storico e culturale della lingua
italiana.
OBIETTIVI DI
APPRENDIMENTO
Gli obiettivi da
perseguire nel triennio si pongono in linea di continuità con quelli
raggiunti nel biennio, rispetto ai quali si caratterizzano per i livelli
di maggiore complessità e di più ampia articolazione riguardo sia allo
sviluppo delle capacità sia all'acquisizione delle conoscenze.
Essi fanno riferimento a tre settori:
a) analisi e contestualizzazione dei testi;
b) riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica;
c) competenze e conoscenze linguistiche.
Tale suddivisione non costituisce ordine di priorità, né per
l'importanza né per propedeuticità, in quanto tutti gli obiettivi sono
strettamente connessi tra loro e vanno tenuti contestualmente presenti
nel corso dei tre anni.
L'indicazione dei traguardi va riferita alla conclusione del percorso
triennale. Il loro raggiungimento sarà graduale, attraverso il variare
dei contenuti trattati e delle attività didattiche proposte.
a) Analisi e contestualizzazione dei testi.
Lo studente dovrà essere in grado di analizzare e interpretare i testi
letterari, dimostrando di saper:
1. condurre una lettura diretta del testo, come prima forma di
interpretazione del suo significato;
2. collocare il testo in un quadro di confronti e relazioni riguardanti:
le tradizioni dei codici formali e le "istituzioni
letterarie"; altre opere dello stesso o di altri autori, coevi o di
altre epoche; altre espressioni artistiche e culturali; il più generale
contesto storico del tempo;
3. mettere in rapporto il testo con le proprie esperienze e
la propria sensibilità e formulare un proprio motivato giudizio
critico.
b) Riflessione sulla letteratura e sua prospettiva storica.
Lo studente dovrà dimostrare di:
4. riconoscere, in una generale tipologia dei testi, i caratteri
specifici del testo letterario e la sua fondamentale polisemia,
che lo rende oggetto di molteplici ipotesi interpretative e di continue
riproposte nel tempo;
5. riconoscere gli elementi che, nelle diverse realtà storiche, entrano
in relazione a determinare il fenomeno letterario;
6. conoscere ed utilizzare i metodi e gli strumenti fondamentali per
l'interpretazione delle opere letterarie;
7. saper cogliere, attraverso la conoscenza degli autori e dei testi più
rappresentativi, le linee fondamentali della prospettiva storica nelle
tradizioni letterarie italiane.
c) Competenze e conoscenze linguistiche.
Lo studente dovrà essere in grado di:
8. eseguire il discorso orale in forma grammaticalmente corretta,
prosodicamente efficace e priva di stereotipi;
9. affrontare, come lettore autonomo e consapevole, testi di vario
genere, utilizzando le diverse tecniche di lettura (esplorativa,
estensiva, di studio) in relazione ai diversi scopi per cui si legge;
10. produrre testi scritti di diverso tipo, rispondenti alle diverse
funzioni, disponendo di adeguate tecniche compositive e sapendo
padroneggiare anche il registro formale e i linguaggi specifici;
11. saper oggettivare e descrivere le strutture della lingua e i
fenomeni linguistici, mettendoli in rapporto anche con i processi
culturali e storici della realtà italiana, con le altre tradizioni
linguistiche e culturali e con gli aspetti generali della civiltà
odierna.
CONTENUTI
Terzo, Quarto e Quinto Anno [3, 3 e 3 ore]
I contenuti della disciplina sono individuati su due versanti -
letterario e linguistico - distinti solo per chiarezza espositiva, in
quanto esiste tra essi, in molte fasi dell'operare didattico, una
stretta connessione.
A. Versante
letterario.
Oggetto dello studio letterario è il patrimonio della letteratura
italiana, nella visione e cognizione che di esso ci offrono la ricerca
scientifica e il dibattito critico più aggiornati.
Sono contenuti di apprendimento sia la conoscenza di autori e opere, sia
più generali conoscenze relative al fenomeno letterario nel suo storico
costituirsi e all'attività critica che lo affianca.
1. Autori e opere
La vastità del patrimonio letterario italiano e la pluralità e
l'ampiezza degli obiettivi e di conoscenza connessi con lo studio di
esso impongono che si dia ordine e dimensione ai contenuti. Tra questi
è indispensabile compiere delle scelte, le quali devono in ogni caso
rispondere a criteri di importanza e di organicità e richiedono perciò
la costruzione di percorsi di studio.
Tale costruzione è affidata alla programmazione del docente, il quale
trova spazi di libertà nell'organizzare il disegno complessivo, nel
dosare le preferenze per temi e filoni della produzione letteraria e
nell'individuare in dettaglio gli autori e i testi sui quali si fonda il
proprio progetto. In tale disegno devono comunque trovare posto i testi
fondamentali della nostra letteratura, i quali costituiscono un
patrimonio consolidato di cui va assicurata la conoscenza nelle nuove
generazioni. Accanto ad essi, altri testi, di autori italiani e
stranieri, dovranno essere presenti per dare consistenza e sviluppo agli
itinerari prescelti.
Per le epoche fino all'inizio del Novecento i percorsi devono
comprendere opere - da leggere per parti significative e dove possibile
per intero - di Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Guicciardini,
Ariosto, Tasso, Galilei, Goldoni, Alfieri, Parini, Foscolo, Leopardi,
Manzoni, Carducci, Pascoli, D'Annunzio, Verga, Pirandello, Svevo.
Alla Divina Commedia, per il suo valore fondante nella tradizione
letteraria italiana, e per la sua influenza sull'intera cultura
occidentale, va assicurata una presenza rilevante nel corso di tutto il
triennio. Nel primo anno deve compiersi lo studio di una congrua e
organica scelta di canti, tratti dall'intera opera e da leggersi
integralmente. La lettura del poema dovrà essere ripresa e arricchita
negli anni successivi all'interno dei percorsi programmati.
Complessivamente dovranno essere letti non meno di venti canti.
Per l'epoca successiva all'inizio del Novecento, alla quale bisogna
riservare pari attenzione, non vengono specificati nomi e filoni della
nostra letteratura, ma devono essere prese in considerazione, sempre
mediante una conoscenza diretta dei testi, le espressioni salienti ed
altre che con esse meglio documentano le profonde e varie tendenze
innovative, in particolare la ricerca di nuovi linguaggi poetici e di
nuove tipologie narrative e teatrali.
Nel complesso delle attività di studio si colloca anche la lettura
individuale, da parte dello studente, di opere intere. A tal fine lo
studente sceglierà per ciascun anno tre opere in una lista, predisposta
dal docente, che comprenda testi di narrativa, poesia, teatro,
saggistica, a preferenza di autori moderni, con significativa presenza
di quelli stranieri.
2. Conoscenze generali e inquadramento storico.
Sono contenuti della riflessione sulla letteratura le conoscenze
relative:
- ai concetti di "testo, "tipologia dei testi" e
"testo letterario";
- alle "istituzioni letterarie": procedimenti retorici, forme
e tradizioni metriche, "generi" e codici formali;
- alle relazioni tra la produzione letteraria e la società: centri di
produzione e diffusione, circuiti sociali, modalità di trasmissione e
ricezione;
- all'attività critica che affianca la creazione letteraria e ne
condiziona la fortuna:poetiche e teoriche estetiche, saggistica critica
e storiografia (con i suoi canoni, le sue periodizzazioni e le categorie
operative, quali i concetti di "Umanesimo",
"Rinascimento", "Età Barocca",
"Illuminismo", "Romanticismo", "Verismo"
ecc.);
- ai rapporti tra la letteratura e le altre manifestazioni
artistiche: arti figurative, architettura, musica, spettacolo e in
particolare, per l'epoca più recente, cinematografia e
radiotelevisione.
