INDICE DI SOPRAVVIVENZA
Scuola media inferiore - AA.SS.: 89-90 / 95-96

di Vincenzo D'Aprile

Per correlare gli abbandoni delle Scuole Secondarie Superiori italiane con quelli delle Scuole Medie abbiamo consultato le più recenti pubblicazioni ISTAT sulle Statistiche della scuola media inferiore, e in particolare dall'anno scolastico 1987-88 al 1995-96. Abbiamo constatato, purtroppo, che il nostro Istituto nazionale di statistica, il quale a livello delle singole provincie italiane fornisce una considerevole mole di dati su unità scolastiche, statali e non statali, scuole principali e sezioni staccate, di cui aggregate, aule, classi, a tempo normale e prolungato, alunni iscritti e ripetenti distinti per sesso e per anno di corso, alunni con handicap, presidi, docenti per sesso, personale ATA, di ruolo e non di ruolo, ecc., ecc., ma per quanto riguarda la dinamica degli alunni iscritti risulta inspiegabilmente lacunoso: non fornisce, infatti, né i valori assoluti degli scrutini e degli esiti finali - promossi, non promossi - degli alunni di prima e seconda, né quelli degli esaminati e licenziati delle classi terminali. Nell'Annuario 1998 , Statistiche della scuola media inferiore, per esempio, a proposito degli esiti finali la titolazione della Tavola 7.1 a pag. 105 è la seguente: Alunni interni promossi, esaminati e licenziati per sesso, anno di corso e provincia. Anno scolastico 94-95. Scuola media statale (per 100 scrutinati o esaminati). Ma da questi valori percentuali come operare efficacemente se l'ISTAT non fornisce le cifre assolute degli alunni che iscritti all'inizio dell'anno scolastico sono stati di fatto scrutinati a giugno?

Abbiamo perciò dovuto accantonare il progetto iniziale - correlare, cioè, gli abbandoni delle medie inferiori con quelli delle superiori - fintantoché l'ISTAT non provvederà a colmare detta lacuna.

Intanto, profittando della rielaborazione operata sui dati attinti dalla nostra fonte privilegiata sulla scuola media inferiore di questi ultimi anni, abbiamo ricavato le seguenti analisi che abbiamo sintetizzato nel presente saggio:

Nota: tutte le tabelle inserite in questa ricerca sono state elaborate da Vincenzo D'Aprile su dati ISTAT.

SOPRAVVIVENZA

Chi si appresta ad analizzare l'andamento della dinamica di un determinato gruppo-alunni, non può non far ricorso a degli specifici indicatori, rilevatori del fenomeno stesso. Alcuni termini relativi a questi indicatori sembrano implicare una valenza negativa (indice di sopravvivenza, mortalità scolastica, tasso di abbandono, di ripetenza, ecc.), altri invece alludono a processi più positive (tasso di successo, di passaggio, ecc.).

Quando si vuole determinare l'indice di sopravvivenza nella scuola media, in buona sostanza si cerca di rispondere a questa domanda: quanti degli alunni che in un determinato anno scolastico si sono iscritti nella prima classe, due anni dopo ritroviamo iscritti in terza? A livello di aritmetica elementare gli indicatori della sopravvivenza utilizzati, in questo saggio sono stati così determinati:

E' appena il caso di ricordare che il tasso di sopravvivenza così ottenuto non sempre coincide con quello di abbandono; nel calcolo di quest'ultimo indicatore, infatti, di norma si utilizzano anche i dati relativi agli alunni ripetenti e promossi (ne tratteremo più diffusamente in un prossimo saggio sugli abbandoni nelle Scuole superiori), che - come già specificato - non siamo stati in grado di reperire preso la nostra fonte-dati sulla scuola media inferiore.

Nelle Tav.1, 2 e 3 sono stati riportati gli indicatori di sopravvivenza per gli alunni della media (statale e non statale) in valori assoluti e composizione percentuale, rispettivamente per la Provincia di Bari, la regione Puglia e l'Italia. L'analisi riguarda sette anni scolastici (89-90 / 95-96); ma, ovviamente, nei calcoli si è fatto ricorso anche ai valori degli iscritti in prima a far tempo dall'a.s. 87-88.

In estrema sintesi (Tav. 4): in questi sette anni nel complesso delle scuole medie non sono sopravvissuti oltre mezzo milione di alunni (di cui 70.1% M e 29.9% F) in Italia; e di questi 60.701 erano pugliesi (68.2% M e 31.8% F) e 20.609 in Prov. di Bari (66.1% M e 33.9% F). In questi stessi anni nelle scuole non statali il numero di coloro che abbiamo chiamato non sopravvissuti è di 13.828, quasi il 3% del totale; il rapporto ragazzi-ragazze (M-F): 57.4% per i primi e 42.6% per le seconde.

