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Prospettive e potenzialità del sociogramma nel gruppo-classe di Andrea De Matteis (1) 1. INTRODUZIONE 1.1 - Promozione del ben-essere e i Centri di Informazione e Consulenza 1.2 - Il gruppo – classe 1.3 - Il test sociometrico 2.1 Progettazione di un sociogramma 2.1.a - Individuazione del criterio di indagine 2.1.b - Formulazione delle domande 2.1.c - Determinazione dei criteri riguardanti le risposte 2.2 Somministrazione del Sociogramma 2.3 Lettura dei dati sociometrici 2.3.a - Indici individuali 2.3.b - Ruoli individuali nel gruppo – classe 2.3.c - Indici collettivi 2.5 Interpretazione del test sociometrico 2.5.a - Indici individuali 2.6.a - Comunicazione dei risultati del sociogramma 3. CONCLUSIONE 4. BIBLIOGRAFIA 1. Introduzione 1.1 - Promozione del ben-essere e i Centri di
Informazione e Consulenza La
scuola italiana, negli ultimi anni,
sta vivendo un periodo di particolare interesse verso un
aspetto della propria realtà, in precedenza scarsamente
considerato: la promozione del ben-essere all’interno della
istituzione scolastica attraverso iniziative di educazione alla
salute. D’altra
parte, la scuola non poteva ignorare il fenomeno, sempre più
emergente e diffuso nella nostra società, del malessere e del
disagio, soprattutto nel mondo giovanile, senza voler fornire una
risposta adeguata. Una
decisiva sollecitazione in questa direzione è stata data dalla
legge 309/90, che con l’articolo 106 istituiva i Centri di
Informazione e Consulenza (CIC). Questa
legge, nata per contrastare il complesso fenomeno delle dipendenze
patologiche, oltre a individuare modalità e strumenti per la cura e
la riabilitazione, ha voluto privilegiare gli interventi finalizzati
alla prevenzione del disagio giovanile per evitare che, in
concomitanza di altri fattori di rischio, si trasformasse in
vera e propria condizione patologica. Il CIC,
inizialmente attivato per affrontare le problematiche della
tossicodipendenza, ha esteso successivamente la sua area d’interesse,
attraverso interventi di educazione alla salute, ad altre tematiche
della condizione giovanile, quali i disturbi del comportamento
alimentare, l’alcolismo ed il bullismo. Si può
dire che “L’educazione alla salute, infatti, può essere
definita come l’insieme delle attività, delle procedure e delle
proposte tecniche finalizzate al migliore sviluppo del benessere
psicofisico dell’alunno”(Mariani, 2001, p.18). Il CIC
diventa quindi uno spazio progettuale, gestito sia dalla scuola, che
mette a disposizione strumenti e risorse, sia dalla componente
studentesca e dalle famiglie, all’interno del quale è possibile
programmare e realizzare qualsiasi iniziativa utile per migliorare
le relazioni interpersonali e la qualità di vita dell’istituzione
scolastica. Gli interventi utili per una efficace azione di prevenzione primaria e secondaria di norma sono finalizzati a: - rilevare, cercando di dare una risposta, attraverso il Centro di Ascolto, le situazioni problematiche individuali che possono avere origine in ambito familiare o all’interno del gruppo dei pari;
-
promuovere
e valorizzare, all’interno del gruppo-classe, quelle modalità
interattive utili a creare un contesto affettivo - relazionale che
porti ad una reale condizione di ben-essere. 1.2 -
Il gruppo - classe Il
gruppo-classe rappresenta la struttura di base attraverso cui l’organizzazione
scolastica persegue gli obiettivi istituzionali della “acquisizione
sistematica e programmata di conoscenze” (Carli, Mosca, 1980, p.66),
“ma costituisce anche l’ambito entro il quale si manifestano
bisogni di natura individuale, differenti da quelli istituzionali
(ad esempio il bisogno di avere amicizia, di conquistare prestigio o
di scaricare aggressività)” (Carli, Mosca, 1980, p.69). Quest’ultimo
aspetto, definito da Carli e Mosca (Carli, Mosca, 1980) come livello
subistituzionale, caratterizza profondamente il processo di
socializzazione ed è spesso considerato dagli insegnanti l’ambito
all’interno del quale si manifestano problemi di relazione tra gli
alunni e tra gli alunni e il corpo docente. D’altra
parte non sempre l'insegnante riesce a cogliere correttamente la
qualità e la quantità dei rapporti interpersonali che si
instaurano all'interno di una classe.
