Il microprocessore (siglato come cpu) lavora in modo automatico e spedito poiché esso ha a disposizione una serie di dati. Ad esempio la macchina esegue una istruzione dopo l'altra perché viene regolarmente registrato l'indirizzo dell'istruzione da compiere. Senza questo dato la cpu non potrebbe andare avanti. Altri dati necessari per il suo procedere automatico sono: l'esito dell'operazione che è stata appena conclusa, l'avviso di un guasto hardware, l'ora e la data che servono per evidenziare eventuali ritardi o blocchi. Queste e molte altre informazioni che assicurano il funzionamentosono scorrevole del microprocessore sono contenute in piccole celle di memoria contenute nella stessa cpu note come registri-macchina.

Il microprocessore ha il componente ALU che esegue i calcoli matematici, quelli logici, gli spostamenti dei dati tra operandi ecc. I suoi operandi sono di regola campi di memoria ram, ma ALU usa anche apposite celle di memora contenute nel microprocessore stesso: i registri-operandi.

Tutti i registri hanno il vantaggio di essere acceduti molto velocemente: ovvio, si trovano nella stessa cpu!
 

Poiché i registri vengono sfruttati dai circuiti elettrici, sono disegnati dagli esperti dei circuiti cioè dagli ingegneri elettronici progettisti del microprocessore. Sembra ovvio concludere che si tratta di puri elementi harware. Ed incece non è così.

Infatti i registri sono utilizzati dal software di base, cioè dai sistemi operativi Windows, Linux ecc, dalle routine per l'input/output, dai protocolli di rete ecc. Tali programmi governano il funzionamento del computer e per tale delicato compito devono sfruttare i registri-macchina che soli contengono i dati vitali del sistema. Inoltre i calcoli con i registri sono i più veloci e molti programmatori preferiscono i registri-operandi per tale virtù.

Concludendo i registri sono preziosi strumenti di lavoro sia per gli ingegneri elettronici sia per i programmatori di software.

 

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146. I registri vanno catalogati come elementi hardware o software?

147.Perché seguire la netiquette?

La parola netiquette risulta dalla compressione dei due termini: "etiquette" e "net". Si traduce facilmente come "buone maniere nella rete" o "galateo della rete".

Questo neologismo nacque negli anni ottanta quando i primi utilizzatori di Internet videro come il sistema potesse funzionare soltanto dietro la buona educazione dei singoli utenti. Infatti nella rete non esiste un apparato di controllo centralizzato e rigido, ed oggi sappiamo bene come vi si possano commettere anche dei reati. Dunque la netiquette è un prerequisito necessario perché i rapporti interpersonali possano funzionare al meglio.

La netiquette suggerisce i migliori comportamenti i quali emergono in particolare nelle strutture sociali note come newsgroup, mailing list, forum e posta elettronica in genere. Ad esempio la netiquette prevede che quando si entra in un nuovo newsgroup o in una nuova lista di distribuzione, è bene leggere i messaggi che vi circolano per almeno due settimane prima di inviare i propri. Ci si deve rendere conto degli argomenti trattati e del metodo seguito da tale comunità. Ancora si invita a lasciare libero l'utente di uscire da un gruppo a suo piacimento; a non spedire email che disturbano il ricevente ecc.

Per vedere alcune regole fondamentali della netiquette si può consultare Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette

 

 

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La normalizzazione è una tecnica essenziale che assicura la corretta impostazione di un database relazionale.

Essendo alquanto articolata la illustriamo in:

Normalizzazione

 

 

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148.La normalizzazione di un database è proprio necessaria?