Le ragioni di confusione probabilmente risiedono nel fatto che il termine comunicazione assume due significati diversi nel nostro settore.

a)  La comunicazione riguarda la trasmissione ed il controllo dei segnali nella rete. Questa tematica ingegneristica punta alla costruzione ottimale delle linee ed alla migliore definizione dei segnali così da rendere sempre più affidabili e veloci le infrastrutture.

b)  La comunicazione è il rapporto informativo tra due o più persone. E' un tema che tocca la psicologia, la sociologia, la letteratura e le arti. Studia i significati espliciti ed impliciti che il messaggio veicola, cerca le forme migliori e più efficaci. 

Il settore tecnico e quello umano presentano punti comuni. Ad esempio la codifica dei segnali viene influenzata dal loro significato (= aspetto umano). A loro volta i contenuti sono condizionati dalla tecnologia che li veicola. Abbiamo visto che ogni informazione è qualcosa di fisico e Mc Luhan insegna che questa sua materialità condiziona fortemente i significati che veicola. 

Nonostante le importanti correlazioni i due filoni sono trattati in modo separato ed antitetico. Gli ingegneri ignorano gli aspetti semantici e gli umanisti sottostimano quelli tecnici. Questa specie di schizofrenia culturale si trascina da quasi cinquanta anni, da quando Claude Shannon tracciò la sua "teoria della comunicazione" che trascurava del tutto il significato dell'informazione. Nel contempo gli specialisti delle scienze umane discutono le loro "teorie della comunicazione" tenendo in secondo piano la tecnica. 

Negli anni pionieristici gli informatici si interessavano prevalentemente del lato tecnico. Oggi, invece, sia il filone a) sia quello b) giocano un ruolo essenziale nelle moderne telecomunicazioni ed il conflitto tra i due appare in tutta la sua evidenza.
Ad esempio, si dibattono le potenzialità odierne e gli sviluppi infrastrutturali (vedi a) di Internet, e si cerca la migliore efficacia espressiva (vedi b). La multimedialità stenta a progredire perché chiede grossi volumi e capacità trasmissive che l'odierna tecnologia non può assicurare, dunque le due questioni si influenzano in termini essenziali. 

Se chi parla non spiega bene quale aspetto della comunicazione vuole commentare, vien fuori quella confusione che lei ha sperimentato e che ostacola chi vuol capire le cose a fondo.

 

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72. Ho seguito delle lezioni sulla comunicazione nel web ma ne sono uscita con le idee alquanto confuse.

73.Ho sentito cose inquietanti sui "cookies": Sono vere ?

 

Quando lei accede ad un sito  con il suo browser, il server interessato può chiedere che alcune informazioni siano catalogate nel suo computer. Queste di solito hanno una scadenza più o meno ampia ed in gergo vengono chiamate cookie. Lei le può visionare mediante un editor. Ad esempio se sotto Windos usa Netscape, troverà il file cookie.txt nello stesso folder di Netscape. Internet Explorer crea file separati per ogni cookie e li cataloga entro la cartella Cookie, o entro Temporary Internet Files oppure Documents and Settings.

Qualche volta viene chiesta in modo esplicito la registrazione dei dati. Ad esempio, lei accede al sito con un codice identificativo e password. Per evitare questa fatica nel futuro, le viene domandato di poterli registrare. Se lei accetta, il browser crea un cookie dietro un esplicito assenso.

Molto spesso però i dati vengono registrati e consultati senza il consenso dell'interessato. Aggiungiamo che il controllo dei relativi cookies da parte dell'utente non è semplice perché hanno un aspetto poco trasparente. Vedi come esempio i seguenti 19 cookies.

 

I cookie sono nati per semplificare l'accesso alla rete, ma vengono gestiti in modo oscuro e per questa ragione costituiscono un pericolo per la vita personale dell'utente, più nota con il nome di "privacy". Da qui i pericoli che sono reali.

Ad esempio, un signore compera un oggetto via Internet e questa sua scelta viene registrata per dargli in futuro degli sconti. Succede però che altri siti la vanno a consultarla e, per esempio, inviano messaggi pubblicitari. Questo pressione cui l'utente è sottoposto è fastidiosa ed illecita perché esercitata contro la sua volontà. Ancora potrebbe succedere che una azienda raccolga tutti suoi cookie per conoscere le sue preferenze personali, oppure un hacker acquisisca i codici personali ecc.

Si deve ammettere che qualcuno sopra i cookies costruisce delle favole. Gonfia a dismisura il problema per farsi un pò di pubblicità. Resta tuttavia il fatto che essi sono un elemento tecnico da migliorare a causa del modo poco trasparente con cui vengono gestiti.

 

 

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