Moreno, il fondatore della sociometria,
individua nello
iato esistente tra la percezione dell’insegnante e il reale status
sociale degli allievi, la causa che forse maggiormente incide
negativamente nella costruzione di rapporti adeguati e gratificanti
tra alunni e docenti. (J.L. Moreno, 1943) Quindi,
un mancato riconoscimento ed una inadeguata esplicitazione dei
bisogni emergenti a questo livello può determinare una integrazione
problematica e disfunzionale del gruppo-classe, incidendo, di
conseguenza, negativamente sul processo primario dell’apprendimento. 1.3 Il
test sociometrico Il
sociogramma rappresenta un
efficace strumento di indagine per conoscere le complesse e
articolate dinamiche che si strutturano nelle varie fasi del ciclo
vitale del gruppo-classe. Tuttavia,
la semplicità di somministrazione del test sociometrico si
accompagna sempre ad un elaborato trattamento statistico dei dati e
ad una rappresentazione grafica dei risultati ottenuti che prevede
un notevole impegno e tempi relativamente lunghi. Sono
queste le difficoltà incontrate da insegnanti, psicologi,
educatori, sociologi che hanno avuto modo di utilizzare ed
apprezzare le notevoli potenzialità del sociogramma. Nella
seconda parte di questo articolo sarà fornita una guida pratica che
permetterà, anche attraverso un esempio, di progettare, realizzare
e interpretare un sociogramma. In
questo lavoro, si seguirà la modalità procedurale implementata in SocioSoft
, un programma computerizzato che permette di ottenere in tempi
rapidi e dopo una facile ed agevole introduzione delle risposte
relative al test sociometrico, l’elaborazione statistica dei dati
e la stampa, in forma grafica, dei risultati individuali e di gruppo
(2). 2. Il sociogramma 2.1 Progettazione di un sociogramma Il test
sociometrico permette
di ottenere una dettagliata mappa delle relazioni e di individuare
lo status sociale dei singoli soggetti all’interno del gruppo. Può
essere utilizzato non solamente in ambito scolastico, ma in
qualsiasi contesto dove esiste un gruppo organizzato e strutturato
di cui si vuole approfondire la conoscenza (in fabbrica, nelle
comunità terapeutiche, in caserma, nelle colonie giovanili,
in ambiente di lavoro e sportivo, nelle comunità religiose,
ecc…). In
questo articolo sarà utilizzato, a fine esemplificativo, un
sociogramma somministrato in una classe prima di scuola media
superiore, composta da 17 maschi e 10 femmine. Gli
allievi saranno individuati con una sigla, perché, in sociometria,
è consuetudine indicare i soggetti esaminati con le iniziali del
loro cognome e nome. 2.1.a
- Individuazione del criterio di indagine Il test
sociometrico è uno strumento semplice e facile da adattare all’obiettivo
che si vuole raggiungere. L’obiettivo è strettamente collegato
all’aspetto della vita di gruppo che si vuole indagare. L’individuazione
del criterio faciliterà l’esatta formulazione delle domande che
saranno presentate ai soggetti componenti il gruppo in fase di
somministrazione del test. I criteri sociometrici maggiormente utilizzati riguardano essenzialmente:
I
criteri del tipo 3, e in parte anche quelli del tipo 2 implicano,
invece, processi di valutazione delle capacità e abilità altrui. Se la
finalità del test è collegata alla necessità di indagare e di
migliorare la capacità organizzativa del gruppo, allora la domanda
può essere così presentata:”Chi sceglieresti tra i tuoi compagni
per organizzare dei gruppi di studio (o di lavoro)?”.