Tali conoscenze sono
direttamente implicate nelle operazioni di lettura dei testi o
costituiscono elementi essenziali per giungere alle necessarie
ricomposizioni delle esperienze di lettura in quadri storici
complessivi.
Allo scopo di orientare nell'ordinamento della materia e di assicurare
un procedere sufficientemente omogeneo dei corsi nell'ambito nazionale,
si richiede che l'assetto generale dell'insegnamento rifletta
nell'insieme le seguenti scansioni temporali:
Terzo Anno: dalle origini
alla fine del Cinquecento;
Quarto Anno: dalla fine del Cinquecento all'unificazione nazionale;
Quinto Anno: dall'unificazione nazionale ad oggi.
B. Versante linguistico.
Lo sviluppo delle competenze e delle conoscenze linguistiche trova i
suoi contenuti nelle seguenti operazioni, che si connettono con le
attività di studio e con l'intera tematica proposta dalla disciplina:
- la pratica dell'esposizione orale in forme che raggiungano un buon
livello di organicità, di proprietà e di correttezza formale e
abituino sia alla sinteticità, sia all'analisi argomentata;
- la pratica estesa e organizzata della lettura, da esercitare nelle sue
diverse forme, sia e ampiamente sui testi letterari e di commento ad
essi, sia su testi di altra natura che vengano implicati dal
progetto dei percorsi di studio;
- la pratica della produzione scritta, da esercitare in forme varie, che
abituino ad elaborare testi di diversa funzione e su argomenti di
diversa natura e che possono essere così esemplificate:
1. schematizzazione per
punti e in forma concisa, che mettano in evidenza la struttura di
ragionamenti, discorsi, tesi,desumibili da testi scritti ed orali;
2. riassunti, entro spazi definiti, di singoli testi e sintesi di dati e
concetti da più testi, con corrette citazioni e riferimenti alle fonti;
3. commenti a testi che comprendano note esplicative puntuali
(linguistiche, formali di contenuto), linee interpretative e giudizi
critici;
4. componimenti che sviluppino argomentazioni su tema dato, secondo
funzioni determinate (informare, dimostrare, persuadere, ecc.) e secondo
regole compositive indicate o progettate in proprio;
5. elaborazioni creative sulla base di esperienze personali e di
cognizioni riferibili ai modelli letterari studiati;
- l'analisi di strutture,
soprattutto sintattiche e semantiche, della lingua italiana, rilevate
nei testi e nell'uso (comune e specialistico) e osservate anche
attraverso comparazioni con altre lingue, compresi i
dialetti;
- l'acquisizione di dati essenziali sulle vicende linguistiche italiane
messe in rapporto con i fatti culturali e storici, con particolare
attenzione per la "questione della lingua", strettamente
intrecciata nei secoli alla problematica letteraria, e per la
comunicazione nella società dell'Italia contemporanea.
INDICAZIONI DIDATTICHE
Per l'attuazione dell'insegnamento della disciplina sono fortemente
chiamate in causa la professionalità e la responsabilità del docente,
il quale in sede di programmazione deve realizzare il proprio progetto
di studio della materia.
Sul versante letterario, in vista degli obiettivi stabiliti e dei
vincoli posti sui contenuti, si rende necessario individuare e seguire
dei "percorsi" di studio.
Rispetto alla prassi, assai diffusa, di seguire l'avanzare dell'intero
fronte della produzione letteraria secondo una lenta e rigida cronologia
discendente, per innestare via via su di essa la lettura dei testi, il
criterio dei percorsi consente infatti di:
- giungere a un più immediato accostamento ai testi;
- istituire più significativi e puntali collegamenti con altre
letterature, straniere e con altri ambiti disciplinari.
Ogni percorso può porre
al centro un momento particolarmente significativo di un determinato
tema di studio e ricollegare momenti precedenti e successivi, mettendo
in evidenza aspetti di continuità, fratture e riprese e spesso
anticipando anche la conoscenza di epoche più vicine al lettore.
La costruzione dei percorsi può essere guidata dal criterio di seguire
sviluppi formali o tematici o storico-culturali. A titolo puramente
indicativo se ne danno qui alcuni esempi.
Un percorso di studio sulle forme potrà riguardare la tradizione della
lirica, e potrà porre al centro Petrarca e collegare da una parte la
lirica trobadorica e stilnovistica e dall'altra il petrarchismo
cinquecentesco.
Un percorso di tipo tematico può essere costruito sul topos del viaggio
nell'oltretomba. In tal caso il percorso può investire in modo
significativo , ma non esaustivo, la Divina Commedia e correlare ad essa
altri testi delle culture classica, biblica, medievale, con aperture
anche ad autori di epoche successive e con accostamenti alle espressioni
iconografiche.
Un percorso di tipo storico-culturale può riguardare la situazione
della letteratura italiana nel secondo dopoguerra (anni '50 e '60).
Saranno presi in considerazione testi letterari italiani e stranieri di
prosa e di poesia e ad essi saranno affiancate testimonianze del mondo
editoriale e delle comunicazioni di massa, documentazioni relative al
cinema e alle arti figurative e più in generale alla situazione
culturale e sociale del tempo.
L'esigenza di più ampio movimento, oltre le scansioni annuali del
programma, può essere soddisfatta da percorsi di studio di sviluppo
biennale o anche triennale.
L'organizzazione dello studio per percorsi deve in ogni caso consentire
di:
- far compiere
un'esperienza concreta del fenomeno letterario, attraverso
la conoscenza diretta di un'ampia varietà di opere
significative, appartenenti a generi e ad epoche diversi, e un'adeguata
riflessione sulle problematiche della letteratura ;
- far pervenire a una visione complessiva delle tradizioni letterarie
italiane nel quadro dei processi storico-culturali della nostra società
e, per sommi tratti, di quella europea.
Si richiama l'attenzione
sulla centralità delle operazioni di lettura diretta dei testi. Per i
testi su cui si compirà una lettura antologica, la scelta, all'interno
dell'opera intera, dovrà investire unità testuali che consentano di
cogliere aspetti significativi dell'opera e di correlarla al sistema
letterario e al contesto culturale.
Per il versante linguistico, si segnala che tutte le attività connesse
con lo studio letterario e che da questo possono scaturire danno
continue occasioni per esercitare le capacità linguistiche degli alunni
e per ampliare le loro conoscenze sulla lingua, con osservazioni sia
sull'uso sia sulla dimensione storica di essa. Ma tale esercizio e tale
ampliamento di conoscenze richiedono di essere condotti e seguiti con
istruzioni e interventi specifici di cui occorre tener conto nella
programmazione.
Le esperienze di lettura compiute nell'ambito di questa disciplina, per
quanto debbano essere affiancate e integrate dalle letture compiute in
altri ambiti disciplinari, costituiscono pur sempre il fondamento
principale per la formazione di un lettore autonomo e consapevole,
capace di riflettere sulla forma del testo.
E' altresì obiettivo fondamentale che nel corso del triennio l'alunno
giunga a padroneggiare, nei termini indicati nei paragrafi precedenti,
la produzione scritta, la quale peraltro si lega strettamente, come è
noto, alle altre forme di pratica della lingua.
Si sottolinea che il tipico "tema", componimento di più ampio
respiro, indicato nella lista delle forme di produzione scritta,
richiede particolari istruzioni per la sua preparazione e realizzazione
e deve essere comunque affiancato e integrato dalle altre forme di
addestramento, più direttamente connesse alle utilizzazioni che la
scrittura trova nelle attività di studio e di lavoro.
