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Colossus
era una macchina da calcolo costruita per 'rompere' i messaggi
cifrati della Germania nazista che venivano forniti a Colossus su un nastro perforato.
Il sistema era
formato da otto telai con i circuiti a vista (cioè senza alcuna scatolatura);
erano alti più di due metri e contenevano 2500 valvole. Il primo modello
cominciò a lavorare nel gennaio del 1944 a Bletchley
Park, a nord di Londra, a metà strada tra Oxford e Cambridge. Fu presto
seguito da altre nove macchine. Finita la guerra otto sistemi sul totale dei dieci
costruiti vennero smontati
e distrutti. Due rimasero in servizio durante la "guerra fredda"
fino al 1960. Dopo di che anche questi dispositivi vennero smantellati.
Colossus, coperto da segreto militare per quasi venti anni e poi distrutto, ha sollevato la curiosità di esperti e di curiosi. Un importante contributo alla sua conoscenza è stata la ricostruzione di un esemplare avviata agli inizi degli anni novanta e terminata nel 1996. Una breve e sostanziosa relazione scritta da Tony Sale che ha partecipato in prima persona al lavoro, si trova pubblicata in: http://www.codesandciphers.org.uk/lorenz/colossus.htm In essa emerge chiaramente che Colossus era programmato mediante spinotti, cavi ed interruttori ("programming of the cross-correlation algorithm was achieved by a combination of telephone jack-plugs, cords and switches."). Proprio questa tecnica esclusivamente hardware, permetteva una velocità di esecuzione eccezionale per quei tempi. Ciò vuol dire anche che Colossus era una specie di tabulatrice e non era un vero computer il quale, per definizione, è guidato da un programma scritto su scheda, su banda perforata, su un supporto magnetico o altro. Il programma software che, ripeto, è uno scritto, costituisce la caratteristica centrale della "macchina di Turing", il prototipo teorico di ogni computer o elaboratore di questo mondo. Dunque Colossus non è stato il primo computer della storia, come qualcuno racconta in giro. Questa rettifica deluderà quelli che propendono per una visione romantica dell'informatica. Mi spiace, ma i fatti non possono essere travisati ed il primo computer della storia resta quello costruito da K. Zuse nel 1941 in Germania. Il suo programma era ingegnosamente perforato su una pellicola fotografica, riciclata per lo scopo. L'immissione delle istruzioni era lenta, il numero di istruzioni eseguibili assai ridotto, il programma era piccino, ciononostante la programmazione software vedeva per la prima volta la luce ed insieme nasceva il primo elaboratore della storia. Il contributo di Colossus alle vicende belliche fu di indubbia portata, ma anche in questo versante si è favoleggiato. La data di nascita ci dice che l'apparecchiatura cominciò a lavorare quando ormai la supremazia degli alleati era ben solida sui campi di battaglia e mancavano poco più di dodici mesi alla fine della guerra.
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94.
Ho letto la storia del controspionaggio inglese che determinò importanti successi nel corso dell'ultima guerra mondiale grazie a "Colossus". Fu questo il primo computer della storia? |
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95. Per quali ragioni i computers hanno bisogno di essere programmati? |
I motivi non dipendono dalla macchina in sé. Un elaboratore, tecnicamente parlando, può operare con i soli circuiti hardawae senza alcun programma. Qualcuno asserisce che i motivi che dettano il software sono economici. Vari e differenti programmi riutilizzano gli stessi circuiti. Questo produce un evidente risparmio di materiali e quindi un costo minore per l'acquirente. C'è del vero in questa analisi. Ma l'economicità non è la prima ragione della programmzione, quanto piuttosto è un benificio aggiuntivo che consegue alle reali dinamiche che obbligano l'uso di programmi. Le illustriamo nella apposita
sezione :
Le
origini del software
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Il
source o
sorgente
è la versione simbolica del programma destinata ad essere compilata e poi
eseguita. La sua caratteristica precipua è un'altra però: soltanto sul sorgente si possono apportare migliorie, ed è del
tutto naturale che le ditte siano molto gelose dei sorgenti che hanno
realizzato. Per open source si intende la possibilità di copiare e modificare liberamente il programma sorgente da parte dell'utenza. Il cliente desidera sentirsi del tutto padrone di quel che compra ed anche di apportarvi liberamente cambiamenti. E' ragionevole sospettare che una azienda dichiari 'open' un prodotto per venderlo più facilmente e poi questo non lo sia affatto. Ad evitare truffe è stato stabilito uno standard internazionale da parte dell'Open Source Initiative che fissa regole precise e quindi assegna il certificato al prodotto. Il più noto programma 'open' è il sistema operativo Unix e la sua più recente versione Linux. Esso fu preparato da volontari per il preciso scopo di metterlo a disposizione di tutti. Ancora sono 'open' Apache, Open-SSA per la crittazione, Star-Office, il browser Mozilla creato questo dalla Netscape come prodotto 'free' per contrastare la concorrente Microsoft.
Alle altre questioni espresse nella sua lettera, ho risposto privatamente.
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96. Quest'anno ho un incarico in un professionale... In quinta pensavo di parlare dell'open source... |