NUOVO ESAME DI STATO
Luglio 1999: analisi dei primi dati

di Vincenzo D'Aprile

Scorrendo i risultati finali dei nuovi Esami di Stato che in questi giorni (scriviamo a metà luglio ’99) vengono affissi nelle bacheche delle nostre scuole superiori, e ascoltando i commenti più comuni che di getto, chi legge quei risultati pronuncia, di primo acchito verrebbe da chiedersi: il metro usato da alcune commissioni d'esame è della stessa misura di quello adoperato, magari, dalla commissione "dell'aula accanto"? Oppure un genio malefico quanto beffardo ha convogliato proprio in certe classi i candidati meno preparati?

Qualche esempio concreto. In uno stesso Istituto tecnico statale (ITS) di Bari, in una quinta classe, su 12 candidati esaminati da una commissione, ben 5 hanno riportato esito negativo; e i voti degli altri 7 in centesimi sono stati: 60, 61, 66, 66,70, 70 e 74; mentre tutti i 22 alunni di un'altra quinta dello stesso istituto hanno conseguito il diploma con un'altra commissione, e due di loro con la valutazione massima. In un altro ITS della stessa città i 23 candidati della quinta A (22 interni e 1 esterno) di una commissione sono risultati tutti promossi (voti: dal 60 al 100); e ancora - sempre nella stessa scuola - in un'altra quinta, esaminata da un'altra commissione, su 20 candidati (19 interni e 1 esterno) si sono diplomati solo in 15 (votazione: dal 60 all'83)…

Ad un osservatore superficiale verrebbe spontaneo chiedere: i metri usati dalle varie commissioni d'esame sono stati tarati tutti alla stessa maniera?

Certo, le disposizioni relative ai nuovi esami di stato, pubblicate nel Supplemento ordinario al Bollettino Ufficiale - Ministero P. I. n. 23-24, sono pervenute ai primi di giugno '99 in tutte le sedi d'esame. D'altra parte, nell'anno scolastico 98-99 in quasi tutte le scuole superiori sono stati attivati appositi corsi di aggiornamento sui nuovi esami di stato, con particolare riferimento allo studio delle disposizioni contenute nel D.P.R. 323/98 (Regolamento), D.M. 356/98 (Prima e seconda prova), D.M. 357/98 (Terza prova) e O.M. 38/99 (Svolgimento esami di stato). Se in questa normativa le indicazioni sono univoche e sufficientemente chiare, non si capisce perché di fatto talvolta si nota una notevole discrepanza di comportamenti fra le varie commissioni anche nello stesso istituto. Non sarebbe stato opportuno - per esempio - che, almeno nell'ambito della stessa scuola un esperto avesse indicato a tutti i commissari delle varie commissioni una linea comune da seguire? E' appena il caso di ricordare che anche diversi relatori dei succitati corsi di aggiornamento sui nuovi esami di stato hanno dimostrato di non avere le idee… molto chiare.

Certo, il 98-99 è stato un anno di rodaggio non solo per gli alunni, ma anche per i segretari, commissari, presidenti, ispettori, ecc.; tutti ci auguriamo che dell'esperienza di questo faticoso tirocinio il ministro della P. I. faccia tesoro per una più consona messa a punto della macchina-esami di stato.

Indubbiamente prezioso risulta il contributo offerto dal CEDE (Centro Europeo per l'Educazione), non solo per quanto periodicamente pubblicato nel suo sito internet (www.cede.it), ma anche per il materiale cartaceo fornito tempestivamente alle commissioni d'esame.

Come pure, è assolutamente encomiabile l'azione di monitoraggio che a conclusione degli esami stessi realizza l'Osservatorio Nazionale sugli Esami di Stato (ONES) istituito presso il CEDE come previsto dal D.P.R. 323/98. Il Comitato tecnico scientifico dell'ONES, dopo aver pubblicato con la Franco Angeli "Proposte per la terza prova - modelli e materiali per le definizione delle prove pluridisciplinari" e aver fornito con una certa solerzia alle segreterie delle scuole superiori il software Conchiglia per agevolare la gestione dei dati e dei documenti dell'esame di stato da parte dalle commissioni interessate, ha messo a punto un significativo piano di monitoraggio che si gioverà del contributo determinante delle relazioni dei singoli presidenti impegnati a coordinare i lavori delle commissioni per gli esami di stato '99.

