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Reg. Tribunale Lecce n. 662 del 01.07.1997
Direttore responsabile: Dario Cillo


 

LETTERINA A BABBO NATALE
(da una maestra a Babbo Natale )

 

Caro Babbo Natale,

dacci una scuola veramente autonoma in cui si possa pensare, ridere, parlare, amare e imparare in un clima di ascolto e serenità.

Dacci lo spazio e gli spazi per giocare, correre, festeggiare, recitare e cantare insieme.

Dacci edifici sicuri in cui sia possibile "abitare", in cui ci sia lo spazio vitale per lavorare.

Dacci lavagne scrivibili.

Dacci banchi della misura giusta per poter scrivere e leggere.

Dacci armadi in cui poter riporre il materiale.

Dacci registratori validi per ascoltare le voci dei bambini e videocamere potenti per ripercorrere, mettere a punto, correggere, mostrare alle famiglie, discutere con esse, le attività svolte.

Dacci refettori in cui sia possibile conversare col vicino di tavolata.

Dacci giardini in cui saltare sicuri.

Da’ a ogni scuola palestre e attrezzi.

Dacci biblioteche aggiornate e rifornite…

Fa’ l’incantesimo al Ministro e a chi gli sta vicino: fa’ che accolgano le nostre richieste!

Quali?

1)Non vorremmo essere maestre uniche.

2)Vorremmo scuole attrezzate come centri di ricerca didattica e metodologica permanenti.

3)Vorremmo che la classe non venisse disgregata in gruppi di compito, di livello ed elettivi.

4)Vorremmo tempo per stare con le bambine e i bambini.

5) Non vorremmo le funzioni obiettivo o altre figure di contorno: ogni spicciolo dovrebbe andare a chi insegna lottando contro l’insuccesso.

6)Vorremmo denaro per poter aiutare le/i bambine/i in difficoltà.

7)Vorremmo essere interpellate/i per il futuro sui curricoli necessari e fattibili.

8) Vorremmo essere interpellate dal MIUR per poter esprimere il nostro parere sulle priorità (di spesa e organizzative).

9)Vorremmo la possibilità di assumerci la responsabilità di intervenire in tempo utile rivolgendoci a esperti nei casi di bambine/i che presentano gravi disagi.

10)Vorremmo sentir meno parole e vedere molti più fatti.

Vorremmo avere come insegnanti di scuola dell’infanzia ed elementare:
la forza di respingere con fermezza l’attacco che la Riforma annunciata e le probabili applicazioni di essa sferreranno contro i due ordini di scuola, in particolare vorremmo dire NO:

all’ anticipo a due anni e mezzo e a cinque anni e mezzo

alla figura del tutor

all’ eliminazione dei moduli

alla soppressione del tempo pieno così come è ora

Vorremmo poter difendere il nostro operato che si è mostrato valido e competitivo in Europa e dintorni!

Vorremmo che tutti capissero che non esistono motivazioni profonde e dimostrabili per modificare l’impianto generale dei nostri due ordini di scuola.

 

Caro Babbo Natale,

aiutaci a difendere le/i bambine/i da qualsiasi strumentalizzazione e "uso" scorretto della loro età evolutiva.

Tu sai che finora abbiamo lavorato anche in presenza di gravi carenze strutturali e strumentali (e abbiamo sopperito con determinazione, competenza e disponibilità umana) proprio in quegli ambienti inadatti da ogni punto di vista, in cui "domani" dovrebbero entrare bambine/i ancora più piccole/i di quelle/i già sufficientemente piccole/i che ci vivono ora!

Ci siamo aggiornate/i a nostre spese quotidianamente negli anni (in una società che pretendeva da noi la qualità senza nulla dare in cambio!) costruendoci una professionalità sconosciuta ai più, per affrontare in proprio difficoltà di ogni tipo: dagli inserimenti di alunne/i provenienti da altre culture (e di madre lingua straniera) senza alcun supporto valido, ai casi di disagio non riconosciuto, dall’aver classi numerosissime, all’adattarci ad aule anguste e senza arredi adeguati, ecc…

Abbiamo prestato la nostra opera, in spirito di collaborazione e ora non siamo disposte/i ad accettare differenziazioni di carriere al nostro interno! Per questi nostri due ordini di scuola sarebbe dannoso il creare professionalità "gerarchizzate", vista l’assoluta necessità di collaborare alla pari per addivenire a soluzioni condivise nell’opera educativa di ogni giorno. Anzi sarebbe ora di veder riconosciuta la professionalità delle/degli insegnanti e ciò che fin qui è stato il loro percorso irto di difficoltà spesso inimmaginabili.

 

Caro Babbo Natale,

dacci dirigenti sereni (più liberi da vincoli e burocrazia), personale di segreteria rilassato e disponibile (ora è oberato, schiacciato da incombenze che nulla hanno a che vedere con una gestione a misura di pacifiche e umane relazioni).

Dacci laboratori e tecnici che possano facilitare il lavoro a noi, alle bambine e ai bambini.

Dacci il modo di poter evitare riunioni interminabili in cui si parla di soldi inesistenti.

Dacci un ministro in meno, "quattro"commissioni di esperti in meno, ma tanti insegnanti giovani e preparati in più.

 

Caro Babbo Natale,

distogli da noi le menti e i calcoli di chi, nel mondo e nel locale, dice di proteggere l’infanzia, e sorride, e blandisce, per poi … girarsi dall’altra parte!

Caro Babbo Natale,
so che ti ho chiesto troppo, ma chiedere non costa nulla!

 

Claudia Fanti

24 dicembre 2002


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