Si richiama altresì l'attenzione sul fatto che lo sviluppo delle
capacità di esposizione orale richiede uno specifico addestramento e
che tale pratica non va quindi confusa con quella
dell'"interrogazione" orale come forma di verifica e occasione
di valutazione dell'alunno.
Per quanto riguarda più precise indicazioni didattiche, la
consapevolezza del progetto da parte dello studente consente di
integrare la parte propositiva ed espositiva del docente (lezione
frontale) con interventi più precisi, quali:
- l'addestramento a un
corretto lavoro di analisi e interpretazione;
- la discussione collettiva con domande che sollecitino il confronto
delle
interpretazioni;
- il laboratorio di analisi attraverso schede guida.
Gli strumenti didattici
tradizionali (libri in adozione o consigliati) vanno integrati con
l'adeguata utilizzazione del patrimonio librario e di altro genere
(audio- visivi, software didattico) a disposizione della scuola e,
all'occorrenza, con riproduzione- ne di documenti originali relativi a
specifici momenti dell'attività di studio. Si faciliterà inoltre la
frequentazione di biblioteche, archivi, musei e altri luoghi di ricerca.
Si segnala l'alto valore educativo dell'apprendimento a memoria dei
testi poetici, allo scopo di dare risalto ai valori fonici e ritmici del
testo e per favorire l'approfondimento interiore del loro significato.
La verifica e la
valutazione
Le verifiche dell'apprendimento avvengono fondamentalmente attraverso
forme di produzione orale e scritta.
Sono forme di verifica orale:
- il commento orale a un
testo dato, secondo istruzioni sul tempo da
impiegare e sul linguaggio appropriato;
- l'esposizione argomentata, con caratteri di coerenza e consistenza, su
argomenti del programma svolto;
- il colloquio per accertare la padronanza complessiva della materia e
la capacità di orientarsi in essa;
- l'interrogazione per ottenere risposte puntuali su dati di
conoscenza.
Sono forme di verifica scritta:
- il riassunto secondo parametri di spazi e di tempo;
- test di comprensione e conoscenza con risposte aperte e chiuse;
- il commento a un testo dato, secondo istruzioni sullo spazio da
occupare e sul linguaggio appropriato;
- il componimento che sviluppi argomentazioni con coerenza e
completezza.
La valutazione deve tener
conto dei seguenti elementi:
- la conoscenza dei dati;
- la comprensione del testo;
- la capacità di argomentazione e rielaborazione personale;
- la capacità di orientarsi nella discussione sulle problematiche
trattate;
- la capacità di cogliere elementi essenziali di una lettura compiuta o
di
una esposizione;
- la capacità di controllo della forma linguistica della propria
produzione orale e scritta.
STORIA
FINALITA'
L'insegnamento di Storia si propone
di:
1. ricostruire la complessità del
fatto storico attraverso l'individuazione di interconnessioni, di
rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti;
2. acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate
sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, seleziona,
ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici;
3. consolidare l'attitudine a problematizzare, a formulare domande, a
riferirsi a tempi e spazi diversi, a dilatare il campo delle
prospettive, a inserire in scala diacronica le conoscenze acquisite in
altre aree disciplinari;
4. riconoscere e valutare gli usi sociali e politici della storia e
della memoria collettiva;
5. scoprire la dimensione storica del presente;
6. affinare la "sensibilità" alle differenze;
7. acquisire consapevolezze che la fiducia di intervento nel presente è
connessa alla capacità di problemizzare il passato.
Le finalità del triennio riprendono e
sviluppano le finalità del biennio. Esse descrivono due campi di
intervento.
Il primo riguarda la specificità del
lavoro storico e lo statuto epistemologico della storia, e ad esso fanno
riferimento le finalità 1 - 4 sulla complessità del fatto storico, sul
laboratorio delle fonti e dei concetti, sull'uso della memoria storica.
Il secondo riguarda i bisogni
formativi degli studenti, che vengono individuati nella esigenza della
realizzazione di sé e dell'apertura al mondo e agli altri: la storia
aiuta ad apprezzare differenze, a orientarsi nel mondo. In ciò consiste
la scoperta del presente come storia (finalità 5, 6 e 7).
Le finalità nel loro insieme
individuano, inoltre, uno specifico aspetto del triennio, che consiste
nell'attitudine a porre domande, a costruire problemi, analizzarli,
interpretarli e valutarli.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Lo studente alla fine del triennio
dovrà dimostrare di essere in grado di:
1. utilizzare conoscenze e competenze
acquisite nel corso degli studi per orientarsi nella molteplicità delle
informazioni e per leggere gli interventi;
2. adoperare concetti e termini storici in rapporto agli specifici
contesti storico-culturali;
3. padroneggiare gli strumenti concettuali, approntati dalla
storiografia, per individuare e descrivere persistenze e mutamenti, ad
esempio: continuità, cesure, rivoluzione, restaurazione, decadenza,
progresso, struttura, congiuntura, ciclo, tendenza, evento, conflitto,
trasformazioni, transizione, crisi;
4. usare modelli appropriati per inquadrare, comparare, periodizzare i
diversi fenomeni storici locali, regionali, continentali, planetari;
5. ripercorrere, nello svolgersi di processi e fatti esemplari, le
interazioni tra i soggetti singoli e collettivi, riconoscere gli
interessi in campo, le determinazioni istituzionali, gli intrecci
politici, sociali, culturali, religiosi, di genere e ambientali;
6. servirsi degli strumenti fondamentali del lavoro storico: cronologie,
tavole sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, raccolte e
riproduzioni di documenti, bibliografie e opere storiografiche;
7. conoscere le problematiche essenziali che riguardano la produzione,
la raccolta, la conservazione e la selezione, l'interrogazione,
l'interpretazione e la valutazione delle fonti;
8. possedere gli elementi fondamentali che danno conto della complessità
dell'epoca studiata, saperli interpretare criticamente e collegare con
le opportune determinazioni fattuali.
Gli obiettivi del triennio perseguono due scopi. Da una parte proseguono
e rinforzano il lavoro avviato nel biennio; dall'altra marcano il salto
qualitativo che deve caratterizzare lo studio della storia nel triennio.
Gli obiettivi descrivono campi
operativi ristretti, che non esauriscono l'orizzonte individuato dalle
finalità. In particolare al primo gruppo di finalità (1 - 4) sulla
complessità del fatto storico e sul laboratorio, corrispondono gli
obiettivi 2, 3, 4, 6 e 7.
Al secondo gruppo di finalità (5, 6 e
7), sui bisogni formativi degli allievi corrispondono gli obiettivi 1,
2, 3, 4, 5. L'obiettivo 8 descrive il livello di conoscenze che
l'allievo deve dimostrare di possedere.
Questi obiettivi non sono proposti in
ordine progressivo di difficoltà, ma vanno perseguiti in modo
differenziato, a seconda degli argomenti di studio.
Ad esempio: gli obiettivi di
laboratorio costituiscono lo scopo principale di un eventuale lavoro
sulle fonti; un itinerario prevalentemente basato su materiale
manualistico si potrà prestare al raggiungimento di obiettivi legati
all'uso di concetti e modelli; nell'analisi di dati di attualità si
potrà perseguire il raggiungimento di diversi obiettivi.
CONTENUTI
Terzo Anno [ 2 ore ]
Fino alla metà del '600
1. L'Europa del basso-medioevo:
poteri di diritto e poteri di fatto: il rapporto città campagna e
l'organizzazione del territorio.
1.1 Le istituzioni che organizzano il
territorio: impero, monarchie, città, feudalità.
1.2 La chiesa: accentramento; teocrazia; potere temporale.
1.3 Le trasformazioni dell'impero, dei regni, degli ambienti urbani. I
conflitti. Il fallimento della teocrazia.