Questi i punti più rilevanti del monitoraggio ONES:

1. Raccolta su base campionaria (circa 200 esemplari) dei documenti dei Consigli di classe (documento 15 maggio);
2. Raccolta su base campionaria (collaboreranno circa 3.000 commissioni che hanno operato in 400 scuole) di dati sensibili su:

3. Osservazione e analisi del modo con cui si sono svolti 800 - 1.000 colloqui in un campione di circa 200 scuole;

4. Raccolta e analisi dei dati indicati nel MOD. ES3 dalle singole commissioni relativi alla popolazione dei candidati agli esami di stato (viene rispettato l'anonimato);

5. Raccolta e analisi delle terze prove che autonomamente ogni commissione ha predisposto per ciascuna delle due classi di cui è composta la stessa, coerentemente con i contenuti, metodi, mezzi, spazi e tempi del percorso formativo degli alunni, così come esplicitato nel documento 15 maggio (D.P.R. 323/98, art. 5, comma 2).

La presente analisi la quale, ovviamente, riguardando un campione molto limitato di alunni esaminati in questi nuovi esami di stato, non può in alcun caso ritenersi significativa rispetto all'intera popolazione degli esaminati '99, intende semplicemente - per così dire - anticipare la lettura e l'analisi che si ripropone l'ONES, limitatamente a due sole classi di un Istituto tecnico statale (ITS) per geometri di Bari. Fonte di questa analisi sono:

Saranno analizzati, quindi, i dati più significativi relativi a 47 alunni, di cui tre candidati esterni. I 44 interni a loro volta provengono rispettivamente 19 da una quinta A e 25 da una quinta B. 10 sono le ragazze della B e solo una della A; nessuna tra gli esterni. Tutti i candidati hanno cittadinanza italiana e nessuno è portatore di handicap.

 

L'età di questi candidati è indicata nella Tav. 1: la gran parte di loro ha 18 (61,7%) e 19 anni (29,8%). Il candidato più anziano ha 34 anni ed è un esterno. Da notare che delle 10 candidate, 9 sono nate nel 1980 e una nell'1981 (è quindi anticipataria): si desume, quindi, che queste ragazze hanno avuto un curriculum scolastico più regolare rispetto ai ragazzi.

Uno sguardo ai Crediti scolastici (Tav. 2) attribuiti per i candidati interni dai rispettivi consigli di classe e per gli esterni dalla commissione d'esame. In totale sono stati riconosciuti 548 punti (in questi sono compresi anche i cosiddetti crediti formativi, v. D.P.R. 323/98, art. 12 e D.M. 34/99) con una media di circa 12 punti per alunno. E in particolare: la media per la classe A è 9,9 , per la B 13,4 e per gli esterni 7,7. Lo scarto tra queste tre fasce di candidati è quindi di circa sei punti; scarto che si riduce a tre se riferito a quello che intercorre fra le due classi degli interni. Non so se l'analisi che l'ONES si appresta ad operare sul totale dei dati nazionali evidenzierà anche questo elemento; sarebbe estremamente interessante se poi gli analisti del CEDE ci illustreranno le cause reali di tale scarto.

 

Le prove scritte: Tav. 3. La commissione per i 47 alunni oggetto della nostra analisi hanno assegnato in totale 1.715 punti con una media complessiva leggermente inferiore ai 37 punti, su massimo 45 disponibili: mediamente 38,3 per la B, 34,5 per la A e 34 per gli esterni Analizzando più specificatamente il voto medio "37" si nota che per il 31,4% ha influito la prima prova, per il 33,6% la seconda e per il 35,0% la terza. Per quanto concerne la terza prova sono stati proposti ai candidati otto quesiti a risposta singola, scelti dalla commissione poco prima della prova tra oltre 100 domande suggerite dai docenti delle quattro discipline così come indicato nei due documenti del 15 maggio.