Abbastanza interessante rilevare che il tasso di sopravvivenza "tende" a ridursi di anno in anno. Esso quasi si dimezza nei sette anni considerati: passa da -15.2% a -8.2% a Bari, da -14.0% a -8.3% in Puglia e da -11.3% a -7.3% in Italia. A puro titolo indicativo, analizzando la tendenza dei valori relativi al Tot. alunni ripetenti X 100 alunni iscritti e ipotizzandone un andamento costante e lineare, si può verosimilmente prevedere che non avremo più ripetenti… che si riscrivono nelle scuole medie in provincia di Bari a partire dall'anno 2003, in Puglia dal 2006 e in Italia dall'anno successivo. Chissà! Perché nel 90-91 si nota un po' ovunque (in Italia, in Puglia, a Bari), specie nelle scuole statali, una lieve ma comune inversione di tendenza rispetto all'anno scolastico precedente? Quale la causa, per esempio, per cui tra gli iscritti maschi delle scuole statali in provincia di Bari nell'88-89 nelle classi prime e i corrispondenti iscritti maschi nelle terze del 90-91(cioè lo stesso gruppo di ragazzi, ma due anni dopo) c'è uno scarto di 3.129 unità in meno, pari a -24.1%, mentre l'anno precedente erano stati -2.544 e l'anno successivo -2.100? E poi: quanti dei ragazzi non sopravvissuti in realtà verranno definitivamente espulsi dal sistema scolastico, e quanti di loro, invece, vi si reinseriranno in un secondo tempo? Non abbiamo elementi validi per una risposta adeguata; risposta che, peraltro, non rientra nei compiti precipui della presente indagine.

Se, comunque, si tiene presente che nella scuola media ci sono circa 12 docenti ogni 100 alunni, non è difficile calcolare che, a causa della mancata sopravvivenza dei nostri ragazzi come sopra esposto, hanno perso l'opportunità di inserirsi nel mondo del lavoro quasi 10.000 docenti.

RIPETENZA

In un nostro recente lavoro (cfr. www.edscuola.com/archivio/ripplur.shtml) abbiamo parlato dei ripetenti e pluriripetenti - che ordinariamente non coincidono con i non promossi dell'anno precedente - nelle scuole medie, limitatamente all'anno scolastico 1995-96, per le singole regioni italiane. Ora ci riproponiamo di analizzare l'andamento degli alunni ripetenti così come si è sviluppato dall'87-88 al 95-96, con la scansione: provincia di Bari, regione Puglia e Italia. Abbiamo voluto comparare il numero degli alunni che, pur ripetenti o pluriripetenti, rinnovano la propria iscrizione in una delle tre classi della media, divisi per sesso (M-F).

I risultati di tali elaborazioni sono stati ripresi nelle Tavole 5, 6, 7 e 8. Dalla lettura di questi valori - per amore di sintesi ci limiteremo ai dati nazionali - è facile rilevare alcune significative costanti:

Chi scrive, pur vivendo da ormai molti anni nell'ambito scolastico, non è affatto uno specialista di analisi statistica. Le sue ricerche, che per lo più vertono su fenomeni attinenti il mondo scolastico italiano, si limitano semplicemente ad evidenziare in modo piuttosto discorsivo alcune peculiarità che emergono dall'elaborazione statistica di dati attinti prevalentemente dall'ISTAT. Allo scopo di coinvolgere nel suo lavoro qualche collega "più addentro" a certe problematiche, nella succitata ricerca su Ripetenti e Pluriripetenti così si esprimeva:

