46.  Mi
può
spiegare
il sistema
operativo?
Ovviamente non le parlerò di singoli sistemi operativi che troverà illustrati in tanti manuali a suo piacimento. Invece vedremo il sistema operativo in generale: uno studio che offre notevoli stimoli.

Il sistema operativo viene definito come un insieme di programmi volti a gestire il singolo computer o talora diverse macchine insieme. Esso controlla le componenti software ed anche quelle hardware.

In tutte le lingue per "operativo" si intende un esecutore il quale viene contrapposto a chi è direttivo come viene chiamato chi comanda. Il sistema operativo supervisiona ma ha un nome che indica esattamente l'opposto di quello che fa. Essendo la discrepanza totale a mio avviso l'insegnante non può ignorarla ed informerà lo studente dell'incongruenza linguistica che rischia di pregiudicare un corretto approccio.

Spesso invece il docente non lo fa ed inoltre illustra il sistema operativo mediante questo schema.

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fig 1

La figura dice che nell'azionare il computer l'utente interagisce con il sistema operativo (ad esempio Windows o Linux) il quale a sua volta fa intervenire i vari programmi e questi i dati. Questo modo di presentare l'argomento rinforza, invece di cancellare, il concetto che il sistema operativo sia un elemento di interfaccia, un elemento strumentale e non invece un elemento direttivo che guida il funzionamento di tutto un elaboratore. Si comincia con l'accettare un termine infelice come è l'aggettivo "operativo" e si finisce per consacrarlo con lo schema di fig 1. In questo modo la definizione di partenza viene del tutto annullata.

 

Per illustrare il sistema operativo in modo coerente alla definizione sopra presentata, proponiamo una strada diversa.

A livello software troviamo infatti due principali gruppi di programmi:

  •    Il programma applicativo esplica un certo servizio e si può dire che abbia un ruolo esecutore. Ad esempio calcola gli stipendi piuttosto che le statistiche demografiche, gestisce il video gioco piuttosto che i testi latini.
  •    Il sistema operativo gestisce e governa i programmi applicativi. Controlla tutte le risorse della macchina ad esempio le telecomunicazioni, gli archivi dati ecc. Si può ben dire che svolge un ruolo direttivo.

Dunque esiste una gerarchia a livello software che possiamo un poco dettagliare.

Il sistema operativo è costituito da un kernel o nucleo che si trova al vertice e da una serie di moduli che governano i vari settori:

  • communication manager = gestisce le comunicazioni
  • data manager = gestisce i files
  • data base manager = gestisce i data base
  • job manager = gestisce i programmi
  • ecc.

Dunque mettendo insieme le varie parti otteniamo uno schema gerarchico che da ordine a tutti programmi software che girano insieme in un sistema.

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Questa organizzazioneè reale e non immaginifica, nel senso che ci sono precisi meccanismi (software + hardware) che realizzano la gerarchia in figura. In pratica succede che ogni risorsa nella terza riga viene gestita da un programma della seconda riga. Ad esempio un programma applicativo lavora soltanto dietro la precisa attivazione del job manager (nella risposta 120 viene citato il loader che svolge questa funzione e fa parte infatti del job management). Al vertice il nucleo ha il controllo completo e mediante il meccanismo degli interrupts (vedi risposta 80) attiva le funzioni di management che servono momento per momento.

La struttura gerarchica in figura dice che i programmi rendono il computer simile ad una azienda con la direzione generale, i vari dipartimenti ed i reparti operativi in basso. Questo paragone serve per capire che il sistema operativo crea un preciso ambiente (come si dice in gergo) in modo simmetrico alla direzione che dà un preciso stile all'azienda. Una unica macchina hardware opera con stili diversi a seconda dei sistemi operativi che vi vengono istallati, e dunque il sistema operativo non è strumentale ma tipicizza a fondo le prestazioni e le funzioni della macchina, cosa che non farebbe se fosse vero lo schema di figura 1.

Abbiamo spiegato (vedi risposta 20) che i programmi applicativi seguono tre stili, così pure i sistemi operativi seguono tre principali filoni. Essi operano in modo:

  • centralizzato: sono di regola i sistemi operativi dei mainframe tipo OS/390, MVS.
  • interattivo: operano cioè mediante comandi in linea ad esempio Unix e MS/DOS.
  • colloquiale: l'interazione uomo-macchina è ricca ed articolata come succede con Windows e MAC.

I sistemi interattivi talora hanno una shell o intefaccia grafica che facilita la preparazione dei comandi. Per Unix ne sono state costruite molte: C, Bourne, Korn tra le più note. La shell ci fa capire che solo una componente del sistema operativo - peraltro una componente abbastanza superficiale - opera come interfaccia e non tutto il sistema operativo. La fig 1 dunque confonde tutto il sistema con una sua parte.

 

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anno 2001

Nella risposta 35 ho parlato del contributo innovativo di Mc Luhan nello studio dei mezzi di comunicazione. In particolare egli introduce le definizioni di mezzo freddo e caldo le quali, coerentemente al suo metodo di lavoro, vengono riferite alla fisicità del mezzo stesso. 

 

Il mezzo fisicamente povero perché monocorde come la stampa e la radio, richiede una partecipazione attiva da parte dell'utente. Questo con l'immaginazione supplisce ai dettagli che non può vedere. Il mezzo è dunque "caldo" perché stimolante e produce un coinvolgimento interiore.

Viceversa il mezzo ricco di elementi fisici, ad esempio dotato di sonoro e video. Raffinato e sofisticato nei più sottili particolari, come ad esempio è la televisione, coinvolge molto di meno l'intelletto dell'utente il quale è indotto a godersi lo spettacolo. Dunque Mc Luhan definisce questo come mezzo "freddo". Ciascuno di noi ha ben sperimentato come la tv induca alla passività, come ci impoltronisca. La qual cosa è particolarmente pericolosa per i giovani che si impigriscono interiormente e rallentano nella crescita. Gli psicologi non si stancano di ricordarlo e di invitare i genitori a spegnere la tv.

 

Un esempio informatico di mezzo caldo è la posta elettronica che abbiamo già commentato in precedenza. Questo mezzo, essendo povero, chiede all'autore di definire per iscritto ogni dettaglio. Se è allegro deve appositamente tradurre il suo stato d'animo perché il mezzo non lo fa capire automaticamente (come invece fa il telefono). Non tutti sono capaci di descrivere i propri sentimenti e se non siamo bravi il destinatario della lettera non afferra. Gli informatici, che non sono letterati e dunque sono impacciati nelle materie letterarie, hanno inventato le "faccine" mediante le quali dicono quello che provano.

:-)

:-(

 

 

 

 

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anno 2001

47. Parlando di Mc Luhan lei ha giudicato il mezzo di comunicazione "freddo" e "caldo".



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