2. L'avanzamento e l'arresto delle
frontiere interne e esterne della Europa.
2.1 Le spinte demografiche e
produttive; la ricerca di nuove terre. Verso una nuova articolazione
della società: ambiente urbano e rurale.
2.2 Contatti, guerre, scambi: mondo latino, mondo germanico, mondo
slavo; il Mediterraneo e l'Italia; Bisanzio; l'Islam; l'Asia mongolica.
2.3 Crisi del XIV secolo: flessione demografica, mutamenti della
produzione e dei mercati, tensioni economiche e contrasti sociali.
3. Dall'unitarietà del mondo
medioevale alla molteplicità del mondo moderno.
3.1 Il processo di differenziazione
degli ambiti ecclesiastico e laico; il diritto canonico, il diritto
romano, le consuetudini. Il ruolo del laico nel mondo. Nuove forme di
religiosità. Ordini mendicanti. Movimenti ereticali.
3.2 Il processo di differenziazione culturale: la cultura cortese e
urbana; le università. La distinzione progressiva fra Dio, uomo,
natura. Dalla "rinascita" del XII secolo all'umanesimo, ai
rinascimenti. Gli strumenti della comunicazione culturale.
3.3 La crisi dell'universalismo politico: nuove dottrine politiche e
concetto d'impero; dall'impero "universale" all'impero
"dinastico". La crisi del centralismo ecclesiastico: le teorie
conciliariste.
4. La formazione dell'Europa degli
stati.
4.1 Stati nazionali e stati regionali.
La centralizzazione e il controllo del territorio: burocrazia, fisco,
esercito e guerre.
4.2 L'impero asburgico. L'Europa orientale, la vicenda di Bisanzio e
l'impero ottomano.
4.3 Guerre di egemonia. Pace come aspirazione morale e paci come
strumenti di nuovi equilibri.
5. Conquista di nuove terre,
ridefinizione di identità, mutamento di equilibri in Europa.
5.1 Popolazione e risorse. Relazione
uomo-natura-tecnica.
5.2 Il controllo dell'oceano Indiano. L'Africa, le Indie, le Americhe.
Esploratori, conquistatori, missionari, mercanti. Imperi coloniali.
5.3 Differenze e riconoscimento dell'altro.
5.4 Nuove risorse e nuove gerarchie economiche e territoriali:
Atlantico, Mediterraneo e mare del Nord.
6. Il tempo delle trasformazioni:
religione, cultura, mentalità.
6.1 Le riforme religiose:
protagonisti, sviluppi, guerre, differenziazioni, nuovi assetti.
6.2 L'autonomia della politica. Stati e chiese. Gli strumenti del
controllo sociale.
6.3 Individualismo e razionalismo: rivoluzione scientifica, nuove
culture. La civiltà barocca.
Quarto Anno [ 2 ore ]
Dalla metà del '600 alla fine del
'800
1. Governati e governanti fra
partecipazione e concentrazione del potere. Lotte politico-sociali,
dottrine politiche, configurazioni istituzionali. Quadro europeo e
modelli regionali.
1.1 Dai ceti di antico regime alle
nuove classi emergenti. La doppia rivoluzione inglese e il
parlamentarismo. I sussulti di metà seicento. Repubblica e autogoverno:
il caso olandese. Poteri centralizzati e resistenze civili: il
"laboratorio" francese.
1.2 Prodromi della teoria liberale: la rappresentanza politica e la
divisione dei poteri. Nascita dell'opinione pubblica. La
riorganizzazione amministrativa.
1.3 Statualità emergenti, periferie dell'Europa e nuovo equilibrio
europeo.
2. La trasformazione sociale.
Popolazione, economia, società e territorio fra "crisi
generale" e "nuove frontiere.
2.1 Esplosione demografica, produzione agricola e nuovi rapporti sociali
nelle campagne.
2.2 Dal lavoro agricolo all'organizzazione manifatturiera:
approvvigionamenti, tecniche d'uso, macchine. Avvio della rivoluzione
industriale.
2.3 Energie, risorse, ambiente.
3. Il problema della rivoluzione
come paradigma del cambiamento. Dall'età barocca alla stagione delle
riforme. Europa e America a confronto.
3.1 Rivoluzione culturale:
illuminismo, diffusione di nuovi modelli comportamentali. Razionalismo,
individualismo, utilitarismo, cosmopolitismo.
3.2 Critica della tradizione e progettualità delle riforme. Dispotismo
illuminato.
3.3 La scelta rivoluzionaria: Stati Uniti d'America e Francia.
3.4 La rivoluzione francese in Europa.
4. Nazione e popolo. Prospettive sociopolitiche e culturali
nell'epoca del liberalismo classico.Borghesie alla prova.
4.1 Cultura romantica, ideali socialisti ed umanitari, pensiero
liberale, cattolicesimo e liberalismo. Mete e conquiste costituzionali.
4.2 Dalla rivoluzione francese ai risorgimenti nazionali.
4.3 Il quarantotto.
5. Processi di integrazione
nazionale e costruzioni sovranazionali.
5.1 Questioni politiche e
istituzionali nella formazione dello Stato unitario in Italia.
5.2 Il processo di unificazione tedesca: monarchia, esercito, classi
sociali e formazione del mercato nazionale.
5.3 Espansione della "frontiera" e guerra civile americana.
5.4 L'articolarsi del quadro europeo e gli imperi plurinazionali.
6. L'economia mondiale e la rottura dell'equilibrio europeo.
6.1 La grande depressione: crisi agraria, migrazioni - emigrazioni.
6.2 Protezionismo, militarismo e stato interventista. I caratteri della
seconda rivoluzione industriale.
6.3 Internazionalismo socialista: la Comune.
6.4 Imperialismo e colonialismi. Dall'egemonia bismarkiana alla crisi
dell'equilibrio europeo.
Quinto Anno [2 ore]
Il '900
1. Le forme della società di
massa.
1.1 L'andamento demografico.
1.2 Mobilità e questioni sociali: borghesie, classi operaie, gruppi
marginali. Il movimento operaio e lo sviluppo dei sindacati. Il
socialismo ed il pensiero sociale cattolico. La questione femminile.
1.3 L'organizzazione dei sistemi politici: parlamenti, partiti e riforme
elettorali. Comportamenti collettivi, formazione del consenso: scuola,
opinione pubblica, legislazione sociale. I movimenti nazionalisti. La
crisi di fine secolo in Italia e i caratteri dell'età giolittiana.
1.4 La crisi del positivismo e la ridefinizione dei paradigmi della
scienza. Nuove tendenze culturali.
2. La dissoluzione dell'ordine
europeo.
2.1 I segni precursori dell'instabilità:
competizioni interstatali e imperialismi, conflitti regionali, ideologie
nazionaliste.
2.2 La prima guerra mondiale.
2.3 Le due rivoluzioni russe e il comunismo di guerra. I movimenti di
massa in Europa e il fallimento della rivoluzione in occidente. La crisi
dello Stato liberale in Italia.
2.4 I trattati di pace e la nuova mappa geopolitica mondiale. I
movimenti di liberazione nel Terzo mondo e il nodo del Medio Oriente. Le
relazioni internazionali e la Società delle Nazioni.
2.5 La fabbrica del consenso: la radio, il cinema e i nuovi modelli
della vita privata.
3. Dalla guerra alla guerra.
Strategie e tentativi di controllo della crisi.
3.1 Scenari e attori internazionali
della crisi. La frammentazione del mercato mondiale.
3.2 L'emergenza totalitaria: lo stato fascista in Italia, l'ascesa del
nazismo in Germania, la diffusione dei regimi autoritari in Asia e in
America latina.