 

E per le singole tre prove scritte si rileva il seguente ordine decrescente relativamente sempre al voto medio attribuito: 12,8 per la terza prova, 12,3 per la seconda (tecnologia delle costruzioni) e 11,4 per la prima (italiano). E più precisamente: sono state assegnate tre valutazioni massime (il 15) nella B e nessuna né nella A né agli esterni. La votazione minima nella prima prova è stata otto, e nella seconda e terza nove. Mentre il voto medio più alto si riscontra nella B e riguarda la terza prova (13,6).

 

I dati del colloquio sono riportati nella Tav. 4. La commissione può attribuire fino a un massimo di 35 punti, assegnando comunque 22 a una prova giudicata sufficiente. Il voto medio complessivo risulta essere molto prossimo al 28: 20,7 per gli esterni, 27,6 per la A e 28,8 per la B. Approfondendo ancora l'analisi notiamo che la banda di oscillazione dei voti del colloquio per gli esterni (un tempo chiamati privatisti) va dal 24 al 18, per la A dal 35 al 22 e per la B dal 35 al 21. I candidati con 35 punti sono stati in totale 9 (pari al 19,1%) dei quali 3 nella A e 6 nella B.

Come indicato dal nuovo ordinamento, tutti i candidati sono stati invitati ad avviare la propria prova orale illustrando una tesina, un'esperienza di ricerca, un progetto, ecc. Molti dei 47 alunni hanno presentato alla commissione anche un percorso scritto su argomenti multidisciplinari, partendo in genere dalle sollecitazioni dei commissari interni; quindi alcuni (talvolta tutti!) docenti hanno posto specifiche domande di approfondimento nelle discipline oggetto dell'esame, dall'italiano all'estimo, alle costruzioni, alla topografia, ma anche domande di storia e di educazione fisica; domande tutte attinenti ai programmi effettivamente svolti dagli alunni, come documentato dal documento 15 maggio. Il colloquio si è sempre concluso con la discussione degli elaborati relativi ai compiti scritti. Trattandosi di un Istituto tecnico per geometri, i progetti presentati dai ragazzi riguardavano prevalentemente l'area della topografia e delle tecnologie delle costruzioni. Per la cura dei particolari architettonici e per la particolare soluzione adottata per la realizzazione delle coperture meritano una particolare menzione i due plastici degli alunni P. S. e B. S. (tutti e due della sezione A) rispettivamente di una scuola materna e di una scuola elementare.

Il risultato finale che attesti l'esito positivo (nella fattispecie il diploma di geometra) o meno va da 60/100 a 100/100: voto ottenuto dalla somma dei punti del credito scolastico, delle prove scritte, del colloquio e dell'eventuale bonus; la commissione d'esame, infatti, può attribuire fino a 5 punti ai candidati che abbiano ottenuto almeno 15 punti di credito scolastico e non meno di 70 tra scritti e orale. In totale per i 47 candidati qui esaminati solo 11 si sono trovati in queste condizioni; in realtà la commissione è stata in grado di attribuire (con opportuna motivazione) 5 punti a sei alunni interni (3 della A e 3 della B), 3 punti a quattro altri candidati (tutti della B) e 2 ad un alunno (anche lui della B). Di questi 11, quattro candidati con il bonus loro assegnato hanno raggiunto la votazione massima: 100/100.

 

Tutti i 47 candidati oggetto di questa nostra analisi hanno di fatto conseguito il sospirato diploma, che il Presidente della commissione non è stato in grado di consegnare loro di persona - come auspicato - per intoppi burocratici.

Il voto medio riportato (Tav. 5) è stato 77: 62,3 per i candidati esterni, 72,8 per quelli della A e 81,7 per quelli della B. Volendo circoscrivere la nostra indagine all'osservazione dei voti massimi e minimi, precisiamo che nel corso A si sono registrati due 60 e un 100, nel corso B nessun 60 (voto minimo: 65) e ben tre 100, mentre per gli esterni nessun 100 e due 60.