2.1.b - Formulazione delle domande Le
domande che noi utilizzeremo sono in tutto quattro. Le prime
due fanno riferimento al principio: scelta/repulsione, individuato
da Moreno. La terza
e la quarta domanda, partendo da una diversa prospettiva, servono
per indagare sulla capacità che gli allievi hanno di rappresentarsi
all'interno del gruppo-classe (percezione di stato). Bastin
ricorda “che un uomo situato in un gruppo vi agisce e reagisce non
secondo uno statuto sociometrico reale, ma in conformità alla
posizione sociale che egli crede essere sua, in conformità alla
percezione che egli ha dei legami che lo uniscono agli altri” (Bastin,
1963, p. 8).
2.1.c
- Determinazione dei criteri riguardanti le
risposte In fase
di somministrazione è opportuno oppure no fornire indicazioni per
dare un limite al numero di opzioni da esprimere per ogni domanda? Bastin,
nel ricordare il "principio di spontaneità così caro a
Moreno", suggerisce che "per giungere, dunque, ad
un'analisi più particolareggiata, è meglio non limitare il numero
di scelte e di ripulsioni, e tener conto degli indici stabiliti
mediante la non-limitazione." (Bastin, 1963, p.18) In
realtà, la motivazione che in passato ha determinato la limitazione
delle opzioni (usualmente sino a cinque risposte) era dovuta ad una
difficoltà oggettiva nell’effettuare manualmente lo spoglio delle
risposte. La
utilizzazione del programma SocioSoft ci aiuterà a
scegliere la non-limitazione nelle opzioni. C'è da
aggiungere che, nel costruire i sociogrammi collettivi (il
cosiddetto sociogramma a bersaglio), al fine di ottenere dei
grafici leggibili, sarà tenuta in considerazione la prima opzione. Invece,
la non-limitazione nelle opzioni permetterà di avere delle
informazioni più accurate in fase di utilizzazione degli indici
individuali di cui si parlerà in modo più approfondito in seguito
(indice di espansività, indice di percezione di stato, ecc…). Otterremo
una ulteriore informazione nell’ambito degli indici individuali
chiedendo di esprimere, in fase di somministrazione del test, le
opzioni nei confronti dei compagni in ordine di preferenza.
2.2
Somministrazione del Sociogramma La fase
della somministrazione del test deve essere correttamente eseguita
allo scopo di evitare condizionamenti di varia natura, che possano
inficiare il risultato finale. Di
conseguenza: 1. E’
preferibile effettuare la somministrazione con l’intero gruppo -
classe. A tal fine, è consigliabile che tutti gli allievi siano
presenti in classe. Se qualcuno è assente, è importante
somministrargli successivamente il test. E'
opportuno ribadire che, ai fini della elaborazione finale dei
risultati del sociogramma, è importante avere le risposte di tutti
gli alunni che fanno parte della classe (esclusi quelli che magari
ormai si sono ritirati). 2.
Illustrare con chiarezza e semplicità le finalità e le modalità
del test. Precisare che la sua esecuzione è facile e non richiede
molto tempo. Aggiungere che le poche domande che saranno presentate
prevedono delle risposte semplici, ma che vanno a toccare aspetti
molto personali. Per questo motivo, è opportuno garantire la
riservatezza delle risposte, che saranno conosciute soltanto dall’esaminatore
e dal docente. Quindi si sollecitano gli allievi, a fine test, a
tenere soltanto per sé le risposte che hanno fornito, escludendo
quindi di parlarne con i compagni. 4. Si
invitano tutti quanti a collaborare per creare un clima di serietà
e di silenzio. Dopo di che, si possono dare indicazioni per
distanziare i banchi, al fine di contenere la curiosità ed evitare
di dare magari una sbirciatina sul foglio del compagno vicino. 5. Per evitare errori e incertezze nella lettura delle risposte, è opportuno ricordare di far scrivere in stampatello prima il cognome e poi il nome dei compagni. Il nome deve essere sempre riportato, soprattutto quando in classe sono presenti più allievi con lo stesso cognome. 2.3 Lettura dei dati