3.3 La sfida dell'Unione Sovietica e il socialismo in un paese solo;
l'industrializzazione forzata e le basi sociali dello stalinismo; il
partito-Stato e il mosaico delle nazionalità.
3.4 Crisi economica e risposte delle democrazie occidentali: gli Stati
Uniti e il New Deal, le politiche economiche keynesiane in Francia, Gran
Bretagna e nei paesi scandinavi.
3.5 L'insicurezza collettiva e l'erosione della pace: i fronti popolari
e la guerra civile spagnola. L'espansionismo hitleriano, il riarmo e il
fallimento delle diplomazie.
3.6 La seconda guerra mondiale come conflitto totale. Le conseguenze
politiche ed economiche.
4. Il mondo bipolare.
4.1 L'ordine delle superpotenze: la conferenza di Yalta e la divisione
del pianeta in sfere d'influenza; gli accordi di Bretton Woods e il
sistema economico internazionale; la nascita dell'ONU. La fine della
"grande alleanza" e la guerra fredda. Il potere atomico e
l'equilibrio del terrore.
4.2 I due blocchi tra competizione e distensione: gli USA e la
"nuova frontiera" kennedyana; il processo di unificazione
europea; la destalinizzazione in URSS; le democrazie popolari dell'est.
4.3 L'Italia repubblicana: istituzioni, sviluppo economico, lotta
politica, squilibri sociali.
4.4 L'esplosione della periferia: inflazione demografica e
decolonizzazione del Terzo Mondo; India e Cina, due decolonizzazione del
terzo Mondo; India e Cina, due rivoluzioni a confronto; la crisi del
sud-est asiatico; questione palestinese e conflitti arabo-israeliani;
l'emancipazione dell'Africa; dipendenza economica e dittature militari
in America latina.
4.5 La Chiesa cattolica e la "svolta" del Concilio vaticano II.
4.6 Il sessantotto.
5. Verso il nuovo ordine mondiale.
5.1 Le trasformazioni dell'economia e la società post-industriale. Lo
squilibrio Nord/Sud e i limiti dello sviluppo. Movimenti demografici e
migrazioni internazionali.
5.2 Il sociale ridefinito: soggettività emergenti, movimenti collettivi
e istituzioni diffuse; il microsistema della famiglia. Le patologie
sociali. Il governo della società complessa.
5.3 Rivoluzione informatica e tecnologica; la diffusione planetaria dei
mass media, il confronto tra culture. Scienza e nuovi problemi.
5.4 La "rivoluzione" del 1989: crollo di sistemi, imperialismi
e localismi.
5.5 La geopolitica ridefinita: spinte nazionalistiche e identità
nazionali. Comunità sovranazionali.
Fondamentalismi, nuove emarginazioni. Uso delle risorse e
redistribuzione della ricchezza.
INDICAZIONI DIDATTICHE
1. Il pensiero storico, in quanto
metodo e forma di spiegazione euristica della realtà umana e sociale,
è parte costitutiva e integrante del sapere e della cultura
occidentale. La nostra cultura è intimamente storica. In questo senso
la storia può essere riconosciuta come una espressione culturale
diffusa e come un peculiare modello di investigazione della realtà. La
pervasività stessa del pensiero storico consente la sua trasformazione
in senso comune storico, su cui possono innestarsi usi sociali, politici
ed ideologici, talvolta impropri, rispetto ai quali la scuola ha compiti
di chiarificazione e di critica.
2. La storia è la disciplina che
studia e indaga le differenze e il mutamento, le strutture, le
permanenze e le continuità; rapporta l'evento al contesto generale
specifico; inserisce il caso particolare in una trama di relazioni,
retaggi, opportunità; considera in un'ottica di complessità soggetti,
azioni, comportamenti e valori. La storia dunque si realizza come
operazione di selezione, contestualizzazione, interpretazione e come
disciplina fondata su un metodo rigoroso di indagine sui fatti, su una
tecnica collaudata di ricerca delle relazioni, su una ermeneutica
controllabile ed esplicita. Infine procede alla spiegazione di eventi,
processi e permanenze mediante proprie tecniche di discorso.
3. Finalità essenziale
dell'insegnamento storico è quella di educare gli studenti alla
consapevolezza del metodo storico, per ciò che attiene all'accertamento
dei fatti, all'investigazione, all'utilizzo, all'interpretazione delle
fonti, all'esposizione delle argomentazioni. Ciò avviene non su
procedure astratte, ma in stretta relazione e interdipendenza con i
contenuti. L'interazione metodo/contenuti costituisce l'asse
privilegiato della didattica storica. Nel pieno rispetto di tale
interazione, l'insegnante sceglie percorsi didattici, finalizzati
all'acquisizione di obiettivi cognitivi e metodologici,
programmaticamente individuati ed esplicitati, percorsi che utilizzano -
a misura degli studenti - le procedure del metodo storico: formulazione
delle domande, definizione del "nodo problematico", sviluppo
delle dinamiche interne e delle interrelazioni contestuali, accertamento
delle eredità.
4. La storiografia offre la possibilità
di puntualizzare mezzi di indagine e modelli di interpretazione, e
consente il vaglio critico del patrimonio delle conoscenze acquisite e
il loro utilizzo, la possibilità di confronti e di comparazioni. Essa
consente altresì di individuare i punti di vista, i riferimenti
ideologici, la strumentazione teorica e concettuale.
5. La struttura dei contenuti
proposti, composta da grandi contestualizzazioni e dalla loro
articolazione, si incontra con le modalità di apprendimento proprie del
giovane che ha bisogno di "viaggiare" tra le grandi
generalizzazioni e l'esattezza del concreto. Essa segnala un metro per
risolvere la prescrittività dei programmi di storia, stretti tra la
complessità e l'ampiezza dei fatti da esaminare, la necessità della
selezione e il rapporto non episodico con la riflessione storiografica.
6. I contenuti individuati riguardano
in particolare l'uomo associato in collettività, teso a realizzare
un'esistenza accettabile, a sfruttare al meglio il patrimonio delle
conoscenze accumulate, inserito in un contesto dato di relazioni, di
vincoli, di rappresentazioni e autorappresentazioni, di possibilità e
rapporto tra uomo, natura e cultura e tra collettività e sfruttamento
delle risorse ambientali; le forme di governo delle risorse, delle
culture, delle società; l'articolazione delle identità e delle
soggettività.
7. Nello stesso modo in cui lo storico
utilizza fonti documentarie che sono oggetto di indagine da parte di
discipline non assimilabili alla storia (geografia, linguistica,
filosofia, economia, psicologia, sociologia, etologia, ecc.) -
proponendo così una ricerca di tipo pluridisciplinare o
interdisciplinare -, anche l'insegnante di storia deve saper utilizzare
una strumentazione ermeneutica pluridisciplinare. Ad essa lo predispone
la stessa natura della storia che mutua, all'occasione, da altre
discipline lessico e quadri di riferimento concettuali.
8. La didattica storica qui
prospettata necessita di una strumentazione di supporto articolata e
accessibile: carte geografiche, tabelle cronologiche e sinottiche,
manuali di storia, testi storiografici, testi documentari, raccolta di
fonti, riproduzioni di documenti, materiale computerizzato ecc.
Così configurata, questa didattica
costituisce un vero e proprio laboratorio di storia (ove possibile da
realizzare anche in una sede apposita), del quale fanno parte a pieno
titolo visite ad archivi pubblici e privati e a musei.
