| Il temine "wireless" significa alla
lettera "senza fili" e si riferisce alle tecniche di collegamento che avvengono
nell'etere tra postazioni mobili e fisse. Il televisore ed il cellulare
seguono la tecnica wireless. Dopo l'invenzione della radio da parte di
Guglielmo Marconi, buona parte delle
telecomunicazioni oggi avvengono in questo modo.
Le comunicazioni wireless
trasmettono onde elettromagnetiche che vengono modulate secondo i metodi
illustrati nella risposta 2.
Un'onda elettromagnetica è
caratterizzata da una propria frequenza. Per semplicità le frequenze si
raggruppano in tre sezioni principali le quali danno luogo alle:
1.
ONDE RADIO
2.
MICROONDE
3.ONDE ALL' INFRAROSSO o INFRAROSSO
Le riportiamo in questo
schema riassuntivo.

Sulla sinistra c'è la
frequenza dove kilo indica mille, mega un milione, giga un miliardo e tera
mille miliardi. Ad esempio:
10 Kilohertz = 10*1.000 hertz = 10.000 hertz 3
Gigahertz =3*1.000.000.000 hertz = 3.000.000.000 hertz
Attenzione a leggere
correttamente la scala delle frequenze che non è lineare. Ogni tacca comporta un
moltiplicativo di circa tre rispetto al valore precedente.
Al centro della tabella ci sono le onde 1,
2
e 3
che vanno da una
frequenza minima ad una massima. Ad esempio le onde radio vanno da circa
10 Kilohertz a circa 1 Gigahertz. Infine sulla destra
lo schema riporta le sotto-tipologie e spiegano in dettaglio
i contenuti di 1,
2
e 3.
Tra le più note, c'è la banda della modulazione di frequenza (vedi sigla FM) e
quella televisiva (vedi VHF e
UHF).
Lo schema ci spiega
che:
- Le onde
1,
2
e 3
si distinguono
soltanto perché hanno frequenze diverse.
- La luce visibile è
un'onda elettromagnetica, simile alle altre ma ha frequenze maggiori; in
particolare ogni colore ha una frequenza propria.
Concludiamo con alcune
brevi note tecniche.
1.
Le frequenze radio sono state divise in bande destinate ciascuna ad una
precisa fascia di operatori. Alcune bande sono
regolamentate
cioè l'emittente deve prendere una
licenza
per trasmettere
nella banda. Ad ad esempio una radio privata deve avere la licenza prima
di operare. Altre bande
sono a libero accesso come, ad esempio, quelle per i radioamatori che operano su
piccole distanze e con bassa
potenza. Parlando in generale, le stazioni trasmittenti possono
diffondere su tutto lo spazio oppure in un'area limitata. Esistono tre principali classi di
radio-trasmissione che regolano il loro comportamento:
- Single-frequency
and low-power
= La trasmittente usa una sola frequenza ed ha una bassa potenza, di solito
per utenze
locali.
- Single-frequency and
high-power
= La trasmittente ha una elevata potenza, di solito opera nei
Gigahertz. Ad esempio trasmette alle navi che percorrono l'oceano.
- Spread-Spectrum-Radio
= La trasmittente usa più frequenze simultaneamente mediante due principali tecniche note
con il nome di "Direct Sequence Modulation" e "Frequency Hopping".
2.
Le microonde sono assolutamente
direzionali e richiedono antenne paraboliche. Quando si devono coprire precise aree (vedi il caso dei
cellulari), si usano antenne omnidirezionali a terra fatte apposta
per lo scopo. Di solito operano tra i 4 ed i 6 Gigaherts e tra i 21 e 23
Gigahertz. Con le microonde lavorano anche i satelliti, di solito tra gli 11
ed i 14 Gigahertz. Le capacità
trasmissive vanno da 1 a 10 Megabps. Il costo di una istallazione è
assai elevato, tuttavia le trasmissioni con le microonde risentono molto
poco delle
perturbazioni metereologiche.
3. Il raggio d'azione dei sistemi
all'infrarosso non supera i cento metri. Essi vengono installati in piccoli
ambienti, di regola chiusi. I segnali rimbalzano sulle pareti e sui ogni elemento solido
raggiungendo i terminali collocati ovunque nella stanza. Questa tecnologia evita le spese delle
infrastrutture LAN e permettono un facilissimo riposizionamento dei dispositivi.
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