C'è una significativa corrispondenza tra la media dei voti riportati nello scrutinio finale, l'esito delle prove scritte e dei colloqui, e specificatamente tra la media dei voti del secondo quadrimestre e il voto finale dell'esito dell'esame di stato? Si tratta di un'analisi molto specialistica che sicuramente sarà oggetto del lavoro dei ricercatori dell'ONES a livello nazionale. Esula dal nostro intento addentrarci in siffatte analisi per la nostra ricerca. Siamo in possesso, però, di ogni elemento utile per tale elaborazione. Per il nostro piccolo campione - si parva licet - alla domanda di cui sopra siamo in grado di rispondere in senso decisamente affermativo (dato non congruente solo il voto della prima prova scritta per gli esterni) sulla scorta degli elementi sintetizzati nella seguente Tav. 6:

Un'ultima osservazione sulla prima prova, quella di Italiano. Nella Parte C del MOD. ES3 relativamente alla traccia scelta viene richiesto alla commissione di riempire opportunamente i cerchietti delle seguenti 5 tipologie: A, B1, B2, C, D. Nessun problema per individuare le tracce scelte per A, C e D. Qualche perplessità, invece, può sorgere per B1 e B2. Le tipologie della prima prova proposte dal Ministero erano, infatti:

B1 Artistico-letterario;
B2 Storico-economico;
B3 Storico-politico;
B4 Tecnico-scientifico;

Nella nota a piè di pagina del MOD. ES3 viene precisato: "B1 = argomento specifico dell'indirizzo (saggio breve); B2 = argomento specifico dell'indirizzo (articolo)". Si presume, quindi, che al Ministero interessano non tanto i dati analitici di chi ha scelto una traccia delle 4 sub-tipologie B1, B2, B3 e B4, ma quanti, tra i candidati che hanno scelto "l'argomento specifico dell'indirizzo" (?), hanno preferito cimentarsi con il "saggio breve" oppure con "l'articolo di giornale".

Tornando all'analisi dei nostri 47 candidati, ad ogni buon conto, tre alunni hanno svolto la tipologia A, 22 la B, nessuno la C e gli altri 22 la D. E per quanto riguarda la sub-tipologia B: il 4,5% ha scelto B1, il 50,0% B2, il 4,5% B3 e il 41,0% B4. Sempre nella tipologia B: circa il 20% ha scelto di esprimersi con il saggio breve e l'80% con l'articolo di giornale.

Come indicato nell'O.M. 38/99, in questi giorni stanno affluendo all'ONES le relazioni dei presidenti di commissione per gli esami di stato. Sicuramente il CEDE ne ricaverà indicazioni utili per contenere le varie disfunzioni registrate un po' in tutte le commissioni proprio perché trattasi di una prima applicazione delle nuove norme.

A titolo semplicemente indicativo, come risultato pratico delle analisi su riportate, ci permettiamo esplicitare le seguenti annotazioni:

1. Mettere a punto il programma Conchiglia perché da un lato siano sempre opportunamente protetti i dati e le informazioni Commissione-ONES, dall'altro tutte le segreterie scolastiche siano in grado di gestirlo in maniera agile e proficua;

2. Assegnare un peso specifico più consistente al curriculum scolastico dei singoli candidati e quindi al punteggio del credito scolastico assegnato loro;

Proposta:

3. La residenza dei commissari esterni sia distante non meno di 20 Km. Dalla sede d'esame;

4. Almeno a livello di singoli istituti sede d'esame, prima dell'inizio delle prove scritte un esperto indichi direttive e comportamenti comuni da seguire, in linea di massima, confidando soprattutto nelle doti di saggezza, competenza ed equilibrio, doverose prerogative dei presidenti di commissione;

5. Il Ministero escluda dalla designazione alla presidenza delle commissioni i docenti universitari che per formazione e cultura risultano lontani ed a volte indifferenti al mondo della scuola dei giovani;

6. Si nominino commissari solo docenti seriamente motivati e selezionali in base a richiesta personale e non sulla scorta di una scheda da compilare obbligatoriamente da tutti;

7. Tale ufficio, poiché specialistico e di grande responsabilità, sia di conseguenza "realmente" retribuito.

 

Bari, 15 luglio 1999



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