Prove di verifica
A seconda della tipologia dell'unità
di studio, cambiano le prove di verifica. Ad esempio un lavoro di
concettualizzazione spazio-temporale richiede che lo studente dimostri
la padronanza di carte geografiche e cronologiche; un lavoro sulle
fonti, che lo studente dimostri di saper formulare questionari di
interrogazione di un documento, o di saper confrontare più documenti in
modo corretto; un lavoro che implichi la lettura dei testi differenziati
(manuali, saggi e articoli divulgativi) richiede che lo studente
dimostri le proprie competenze d'uso di generi testuali diversi; se
l'allievo deve riferire - oralmente o per iscritto - sul proprio lavoro,
si richiede la capacità di pianificare una relazione, di argomentare
con proprietà, di servirsi del lessico specifico, di operare rimandi
alle fonti di informazione. Se l'allievo deve dimostrare di possedere le
conoscenze studiate, saranno utili prove strutturate quali domande vero
falso e a risposta multipla, testi a completamento, ecc.
E' essenziale, infine, che
l'insegnante accerti le competenze, le conoscenze e le abilità
acquisite dagli allievi, mediante prove di ingresso, predisposte in
funzione sia del raccordo col biennio, sia dell'unità di studio
prescelta.
Note alla programmazione
Il programma mette a disposizione del
docente un materiale suddiviso e organizzabile in modo da progettare
programmazioni che, oltre a garantire l'acquisizione delle conoscenze
essenziali, rispondano ai bisogni degli studenti, agli stili di
insegnamento, alle disponibilità orarie. Tale flessibilità permette di
caratterizzare l'insegnamento rispetto all'indirizzo e di costruire
occasioni interdisciplinari.
La struttura dei contenuti proposti è
composta da grandi contestualizzazioni, corrispondenti alle titolazioni
di ciascun contenuto (indicate con i numeri), ciascuna delle quali si
articola in un itinerario possibile, (indicato dalla serie di lettere).
Queste articolazioni vanno intese come piste di lettura utili per la
esplicitazione delle contestualizzazioni.
Sono prescrittivi, per ciascun anno,
tutte le contestualizzazioni e non meno di tre itinerari.
Le contestualizzazioni sono
prescrittive perchè nel loro insieme consentono di costruire una mappa
cognitiva utile per comprendere il periodo storico previsto nell'anno.
E' prescrittivo lo studio di almeno tre itinerari, in modo da garantire
una varietà sufficiente di approcci, e da abituare lo studente al
lavoro di confronto tra fatti e contestualizzazioni.
L'insegnante potrà costruire,
inoltre, uno o più itinerari - sostitutivi di quelli proposti -
combinando in modo coerente e storicamente significativo singoli punti,
tratti dalle diverse articolazioni (contrassegnate dalle lettere), in
modo da percorrere trasversalmente i contenuti proposti. Ciascun
contenuto è suscettibile ancora di approfondimenti culturali di ricerca
anche nella dimensione storica locale.
Dal monte ore a disposizione, un terzo
potrà essere dedicato allo studio delle contestualizzazioni; la
restante parte - dedicata allo studio degli itinerari - potrà essere
ripartita secondo le esigenze della programmazione.
La metà del XVII secolo e la fine del
XIX separano lo studio nelle tre annualità. Tale periodizzazione non
segnala una cesura netta. Infatti, il programma è costruito con
percorsi tematici che possono sovrapporsi cronologicamente e svilupparsi
secondo temporalità proprie.
Il programma dell'ultimo anno è
presentato in forma più analitica. Tale scelta nasce dall'esigenza di
fornire, attraverso conoscenze più ampie e approfondimenti
indispensabili, una piena comprensione del proprio tempo.
LINGUA
STRANIERA
FINALITA'
Le finalità del triennio integrano e
ampliano le finalità del biennio e mirano a potenziare i seguenti
aspetti:
1. la competenza comunicativa per
consentire un'adeguata interazione in contesti diversificati ed una
scelta di comportamenti espressivi sostenuta da un più ricco patrimonio
linguistico;
2. la comprensione interculturale, non solo nelle sue manifestazioni
quotidiane, ma estesa a espressioni più complesse della civiltà
straniera e agli aspetti più significativi della sua cultura;
3. la consapevolezza della matrice comune che lingue e culture
appartenenti allo stesso ceppo conservano attraverso il tempo pur nelle
diversità della loro evoluzione;
4. l'educazione linguistica che coinvolga la lingua italiana, sia in un
rapporto comparativo sistematico, sia nei processi di fondo che stanno
alla base dell'uso e dello studio di ogni sistema linguistico;
5. la consapevolezza dei propri processi di apprendimento che permetta
la progressiva acquisizione di autonomia nella scelta e
nell'organizzazione delle proprie attività di studio.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del triennio lo studente
dovrà dimostrare di essere in grado di:
1. comprendere, in maniera globale o
analitica, a seconda della situazione, testi orali relativi anche al
settore specifico dell'indirizzo;
2. sostenere semplici conversazioni, su argomenti generali e specifici,
adeguate al contesto e alla situazione di comunicazione;
3. produrre testi orali per descrivere processi o situazioni con
chiarezza logica e precisione lessicale;
4. comprendere in maniera globale testi scritti di interesse generale e
specifici del settore di specializzazione;
5. comprendere in modo analitico testi scritti specifici dell'indirizzo;
6. trasporre in lingua italiana testi scritti di argomento tecnologico;
7. individuare le strutture e i meccanismi linguistici che operano ai
diversi livelli: pragmatico, testuale, semantico-lessicale e
morfosintattico;
8. riconoscere i generi testuali e, al loro interno, le costanti che li
caratterizzano;
9. attivare modalità di apprendimento autonomo sia nella scelta di
materiali e di strumenti di studio, sia nell'individuazione di strategie
idonee a raggiungere gli obiettivi prefissati.
N.B. Gli obiettivi e i contenuti sono
riferiti alle abilità considerate separatamente. Tuttavia, per
sviluppare le abilità, si prevedono anche attività di tipo integrato.
Per favorire un apprendimento efficace
della lingua straniera è indispensabile predisporre l'orario in modo
che le ore di lezione previste siano sempre separate.
CONTENUTI
Terzo Anno [ 3 ore ]
Il terzo anno di scuola secondaria
superiore è un anno di raccordo. Lo studio della lingua straniera
continua sulle linee direttive tracciate per il biennio, tenendo conto
della maggiore competenza degli studenti, dei loro interessi culturali,
del grado di maturità raggiunto e dell'esigenza di preparazione
specifica.
Si devono presentare testi sia orali
(a viva voce, registrazioni telefoniche, radiofoniche e televisive), sia
scritti. Tali testi, proposti per consolidare e ampliare la competenza
linguistica e comunicativa, devono offrire un'ampia varietà di
linguaggi e di registri che recuperi la valenza culturale e gli aspetti
di civiltà sottesi ai linguaggi stessi. Si includeranno brevi testi
letterari rappresentativi dei vari generi mirati soprattutto a far
cogliere la distinzione tra prodotti di tipo immaginativo e prodotti di
tipo funzionale e a consentire una più completa formazione culturale
dello studente.
Verso la fine dell'anno si
introdurranno anche testi di carattere divulgativo su problematiche
generali connesse con l'indirizzo specifico. I testi saranno finalizzati
alla comprensione, alla discussione e alla riflessione sulla lingua; ove
possibile, si eseguirà anche un'analisi comparativa con le altre
culture e civiltà.
I materiali su cui si basano le
attività saranno graduati tenendo presente che la loro difficoltà è
costituita soprattutto dall'accumularsi dei seguenti fattori:
l'estraneità e la complessità dell' argomento, la densità
dell'informazione e la difficoltà linguistica.
1. Comprensione e produzione orale
I testi per lo sviluppo dell'ascolto
devono essere espressi a velocità normale, offrire una varietà di
pronunce ed essere rappresentativi di diverse tipologie (narrativi,
descrittivi, regolativi ecc.) e dei seguenti generi testuali:
- comunicazioni telefoniche;
- interviste;
- discorsi, lezioni e relazioni;
- tavole rotonde e dibattiti;
- notiziari radiofonici e televisivi;
- annunci pubblicitari.
