| I domini riguardano sia gli indirizzi logici che
quelli fisici di internet. I nodi associati in una stessa istituzione,
oppure in una certa area, o in un certo settore ecc, costituiscono un gruppo, chiamato
dominio. Il dominio più ampio , chiamato dominio di alto
livello, è nazionale o settoriale. Entro questo sussistono sottodomini via
via più piccoli. L'insieme dei domini e dei sottodomini cui un nodo appartiene dà la sua
precisa collocazione. I domini vengono scritti da destra verso sinistra a partire dal più
ampio fino al più piccolo nell'indirizzo IP logico. Ad esempio :
unipg.it
vuol dire che il nodo è italiano (vedi
sigla it). Nell'ambito dell'Italia appartiene al sottodominio dell'università di Perugia.
Il dominio di alto livello viene scelto con un criterio settoriale negli USA dove si
adopera com (per dire che il nodo appartiene al dominio delle
aziende), edu (alle istituzioni scolastiche), mil
(militare) ecc. Nel resto del mondo si preferisce il criterio nazionale (con le dovute
eccezioni, vedi edscuola.com !).
Lei vuole una spiegazione tecnica e non puramente formale. Infatti la definizione dei
domini riguarda l'indirizzo IP logico ma soprattutto l'indirizzo IP binario
.
In armonia al principio che abbiamo introdotto all'inizio, gli indirizzi binari
vengono assegnati "a pacchetti" e mai singolarmente. I pacchetti sono di tre
tipi diversi chiamati rispettivamente Rete A, Rete B e Rete
C i quali hanno la seguente consistenza:
Rete A ha 16.777.214
indirizzi
N. totale di reti A = 127
Rete B ha 65.534
indirizzi
N. totale di reti B= 16.384
Rete C ha 254
indirizzi
N. totale di reti B= 2.097.152
In sostanza più il pacchetto è piccolo e più pacchetti ci sono. Questo succede
perché il numero di reti e gli indirizzi appartenti alla stessa rete si codificano con 32
bit. I due valori, bilanciati in modo diverso, devono dare il totale di 32 bit. Ad esempio
il pacchetto di indirizzi A viene identificato da 7 bit mentre 24 bit identificano tutti i
nodi del pacchetto (il bit rimanente serve per altri scopi).Una rete C viene definita con
21 bit mentre i nodi vengono definiti con 8 bit (3 bit servono per altri scopi).
Di regola chi prende un pacchetto di indirizzi, ovvero è assegnatario di una rete A, B
oppure C, non li usa tutti per sé ma li ridistribuisce ad altri utenti. Il gioco si
ripete tra provider maggiori verso i minori ed in questo modo si formano i vari
sottodomini. Come esempio immaginiamo che l'azienda X prenda gli indirizzi dal numero 3300
a 3399. Quindi X attribuisce gli indirizzi 3300-3349 alla consociata Y e gli indirizzi
3350-3399 alla consociata Z. In questo modo i nodi con le prime due cifre pari a 33
identificano il dominio di X. I nodi 3300-3349 formano il sottodominio Y, i nodi 3350-3399
formano il sottodominio Z appartenente ad X ovviamente. L'azienda X potrà scegliere gli
indirizzi logici che preferisce, ad esempio :
y.x.com
z.x.com
a seconda della sua volontà e diritto di farsi individuare (ne abbiamo
parlato alla domanda 7). Gli indirizzi binari invece servono al funzionamento fisico della
rete ed il fatto che sono numericamente contigui ha dunque un preciso significato
logistico. Con una certa approssimazione potremmo dire che numeri vicini appartengono a
nodi vicini (ci sono numerose eccezioni tuttavia).
La corsa all'accaparramento di grandi pacchetti e quindi alla
ridistribuzione ha fatto sì che le Reti A fossero subito esaurite, quindi sono terminate
le B e le C. Non si può nascondere che questo gioco ha prodotto uno spreco di indirizzi
che restano inutilizzati. In aggiunta al fenomeno concorre una necessità tecnica. Abbiamo
già spiegato nella domanda 8 che il provider deve possedere un numero abbondante di
indirizzi in modo da assegnarli a rotazione tra gli utenti privati che si allacciano a
proprio piacimento. In pratica solo alcuni indirizzi del pacchetto sono indirizzi
IP fissi , gli altri lavorano come indirizzi IP dinamici.
In conclusione l'attuale indirizzo IP di 32 bit si dimostra ampiamente insufficiente ed
in futuro sarà portato a valori ben più ampi (si parla di 128 bit) in modo da far fronte
non soltanto al crescente numero di utenti ma anche alle esigenze tecniche collaterali che
abbiamo spiegato.
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