6. La mia posta elettronica viene gestita da un privato: mi posso fidare? Tutti i servizi di internet sono organizzati secondo il principio Cliente-Servente, ed anche la posta elettronica segue questa regola. ln pratica il mail-server gestisce la posta per conto dei clienti che si sono abbonati al suo servizio.

Il server, sempre in funzione, raccoglie i messaggi che arrivano ad ogni cliente e glieli consegna puntualmente quando questo si collega. Riceve le risposte e le ritrasmette nella rete. Dunque i messaggi transitano e stazionano nel server ed in termini teorici potrebbero essere intercettati da un male-intenzionato. Tuttavia la probabilità è estremamente bassa perché la ditta informatica che offre un servizio di posta elettronica cura la sua stessa sicurezza ed insieme difende la privacy dei sui clienti. Cioè nel proteggere i suoi sistemi , protegge automaticamente anche il cliente.

Nel caso che lei avesse preoccupazioni residue, può utilizzare un sistema di crittazione il quale rende irriconoscibile il messaggio a tutti tranne che al destinatario.

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Nella risposta 4 ho spiegato che internet è una rete che non ha nessun dispositivo di controllo e dunque non può essere controllata mediante una macchina la quale applichi le direttive di una autorità, ciò non toglie che in qualche modo si debba e si possa assicurare un ordine alla rete.

Uno dei primi organismi di governo (che tuttavia manca di strumenti operativi come sopra ho scritto) furono le commissioni tecniche. Alle varie commissioni incaricate di approvare gli standard e di definire tutte le altre regole, si è aggiunta la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) la quale si incarica di dare norme agli indirizzi simbolici (o logici) e che di recente è venuta alla ribalta.

Finora esisteva il problema di acquisire l'indirizzo numerico di internet (= indirizzo fisico) mentre l'indirizzo logico ciascuno lo sceglieva a suo piacimento. Taluni si sono inventati i nomi più strani mentre le istituzioni e le aziende hanno trovato conveniente mantenere come indirizzo simbolico il nome che hanno già oppure una sua abbreviazione. Ad esempio la nota casa automobilistica italiana ha scelto "www.ferrari.it" ovviamente.

Sono sorti contenziosi per riappropriarsi del proprio nome perché qualcuno l'aveva già acquisito. Infatti alcuni, anticipando i tempi, avevano avuto l'accortezza di registrare come suoi uno o più nomi propri in attesa di cederli dietro pagamento alle aziende nel momento opportuno......

 

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7. Nei giorni scorsi ho sentito parlare di ICANN, che è?

8. Perché devo legarmi ad un provider? Può la mia scuola farne a meno? Internet è una rete formata da host (vedi risposta n.4) che colloquiano e che dunque devono potersi ritrovare. Per tale motivo ciascuno di essi ha un proprio indirizzo IP fisso il quale ha una duplice versione. C'è la versione numerica (= indirizzo fisico) e quella letteraria (= indirizzo logico) (vedi risposta precedente). Inoltre per garantire la sua reperibilità, l'host deve essere in funzione 24 ore su 24.


Tuttavia nella rete c'è l'utenza fissa che ha l'host e quella mobile che è costituita da persone e da enti che hanno un rapporto occasionale. Per questi l'host è impegnativo, l'indirizzo fisso è improponibile perché sarebbe inutilizzabile nella più parte del tempo e con ciò impedirebbe alla rete di funzionare. Ad esempio se lei ed i suoi amici aveste un indirizzo fisso allora vi dovreste mettere daccordo per scrivervi in un preciso orario ed in precisi giorni tutti insieme; altrimenti i messaggi, non trovando la macchina del destinatario aperta, andrebbero inevitabilmente perduti. Dunque gli utenti internet occasionali appartengono ad una seconda categoria, ben distinta dalla prima, e viene dato loro un indirizzo IP dinamico e variabile. In che modo ?

L'utente occasionale si collega ad un host (chiamato provider o servente di accesso alla rete) che gli offre l'accesso ad internet (molto spesso gratis). In particolare gli assegna un indirizzo IP nel momento in cui si collega. Quando l'utente finisce, chiude il collegamento con l'host ed il suo indirizzo è disponibile per un'altro cliente il momento dopo. Il provider ha a disposizione un pacchetto di indirizzi che distribuisce ai suoi clienti a rotazione.

 
Dunque, a meno che lei oppure la sua scuola non vogliate diventare operatori nella rete, troverete necessario e conveniente appoggiarvi ad un provider.

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No. Un metodo didattico indirizza il rapporto docente-discente invece a me questo non interessa affatto. Al centro della mia proposta ci sono gli aspetti basilari della tecnologia che tutti aspettano di conoscere e che quasi sempre vengono saltati a piè pari (in Italia ed anche altrove). Queste omissioni fanno sì che la cultura informatica sia per la più parte operativa cioè di basso profilo. Gli specialisti presentano lacune sul piano professionale, si scontrano con ostacoli fittizi e le difficoltà reali restano sul tappeto. I dirigenti (scolastici ed anche aziendali) vanno avanti con idee poco chiare. Muoversi diventa inevitabilmente più complicato e difficile.

Molti tentano solo di usare la macchina e si sono rassegnati a non fare più domande intelligenti perché tanto nessuno risponde loro.

Come esempio pongo alla sua attenzione il modello gerarchico del computer (vedi n. 4) senza il quale nessuna macchina e nessuna rete è giustificata. Eppure pochi lo presentano, pochi mettono in luce la posizione di vertice dell'Unità Centrale e quali sono gli elementi che comprovano tale principio tecnico. L'insegnamento diventa dogmatico e poco trasparente con conseguenze pratiche negative tutt'altro che trascurabili.

 

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9. Come insegnante di informatica mi sembra di capire che lei voglia proporre un nuovo metodo didattico.