La produzione orale, mirante a
descrivere, narrare, dare istruzioni, esporre ed argomentare, riguarderà
i seguenti generi:
- brevi monologhi (anche esposizioni
su traccia scritta);
- conversazioni a viva voce e telefoniche;
- discussioni e dibattiti;
- interviste;
- brevi relazioni.
2. Comprensione e produzione scritta
I testi per lo sviluppo della
comprensione scritta saranno rappresentativi dei seguenti generi
testuali:
- dépliant e testi pubblicitari;
- articoli da giornali e riviste;
- pagine da testi stranieri, anche disciplinari;
- brevi racconti, poesie e canzoni.
La produzione scritta consisterà in:
- lettere di carattere formale e
informale;
- dépliant;
- testi personali, diari;
- appunti, scalette;
- resoconti e brevi relazioni;
- commenti a testi o a attività;
- riassunti e sintesi di testi letti o ascoltati e di filmati.
Per la riflessione sulla lingua si
rimanda alla fine dei contenuti del quarto e quinto anno.
Quarto e Quinto Anno [3 e 2
ore]
I contenuti proposti per il 3º anno
verranno ripresi ad ampliati, ponendo attenzione ai seguenti punti:
- essi devono costituire il punto di
avvio per le attività di comprensione orale e scritta e di produzione
orale;
- devono essere motivanti al fine di far emergere più facilmente sia le
strategie di comprensione, sia discussioni volte a consolidare la
competenza comunicativa;
- i testi scritti saranno prevalenti, in quanto la lettura è l'attività
linguistica da privilegiare;
- i testi di interesse generale saranno legati all'attualità
socio-culturale;
- gli argomenti dei testi specialistici si raccorderanno a quelli
trattati nelle materie tecniche e professionali, mediante collegamenti
trasversali;
- le istruzioni per l'uso di hardware o software informatico saranno
oggetto di attenzione in tutti gli indirizzi;
- i testi scelti saranno di complessità adeguata sia alle conoscenze
tecniche già possedute dagli studenti, sia alla competenza linguistica
raggiunta;
- i testi specialistici dovranno favorire la precisione terminologica.
I contenuti verteranno sui seguenti
argomenti di carattere generale e tecnico:
- avvenimenti di interesse generale o
particolare della classe;
- tematiche di carattere scientifico e tecnologico;
- descrizione di processi tecnologici.
La produzione di testi scritti non
costituirà un contenuto di apprendimento specifico, ma sarà funzionale
allo sviluppo delle altre abilità e comprenderà appunti, scalette,
brevi resoconti.
Si prevede la trasposizione in lingua
italiana di testi di argomento tecnologico, con attenzione ai valori
comunicativi e alla precisione terminologica.
Riflessione sulla lingua e sulla comunicazione (valida per tutto il
triennio)
La riflessione, che riguarda l'intero
sistema della lingua e gli usi linguistici nella comunicazione,
riprenderà e approfondirà gli aspetti oggetto di studio del biennio, e
precisamente:
- integrazione di diversi codici nella
comunicazione: il rapporto tra linguaggi verbali, paraverbali (ritmo,
intonazione ecc.) e non verbali (gesti, mimica ecc. per l'orale;
numerici, iconici ecc. per lo scritto) in testi e contesti via via più
complessi;
- caratteristiche della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato,
scritto, forme multimediali;
- varietà della lingua in dimensione sociale (registro), geografica e
cronologica (dinamicità della lingua);
- aspetti pragmatici: ruoli sociali, scopi espliciti e impliciti dei
parlanti ed effetti del messaggio sui destinatari; strategie
comunicative; rapporto tra funzioni comunicative e forme linguistiche;
- testualità: coerenza e meccanismi di coesione, modalità di
organizzazione dei diversi tipi e generi testuali;
- lessico e semantica: meccanismi di generazione delle parole, funzione
degli affissi ecc.); nozione di campo semantico; denotazione e
connotazione; la semantica del verbo (modalità, tempo, aspetto ecc.)
- morfologia e sintassi: sistemi morfologici (flessioni verbali,
nominali ecc.) e strutture sintattiche (costituenti della frase, ordine
delle parole ecc.).
INDICAZIONI DIDATTICHE
Si confermano, in quanto valide per
tutto il corso di studi, le indicazioni metodologiche proposte nei
programmi del biennio.
Le abilità di comprensione orale si
sviluppano su testi di tipologia e argomento diversi, a forma dialogica
o monologica (conversazioni, relazioni, trasmissioni radiofoniche o
televisive di vario tipo ecc.). Su di essi gli studenti vengono abituati
a compiere le seguenti operazioni:
- anticipare i contenuti sulla base di
alcuni dati e formulare ipotesi;
- cogliere il significato globale;
- individuare informazioni specifiche;
- cogliere le strategie dei parlanti;
- cogliere l'atteggiamento dei parlanti;
- rivedere le ipotesi formulate inizialmente al termine dell'ascolto;
- valutare il contributo dei partecipanti a un dialogo o ad una
discussione.
Per meglio finalizzare l'ascolto, si
possono proporre schede e griglie da completare, presa di appunti e
attività su compito definito.
La produzione orale si favorisce con
attività in coppia o in gruppo (simulazione, role-play ecc.), a partire
da testi ascoltati o letti. Lo studente sarà condotto a mettere in atto
diverse strategie comunicative a seconda del contesto, delle
caratteristiche degli interlocutori, degli scopi ecc.. Tali attività
saranno precedute, o inframmezzate, da momenti di riflessione sulla
comunicazione per permettere il successivo passaggio a una produzione
autonoma. Per giungere a questo tipo di competenza comunicativa, gli
studenti dovranno acquisire la capacità di produrre, in particolare,
forme espositive e argomentative.
Tale competenza verrà agevolata da
una vasta gamma di attività quali ad esempio:
- sviluppo del discorso su note
precedentemente prese in fase di ascolto;
- presentazione di contenuti da diversi punti di vista;
- operazione di sintesi o di sviluppo dei contenuti;
- sviluppo di una tesi partendo da ipotesi date.
La capacità di sostenere una
conversazione telefonica assume particolare rilevanza in ambito
aziendale. Tale capacità viene sviluppata mediante simulazioni a viva
voce in classe che permettono di apprendere le modalità specifiche in
uso in questo particolare tipo di interazione e, successivamente, nel
laboratorio linguistico, si possono introdurre registrazioni di
telefonate di diverso grado di complessità che presentino vari registri
linguistici.
Per quanto riguarda le attività di
lettura, si proseguirà nell'utilizzo delle varie tecniche di lettura a
seconda degli scopi (lettura globale, esplorativa, analitica) applicate
a testi i cui contenuti verteranno dapprima su argomenti e problematiche
legate all'attualità e, in seguito, su tematiche più specifiche
dell'indirizzo.
Al fine di mettere lo studente in
grado di leggere in modo adeguato testi tratti da giornali, manuali e
pubblicazioni specializzate, sarà utile attivare le seguenti competenze
specifiche:
- individuare gli aspetti iconici e
gli indizi discorsivi e tematici presenti nel testo attivando le
conoscenze già possedute dagli allievi;
- porsi domande sul testo e formulare ipotesi avendo chiaro l'obiettivo
della lettura;
- comprenderne le principali informazioni esplicite;
- effettuare inferenze in base a informazioni già note o contenute nel
testo;
- valutare l'utilità delle informazioni contenute nei testi.