" Una prossima mia indagine riguarderà appunto un’analisi specifica sui Ripetenti nelle medie inferiori per sesso e per classe in Provincia di Bari, Puglia e Italia, dall’a.s.87-88 al 95-96, sia nelle scuole statali che in quelle non statali. Qualora ci fossero colleghi interessati ad analizzare dati di altre province e regioni italiane per un lavoro comparato più articolato e completo, li inviterei a contattarmi con e-mail scrivendo a daprile@tin.it. Ma "ragionar sui numeri e con i numeri" può davvero interessare qualcuno oggi? Ho motivo di dubitarne. Personalmente sono rimasto sconcertato del fatto che nessuno di coloro cui avevo inviato varie elaborazioni statistiche attinenti sempre dinamiche scolastiche – dal mio Preside, al Provveditore agli Studi di Bari, al Presidente dell’IRRSAE Puglia… - non solo non mi ha inviato i richiesti "consigli, critiche, ecc.", ma neppure un qualsivoglia formale riscontro che mi desse conferma dell’effettiva ricezione del cospicuo materiale da me inviato, frutto di molte ore di paziente lavoro. Tant’è… Pensare che certi personaggi in siffatte circostanze rispondano pur solo con un semplice "ricevuto e cestinato", forse rientrerebbe nella più elementare cortesia formale di uomini "normali"; la qualcosa in effetti è del tutto improbabile attendersi da certi nostri "capi", in questi tempi in cui tanti "supercapi" sono riusciti a convincere anche stimatissimi educatori della democratica razionalità dei bombardamenti e massacri in Iugoslavia di questi giorni… "

Pure se a oggi (18-4-99) non è pervenuto nessun messaggio di adesione (o di critica) all'indirizzo ivi segnalato, la richiesta di collaborazione resta tuttora valida. Nessuno ha avuto modo di leggere questo invito? Nessuno è interessato a questo tipo di lavoro? Eppure, a nostro avviso, il linguaggio dei numeri che sembrerebbe asettico e astratto, molto spesso riesce a rilevare e a quantizzare aspetti particolari di fenomeni sociali di notevole interesse, che a "lume di naso" possono sfuggire anche a diligenti studiosi specialisti del settore, ma non avvezzi a "ragionar coi numeri".

RITIRATI

Nell'ultima pubblicazione di Statistiche sulla Scuola Media Inferiore (Annali 1998) l'ISTAT per la prima volta precisa i valori degli alunni che, pure se iscritti (si tratta dell'a.s. 95-96), non sono stati valutati agli scrutini finali. Relativamente a questa indagine campionaria l'ISTAT precisa: "A partire dall'anno scolastico 90-91 le rilevazioni hanno riguardato anche la consistenza degli alunni non valutati agli scrutini finali distinti per causalità in quanto fra costoro si ritrovano buona parte degli evasori dell'obbligo scolastico". Perché il nostro Istituto Nazionale di Statistica non ha ancora pubblicato i dati relativi agli anni 90-91 / 94-95? Quali strumenti di indagine usa l'ISTAT per i valori ( cfr. op. cit.: Prospetti 11 e 12) delle quattro causalità (non cinque come erroneamente specificato a pag. 14 dall'estensore dell'Introduzione!) sugli alunni non valutati se nel modello di rilevazione MOD.ISTAT/MPI/20 riserva solo due caselle per ciascun anno di corso?

A livello nazionale i Ritirati-non valutati risultano essere quasi l'1% del Tot. Iscritti nelle scuole statali; cioè circa 20.000 ragazzi nelle tre classi. Il record dei non valutati si registra in Sicilia col 2.95%, seguita dalla Sardegna (1.68%) e dalla Puglia (1.60%).

Nella Tav. 10 sono specificati i valori delle singole regioni in ordine decrescente, valori relativi alle causalità che non hanno reso possibile comunque la valutazione finale di alcuni alunni delle medie statali. Pertanto: in Italia lo 0.53% dei ragazzi iscritti non è stato valutato a giugno '96 perché non ha mai frequentato (record: Sicilia con 1.72%), lo 0.15% perché ha formalizzato il proprio ritiro entro il 15-3-96 (record: Sicilia con 0.24%), lo 0.04 per malattia (record: Puglia con 0.08%, mentre né in Trentino, né in Molise e neppure in Basilicata si è ritirato alcun alunno per malattia) e lo 0.22% per altri motivi.

Uno sguardo ai singoli anni di corso (Tav. 10): sono soprattutto i ragazzi di prima con l'1.19% a non essere valutati, e di seguito quelli di seconda (0.94%) e di terza (0.68%). Su un totale di 7.294 alunni di prima non valutati nel 95-96 in Italia, ben 6.650 sono del Sud, e più della metà di questi (4.209) non sono stati valutati perché non hanno mai frequentato le lezioni, benché regolarmente iscritti. Perché questi valori piuttosto rilevanti specie in prima media? E perché soprattutto nel Sud? C'è qualche addetto ai lavori (preside, sociologo, ecc.) che ha rilevato il fenomeno, ne ha delineato i contorni e analizzato le cause?