sociometrici L’insieme
delle risposte ottenute costituiscono la cosiddetta matrice
sociometrica che, secondo P. Guidicini, “… è in primo luogo
uno strumento di analisi e non di sintesi”(Guidicini, 1980, p.385). Il
programma SocioSoft, attraverso una elaborata e
puntuale analisi della matrice sociometrica, permette di ottenere un
elevato numero di informazioni che riguardano essenzialmente:
a)
gli indici
relativi allo status sociale dei singoli individui all’interno
della classe;
b)
il tipo di
relazioni esistenti all’interno del gruppo – classe nel suo
insieme. 2.3.a –
Indici individuali Per una
presentazione efficace degli indici in oggetto, faremo riferimento
alla situazione di una ragazza (sigla AC) del nostro sociogramma di
esempio, ricordando che:
-
l’area
indagata è quella affettivo – relazionale
-
non è
stata data alcuna limitazione nell’esprimere le opzioni. Situazione sociometrica di AC
Numero di scelte fatte e che sono state corrisposte (reciprocità di scelta) : n° 4. Numero di rifiuti espressi e che sono stati corrisposti (reciprocità di rifiuto): n° 2. Indice di espansività. L’indice di espansività è rappresentato
dal rapporto esistente tra il numero totale delle scelte (S)
espresse dal soggetto e il numero totale dei rifiuti (R) espressi
dal soggetto. Quando l’indice di espansività
(S/R) è inferiore a 1 (< 1), assume un valore negativo,
mentre quando è
superiore a 1 (>1), assume un valore positivo. Nel caso
di AC, l’indice di espansività (10/7) è uguale a 1.4, quindi
assume un valore positivo. In altre
parole, si può dire che AC è affettivamente orientata all’apertura
verso gli altri ed è pronta a sperimentarsi in nuovi rapporti
interpersonali. Indice
di percezione di stato nelle scelte. Questo indice è dato dal rapporto esistente
tra il numero di scelte di cui un individuo
ritiene di essere stato oggetto ed il numero delle scelte
realmente ottenute. Un individuo ha una buona percezione della
qualità delle proprie relazioni in fase di avvicinamento con gli
altri (scelte) quanto più il valore di questo indice si avvicina
a 1. Nel caso
di AC, l’indice di percezione di stato nelle scelte è uguale a
0.5. Questo vuol dire che ritiene di essere stata scelta da 7
compagni, mentre in realtà è stata oggetto di scelta per ben 12
volte. AC non ha una buona percezione di stato. Indice
di percezione di stato nei rifiuti. Questo indice è dato dal rapporto esistente
tra il numero di rifiuti di
cui un individuo ritiene
di essere stato oggetto ed il numero di rifiuti
realmente ottenuti. Un individuo ha una buona percezione della
qualità delle proprie relazioni in fase di allontanamento
dagli altri (rifiuti) quanto più il valore di questo
indice si avvicina a 1. Nel caso
di AC, l’indice di percezione di stato nei rifiuti è uguale a 0.8
(4/5). Questo vuol dire che AC ha una buona capacità di
rappresentarsi all’interno del gruppo – classe riguardo alla
modalità di allontanamento-repulsione (rifiuti). Nella Figura 1, viene riportata la mappa completa delle opzioni espresse da AC nei confronti dei compagni e quelle indirizzate da questi nei suoi confronti.
AC
sceglie PE ed entrambi ritengono di essere stati scelti dall’altro. AC
sceglie RG. RG sceglie AC. Per entrambi non c’è aspettativa di
essere stato scelto dall’altro. AC
sceglie BS. BS rifiuta AC e ritiene di essere rifiutato. AC
rifiuta DS ed entrambi ritengono di essere stati rifiutati dall’altro. AC
sceglie e ritiene di essere stato scelto da MR. MR non lo sceglie,
ma immagina di essere stato scelto da AC. Un altro interessante strumento, realizzato da Bastin su un’idea di Proctor e Loomis, è il Sociogramma individuale di distanza sociometrica (Bastin, 1963) (Figura 2).
