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a cura di Pino Santoro


 

Concorsi

Se non ci fosse stata la giusta, legittima, necessaria mobilitazione di decine di migliaia di precari che, soprattutto negli ultimi due anni, attraverso forme autonome di organizzazione svincolate dalle appartenenze partitiche e/o sindacali, avessero deciso di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della classe politica nazionale attorno al problema (colpevolmente dimenticato, deliberatamente sottovalutato) del precariato nella scuola, forse nessuno oggi parlerebbe di concorsi. Di autonomia, certo, nuovi saperi, nuovi esami di maturità, riforma dei cicli, parità scolastica ma non certamente di concorsi, che nessuno (dico nessuno) aveva in mente di bandire, nonostante la legge lo imponesse.

Ed invece la mobilitazione c’è stata, ed il messaggio è passato, forte e chiaro: la scuola non si riforma senza affrontare lo spinosissimo problema del precariato. Anzi, potremmo tranquillamente sostenere (e gli argomenti non mancherebbero, e sarebbero tanti) che nessuna riforma seria della scuola sarebbe possibile dimenticando, rimuovendo od accantonando questo problema. La scuola italiana si regge, "funziona" (nonostante tutto) grazie all’apporto decisivo e fondamentale di questo esercito di persone senza diritti e senza garanzie.

Ebbene: i concorsi sono alle porte. E&S ha già dato ampiamente conto di questo, pubblicando gli atti legislativi e regolamentari che nell’ultimo anno sono stati emanati e che rappresentano la premessa necessaria all’avvio della stagione concorsuale, seguendo in particolare i lavori parlamentari che dovrebbero portare in breve tempo all’approvazione della legge che modifica in parte il sistema di reclutamento del personale della scuola e prevede (a sanatoria) l’indizione di un corso-concorso riservato per acquisire l’abilitazione all’insegnamento.

Vogliamo, su questo specifico argomento, creare uno spazio apposito, all’interno dell’imponente mole di materiali che la nostra rivista mette a disposizione dei suoi lettori 24 ore su 24: sappiamo che l’argomento è di stringente attualità, che tante sono le attese e le aspettative per cui, accanto alla tempestività dell’informazione, vogliamo garantire anche uno spazio libero e sereno di discussione e confronto.

Ministero della P.I. ed organizzazioni sindacali stanno già definendo per esempio l’O.M. che disciplinerà in dettaglio lo svolgimento del corso-concorso riservato. Vorremo anche noi, si parva licet, entrare nel merito di questo, avanzando proposte, suggerimenti, facendo valere cioè il punto di vista di chi nella scuola opera, da tanti anni, e vorrebbe continuare a farlo acquisendo uno status che gli è stato negato per troppo tempo da una gestione improvvida (per non dire di più) delle "risorse umane" da parte del Ministero della P.I.

La rubrica attende quindi le vostre sollecitazioni per prendere il largo ed iniziare la sua "navigazione".

Febbraio '99

Pino Santoro

 


 

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