SCRUTINATI E PROMOSSI

L'ISTAT, come già sottolineato, nelle pubblicazioni sulla Scuola Media tralascia di specificare i dati - in valori assoluti [V.A.] - regionali e provinciali sugli alunni scrutinati e promossi. In realtà per l'anno scolastico 94-95 nella Tav. 7.1 (cfr. op. cit.) tratta degli alunni interni delle scuole statali, ma solo indicando il tasso dei promossi sugli scrutinati per le prime e le seconde, e dei licenziati sugli esaminati per le terze. Come è possibile operare con questo rapporto percentuale se mancano i valori assoluti di riferimento? Un esempio: a pag. 106 si afferma che in Italia hanno conseguito la licenza media il 99.5% degli esaminati in terza, e che sono stati esaminati in terza il 97.0% degli scrutinati; ma in nessuna delle 121 pagine del succitato Annuario 1998 viene precisato quanti dei 638.866 alunni iscritti nel 94-95 in terza (dato da noi rilevato a pag. 44 dell'Annuario 1996) siano stati effettivamente scrutinati a fine anno.

Intanto, avendo noi calcolato in certo modo i valori degli alunni non valutati nel 95-96 e pertanto non scrutinati (in Italia 17.145, dei quali 14.206 al Sud), pur non disponendo né della specifica competenza dei ricercatori ISTAT, né dei cospicui finanziamenti riservati al loro lavoro, abbiamo comunque ricavato e riportato nella Tav.11 il numero degli alunni delle scuole statali scrutinati e promossi nelle tre classi delle medie, ripartiti per le tre grandi aree geografiche:

Su 1.828.256 (di cui 867.191 femmine) iscritti nelle scuole medie statali nel 95-96 in complesso sono stati scrutinati 1.810.936 alunni, e il 95.0% di questi dichiarato promosso (I e II) o licenziato (III). Il tasso dei promossi nelle tre grandi ripartizioni geografiche varia dal 96.1% del Nord, al 95,7% del Centro fino al 93.9% del Meridione. Per ciò che concerne le tre classi il tasso dei promossi passa dal 93.9% nelle prime, al 95.3% nelle seconde, al 97.0% degli ammessi agli esami di terza media. E di questi il 99.7% consegue il diploma di licenza media.

Discorso a parte per i non promossi della scuola media statale: nelle tre classi sono in totale 88.854, dei quali 51.598 (pari al 58.1%) nell'Italia Meridionale. Questa poi la loro ripartizione per classe: 41.364 (46.6%) in prima, 29.114 (32.8%) in seconda e 20.025 (22,6%) in terza.

VALUTAZIONE DEI "LICENZIATI"

Sul diploma consegnato agli alunni al termine del loro curriculum nella scuola media è riportato anche il giudizio espresso dalla Commissione esaminatrice su ogni candidato: sufficiente, buono, distinto e ottimo.

La Tav. 12 presenta un prospetto riepilogativo di questi giudizi relativi sia ai candidati interni che esterni suddivisi in Nord, Centro e Sud. Questi sembrano i dati più rilevanti:

TASSO DI PASSAGGIO

Il tasso di passaggio si calcola tramite il rapporto tra gli alunni iscritti per la prima volta nell'anno scolastico "t" alla classe prima delle Superiori X100 e i licenziati nell'ultima classe delle Medie nell'a.s. "t-1". Prendiamo ad esempio l'anno scolastico 1996-97: su 100 alunni licenziati nel 95-96 in terza media statale quanti si sono iscritti, appunto, nel 96-97 alle Scuole secondarie superiori statali? La Tav. 13 ci fornisce una risposta attendibile.

Su 581.130 licenziati nelle medie statali nel 95-96 ne troviamo iscritti l'anno dopo alle classi prime delle Superiori statali 543.098 [dato depurato dei ripetenti, ovviamente]; a conti fatti, cioè, mancano all'appello 38.031 alunni (30.772 dei quali nel Sud). Va da sé che il tasso di passaggio alle superiori risulta essere -6.5%, valore che nel Sud raggiunge -11.3%.

Dai nostri calcoli inaspettatamente si nota un saldo positivo nell'Italia Centrale: qui si sono licenziati nel 95-96, sempre nelle medie statali, 100.593 ragazzi, mentre se ne trovano iscritti in prima superiore l'anno successivo in numero maggiore:102.509. Non abbiamo elementi utili per affermare se i 1.916 alunni in più iscritti alle superiori statali in quell'area geografica siano dovuti a rientri, iscrizioni tardive, a fenomeni migratori, o ad altri motivi.

18 aprile 1999



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