“Questo sociogramma riproduce la distanza
sociometrica esistente tra un determinato soggetto e tutti gli altri
membri del gruppo. La distanza viene calcolata sulla matrice
sociometrica facendo la somma algebrica dei 4 indici: rapporto
sociometrico da A a B, rapporto sociometrico da B ad A, percezione
sociometrica di A rispetto a B, percezione sociometrica di B
rispetto ad A. Ad ogni scelta è assegnato il valore di
+1, ad ogni ripulsione il valore di
–1”. (Bastin, 1963, p.58) “Il sociogramma individuale, allora, viene
presentato sotto forma di 9 cerchi concentrici, al cui centro è
situato il soggetto. Il primo cerchio, dal centro, vale
+4, il cerchio esterno vale
-4. Basta, quindi, disporre tutti gli altri soggetti del
gruppo su uno di questi cerchi, tenendo conto della distanza
sociometrica rilevata tra essi e il soggetto di cui si sta
rappresentando il sociogramma individuale.” (Bastin, 1963, p.60) Nella Figura 2, PE è il soggetto sociometricamente
più vicino ad AC, invece DS è quello più distante. E’ utile rilevare come nel sociogramma individuale di AC, che ricopre nel gruppo lo status sociale di soggetto popolare, la maggior parte dei compagni occupino lo spazio interno più vicino ad AC, a differenza della situazione rappresentata nel sociogramma individuale di M1 (Figura 3), che ha nel gruppo lo status sociale di soggetto isolato e rifiutato.
2.3.b
-
Ruoli individuali nel gruppo – classe. Gli indici sinora considerati offrono misure grezze
dello status sociometrico individuale. Il problema che si pone a questo punto è:
Bronfenbrenner et al. (cit. in Bastin, 1963) hanno
proposto di fare riferimento allo schema costituito dalle leggi del
caso. Si procede ricorrendo alle caratteristiche della distribuzione
binomiale e determinando la probabilità che un soggetto qualsiasi
venga scelto o rifiutato per caso 0, 1, 2, 3, … n volte. Bastin consiglia di fissare un limite di fiducia e di
considerare tre categorie di soggetti:
a)
soggetti
che ricevono o fanno un numero di scelte o rifiuti
significativamente inferiore a quello atteso per la sola legge del
caso;
b)
soggetti
che ricevono o fanno un numero di scelte o rifiuti quale ci si può
attendere per la sola legge del caso;
c)
soggetti
che ricevono o fanno un numero di scelte o rifiuti
significativamente superiore a quello atteso per la sola legge del
caso. I ruoli che assumono un particolare significato all’interno
del gruppo sono:
a)
i soggetti
popolari (leaders), ossia quelli che hanno ricevuto un numero
significativamente alto di scelte;
b)
i soggetti
isolati, ossia quelli che hanno ricevuto un numero
significativamente basso di scelte;
c)
i soggetti
rifiutati, ossia quelli che hanno ricevuto un numero
significativamente alto di rifiuti attivi. La configurazione dei ruoli nel nostro sociogramma di
esempio è così rappresentata: SOGGETTI POPOLARI
(Numero significativamente alto di scelte ricevute)
SOGGETTI ISOLATI
(Numero significativamente basso di scelte ricevute)
SOGGETTI RIFIUTATI
(Numero significativamente alto di rifiuti ricevuti)
L’individuazione del ruolo o status sociale nel
gruppo è determinato dal numero di opzioni (scelte o rifiuti) che
un soggetto ha ottenuto. Il numero di opzioni ricevute è indicato anche in
termini percentuali (tra le parentesi). L’ “indice valorizzato” permette di
approfondire l’aspetto qualitativo delle relazioni interpersonali,
dando significato e rilievo all’ordine di preferenza con cui sono
state espresse sia le scelte che i rifiuti. In pratica, nella fase di elaborazione dei dati
sociometrici, si crea una graduatoria di valori che dà un punteggio
massimo alla scelta espressa in prima posizione, e poi, a scalare,
punteggi inferiori per quanto riguarda le scelte espresse
successivamente. Questo spiega perché, tra i soggetti popolari, CF,
DS ed MC hanno ottenuto lo stesso numero di scelte (8), ma hanno
indici valorizzati differenti. Non è infrequente che un soggetto isolato sia anche
rifiutato (M1 nel nostro sociogramma). D’altronde, è anche possibile che un soggetto
popolare, con un numero significativamente alto di preferenze,