La lettura di testi specialistici e di
testi letterari può fornire spunti per attività di produzione orale
che assumono la forma di resoconti, dibattiti e discussioni su problemi,
che è opportuno affrontare, ove possibile, comparandoli con problemi
analoghi nel nostro paese.
Considerando la rilevanza formativa
del riassunto, orale e scritto, è opportuno dedicare spazio a tale
attività a diversi livelli, sia come riduzione del testo originale, sia
come rielaborazione del testo d'origine con parole diverse, sia come
trasposizione sintetica di testi letti o ascoltati in italiano.
L'apprendimento delle capacità di sintesi può avere luogo con attività
di gruppo in cui la risposta alla consegna sia, soprattutto nei primi
tempi, il prodotto di una discussione tra i diversi componenti.
Per rafforzare le abilità di
produzione scritta si possono eseguire "esercizi di traduzione
intralinguistica" nell'ambito della stessa varietà linguistica; si
può richiedere, ad esempio la descrizione di una stessa situazione da
punti di vista diversi; il passaggio dal discorso diretto al discorso
indiretto e viceversa; il cambio di varietà linguistica, con passaggio
dal linguaggio informale a quello formale e viceversa; l'allargamento o
il restringimento di un testo, trasformando ad esempio una circolare
pubblicitaria in un cartellone stradale o viceversa. Si possono inoltre
proporre esercizi di trascodificazione da forma grafica (tabulati,
diagrammi, istogrammi ecc.) in forma linguistica.
Pur non trascurando la scrittura
manipolativa, che favorisce l'acquisizione di automatismi linguistici,
è opportuno proporre attività sempre più autonome e impegnative per
abituare lo studente ad un uso consapevole, personale e creativo della
lingua straniera. Possono servire allo scopo la scrittura di paragrafi
su modelli dati, composizioni su traccia, composizioni libere ecc..
Nella quarta e nella quinta classe è
necessario stabilire ogni raccordo possibile con le altre materie, in
modo che i contenuti proposti nella lingua straniera, pur senza perdere
la loro specificità, abbiano carattere trasversale nel curricolo. E'
necessario tener presente, comunque, che nessun argomento può essere
presentato nella lingua straniera se non è stato prima concettualmente
assimilato in altri ambiti disciplinari, in quanto ogni
"input" linguistico deve trovare strutture cognitive in grado
di recepirlo.
Poiché nella futura attività di
lavoro potrà essere richiesta la traduzione di testi di quarta e quinta
classe, verranno avviati esercizi di traduzione. Tali attività, che
evitano la traduzione della frase isolata e prevedono invece una chiara
contestualizzazione, sono efficaci per consolidare sia la competenza
testuale, sia l'educazione linguistica. La traduzione non può essere
letterale e deve salvaguardare la precisione dei termini tecnici e
l'intenzione comunicativa del testo. In questo senso essa è da
intendersi come aggiuntiva alle abilità di base e non come metodo per
imparare la lingua. E' opportuno che l'uso del dizionario bilingue,
necessario per questa attività, costituisca oggetto di esercitazioni
specifiche.
Poiché l'autonomia di apprendimento
costituisce una finalità primaria nella formazione dello studente, è
opportuno che l'insegnante colga qualsiasi occasione per favorirla,
offrendogli sempre maggiori spazi di decisione e di scelta. A questo
fine è utile disporre di un'ampia varietà di materiali linguistici
(possibilmente corredati da strumenti di autoverifica), favorire
l'accesso a media audiovisivi e tecnologici che rispondano ai diversi
stili cognitivi e strutturare attività comunicative diversificate che
coinvolgano lo studente e lo rendano protagonista del suo apprendimento.
In tal modo il docente assume il ruolo di guida e facilitatore per lo
studente, il quale, conscio dell'obiettivo da raggiungere, può
individuare modalità, strumenti e percorsi personali che gli permettano
di massimizzare le sue capacità di apprendere.
La verifica e la valutazione
Prove di comprensione orale e
scritta
La comprensione, globale o analitica,
dei generi testuali proposti, potrà essere verificata, per l'orale e
per lo scritto mediante le prove seguenti:
- questionari a scelta multipla;
- questionari a risposta breve;
- compilazione di tabelle, griglie e moduli;
- ricodificazione di testi in forma grafica (tabelle, diagrammi,
diagrammi di flusso, istogrammi ecc.).
Prove di produzione orale
La produzione orale, che si realizza
nella classe per lo più con attività in coppia o in gruppo, con
dibattiti e discussioni, potrà essere verificata avvalendosi di griglie
di osservazione sistematica che permettono di valutare le prestazioni
dei singoli riducendo al minimo gli elementi di impressionismo e di
casualità.
Prove di produzione scritta
La produzione scritta potrà essere
verificata mediante:
- brevi descrizioni o narrazioni;
- brevi resoconti e commenti a testi o ad attività;
- lettere formali o informali di carattere personale;
- ricodificazione da diagrammi o tabelle;
- brevi composizioni di carattere generale su traccia.
Prove di tipo integrato
Le attività integrate potranno essere
verificate con:
- trasposizione di conversazioni
telefoniche in appunti e successivamente in messaggi articolati;
- ricostruzione di un testo da appunti presi;
- compilazione di moduli;
- dettati;
- test di tipo "cloze";
- riassunti a partire da testi orali e scritti, di carattere generale o
specifico;
- trasformazione di testi (cambiando un elemento della comunicazione -
tempo, punto di vista, destinatario, intenzione comunicativa ecc.);
- riassunti di testi narrativi.
Prove di competenza linguistica
Il possesso delle singole competenze
linguistiche potrà essere verificato mediante:
- completamento di frasi o testi sui
vari aspetti linguistici (tempi verbali, connettori testuali ecc.);
- trasformazione di frasi.
Frequenza delle prove
La valutazione riguarda le varie
abilità, singole o integrate, e la competenza linguistica. Pertanto sarà
opportuno che ogni prova verifichi più di un'abilità e comprenda
tipologie di attività diverse.
La classificazione riguarderà per le classi terze sia l'orale sia lo
scritto e nelle quarte e quinte solo l'orale; in entrambi i casi, si
fonderà su almeno tre verifiche per quadrimestre o due per trimestre.
ECONOMIA
INDUSTRIALE ED ELEMENTI DI DIRITTO
FINALITA'
Le finalità dell'insegnamento
consistono in:
- integrare ed arricchire le
conoscenze giuridico-economiche già fornite nel biennio per guidare il
giovane all'interpretazione del funzionamento del sistema economico
industriale;
- affrontare le dinamiche che
caratterizzano la gestione delle imprese sotto il profilo organizzativo
ed economico.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Al termine del corso l'alunno dovrà
essere in grado di:
1. cogliere la dimensione economica
dei problemi;
2. comprendere le caratteristiche e le modalità di funzionamento del
sistema bancario soprattutto per quanto concerne il funzionamento e i
servizi alle imprese;
3. riconoscere i principali elementi che connotano il funzionamento dei
mercati finanziari e degli scambi internazionali;
4. correlare gli aspetti giuridici ed economici delle operazioni
d'impresa specie riguardo all'assetto societario, ai più comuni
contratti e rapporti di lavoro;
5. individuare le varie funzioni aziendali, il loro ruolo e la loro
interdipendenza;
6. riconoscere i modelli di organizzazione aziendali descrivendone le
caratteristiche e le problematiche;
7. identificare le correlazioni fra attività gestionale e ambiente in
cui opera l'impresa;
8. identificare alcune fondamentali condizioni dell'equilibrio aziendale
e le necessarie procedure di controllo;
9. risolvere problemi connessi con la determinazione e la ripartizione
dei costi rispetto a differenti obiettivi;
10. documentare e comunicare efficacemente gli esiti del propri |