ricopra anche lo status di soggetto rifiutato, ossia abbia ricevuto
un numero significativamente alto di repulsioni. Nel nostro esempio
è accaduto a DS, con 8 scelte e 9 rifiuti. 2.3.c
–
Indici collettivi Gli indici visti finora chiariscono e definiscono il ruolo sociometrico dell’individuo all’interno della classe. E’ possibile ottenere ulteriori informazioni
puntando l’attenzione sul gruppo nel suo insieme. Un indice di particolare interesse è quello relativo
alla coesione del gruppo. Sono state proposte varie formule per quantificare
questo indice. Bronfenbrenner intende per “coesione” il rapporto
esistente tra il numero totale delle scelte reciproche e il numero
dei soggetti che compongono il gruppo (cit. in Bastin, 1963). Per Bastin, “la coesione si può definire come la
risultante di tutte le forze che agiscono su ciascun membro per
indurlo a rimanere nel gruppo, è insomma, la risultante di tutte le
forze attrattive”.(Bastin, 1963, p. 123) Secondo Carli e Mosca, una simile definizione fa
riferimento a un modello concettuale di gruppo che, a loro avviso,
è limitante. Essi sostengono che ”Il gruppo, nella visione
sociometrica tradizionale, viene considerato come struttura
solo in base ai sottogruppi costitutivi (gli atomi sociali di
Moreno): l’obiettivo della prova sociometrica viene quindi
ristretto all’individuazione di questi sottogruppi, alla
conoscenza delle polarizzazioni di scelta o di rifiuto al fine di
evidenziare i leader positivi o negativi, il rilievo degli esclusi”
(Carli, Mosca, 1980, p. 18). Il modello teorico da loro proposto “si fonda su
una precisa definizione del comportamento sociometrico: le scelte, i
rifiuti e gli ignoramenti che ciascun membro del gruppo formula nei
confronti di tutti gli altri compagni sono espressione del tentativo
di anticipare la reciprocità; in altri termini, ogni persona,
sceglie, rifiuta o ignora quei compagni che presume lo scelgano, lo
rifiutino o lo ignorano” (Carli, Mosca, 1980, p.20). In questo assunto, la categoria dell’ignoramento
assume lo stesso valore che viene dato alle risposte di scelta e di
rifiuto (categoria di esplorazione). A tal fine, nella somministrazione del test
sociometrico è indispensabile non mettere alcun limite alle
scelte o ai rifiuti effettuati da ogni singolo soggetto (in
precedenza è stato evidenziato come questa procedura sia facilitata
dall’uso del programma SocioSoft). Di conseguenza, vengono individuati i seguenti indici
che possono essere rilevati sia per l’intero gruppo che per ogni
singolo soggetto:
a)
Indice di coesione “che mette in rapporto la frequenza delle esplorazioni effettuate nel
gruppo con quella degli ignoramenti. Quando l’indice è inferiore
all’unità, ciò significa che prevalgono gli ignoramenti; quando
invece prevalgono le esplorazioni l’indice assume valori superiori
all’unità” (Carli, Mosca, 1980, p.21). Quindi un gruppo può
essere considerato coeso quando questo indice risulta superiore a 1.
b)
Indice di efficienza nell’esplorazione,
che “mette in rapporto le esplorazioni corrette con il totale
delle esplorazioni effettuate. L’indice assumerà valori da 0 a 1.
Sarà tanto più elevato quanta più alta è la frequenza delle
esplorazioni corrette” (Carli, Mosca, 1980, p.21).
c)
Indice
di efficienza nell’ignoramento. “In questo caso il rapporto
è posto tra gli ignoramenti corretti e quelli totali. L’indice
assumerà valori tanto più vicini all’unità quanto più elevata
è la frequenza degli ignoramenti corretti” (Carli, Mosca, 1980, p.24). La relazione esistente tra questi indici sociometrici permette agli autori di questo modello teorico di prefigurare realtà gruppali identificabili con le varie fasi del ciclo di vita della classe. Vediamo qualche esempio.
Le fasi evolutive del gruppo, prefigurate dalla
relazione esistente tra l’indice di efficienza nell’ignoramento
e l’indice di coesione, vengono meglio caratterizzate quando l’indagine
viene indirizzata sulla capacità esplorativa dei membri del gruppo.
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